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Dipendenze e Abusi: Difficult childhoods lead to teenage drinking
Argomento: Le News (138 letture)
Le News

An African study has found a link between a difficult childhood and alcohol consumption as a teenager. Researchers writing in BioMed Central's open access journal Child and Adolescent Psychiatry and Mental Health studied the association between adverse childhood experiences and drunkenness among 9,189 adolescents aged 12-19 years living in Burkina Faso, Ghana, Malawi, and Uganda. There has previously been little research into the determinants of alcohol use among adolescents in sub-Saharan Africa. The researchers' work is supported by similar studies in other parts of the world, which also draw a link between adverse childhood experiences and future drinking. Speaking about the findings, Dr. Kabiru said, "Early treatment for traumatic childhood experiences may be an essential component of interventions designed to prevent alcohol abuse among adolescents".

Tratto da "Eurekalert.it" - prosegui nella lettura dell'articolo



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Dipendenze e Abusi: Dipendenza (146046)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (211 letture)
Le risposte dell'Esperto

Cristina 24

Salve, sono Cristina e avrei bisogno di aiuto. Le racconto la mia storia: convivo con un uomo dipendentente d'alcol e droga (canne e ogni tanto cocaina). Io sono astemia e non sopporto piu il mio compagno che beve tutti i giorni . E' sempre ubriaco, puzza sempre di alcol. Non so più che fare. Ho raccolto alcune notizie da internet riguardo agli effetti dell'alcool sulla salute e l'ho fatto leggere ma lui dice di non essere dipendente e che può smettere quando vuole. Non è vero! Non ce la fa. Io lo voglio lasciare ma non so dove andare perchè la mia famiglia non è qui e poi lui mi ha fatto lasciare il lavoro e non so dove potrei andare e cosa fare da sola. Mi aiutate, per favore?



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Dipendenze e Abusi: Abusi (146019)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (201 letture)
Le risposte dell'Esperto

Manu 41

Ciao, è da circa 1 anno che sono tornato a vivere con mia madre, a causa della perdita del lavoro. In quest'anno, ho cercato di smettere da abusi di alcool e droghe che, anche se non in maniera continua, negli ultimi anni, mi hanno dato problemi. Riesco anche per 2-3 mesi a toccare niente, poi ricado. Penso di essere un po' depresso, e questa e' la soluzione sbagliata che trovo per cercare di divertirmi un po'. Vorrei un consiglio. Non ho soldi per uno psicologo, e non penso di essere da comunita'. Cosa posso fare? A chi mi posso rivolgere? Grazie.



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Dipendenze e Abusi: Large Decline in Impulsivity in Early Adulthood Related to Decrease in Alcohol Consumption, MU Study Finds
Argomento: Le News (137 letture)
Le News

Previous studies have found that the personality trait impulsivity, or a lack of planning and forethought regarding behaviors, is associated with alcohol use and alcohol-use disorders. For most individuals, impulsivity decreases during emerging and young adulthood. Some, however, do not “mature out” of impulsivity. Now, University of Missouri researchers have found that individuals who exhibited the largest declines in impulsivity from ages 18-25 also exhibited the sharpest decreases in alcohol consumption during this time frame.  Understanding why some individuals “mature out” of impulsivity and others do not could lead to improved treatment for alcohol-use disorders.+

Tratto da "Eurekalert.org" - prosegui nalla lettura dell'articolo

 



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Dipendenze e Abusi: Rapporti (143981)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (294 letture)
Le risposte dell'Esperto

Paolo 23

Salve, sono un ragazzo di 23 anni e sto insieme da 6 anni con una ragazza di 25. Qualche mese fa mi sono accorto per caso che suo fratello, 22 anni , aveva delle attenzioni particolari nei confronti della sorella, cioè di fatto le guardava il seno come un uomo può fare con qualsiasi donna che non sia parte della propria famiglia. Quindi lo feci presente alla mia ragazza la quale, dopo averlo constatato anche lei stessa, lo riferì ai propri genitori (divorziati ma comunque entrambi compresenti nella vita dei figli per le situazioni più importanti) e subito dopo "rimproverò" il fratello dell'atteggiamento. Da lì in poi sia io che la mia ragazza abbiamo vissuto in uno stato di agitazione abbastanza elevato. La mia ragazza è riuscita in qualche modo (forse dico io) con il tempo a superare la difficoltà che le ha comportato tutto ciò e anch' io mi sono reso conto che ci possa essere in ciò qualcosa di più profondo oltre il gesto, anche se non ho raggiunto ancora una certa serenità nell'accettare la presenza del fratello. Sia io che la mia ragazza ci  chiediamo però quale può essere indicativamente la causa del comportamento del fratello e lo chiedo gentilmente a voi in quanto i genitori di lei hanno completamente chiuso il dialogo con noi riguardo l'argomento. Vi sarei molto grato se dopo sette volte che invio la mia richiesta poteste  darmi una risposta qualunque essa sia. Un saluto, grazie.

