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IL LIBRO IN VETRINA

I NUOVI ADOLESCENTI
Padri e madri di fronte ad una sfida

Editore: Raffaello Cortina - Milano

Autore: Gustavo Pietropolli Charmet

 

( La presentazione | Le opinioni di Psiconline | L'intervista con l'autore )

La presentazione del libro

(tratto dal libro)

 

PREMESSA

Si possono fare gli elenchi più disparati dei compiti che gli adolescenti devono assolvere per portare a termine l'intero processo adolescenziale. In questo volume ho tentato di descrivere il dipanarsi di tre compiti che mi appaiono legati ad un ineludibile bisogno di crescita ed espansione delle competenze ed ispirati da piani di sviluppo che entrano in scena proprio durante l'adolescenza.

Il primo è relativo al processo di "soggettivazione" nei confronti della rete di relazioni infantili e dei suoi valori di riferimento. Ho concentrato l'attenzione sulle novità che gli adolescenti attuali affrontano nella realizzazione di questo compito: la famiglia da cui provengono è molto diversa da quella nei cui confronti si levava la contestazione degli adolescenti degli anni Sessanta e Settanta. Perciò ho pensato potesse essere utile cercare di descrivere come la nuova declinazione della paternità e della maternità determini nuove forme nel processo di individuazione adolescenziale, nuove ansietà e perciò nuovissimi disagi.

Il secondo compito di sviluppo che ho cercato di illustrare riguarda la costruzione mentale di una immagine del nuovo corpo e la conseguente necessità di definire i valori dell'identità femminile o maschile nonchè il tipo di sessualità che si preferisce esercitare. Anche in questo ambito ci sono delle novità determinate dai cambiamenti socio culturali, dalla liberazione dei costumi sessulai e dai nuovi rapporti intercorrenti fra universo maschile e femminile. Gli adolescenti attuali hanno introdotto nella relazione col loro corpo nuove aspettative e nuovi valori e ne è derivato un intreccio di fenomeni e di comportamenti di difficile valutazione .

Il terzo compito che ho tentato di presentare riguarda la costruzione di nuovi legami affettivi e sociali. Uscendo dalla rete di relazioni famigliari l'adolescente, indossando il nuovo corpo e la defnitiva identità di genere, avverte l'obbligo e il desiderio di costruire legami di amicizia, di gruppo e di coppiache hanno una qualità particolare e che li differenzia dagli innumerevoli altri legami che verranno sottoscritti nelle fasi successive del ciclo di vita. Sono i primi rapporti significativi che il soggetto sottoscrive al di fuori della cerchia dei legami: la prima amicizia, il primo amore e il gruppetto dei coetanei non si scordano giustamente mai perchè costituiscono un debutto indimenticabile nella vita sentimentale e sociale.

Descrivendo la natura di questi tre compiti di sviluppo, le procedure e gli strumenti che gli attuali adolescenti utilizzano per realizzarli, mi sono inevitabilmente imbattuto nelle difficoltà che incontrano.

Così ho deciso di dare spazio, nella descrizione delle peripezie, anche alle manifestazioni di disagio e sofferenza fino alla descrizione dei comportamenti rischiosi, sintomatici ed illeciti che alcuni adolescenti si sentono costretti ad adottare illudendosi di riuscire a realizzare i loro compiti di sviluppo prendendo delle rocambolesche scorciatoie, negando la paura, azzerandone il valore e l'importanza.

L'ultima sezione di questo volume l'ho dedicata alla descrizione di ciò che succede nella mente o nella vita di relazione di quegli adolescenti che siano dominati da un affetto che prende il sopravvento sugli altri e assume la regia delle imprese intrapsichiche e sociali. Ho individuato degli affetti che vengono sperimentati in tutte le fasi del ciclo di vita ma che durante l'adolescenza possono assumere una virulenza particolare in quanto strettamente correlati alla realizzazione dei compiti di sviluppo specifici di questa età.

