4^ PUNTATA - LA LOGICA DI POSIZIONE
IL CASO ENEL
Tre milioni e 800 mila sono i nuovi azionisti
del colosso energetico italiano, che il due novembre scorso
si sono visti assegnare un pacchetto corrispondente al taglio
minimo. Si tratta sicuramente di un esercito che tocca trasversalmente
moltissime categorie di investitori, assai diverse tra loro,
con logiche ed obiettivi indubbiamente eterogenei. Si va dal
fondo dinvestimento professionale che ha aggiustato
il portafoglio per far posto alla matricola candidata al Mib
30, fino al pensionato che ha voluto saggiare questa nuova
forma di investimento, tanto decantata dai mass media.
Le finalità dellinvestimento.
Per linvestitore istituzionale si
trattava di inserire stabilmente le azioni Enel nel proprio
giardinetto titoli, al fine di replicare, secondo le percentuali
di propria competenza, il benchmark del mercato: questo
termine sta ad indicare lindice, il settore o il parametro
sintetico sul cui andamento verranno effettuati i confronti
con la performance del fondo stesso (ad esempio se si trattasse
di un fondo azionario che investe in titoli delle comunicazioni,
il benchmark sarebbe rappresentato dallandamento del
settore che raggruppa le azioni delle società di comunicazione,
informatiche, ecc.: ne consegue che verrà considerato
un buon fondo se sarà in grado di fare meglio del proprio
benchmark, altrimenti verrà giudicato negativamente).
Come potete facilmente capire, la necessità
di un fondo dinvestimento dinserire un titolo
grosso ("che fa indice") come le Enel, risponde ad unesigenza
innanzitutto tecnica.
Per il pensionato, limpiegato, o
il piccolo risparmiatore, la finalità dellinvestimento
spesso riveste un ruolo speculativo, anche se questo non vale
ovviamente per tutti. Quello che resta innegabile è
la speranza di molti nuovi azionisti di realizzare un grande
profitto immediatamente, al momento della prima quotazione,
come è successo in molti altri casi precedenti.
Il prezzo di assegnazione delle Enel è
stato di 4,3 euro (indicato dalla freccia nel grafico): vediamo
comè andata in seguito:

Come potete osservare, dopo un breve exploit
iniziale le Enel hanno cominciato a scendere fino a scivolare
sotto il prezzo di collocamento. Esaminiamone insieme le ragioni.
Le ragioni dellingessatura delle
Enel
La prima reazione psicologica del mercato
è stata la delusione. Molti investitori certi di
portare a casa un lauto guadagno in poche ore, sono stati
presi in contropiede dalla partenza tiepida del titolo e hanno
dovuto raffreddare i "bollenti spiriti" di fronte allevidenza
dei fatti. E stata una sensazione che ha determinato
un impatto sicuramente negativo: ricordiamo che la delusione
è un fattore emotivo con un forte potere di influenzare
la decisione finale di vendere.
Dal lato dellofferta.
Lazione non ha realizzato il boom
sperato per diversi motivi: intanto è stata assegnata
ad un prezzo elevato, il più alto allinterno
della forbice predeterminata; poi, come se non bastasse, a
vendere, sono stati anche gli stessi investitori istituzionali
che avevano precedentemente ottenuto le azioni con lo sconto,
lucrando così il valore dello stesso; inoltre, ed è
il motivo più importante, le Enel sono rimaste al palo
proprio perché, paradossalmente, sono state assegnate
a tutti coloro che ne avevano fatto richiesta! Quando anche
lultimo investitore interessato al titolo sarà
salito sull"autobus del mercato", sarà giunto il momento
di scendere per tutti! (Come guadagnare in Borsa con la
psicologia).
A mio parere, il successo di unofferta
pubblica di vendita (OPV), non dipende solo dalla bontà
della società che sta per quotarsi, ma anche dal tipo
di rapporto che esiste tra il quantitativo di azioni emesse
e leffettiva richiesta del mercato. Deve esistere uno
squilibrio tra domanda ed offerta (con una netta prevalenza
della prima) affinché il prezzo di qualsiasi cosa possa
salire: non dimenticatelo mai!
Dal lato della domanda
Ad acquistare le Enel sono stati diversi
investitori istituzionali che hanno puntato sulle possibilità
di crescita del colosso energetico, e le hanno rastrellate
dalle mani dei piccoli risparmiatori che se ne stavano liberando
con tanta fretta; inoltre, ci sono stati e ci sono ancora
oggi (16 novembre) gli acquisti messi in campo dalla società
sponsor del collocamento, che per legge deve sostenere il
titolo per i primi 30 giorni, realizzando una sorta di "salvagente
di prezzo".
Così, se le Enel salgono, gli investitori
delusi ne approfittano per venderle al prezzo di pareggio
più le commissioni, se invece scendono interviene lo
sponsor, oltre agli investitori istituzionali che le stanno
accumulando. Conclusione: per il momento il titolo è
ingessato.
Impariamo ad utilizzare la psicoeconomia
Se ricordate le tabelle delle puntate
precedenti ora vi dimostrerò che sono uno strumento
operativo per realizzare delle previsioni.
Avevamo detto che innanzitutto è
importante analizzare i fattori trend e velocità, e
successivamente il fattore tempo.
Il trend e la velocità
Nelle prime ore di contrattazioni si è
verificato un rialzo veloce fino a 4,36/7 euro, che si è
ridotto lentamente ma inesorabilmente, senza nemmeno dare
il tempo di prenderne coscienza. Quel livello di 4,36/7 euro
non è stato recepito e metabolizzato dal mercato, perché
è stato toccato per un breve periodo: anche
per questo motivo non si sono create le aspettative di un
ritorno a tale livello.
Il tempo
Il perdurare del prezzo per due settimane
sul livello di circa 4,28 euro ha permesso al mercato di assorbire
questo dato come valore di riferimento per le azioni Enel.
Questa è una conclusione molto importante.
Se in futuro lazione dovesse scendere
gli investitori sarebbero restii a vendere perché vorrebbero
uscire in pareggio: non avrebbero alcuna intenzione di sommare
alla delusione del mancato rialzo anche quella della perdita-beffa!
Voi come vi ritenete? Siete un po orgogliosi? Allora
probabilmente farete fatica a vendere.
Se invece dovesse esserci un rialzo da
4,28 verso quota 4,5, tale livello potrebbe essere psicologicamente
acquisito dagli operatori come nuovo livello di prezzo, solo
se tenesse abbastanza a lungo in termini di tempo, altrimenti
sarebbe possibile un nuovo arretramento a 4,3 euro.
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