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Dipendenze e Abusi: Dipendenza da poker (145324)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (161 letture)
Le risposte dell'Esperto

Claudio 26

Salve, nn ho avuto coraggio di parlarne con nessuno. Questo è un problema enorme per me, nn riesco ad uscirne. Sono dipendente dal gioco. Riesco a spendermi 3/4 di stipendio ormai da sei mesi a questa parte, le chiedo aiuto. Un saluto.

 

Caro Claudio, ci stai chiedendo aiuto e lo capisco bene, questa condotta deve averti allarmato molto. Tu spendi 3/4 del tuo stipendio, questo vuol dire che hai perso il controllo su di te e sul tuo comportamento. La perdita di controllo, in effetti allarma sempre molto, perché spesso innesca l’angoscia di una spirale senza fine. Tutto questo induce a pensare che ci sia il timore di chissà cosa può succedere. Ma vediamo per gradi. Innanzitutto si avverte un senso di vergogna, in quello che ti sta capitando, infatti non hai avuto il coraggio di dirlo a nessuno. Direi che non c’è nulla di cui vergognarsi. Non è una condotta da condannare, giudicare o rinnegare. Non stai facendo del male a nessuno, se non a te stesso. Non è una condotta da nascondere, ma il sintomo di un disagio sottostante. Non mi riferisco al disagio conseguente e successivo al gioco, bensì alla sofferenza precedente, quella che sta a monte e che crea la condotta stessa. Il gioco patologico è una forma di dipendenza, così come lo sono altre condotte (abuso di internet, di cellulari, di TV, sesso patologico, shopping compulsivo, ecc.), al pari delle dipendenze da sostanze (alcool e droghe). Ovviamente, la dipendenza da droghe conduce a condotte e disturbi diversi, ma di fondo, il meccanismo della dipendenza è lo stesso, ovvero il tipo di legame che si stabilisce con la sostanza, oggetto o condotta è analogo. Si crea un bisogno irresistibile di quel dato oggetto, non se ne può fare a meno, diventa una parte di noi, fino al punto di vivere esclusivamente per compiere quella data azione (procurarsi la droga, bere, giocare, stare connessi, avere il cellulare sotto mano, ecc.), a discapito delle usuali attività lavorative, scolastiche, relazionali, ecc., impiegando tutto il proprio denaro e talvolta arrivando a compiere azioni illegali per procurarselo. Insomma, una spirale da cui è difficile uscirne. Si crea infatti, una sorta di pensiero ossessivo ed esclusivo, la mente è continuamente incentrata lì, tutto il resto perde di valore e di interesse, si vive per quello e si fa di tutto per ottenerlo, perdendo tutte quelle attività atte a mantenere la nostra salute psico-fisica e gli usuali interessi. Più ci si è dentro e più non si può far a meno di starci. Chiedere aiuto è sempre molto difficile, perché emerte un pensiero magico, l’illusione di poter gestire la cosa, mantenendo il controllo e smettendo quando si vuole, ma non è così. Se fosse realmente così, la condotta non si sarebbe innescata in alcun modo. Infatti, il fatto stesso di avvicinarsi a certe condotte, suggerisce che esista un’attrazione di fondo ed una predisposizione a sviluppare questo tipo di legame. La causa di fondo che conduce alla dipendenza, può essere diversa da soggetto a soggetto. Di solito, esistono due tipi di fattori, uno più contingente, legato al momento, alla situazione e l’altro più legato alla persona. I fattori contingenti riguardano situazioni passeggere che predispongono all’abuso di certe condotte (gioco, internet, cellulare, TV), quali eventi stressanti, stress cronici, stato di isolamento dovuto a condizioni lavorative, immobilizzazione dovuta a malattia, perdita di relazioni importanti, lutto, senso di solitudine, ecc. I fattori più specificatamente legati alla persona, si riferiscono al personale percorso evolutivo, che fa si che ciascuno di noi sia in un certo modo, si relazioni con una certa modalità, viva gli eventi e vi reagisca in un modo tutto peculiare. La propria storia, fatta di alcune esperienze piacevole e rassicuranti e di altre più dolorose e carenti, crea una specifica identità e ci predispone ad affrontare noi stessi ed il mondo in un certo modo anziché un altro. La combinazione di fattori più personali e fattori esterni, fa in modo che si creino persone maggiormente predisposte a sviluppare una dipendenza, in quanto insicure, carenti di autostima, tendenti a reazioni emotive di ritiro, depressive, che fanno trovare in fattori esterni una soluzione, un’attivazione emotiva. L’oggetto di dipendenza, ovvero la relazione di dipendenza, crea uno stato adrenalinizzante euforizzante, che solleva l’umore, fa sentire vivi e assume la funzione di facile soluzione. Trattandosi di una persona insicura delle proprie capacità e risorse, di fronte ai malesseri o stressor, non cerca una soluzione interna, bensì una esterna, che nell’immediato solleva senza grandi sforzi. La condotta ripetitiva (in questo caso il gioco) rappresenta una sorta di pillola magica, che annulla ogni dispiacere. Il sollievo momentaneo non tiene poi conto del prezzo di tutto ciò, del costo emotivo, relazionale, comportamentale, concreto, ecc. Non tiene conto della dipendenza stessa, della gabbia in cui ci si trova immersi. Per cui comprendo bene la paura e l’angoscia che stai vivendo Paolo. Il gioco costituisce una perdita di controllo, pari a quella di qualsiasi dipendenza, che anticipa l’angoscia di un’escalation senza fine. E qui c’è già tutta l’angoscia del “Chi sa dove andrò a finire. Chi sa cosa succederà”. E’ veramente importante che tu abbia chiesto aiuto, perché significa che riconosci di avere un problema e di aver perso il controllo su questa condotta. Sappi che non è semplice liberarsene, perché si innesca la dinamica della dipendenza stessa. Nel tuo caso, c’è da dire che la condotta è partita in modo veloce ma è iniziata da poco, quindi non è cronica, inoltre tu sei giovane e questo rende la cosa più semplice. E’ comunque necessario che tu lavori seriamente su te e sulla tua dipendenza, per comprendere quali elementi di te hanno portato a cadere in questa dinamica. E’ importante che tu ti giochi bene le tue carte nella tua vita, dispiegando al meglio le tue risorse nella tua quotidianità,anziché in un tavolo fittizio di gioco. Il gioco vero è fuori e sta sicuro che può darti tante emozioni! Un saluto.