La vergogna , la rabbia, la paura e la speranza ci accompagnano lungo tutto l'arco dell'esistenza ma durante l'adolescenza sussistono motivi speciali per essere timidi o aver paura di vergognarsi o andare in giro per le strade del mondo pieni di rabbia, di rigogliose speranze o di ineffabili paure. Tutto il volume quindi è dedicato all'analisi di ciò che succede nella mente profonda dell'adolescente e nelle sue relazioni significative mentre è intento a realizzare i propri compiti di sviluppo.

Per descrivere l'intrico di questi fenomeni, ho utilizzato due concetti di uso corrente nella psicologia clinica di ispirazione psicoanalitica applicata all'adolescenza. Ho deciso di utilizzare una metafora che salda i due concetti:"rappresentazioni di Sè" nell'ambito delle relazioni significative.

Ho effettuato questa scelta alla quale non intendo attribuire un significato particolarmente vincolante per molteplici motivi che provo a passare sinteticamente in rassegna.

Innanzitutto il concetto di Sè, psicoanaliticamente inteso, è spendibile in modo particolarmente agevole nella descrizione dei vissuti soggettivi dell'adolescenza alle prese con i propri compiti di sviluppo perchè ne fanno ampiamente uso i diretti interessati. Gli adolescenti a mio avviso, quando parlano della loro vita e delle loro relazioni utilizzano un modelli narrativo parafrasabile in termini semiotici. Si sforzano cioè di dscrivere il conflitto non in termini verticali, non hanno cioè in mente la metafora freudiana dell'Io, Es e Superio: a loro generalmente non sembra che la guerra interiore sia fra istanze etiche e spinte pulsionali e perciò non descrivono il conflitto in termini gerarchici bensì utilizzano una dimensione orizzontale. Il conflitto è fra parti o istanze che hanno per così dire pari dignità , ognuna delle quali rappresenta valori e bisogni legittimi ma che sono in conflitto con quelli sostenuti da altre istanze, strutture o, se si vuole, da altri Sè.

Perciò l'adolescente attuale , frutto ed espressione del nuovo processo di accudimento e di socializzazione organizzato dalle famiglie, se vuole parlare lealmente di sè descrive un complicato processo decisionale all'interno del quale si fronteggiano istanze che hanno pari dignità ma obiettivi diversi. Egli riconosce per esempio pari opportunità sia all'istanza che lo sospinge verso l'amore di coppia che a quella che lo induce a privilegiare i legami di gruppo: ed anche l'istanza che difende ad oltranza il valore e l'utilizzo dei vecchi legami famigliari gli appoare valevole ed è giusto che la sua voce venga democraticamente ascoltata anche se sospinge più alla conservazione che al cambiamento. Perciò, è pressochè inevitabile che finisca per raccontare del conflitto come se avvenisse fra molteplici Sè che non hanno ancora trovato il modo di integrarsi fra loro e sinergicamente concorrere alla realizzazione di un comune progetto di sviluppo.

Quindi gli adolescenti attuali hanno motivi specifici per utilizzare più il concetto di conflitto fra "Sè non integrati" piuttosto che il concetto di "Io servo di due padroni".

Per capirci qualcosa delle istanze dei vari Sè ricorrono spontaneamente al concetto di rappresentazione: la domanda alla quale cercano di predisporre risposte convincenti è: "Ma come mi rappresento mio padre, o questa ragazza, o il mio corpo o la mia classe? Cioè, come li vedo con gli occhi della mente, cosa suscitano in me e come mai mi provocano tutti questi problemi?".

Usano quindi riferire ciò che vedono riflesso suuno schermo intrapsichico sul quale si riverberano le immagini del proprio Sè avvinto al proprio oggetto di competenza. L'adolescente contempla i riflessi di una parte di Sè avvinta al proprio oggetto e riferisce ciò che "sente" o "vede" o forse "intravede". Il problema cruciale infatti è proprio questo: che spesso sentimenti molto forti gli impediscono di contemplare con calma e registrare in dettaglio l'immagine del Sè e del suo oggetto rappresentato sullo schermo intrapsichico. Teme di dover fare i conti con rappresentazioni insostenibili, mostruose, inaccettabili o semplicemente antipatiche. Allorchè l'adolescente riesce a rifornirsi di rappresentazioni nitide del Sè e del suo oggetto, tutto procede regolarmente: nei casi in cui egli nono riesce a sostenere la funzione introspettiva, perde il contatto con la realtà interiore, e non riesce più a capire chi è e che cosa voglia e neppure cosa realmente tema. Sono i casi in cui i ragazzi fuggono nella realtà esterna chiedendo asilo all'oggetto, al ruolo, alla maschera del cattivo, del giullare, dell'ebete scolastico, dell'atleta che gira in tondo sulla pista come un cane che si morde la coda senza raggiungerla mai perchè corre veloce come lui.

