Torna alla home
Consulenza gratuita
Le risposte dell'Esperto
Lo sguardo di Salvacuori
Per saperne di più
Il fatto del giorno
Gli speciali
Le Interviste di Psiconline
Libri e Riviste News
Le News
Problemi della professione
Ricerche & Contributi
Riviste News
Le Tesi di Laurea in Psicologia
I disturbi alimentari
La psicologia infantile
La psicologia del lavoro
Benessere e salute
Psicologia e Borsa
I test psicologici
Registro degli Ospiti
Forum
Recensioni
Sezioni speciali
Links utili
Le cartoline di Psiconline
Area download
Segnala Psiconline ad un amico
Top 10
Le News Letters
Le Parole per Dirlo

Username

Password



Perchè tutti si iscrivono a Facebook?

Per incontrare vecchi amici
Perchè è il fenomeno del momento
Per combattere la solitudine
E' divertente
Per conoscere nuova gente
Per essere sempre informato sui miei interessi

Sondaggi Precedenti

Voti: 2757 | commenti: 5




In questo momento ci sono 30 ospiti e 0 utenti registrati sul sito.

Al momento non sei registrato. Puoi farlo cliccando qui









Minori: Primo giorno di scuola: come partire bene
Argomento: Le News (32 letture)
Le News

Per tanti bambini italiani è in arrivo il primo giorno di scuola. Chi lo vive bene e affronta al meglio i primi mesi sui banchi mette le basi per una vita scolastica serena. Per riuscirci però bisogna avere alle spalle una famiglia come quella del telefilm “I Robinson”: unita, amorevole, che si comporta come una squadra nel sostenere chi ha bisogno. Parola di Melissa Sturge-Apple, una psicologa dell'università statunitense di Rochester che ha studiato poco meno di 250 famiglie per capire se e quanto il tipo di relazioni familiari influenzi l'adattamento scolastico dei bambini delle elementari. «Bisogna ascoltare, sostenere, rassicurare, senza negare che il primo giorno di scuola sia un passaggio delicato e difficoltoso», raccomanda Maria Malucelli, psicoterapeuta dell'età evolutiva all'ospedale Fatebenefratelli di Roma. «Ed è bene ostentare tranquillità anche se non si è sereni fino in fondo: vedere i genitori rilassati e fiduciosi aiuta i bambini ad affrontare con maggior sicurezza l'ingresso a scuola».

Tratto da "Corriere.it" - prosegui nella lettura dell'articolo



( commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

Minori: Effetti della pornografia nel bambino (146655)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (143 letture)
Le risposte dell'Esperto

Alessia 7

Salve, sono mamma di una bimba di sette anni che ha appena concluso il primo anno della scuola primaria. Mi trovo di fronte ad un problema che sto cercando di risolvere ma ho paura di non fare la cosa giusta. Una domenica pomeriggio ci siamo recate da un'amica che ha una figlia di 10 anni e mentre io chiacchieravo con alcune amiche in salotto, le bimbe giocavano in cameretta tranquille. Dopo due giorni mia figlia è venuta da me e mi ha riferito di essere molto turbata per qualcosa che era accaduto quel pomeriggio. Io l'ho invitata a parlarmene e lei con gran fatica si è confidata. Praticamente la bimba di 10 anni ha descritto dettagliatamente e con termini propri di noi adulti il rapporto sessuale, il concepimento e quel che è stato più grave, ha aperto il pc del padre entrando con facilità in siti pornografici sottoponendo alla vista di Alessia dei filmati che ovviamente hanno scioccato mia figlia. Ora non pensa ad altro e mi chiede angosciata spiegazioni. Sono molto preoccupata e dispiaciuta per l'accaduto e vorrei sapere cosa fare per annullare l'effetto negativo di questa brutta esperienza. Un saluto.

( Leggi Tutto... | 4159 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

Minori: Rifiuto scuola (143990)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (103 letture)
Le risposte dell'Esperto