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Dipendenze e Abusi: La normalità che soffoca (144695)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (348 letture)
Le risposte dell'Esperto

Gloria 23

Salve, ho una famiglia "normale", felice, genitori sposati da più di 20 anni. Io vivo fuori casa da tre anni. Non ho un lavoro. Mi prostituisco perchè mi va di farlo, perchè sono troppo pigra per lavorare, perchè un lavoro normale non riuscirebbe a mantenermi. Non ho portato a termine le scuole superiori. Non ho alcuna stabilità. Tutto mi stanca. Tutto mi soffoca. Mi sono chiusa in casa per più di un anno uscendo molto raramente perchè priva di qualsiasi stimolo. Ho conosciuto l'anno scorso una ragazza, con lei ho passato i cinque mesi più belli della mia vita, gli unici mesi in cui mi sono sentita viva. Sesso, discoteca, soldi, cocaina, sballo. Questo è ciò che mi fa sentire viva. Dopo quei quattro mesi, lei ha deciso di cambiare vita. E io sono tornata a non avere alcuno stimolo, non esco quasi mai, non mi interessa vedere conoscere gente, passerei tutto il giorno a letto... Davanti internet... Alla tv... Ora sto con un ragazzo da pochi mesi... E già soffoco. Vorrei tornare a divertirmi, ma allo stesso tempo voglio stare con lui. Non riesco a trovare pace. La normalità non mi fa sentire viva, non mi da stimoli, ho bisogno di vivere sopra le righe. Ora avrei voglia di fuggire, di scappare. Di andarmene. Di provare una nuova città, di inventarmi una nuova io. A settembre 2009, sono finita in psichiatria per autolesionismo e abuso di benzodiazepine che mi procuravo. E, per quanto sia folle ammetterlo, in quel periodo, turbata e dilaniata dall'ansia, mi sentivo più viva di ora. Perchè lo sbando, la droga e tutto ciò che dovrei evitare mi attrae così tanto? Perchè non riesco atrovare pace? Un saluto.