Dall'insostenibile pesantezza delle rappresentazioni intrapsichiche del Sè derivano molteplici guai, ma non si tratta certo di un evento eccezionale e perciò da considerarsi patologico. E'anzi fisiologico in adolescenza perdere il contatto con le rappresentazioni incalzanti del Sè. I ragazzi lo riferiscono come un evento non scandaloso: spesso perdono il filo della trama e non ci capiscono più nulla poichè le rappresentazioni dei vari Sè interferiscono una con l'altra, si sovrappongono e si combinano fra loro suscitando legittimi timori di scoprire che la propria indole e il proprio orientamento non è affatto quello auspicato. Gli adolescenti scoprono spesso di essere conformati diversamente da come ritenevano di essere e lo trovano molto stressante. Perciò a volte si dimettono dalla funzione di produttori di rappresentazioni di fenomeni complessi, smettono di guardare dentro e si limitano a contemplare l'esistenza godendosi una vacanza dallo stress della crescita non esente da qualche rischio.

Ho perciò scelto di utilizzare come area specifica di indagine proprio le rappresentazioni del Sè e degli oggetti, cercando di descriverne le trasformazioni nei vari stadi attraverso i quali si dipana la realizzazione dei compiti di sviluppo. Ciò significa che l'adolescente di cui si parla in questo libro non è quello "pulsionale" di cui si sono interessati i pionieri della psicoanalisi, nè quello affamato di relazioni o di "rispecchiamenti narcisistici" descritti dalla ricerca psicoanalitica postfreudiana.

Il nostro adolescente è soprattutto inseguito dalla necessità di trasformare il corpo e il suo programma genetico in pensieri e parole, soprattutto in rappresentazioni: è un animale produttore di segni a cavallo delle pulsioni ed alla ricerca dell'oggetto che lo aiuti a realizzare ancora meglio il proprio compito evolutivo.

Da questo punto di vista i tre compiti di sviluppo di cui discutiamo in questo libro sono accomunati dall'obbiettivo finale: riuscire a conquistare nitide rappresentazioni di Sè, del proprio corpo e della sua identità di genere ed infine riuscire a conquistare convincenti rappresentazioni dei motivi per cui si ama un coetaneoe si vuol bene ai propri amici.

L'adolescenza di cui parliamo in questo libro è una fase della vita in cui il soggetto deve riuscire a produrre molti simboli e molte rappresentazioni: gli adolescenti capaci di raccontare l'avvincente cronaca della loro odissea ne sono pienamente consapevoli e sanno benissimo che il loro compito è cercare la "verità", con qualche approssimazione , ma con lealtà e masochistica devozione.

 

( La presentazione | Le opinioni di Psiconline | L'intervista con l'autore )

 

Le opinioni di Psiconline

Il libro che presentiamo oggi è un tentativo, senz'altro riuscito a nostro modo di vedere, di penetrare nell'universo degli adolescenti attuali in una maniera agile e diretta, inquadrando il complesso fenomeno della crescita in una efficace sintesi di situazioni tipiche, peculiari vissuti e profonde riverberazioni affettive che rendono non solo interessante ma anche, e questo è un pregio non secondario del libro, piacevole e scorrevole la sua lettura.