Lina 33

Buongiorno, il mio nipotino di 6 anni e mezzo da circa un mesetto, ma non tutte le mattine, piange a dirotto nel momento del distacco casa/scuola e pure durante l'orario scolastico. Riferisce di compagni di scuola che l'avrebbero sbeffeggiato più volte. Il bambino ha un ottimo rendimento scolastico e nel periodo della scuola materna non ha mai avuto problemi di distacco dalle figure genitoriali. In contemporanea a questi eventi accusa malessere, mal di pancia e arrossamenti nella zona perianale per i quali gli accertamenti medici non hanno condotto a patologie. Un giorno mi scrisse le seguenti frasi su un foglio: il papà è andato al lavoro ma si è dimenticato che l'azienda era chiusa, la mammma si è dimenticata di andare al lavoro, il cane "Macchia" non sopporta di stare a casa, se il pino non è sicuro muoriamo tutti ma un cane muore a un certo punto. Le ultime due frasi potrebbero essere giustificate dal fatto che il padre svolge un'attività saltuaria di giardiniere e il bimbo ha visto di recente morire il cane di un condomino, che tra l'altro era compagno di gioco del suo cane. La mia domanda è la seguente: il bambino può aver subito un trauma avendo visto accasciarsi il cane e aver provato per la prima volta il distacco. E' vero che i bambini non percepiscono la morte a questa età? Grazie

( Leggi Tutto... | 3611 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

Minori: Minore di colore (143540)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (136 letture)
Le risposte dell'Esperto

Gianluca 35

Buongiorno, sono padre adottivo di un minore di 6 anni di colore. Sebbene il percorso dell'adozione mi abbia preparato e fatto crescere affinche io potessi affrontare in modo deciso tutte le avversita che quel percorso prevede, 3 giorni fa ho dovuto affrontare un problema che tuttavia non credevo, in una citta multirazziale come quella in cui vivo, di dover affrontare. Mio figlio tornando a casa da scuola, piangendo mi riferiva di essere stato insultato da un suo amichetto circa il suo colore della pelle. Io da genitore ho fatto capire a mio figlio che probabilmente il suo amichetto gli ha proferito quelle frasi perche era solo un pò arrabbiato con lui e per lui in quel momento quel modo era quello giusto per offenderlo, ma che in fondo sicuramente non lo pensava, facendogli capire tra l'altro che al mondo siamo tutti uguali, indipendentemente dal colore della pelle e da altre caratteristiche fisiche, e che in tutti batte un piccolo cuoricino. Ho paura però che forse questa mia risposta, non sia stata molto esaudiente per mio figlio e che non abbia contribuito a dar lui, la sicurezza necessaria che un bambino adottato cerca nei suoi genitori adottivi. Secondo voi il mio è stato un comportamento giusto o meno? Vi ringrazio anticipatamente

( Leggi Tutto... | 3295 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

Minori: Problemi col cibo (145010)
Argomento: Le News (134 letture)
Le News

Selene 31

Salve, mi chiamo Selene e ho una bimba di 2 anni e mezzo. Fin dallo svezzamento, la bambina ha cominciato a dare dei problemi, anche se non seri. Ha mangiato sempre a rilento, per finire un piatto di pappa impiegavamo da 1 ora a quasi 2 ore. Adesso, le cose non sono migliorate molto, nel senso che, per mangiare la pasta che mangiamo noi, impiega da 1 ora e mezza a 2 ore, e tutte le volte quando decide di non volerne piu', l'accumula tutta sulla guancia sinistra e rifiuta a tutti i costi di mandarla giu', a meno che non gliela facciamo sputare fuori. Qualche volta, è capitato che è andata a letto con la pasta in bocca e si e' risvegliata con la stessa ancora in bocca. Non sono mai riuscita a capire questo comportamento, che a volte mi fa andare fuori di testa. Vi prego aiutatemi a capire. Ne ho bisogno. Grazie.

( Leggi Tutto... | 3123 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

Minori: Psicologia alimentare (145029)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (197 letture)
Le risposte dell'Esperto

Sara 31

Buongiorno, sono una mamma di 31 anni con un bimbo di 5 anni a giugno. Vorrei un consiglio per come mi devo comportare nei riguardi di mio figlio. Le spiego quello che succede: mio figlio da piccolo, fino all'età di mesi 8, mangiava di tutto, poi per problemi di faringite, è stato ricoverato 1 settimana in ospedale, e uscito da lì ho fatto difficoltà a fargli mangiare tutto, Piano piano, ha eliminato dalla sua alimentazione il latte la carne i formaggi la pasta, praticamente quasi tutto. A distanza di qualche mese, ha ripreso a bere il latte con i biscotti ma il resto nulla. Ora, mio figlio ha quasi 5 anni e non prende nè il latte, nè pasta, nè verdure, praticamente mangia solo crocchette di pollo e patatine al forno. A volte, un pò di pane e cioccolata, crakers, ma nient'altro. Io provo a convincerlo, sia con le buone maniere sia magari ricattandolo sui giocattoli, mettendolo in punizione, ma niente. Non assaggia nemmeno il cibo, che dice già che non gli piace. Ho provato anche a lasciarlo a mensa a scuola, ma non tocca nulla. Fa lo stesso anche con le medicine, non prende neanche quelle da solo ma devo forzarlo, ed il più delle volte le "sputa". Quando ha la febbre alta solo supposte. Ho provato a portarlo in un centro per aver assistenza alimentare ma i tempi sono lunghi. Non so più cosa fare. Potete darmi un consiglio su come devo comportarmi? Grazie.

