Salve, ho 27 anni. Fino a qualche anno fà, sia io che gli altri mi riconoscevano una forte determinazione ed intelligenza. Purtroppo, a 18 anni mia madre si è ammalata gravemente e ciò ha significato che, in breve, sono diventata io, la madre di mia madre. Spesso non potevo uscire perchè dovevo accudirla in tutto e per tutto. Quando avevo 23 anni è morta. La maggiorparte degli amici si sono allontanati da me ed io sono cambiata molto. Mi ero talmente abituata a rinunciare alle cose (studio, divertimento, viaggi, ecc.), che quando mi sono trovata ad essere libera di scegliere, non sapevo capire cosa davvero volevo fare. In quegli anni, ho conosciuto il mio attuale compagno e dopo un anno di convivenza nel luogo dove lavoravamo (io con più soddisfazione di lui), ci siamo trasferiti molto lontano a seguito di una buona offerta di lavoro ricevuta dal mio compagno. Ho lasciato quindi un soddisfacente lavoro a tempo indeterminato e un luogo che amavo per fare questa scelta di coppia, in quanto non ritenevo che un rapporto a distanza potesse soddisfarci. Mi sono messa subito in cerca di lavoro, l'ho trovato dopo solo due mesi (in una regione dalla quale le persone scappano perchè non c'è lavoro). Era un impiego molto stancante, a volte ho avuto dei cedimenti, dicendo che avrei preferito il lavoro di prima, ma nel complesso non sono mai mancata un giorno ed ho portato a casa diversi soldini. Purtroppo, a fine stagione estiva il lavoro è finito e mi sono trovata disoccupata. Purtroppo, nel frattempo il mio compagno, che ha 35 anni, ha avuto un forte calo dell'udito, che lo invalida abbastanza sul lavoro e così abbiamo cominciato una girandola di visite mediche, spese, ecc. Io, vedendolo piuttosto giù, sfiduciato, ecc., cerco di fargli pesare il meno possibile le incombenze quotidiane (spesa, pulizie, ecc.) ma lui, appena faccio qualcosa che non rientra nel suo "schema" di come dovrei comportarmi, mi tratta male, ad esempio, con immenso astio mi dice che il tipo di cioccolata che ho comprato non gli piace, o che non sono riuscita a fargli una puntura e lo sapeva che non doveva chidermelo tanto non sarei stata capace, ecc. Ammetto che sono cose che dovrei saper fare, ma quando vedi che una persona ti sta vicina, fa tutto lei, ecc. perchè infierire così? Del resto anche io ho la prospettiva di trovarmi con un compagno non udente e non avere un lavoro stabile, quindi come è possibile che non si ponga problemi a trattarmi male? Sto male perchè da una parte non mi sembra di meritarmi ciò e dall'altra non capisco fino a che punto dovrei "perdonare" queste uscite, che forse sono dovute al suo umore che comprensibilmente non è ai massimi livelli. Grazie per l'attenzione.
Salve,
vorrei sapere come si tratta una persona esibizionista, narcisista, orgogliosa ed egocentrica, che ha un sentimento di amore " strano " nei miei confronti, ma vista la personalità descritta, si comporta in maniera ambigua e se fuoriesce qualcosa di " gradevole " nei miei confronti si appresta a fare marcia indietro per poi tornare alla carica e tempestarmi di chiamate, messaggi " vuoti " (errore di trasmissione), cioe' dolce ben poco; amaro tantissimo e io purtroppo lo amo in maniera maniacale e risento la follia perchè non posso fare a meno di lui! Sarò sadomasochista? Perche' lui ha questi continui sbalzi d'umore?Teme che possa nuocere al suo essere maschio virile? Per favore aiutatemi: sono in un tunnel senza via d'uscita. Grazie.
Salve, ho bisogno di un consiglio importante per la mia vita futura, non avendo modo di parlarne con nessuno. Sono sposata da 5 anni e ho una bimba di 20 mesi circa e, nonostante abbia un marito che non mi procura alcun tipo di preoccupazione, nonostante tutto quello che ho, sono innamorata di un altro uomo. Questa persona con cui non ho una vera relazione sentimentale è riapparsa nella mia vita dopo 10 lunghi anni da quando ci siamo lasciati. Il problema è che non ci siamo mai dimenticati. Ci conosciamo da bambini, abbiamo avuto una storia d'amore bellissima, finita per vari motivi dopo solo un anno, ma nonostante questo ci siamo sempre amati. Quando ho deciso di sposarmi, il mio pensiero era sempre per lui. Ci siamo fatti del male reciprocamente ed ora, dopo tutto questo tempo, sappiamo entrambi di amarci alla follia, ma siamo consapevoli anche di tutto quello che andremo a provocare, rimettendoci insieme. Non sappiamo cosa fare, vogliamo stare insieme, e lui oltre a pensare a me, pensa anche alla mia bambina, sul come affrontare eventualmente il tutto e nel prendersi le dovute conseguenze e doveri. Io non so che fare, a mio marito gli voglio bene, ma non posso dire di amarlo come amo lui. Non giudicatemi. So che dovrei cercare di salvare la mia famigliam ma non riesco ad immaginare la mia vita senza di lui. Ho paura e non sò che cosa fare. Vi prego datemi qualche consiglio. Grazie.
Ecco un vecchio adagio usato per il titolo di un recente film di Carlo Verdone, dove si racconta la crisi di una coppia e la conseguente perdita del desiderio. Con ironia e drammaticità il film tocca un tema scottante, algico: la nascita e la fine di un amore. Uno dei misteri (forse il mistero) della vita.
Problemi di coppia: Amore finito? Via le foto dal comò. Il ricordo scatena Argomento:Le News (373 letture)
A un certo punto tutto finisce, anche quegli amori intensi che all'inizio promettevano eterna felicità . Quando succede, c'è¨ sempre uno degli ex amanti che rivive il passato, dannandosi il cuore. E la colpa è del cervello che, creando uno stato di sofferenza nell'innamorato, lo rende ansioso e desiroso dell'altro a tal punto di essere capace di comportamenti ossessivi tipici dei tossicodipendenti. A spiegare questo meccanismo, un gruppo di ricercatori dell'Università di New York che, in uno studio pubblicato sul Journal of Neurophysiology 1, rilevano: "Quando un innamorato ferito guarda la foto dell'amato che l'ha lasciato, il suo cervello attiva intensamente aree legate al desiderio, alla dipendenza da droghe e al dolore". Insomma scatena una vera e propria crisi di astinenza, per cui diventa difficile andare avanti senza l'oggetto del desiderio. Hanno analizzato con la risonanza magnetica il cervello di 15 studenti di college, dieci donne e cinque uomini, abbandonati da due mesi dal proprio amato, dopo un rapporto che durava da almeno due anni.