Il volume si presenta infatti come uno spaccato del mondo giovanile dove i momenti salienti ed i luoghi privilegiati del percorso evolutivo adolescenziale vengono colti con professionalità, partecipazione ed una puntuale capacità di approfondimento di quelle tematiche che rivestono oggi un'interesse primario non solo per lo studioso, il clinico, l'esperto di problemi adolescenziali, ma anche per il lettore "comune", più o meno coinvolto nell'argomento (..d'altronde, come si potrebbe non essere coinvolti da una tematica così "universale" che ci vede e ci ha visto tutti attori in prima persona dell' esperienza della propria crescita?), e in special modo per gli adolescenti stessi e per quanti si trovano ora ad osservare il fenomeno dal punto di vista del genitore, con tutte le ansie, i timori, i dubbi e gli interrogativi profondi che tale ruolo prevede.

Se l'ottica di osservazione con cui viene focalizzata sulla scena del libro la figura dell'adolescente rimanda alla teoria ed alla pratica psicoanalitiche, che riescono a fornire - attraverso la " funzione telescopica" propria di questo assetto conoscitivo - un contesto di decifrazione sempre attento che spazia agevolmente e con successo dalla superficie "fenomenologica" alla dinamica interna degli eventi via via presi in esame, ci è parso altresì molto utile ed arricchente per una corretta e più ampia comprensione dei fenomeni della crescita e delle processualità psicologiche ad essa correlate, il continuo riferimento al più vasto ambito socio-culturale che funge da contenitore "attivo", in sostanza da vero e proprio agente catalizzatore, delle trasformazioni radicali che intervengono nella fase adolescenziale e che si situano al di là della sfera di competenza e di influenza genitoriale-famigliare. L'interazione tra fattori sociali e fattori psicologici individuali e famigliari trova quindi nelle pagine del libro la possibilità di un fruttuoso connubio che contribuisce a delineare con maggiore nitidezza i contorni dell'adolescente attuale, evocando scenari consueti e meno conosciuti che fanno da sfondo alla rappresentazione interiore, soggettivamente vissuta e sofferta, del "dramma" della crescita.

E che di reale "dramma" si tratti lo si capisce anche - e questo è a parer nostro un'altro punto di forza del libro, che riesce a dare una chiara traccia dei profondi e peculiari movimenti mentali che producono il "sisma" adolescenziale - dall'intensità e dal potere di coinvolgimento delle problematiche trattate, che costellano a tutto campo il variegato orizzonte delle condotte psicopatologiche giovanili.

 

Passando dunque a delineare brevemente la struttura del libro, il primo capitolo è dedicato ai genitori dell'adolescente ed agli adulti che entrano in contatto con lui mediando e favorendo l'istanza di cambiamento di cui è portatore; viene quindi portata l'attenzione sulla coppia genitoriale, ponendo l'accento sul ruolo del padre, figura spesso sottaciuta nella precedente letteratura specialistica e che invece trova in queste pagine un'adeguato risalto attraverso il riconoscimento delle profonde trasformazioni socio-culturali che ne hanno in parte mutato la funzione direttivo-normativa all'interno della famiglia attuale.

Si passa poi al ruolo degli "altri" adulti, alla delineazione dell'adulto "competente", al ruolo ed alle possibilità di inserimento nel processo evolutivo da parte del professionista della salute psichica.

Nel capitolo seguente il focus è invece diretto alla enucleazione delle direttrici di sviluppo che sostengono "l'agire" adolescenziale uniformando l'intero processo sotto il movimento della separazione: dai genitori, dalla famiglia, dall'immagine di aspetti di sè percepiti ormai come appartenenti ad un mondo infantile, per approdare infine -attraverso l'ambivalenza, la colpa, la perdita - alla possibilità della elaborazione mentale delle dinamiche del lutto e quindi alla definizione di un nuovo orizzonte per la propria crescita dove far coinvergere le molteplici e spesso ancora acutamente contrastanti rappresentazioni del Sè in trasformazione.

La mentalizzazione del corpo adolescente e gli affetti in adolescenza sono gli argomenti dei capitoli che seguono, che affrontano temi centrali per la comprensione delle dinamiche psichiche profonde in adolescenza ed offrono una visione chiarificatrice ed interessanti spunti di riflessione nell'approccio clinico e terapeutico alle problematiche psichiche di questà età, ribadendo la preminenza di una dimensione narcisistica nella vicenda adolescenziale più aderente alle vicissitudini delle realtà interna ed esterna attuali e che arricchisce l'asse concettuale "classico" strutturato sulla metafora edipica ed il senso di colpa.