( Leggi Tutto... | 3550 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

Minori: Infanzia (143666)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (217 letture)
Le risposte dell'Esperto

Alberto 6

Salve, le sottopongo il mio caso che riguarda mio figlio. Alberto ha sei anni fatti a novembre e frequenta la prima elementare. Le maestre dicono che è un bambino poco maturo che ancora non comprende le regole della scuola elementare, così in classe non rimane al suo posto ed è disattento. Un giorno al ritorno a casa, la sorella di sette anni mi dice che Alberto ha preso una nota. Io chiedo spiegazioni, ma lui rimaneva in silenzio, poi gli ho detto se per caso lo avessero sgridato perché andava in giro per la classe e lui mi risponde di si. Dopo averlo rimproverato e comunicato che la sera non avrebbe visto il DVD, il discorso si chiude. In realtà, il giorno dopo, mi avvicino alla maestra per saperne di più, dato che la nota non c'era né sul quaderno, né sul diario. La maestra mi racconta che da un po' di tempo Alberto porta via le cose ai compagni ed in quel caso era stato sorpreso a prendere e mettere nello zaino un giochino di una compagna; con la maestra ha negato di averlo preso. La nota alla fine (purtroppo) non è stata data. Al di là di questo episodio, devo dire che già alla scuola materna a volte tornava a casa con qualche giochino che poi restituivamo, a volte portava addirittura delle forcine per la sorella. Sempre quando andava alla materna, in un vivaio nel periodo di Natale aveva preso e messo in tasca una decorazione con Babbo Natale, che alla cassa accidentalmente gli cadde a terra rompendosi. Anche all'inizio di quest'anno qualche volta tornava con qualche oggetto (un piccolo pupazzetto, un portachiavi rotto). Le prime volte ho sempre con lui (che si nascondeva dietro di me) restituito tutto alla maestra, dicendogli che Alberto lo aveva trovato. Ultimamente, diceva che erano dei regali di amichetti (la sorella qualche volta fa e riceve qualche piccolo regalino). Gli ho voluto dare fiducia, ma non dovevo. Dato i rimproveri e le dovute spiegazioni che certe cose non si fanno (che se gli adulti lo fanno, vanno in prigione e che il bambino a cui porta via il giochino è molto triste) non so più cosa fare, se continuare a sgridarlo o se c'è qualche altra via. Il mio timore è che una presa di posizione troppo severa lo porti a "specializzarsi"nel nascondere. Che spiegazione ci può essere a tale comportamento, oltre la voglia di possedere quel particolare oggetto? Alberto è un bambino molto testardo, che vuole fare ciò che vuole, ma nello stesso tempo è pauroso (chiede di essere accompagnato in bagno o in qualche stanza lungo il corridoio) ingenuo e se un bambino gli alza le mani, lui non risponde, le prende. Inoltre, non è un bambino viziato, non chiede di comprare dei giochi quando ad esempio usciamo a fare una passeggiata, lui sa che i regali arrivano a Natale, a Pasqua se non vuole l'uovo, compleanno, le eccezioni sono rare e tutt'al più rappresentate da un giornalino o qualcosa del valore equivalente. La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei più cordiali saluti. Anna



( Leggi Tutto... | 5123 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

Minori: Sorprusi in classe (143863)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (179 letture)
Le risposte dell'Esperto