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Dipendenze e Abusi: Tanoressici: quando l’abbronzatura diventa come una vera droga
Argomento: Le News (365 letture)
Le News

Un ragazzo su tre è schiavo delle lampade e non riesce a smettere, anche se conosce i rischi di tumori della pelle. Il 10 maggio visite gratuite per l’Euromelanoma Day

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Dipendenze e Abusi: Droga (142564)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (494 letture)
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Stefania 20

Buongiorno, e grazie in anticipo per l'attenzione, spero di riuscire ad essere abbastanza chiara, ma temo non sarà facile perché la situazione in realtà non è ben chiara neanche a me, qunque, è da un po' di tempo che frequento un ragazzo, e di conseguenza a volte esco anche con i suoi amici. Per uno di questi nutro qualcosa che può essere chiamato adorazione allo stato puro, ma non ha niente a che vedere con l'amore, è più che altro un'ammirazione molto forte, ma non positiva. Non so il motivo, e mi vergogno anche ad ammetterlo, perché immagino che non sia normale e non mi era mai successa una cosa simile, né sapevo potesse succedere. Il problema vero, però, è che questo ragazzo non è esattamente un esempio da seguire, e io, invece, lo sto proprio seguendo, tanto che sono arrivata a provare la cocaina, cosa che non mi era mai venuta in mente di fare. Questo circa tre settimane fa, poi ho voluto rifarlo, sia il weekend successivo che quello ancora seguente. La mia idea, molto stupida me ne rendo conto, era che per anni sono riuscita a fumare senza mai diventare dipendente, né sentirne il minimo bisogno, di conseguenza, credevo di avere la fortuna di essere esente da qualsiasi dipendenza, ma a quanto pare non è così, già dopo la prima volta ho cominciato a pensarci, ma ora è come un chiodo fisso. Da alcune notti non riesco neanche a dormire, mi viene un'ansia indescrivibile, sento che devo rifarlo assolutamente, ma proprio per questo non voglio più farlo, l'idea di dover dipendere da qualcosa mi è insopportabile. Non so cosa fare e comincio a essere spaventata, so che se lo rifaccio poi la situazione peggiora, ma non posso neanche continuare in questo modo perché rischio di impazzire. Quindi la mia richiesta è se esiste un qualsiasi modo per distrarsi, per eliminare un pensiero fisso, una tecnica di concentrazione, o un'attività in particolare, o se potrebbe essere utile pensare a qualcosa di preciso, qualsiasi cosa insomma, perché non so se e per quanto potrò resistere da sola. Spero davvero che potrà aiutarmi, perché altrimenti sono sola e non so cosa fare. Grazie!


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Dipendenze e Abusi: Impulso di rubare (140318)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (562 letture)
Le risposte dell'Esperto

Ilaria 29

Salve, da piccola e anche da adolescente rubavo spesso, principalmente nelle case di amici e parenti, e si trattava di giocattoli o trucchi o anche articoli più importanti, come bomboniere d'argento e simili. Durante la prima giovinezza, rubavo spesso, anche nei negozi di estetica e di profumeria. Per un periodo ho smesso, poi a 24 anni ho iniziato a lavorare nel magazzino di un'enoteca, e lì era un continuo rubare cioccolato, salse, piccoli salumi finchè l'ho fatta grossa rubando una costosa bottiglia di vino francese. Con una scenata pietosa sono stata giustamente sbattuta fuori, giocandomi, tra l'altro, un'ottima possibilità di fare carriera in un settore nel quale mi trovavo perfettamente a mio agio, e nel quale mi distinguevo ed ero molto apprezzata. Ancora vivo con angoscia quei momenti, e da allora, avendo imparato la lezione, non l'ho più fatto, anche se avverto tuttora l'impulso. Quello che mi chiedo è: come si spiega, a grandi linee, quest'impulso? da cosa viene originato? ho bisogno di terapia?

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