Il libro si chiude infine con l'ingresso dell'adolescente nel gruppo degli amici e sulla intensa valenza maturativa e socializzante che il gruppo acquisisce nel percorso evolutivo adolescenziale, favorendo il passaggio da una dimensione psichica centrata sul proprio ruolo all'interno della famiglia di origine a quella aperta alle molteplicità del reale, ed alla condivisione con gli altri dei propri vissuti, alla costruzione del progetto di coppia amorosa, all'assunzione progressiva di una propria più matura identità.

Fernando Maddalena

 


( La presentazione | Le opinioni di Psiconline | L'intervista con l'autore )

 

L'intervista con l'autore

Recentemente l'editore Raffaello Cortina ha dato alle stampe I NUOVI ADOLESCENTI - Padri e madri di fronte ad una sfida scritto dal Prof. Gustavo Pietropolli Charmet.

L'argomento ci è sembrato particolarmente interessante per la sua attualità e per l'importanza che riveste nella vita di ciascuno perciò abbiamo voluto incontrare ed intervistare il Prof. Charmet per consentire ai nostri amici on line di saperne di più, di penetrare approfonditamente all'interno del libro e coglierne la reale essenza.

Senza dubbio nessuno più dell'autore è in grado di aiutarci a "penetrare" all'interno dell'opera e capirne le reali motivazioni ed i reali obiettivi.

Abbiamo rivolto al Prof. Charmet alcune domande con la speranza di aver colto l'essenza di ciò che ha scritto e di riuscire a trasferire tale conoscenza ai nostri visitatori.

Gentilissimo e disponibilissimo l'autore si è prestato di buon grado a sottoporsi a questo ulteriore "lavoro" in uno dei suoi rari momenti di pausa, rubando spazio al suo tempo libero e ai suoi impegni familiari.

Psiconline
Bene, professore, iniziamo con una domanda per inquadrare il contesto entro cui si articolano le varie sezioni del Suo libro che riguarda il cambiamento intervenuto nella famiglia attuale e nelle relazioni tra i suoi membri. I recenti cambiamenti socio-culturali hanno infatti portato all'emergere di un nuovo modello famigliare che, come Lei descrive, è passato da una connotazione "etica" ad una "affettiva", in sostanza da un precedente modello rigido sanzionatorio che obbliga i figli al rispetto delle regole famigliari ad un modello di interazione tra genitori e figli che pone in primo piano le preoccupazioni relative ad un armonioso sviluppo delle potenzialità di questi ultimi, cioè a quella che Lei definisce come "la funzione ostetrica" della coppia genitoriale. In che modo questo cambiamento complessivamente positivo della famiglia può riservare effetti negativi per la vita psichica dell'adolescente?

Prof. Charmet
Il progetto educativo di "farsi obbedire per amore e non per paura" si fonda sulla prospettiva di travasare nella mente del figlio affetti e non valori o principi. Il figlio diverrà un soggetto etico seguendo la strada dei sentimenti, amerà lo studio e le leggi non per paura delle sanzioni ma poiché ne riconoscerà il significato e l'utilità come strumenti per potersi realizzare. E' perciò necessario costruire all'interno della famiglia buone relazioni, tenere basso il livello del conflitto ed imparare a negoziare e contrattare onde favorirne una elaborazione pacifica. Il figlio è invitato a partecipare alla cultura del dialogo e dell'identificazione reciproca: deve rendersi conto della fatica e dei limiti dei genitori. La costruzione di legami affettivi fondati sul reciproco rispecchiamento e su processi di accomunamento affettivo molto intensi rendono più complesso il processo di separazione adolescenziale. L'individuazione non avviene più attraverso lo strappo nei confronti dell'area materna e attraverso la contestazione dell'autorità del padre ma lungo il tormentato cammino dell'elaborazione del lutto per la perdita dell'appartenenza ad una rete di relazioni infantili molto impreziosenti. Emergono perciò frequentemente problematiche depressive e le loro manifestazioni sintomatiche.