Annafranca 43

Salve, sono la mamma di un bimbo che a febbraio scorso ha compiuto sei anni. Nella sua stessa classe, c'è un bimbo iperattivo che sin dall'inizio è stato trattato dalle maestre e dall'isegnante di sostegno come un intoccabile. Lui spinge, picchia, sputa tutti i maschietti della classe. Le maestre invitano con l'autorità che gli è propria ad avere pazienza, lasciarlo fare, perdonare. Mio figlio è stato vittima, come gli altri ragazzini della classe di più monellerie e, in particolare, già due volte, di uno stesso increscioso episodio: viene buttato a terra e questo bimbo, tirandolo per i piedi, lo trascina per tutta l'aula. Il problema è che mio figlio quando io e il papà gli chiediamo cosa è successo ci risponde "nulla!", poi invece i suoi compagni di scuola (che forniscono la medesima versione degli episodi che accadono in classe) mi raccontano ciò che effettivamente è successo. A parte la scarsa professionalità del corpo insegnante (soprattutto della maestra di sostegno!) che, combinazione, non si accorgono mai di niente, la mia preoccupazione sta nel fatto che il mio bambino si rifiuta di parlare di ciò che gli accade. Come dobbiamo comportarci io e il papà? Gli stiamo ripetendo che a noi può dire tutto, che lo amiamo moltissimo. Con noi ha sempre avuto un bel rapporto. Chiunque l'ha conosciuto, comprese le sue maestre, mi dicono che è un bambino sereno e meraviglioso. Come possiamo aiutarlo?

Cara Annafranca, quello che avviene è una sorta di confronto tra il bambino con problemi di comportamento (iperattività) e suo figlio, che ovviamente subisce. In questo confronto, suo figlio vuole sbrigarsela da solo, ovvero vuole contare sulle proprie forze per arginare i comportamenti molesti e fastidiosi. E' anche una questione di autostima, da qui nasce la ritrosia a parlare di quello che accade, anche se voi lo sollecitate in tutte le maniere. Le maestre dovrebbero intervenire quando la situazione si fa più pesante, altrimenti la questione può rappresentare una palestra attraverso la quale apprendere a cavarsela da solo, ad affrontare conflitti impegnativi e a trovare vie d'uscita. Occorre rafforzare le modalità di reazione e di autoprotezione, incoraggiando suo figlio a mobilitare le proprie risorse, solo così potrà sentirsi più forte e in grado di affrontare conflitti in cui può trovarsi.



( Leggi Tutto... | 3691 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

Minori: Gran Bretagna: niente Pc sotto i 9 anni
Argomento: Le News (261 letture)
Le News

Meglio non usare il computer prima dei 9 anni, per poter scoprire il mondo reale prima di quello virtuale.È la richiesta di alcuni psicologi della Royal Society of Medicine al governo inglese, al quale chiedono regole restrittive in tal senso. Niente uso del telecomando, dei videogiochi e della navigazione Internet nella prima infanzia: bisognerebbe creare una zona technology free per dar modo ai piccolissimi di sviluppare le capacità di azione nello spazio, prima di quelle tecnologiche. I bambini hanno bisogno di afferrare, toccare, sfiorare, assaggiare, guardare e muovere oggetti reali, per educare le proprie infrastrutture neurologiche e di apprendimento.

Tratto da "Corriere.it" - prosegui nella lettura dell'articolo



( commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

Minori: Atteggiamento bambino nei confronti dei nonni (143776)
Argomento: Le risposte dell'Esperto (235 letture)
Le risposte dell'Esperto

Luca 36

Salve, mio figlio ha 2 anni e 8 mesi. Egli dà segni d'insofferenza nei confronti di mia madre (del tipo: "vai via!", "non ti voglio!",etc..). Questo ad un primo impatto, successivamente si scioglie e non vorrebbe più tornare a casa. La settimana scorsa, mia mamma e mio padre sono andati a prenderlo al nido, senza la mia presenza o di mia moglie, non ha voluto farsi prendere e vestire per andare con loro. Solo dopo mezz'ora, la situazione si è normalizzata. A parziale discolpa, il bimbo si era appena svegliato. Visto che mia moglie nutre forti perplessità circa la possibilità di continuare a farlo vedere anche alla nonna paterna, prima di prendere una decisione, secondo me drastica ed eccessiva, gradirei avere la vostra opinione. Anche perchè ritengo, nella mia ignoranza, che eliminare un problema non sia la soluzione del medesimo, sopratutto in un rapporto nonnna-nipote. Grazie e a presto.



( Leggi Tutto... | 3235 bytes aggiuntivi | commenti? | Visualizza la versione da Stampare  Invia questo articolo ad una persona )

 

All contents copyright© 1999, 2006 Psiconline® s.r.l. - P.IVA 01925060699
Tutti i diritti riservati. E' vietata la riproduzione,stampa e/o diffusione in qualsiasi forma del testo e/o delle immagini senza il permesso scritto di Psiconline® srl
All Rights Reserved. No material may be reproduced electronically or in print without written permission from Psiconline® srl- Italy
Si prega di leggere accuratamente le NOTE LEGALI prima di utilizzare il sito