QUALE
LA VOSTRA EMOTIVITA IN BORSA?
12^ PUNTATA
LA
PAZIENZA COME FATTORE DI SUCCESSO
L'IMPORTANZA
DI SAPER ATTENDERE I RISULTATI
In questa puntata
torneremo a parlare di psicoeconomia, e più precisamente
della pazienza, cioè della capacità che
ciascuno di noi ha, o dovrebbe avere, nell'attendere i risultati.
E' incredibile
come, un argomento così importante, e sicuramente critico
in molte operazioni di investimento, non sia stato ancora
adeguatamente approfondito.
In questa breve
lezione, pur non potendo sviscerarne tutte le sfaccettature
e le insospettabili implicazioni, cercheremo di darne una
chiara definizione, all'interno di quel quadro più
ampio rappresentato dalla logica di posizione. I tasselli
che man mano verranno progressivamente inseriti, puntata dopo
puntata, saranno successivamente incastrati tra loro per realizzare,
al termine, una piacevole costruzione teorico-pratica, che
vi tornerà sicuramente utile nel vostro day-trading.
QUANDO VIENE
CHIAMATA IN CAUSA LA PAZIENZA?
La pazienza è
un tratto caratteriale dell'investitore che viene chiamato
in causa quasi tutte le volte in cui un'operazione non dà
i risultati sperati. Ho detto e sottolineato "quasi" per dei
motivi ben precisi che vedremo tra poco.
Caso A. La stagnazione.
Innanzitutto le
situazioni classiche in cui i "nervi" dell'investitore vengono
messi a dura prova sono quelle nelle quali la particolare
azione che egli sta seguendo si "inchioda" ad un certo livello
e continua a stagnare attorno a quel prezzo per un periodo
abbastanza lungo.
Un'aggravante
di questa situazione è data dal caso in cui questo
comportamento amorfo cominci esattamente dopo l'entrata del
povero trader.
Infatti, se il
titolo che ha deciso di acquistare oggi, ha fatto fuoco e
fiamme fino al giorno prima, e subito dopo si predispone ad
entrare in letargo, ha tutti i motivi per innervosirsi
Caso B.
Il lento scivolamento.
Come ho già
affermato in "Come guadagnare in Borsa con la psicologia",
è meglio una discesa repentina che dà l'allarme,
rispetto ad un lento e sonnacchioso scivolamento verso il
basso che spazientisce, ma non fa azionare i meccanismi di
autodifesa. Il lento scivolamento è molto pericoloso,
come le malattie silenziose!
E' sempre bene
fissare degli stop-loss che scatteranno sempre, anche se raggiunti
con calma, e vi diranno giustamente che è ora di vendere.
Il lento scivolamento
è un'altra tipica situazione in cui si può perdere
la pazienza, sia per il fastidioso passare del tempo in maniera
infruttifera, e sia per il fatto che la perdita intanto aumenta
Attenti alle sabbie mobili!!
Caso C.
La lenta risalita.
Non so voi cosa
ne pensate, ma a giudizio di molti non c'è niente di
più fastidioso di un'azione che fa fatica a salire,
ma proprio tanta tanta fatica, quasi le mancasse l'ossigeno.
Verrebbe voglia di alzarla di peso, con le proprie mani. Anche
in questo caso la pazienza viene messa a dura prova, anche
se il titolo tende ad andare verso l'alto
si fa per dire.
Conosco persone
che sono incapaci di tenere un titolo che si muove solo di
frazioni di punto, per più di una settimana!
Anche in questo
caso, come pure nel precedente (B), valgono le considerazioni
dell'aggravante, fatte nel caso (A), se il comportamento da
"bradipo" comincia subito dopo l'acquisto del titolo.
PERCHE'
ABBIAMO DETTO QUASI ?
Prima ho detto
che la pazienza viene chiamata in causa quasi tutte le volte
in cui un'operazione non da i risultati sperati. Mi riferivo
ai casi in cui il titolo scende o sale troppo velocemente.
E' vero che anche
quando il titolo scende molto velocemente bisogna avere una
certa dose di pazienza, ma in quei casi, i veri tratti caratteriali
chiamati in causa saranno completamente diversi, come ad esempio
l'autocontrollo, o l'ostinazione!
Quando invece il
titolo sale troppo velocemente e sudano le mani perché
si è impazienti di vendere, i tratti caratteriali chiamati
in causa saranno in realtà quelli del coraggio e della
predisposizione al rischio.
PRIMI CONSIGLI
OPERATIVI
Tornando ai tre
casi elencati sopra bisogna fare un piccolo passo indietro,
e ricordare quanto veniva già affermato in una delle
puntate precedenti:
taglia le perdite e lascia correre i profitti
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Si tratta
di una regola d'oro!
Quando saprete
levare le tende nei momenti peggiori, e saprete lasciar andare
l'azione quando sta salendo, avrete già raggiunto un
buon risultato in termini di "trading corretto".
La regola sembra
semplicissima, ma ha un fondamento di verità scientifico.
Per chi volesse
saperne di più, potrà esaminarne le simulazioni
e le spiegazioni che ho riportato in "Come guadagnare in Borsa
con la psicologia" (edito da Franco Angeli), al Capitolo 11.
Tornando ai 3 casi
precedenti, il consiglio operativo che deriva dalla suddetta
regola d'oro, si traduce nei seguenti comportamenti:
1. Nei casi "A"
e "C", lento spostamento in orizzontale e lenta salita, il
consiglio è quello di tenere, perché il titolo
deve anche avere il tempo per esprimere le proprie potenzialità.
Se lo avrete scelto correttamente, i risultati arriveranno,
ma se pensate di trovarvi di fronte a dei meccanismi automatici,
vi conviene ricredervi subito. Il mercato, che lo vogliate
o no, è bizzarro.
2. Nel caso "B",
lento scivolamento verso il basso, come vi ho già anticipato,
la cosa migliore è vendere non appena il prezzo arriva
a toccare il punto di stop-loss che voi avrete prudentemente
e saggiamente fissato prima di iniziare l'operazione. Se ciò
non dovesse far parte delle vostre abitudini, vi converrà
impararlo in fretta per evitare danni peggiori in seguito.
Per ora abbiamo
solo posto le basi della discussione.
In seguito torneremo
ancora su questo argomento in maniera più dettagliata.
(Riproduzione Riservata
- © 2000 Renato Paludetto)
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