Psiconline
Nel Suo libro viene dato ampio rilievo alla figura del padre ed alla sua spinta propulsiva per lo sviluppo mentale del figlio, ma anche ad alcune tipologie in negativo che si incontrano più frequentemente nella famiglia contemporanea: il padre "debole", quello "disertore", quello "geloso"... Al di là della caratterizzazione specifica della figura paterna, quali trasformazioni ha subito il rapporto intrapsichico con il padre negli adolescenti attuali da un punto di vista del superamento della dimensione infantile?

Prof. Charmet
La crisi dell'autorità del padre sembra essersi definitivamente compiuta. Il "nuovo" padre, precocemente coinvolto in compiti accuditivi è portato ad identificarsi con i bisogni preverbali e presimbolici del figlio e pertanto sviluppa una relazione che ha connotati "materni", più affettivi che normativi. Il padre coinvolto nella relazione col figlio all'insegna della "tenerezza rispecchiante" entra a far parte più dell'Ideale dell'Io che del Super Io. Durante il processo adolescenziale perciò il figlio non ha più il compito di "uccidere simbolicamte il padre" per poter realizzare le istanze del "vero Sé", ma deve decidere in che misura le proposte ideali e le aspettative narcisistiche del padre internalizzato possono essere assecondate. Gli adolescenti attuali sembrano caratterizzati da una certa atrofia del Super Io e da un maggior potere dell'Ideale dell'Io e pertanto sono impegnati ad elaborare più sentimenti di vergogna e di mortificazione narcisistica che sentimenti di colpa. Nel mondo interno il "padre" sembra indicare la separazione dall'area materna per adempiere a compiti evolutivi connessi alla realizzazione del vero sé: la sua immagine pertanto sembra chiedere più lo sviluppo di competenze affettive e relazionali che lo sviluppo della responsabilità e delle abilità sociali.

Psiconline
Il codice di decifrazione che Lei utilizza nella lettura del fenomeno adolescenziale è quello psicoanalitico: com'è cambiato secondo Lei l'adolescente visto attraverso la lente delle attuali teorie psicoanalitiche? E quanto "funzionano" ancora oggi la metafora edipica e l'angoscia di castrazione nella descrizione delle condotte quotidiane degli adolescenti coi propri genitori e con il mondo esterno?

Prof. Charmet
L'adolescenza edipica ha lasciato il posto all'adolescenza "depressiva e narcisisticamente fragile". L'angoscia di castrazione è stata in larga misura sostituita dalla paura dell'abbandono e dal timore della mortificazione narcisistica. Ciò si esprime nella facile arrendevolezza a fronte delle difficoltà scolastiche con insidiose dimissioni dalle responsabilità connesse all'esercizio del ruolo di studente, col prolungamento nel tempo dei fenomeni connessi al processo di autonomizzazione dalla famiglia naturale, con un più mite coinvolgimento nella "passione" amorosa che viene tenuta a bada dal cameratismo e dalla "gruppalizzazione" delle coppie.

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Nel libro viene illuminato l'importante ruolo svolto da quello che lei definisce "l'adulto competente", che in apparente contrasto con le figure dei genitori consente l'avvio di nuovi processi identificatori ed introiettivi all'interno di una dinamica "iniziatica" di uccisione simbolica del bambino, promuovendone una trasformazione-rinascita nel mondo adulto. Ritiene che la figura dello specialista della salute mentale, dello psicologo in particolare, possa oggi inserirsi più agevolmente in questa processualità evolutiva ed assolvere con successo questo ruolo nell'immaginario adolescenziale?

Prof. Charmet
I "nuovi adolescenti" non guardano agli adulti come avversari ma come a potenziali risorse e sono alla ricerca di possibilità di incontro onde riuscire a farsi "ascoltare". Le esperienze effettuate negli "spazi d'ascolto" aperti nelle scuole superiori o presso i "consultori per adolescenti" documentano come gli adolescenti cerchino di utilizzare l'"adulto competente" per pensare i "pensieri difficili" ed effettuare una donazione di senso agli enigmi della crescita e della vita sentimentale. L'incontro con l'adulto competente sembra perciò essere saturo di aspettative concernenti la richiesta di essere aiutati ad elaborare il lutto connesso alla separazione dal sé infantile narcisisticamente superinvestito onde poter spostare l'investimento affettivo sul "nuovo oggetto" e costruire nuovi vincoli. Il rapporto con il consulente psicologo è generalmente caratterizzato da una alleanza di lavoro che rende l'uso della consultazione "breve" uno strumento molto efficace purchè lo psicologo accetti la sfida di "restituire" precocemente il senso della domanda che gli è stata rivolta e non catturi nel paradigma "clinico" l'adolescente ed il suo quesito evolutivo.

Psiconline
Una delle difficoltà maggiori, forse quella centrale da un punto di vista intrapsichico profondo, per l'adolescente è il processo di mentalizzazione e di "presa di possesso" del proprio corpo in trasformazione ed il tentativo di padroneggiare l'insorgente idea della propria morte. In che modo secondo Lei la società attuale ed i suoi nuovi valori influiscono su questo specifico e fondamentale aspetto del rapporto dell'adolescente con sè stesso e con gli altri?

Prof. Charmet
Il processo di mentalizzazione della nuova corporeità, nel corso dell'adolescenza femminile, è gravemente interferito dalle proposte provenienti dalla sottocultura massmediale e dall'universo pubblicitario. Ne derivano conflitti narcisistici a volte molto gravi che comportano fenomeni preoccupanti di "attacco al corpo" come nel caso dei sempre più frequenti disturbi della condotta alimentare. Anche le inquietanti manipolazioni violente della superficie del corpo effettuate anche dai maschi, come nel caso dei piercing e dei tatuaggi, testimoniano l'insoddisfazione nei confronti del corpo naturale che viene "lavorato" culturalmente ed utilizzato come supporto di segnali rivolti al vasto pubblico dei coetanei. La cultura sociale del "narcisismo" espone gli adolescenti al rischio di una stressante rincorsa vero il modellamento delle masse muscolari attraverso la palestra e l'uso di anabolizzanti o attraverso l'uso di loock esasperati.

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Nel suo libro viene posto un accento sul ruolo del "gruppo" adolescenziale come funzione mentale di supporto promotrice del processo di maturazione psichica e sessuale che permette il transito dell'adolescente dall'universo famigliare a quello sociale allargato. In che modo possono essere lette alcune manifestazioni "devianti" dell'attuale disagio giovanile (comportamenti a rischio, velocità, ma anche le babygang..) in rapporto alla funzione "contenitiva" e di luogo elettivo di interscambio delle proprie esperienze emotive profonde offerta dal gruppo dei coetanei?

Prof. Charmet
Il gruppo spontaneo dei pari età sembra aver acquisito un potere speciale in quanto strumento di lotta alla tristezza, alla noia e alla paura della solitudine. Verso l'attività di gruppo convergono le richieste individuali di ottenere una risposta al disagio psichico derivante dal ritiro narcisistico e dalla tristezza prodotta dai concomitanti processi di separazione dai miti infantili. Il gruppo deve erogare risposte soddisfacenti ed è perciò costretto ad inventare azioni che abbiano una rapida capacità risolutiva della noia e della malinconia di tutti i suoi membri. Ne deriva il rischio che il gruppo sia costretto a ricorrere all'uso di sostanza euforizzanti, blandamente regressivanti o viceversa in grado di illudere sulle prestazioni. La "mente del gruppo" qualora si senta esposta al dolore depressivo ricorre facilmente a soluzioni delinquenziali costringendo i componenti a pratiche anche crudeli, violente, predatorie. L'aumento dei reati commessi da minori non è dovuto all'incremento di personalità ad organizzazione deviante ma dall'aumento dei reati commessi in gruppo. Anche le ordalie e le sfide predisposte dal gruppo sono finalizzate ad erogare esperienze "stupefacenti", molto coinvolgenti e capaci di suscitare forti coinvolgimenti emotivi in grado di battere temporaneamente sia il ritiro narcisistico che la tristezza.

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Ringraziamo il Prof. Charmet della collaborazione e della gentile disponibilità accordataci, auspicando al suo bel libro un meritato successo.

 Intervista realizzata da Fernando Maddalena

 

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