Dott. Fausto Agresta
Direttore
Sono passati alcuni anni da quando i numeri della Rivista PROSPETTIVE IN PSICOLOGIA non sono andati più in stampa. Infatti l’ultimo numero sarebbe dovuto uscire a gennaio del 1993. Abbiamo incontrato qualche difficoltà sulla nostra strada. Al posto dei numeri quadrimestrali di Prospettive in Psicologia- come in un lungo intermezzo- ho dato alle stampe tre pubblicazioni, che hanno trovato sia una radice motivazionale di sviluppo nella Rivista stessa, come pure un legame di affinità culturali e professionali, fra quei Colleghi che sono sempre rimasti legati al gruppo editoriale. Altri, per varie ragioni, hanno preso strade diverse.
Nel 1995 il collega ed Editor di SAMIZDAT, P.P. Notarfranchi, già Collaboratore di Prospettive, ha stampato il libro ” Dieci anni di psicoterapia narrata”, una raccolta di articoli di F. Agresta, scelti tra i più interessanti fra quelli già pubblicati da Prospettive in Psicologia. Nel 1996 viene alla luce “Interviste a Psicoterapeuti”, Volume I°, (a cura) di Fausto Agresta che è un’altra idea di P.P. Notarfranchi che si concretizza nel raccogliere alcune fra le più importanti “Interviste a Psicoterapeuti” noti e famosi, già pubblicate da Prospettive. Nel 1997, insieme con Notarfranchi, che ormai è lanciato a livello nazionale con la sua casa Editrice SAMIZDAT, penso di riproporre “Nuove Prospettive in Psicologia”. Da più di due anni, però, stavo già lavorando sul mio nuovo libro a cui tenevo tanto e così rinvio sempre la ripresa delle pubblicazioni della rivista. D’altro canto, le cose sono cambiate nel tempo, c’è stata la legge sulla psicoterapia e il riconoscimento delle Scuole. Così si pensa di passare alle pubblicazioni editoriali. Nel 1997 pubblico, per Nuove Prospettive in Psicologia( stampato da SAMIZDAT) il trattato di “ Medicina Psicosomatica e Psicoterapia Analitica. Individuo, Gruppo, Coppia e Famiglia”( pagg. 510), che porta la Presentazione di E. Gilliéron e le Prefazione di R. Agosti. Mi fa piacere comunicare, ai Colleghi e ai Lettori che il libro è stato apprezzato e segnalato da personaggi importanti, anche perché “ non Psicologi”, non di parte, diciamo( F. Antonelli, L. Onnis, M. Malagoli Togliatti, N. Dazzi, C. Neri, B.Luban- Plozza, P.L. Sommaruga,) e da psicologi illustri come L. Pinkus, E. Giusti, P. Porcelli. Il libro è stato recensito su Riviste molto prestigiose in Italia tra cui, Psicoterapia e Scienze Umane( Direttore: P.F. Galli), Medicina Psicosomatica( Dir. F. Antonelli), Il Ruolo Terapeutico( Dir.S. Erba), RIZA Psicosomatica( Dir. R. Morelli), Tecniche( Dir. G. Lai), Rivista Ital. di Ipnosi e Psicoterapia Ipnotica( Dir. G. Mosconi) e su vari quotidiani nazionali. Ho cercato di dare un contributo sulla questione della psicoterapia psicosomatica da un punto di vista di uno psicologo- psicoterapeuta. Così, mi è sembrato che il vuoto della Rivista sia stato, in parte, riempito.
Insieme con il gruppo dei Collaboratori decidiamo di riprendere le pubblicazioni di “ Nuove PROSPETTIVE IN PSICOLOGIA”, col sottotitolo “ Rivista di Psicoterapia, Psicoanalisi, Terapia Familiare e Medicina Psicosomatica”( nuova serie). Il taglio di “complessità” che abbiamo dato continua il solco già tracciato da Prospettive, sin dalla nascita: l’apertura a tutti gli indirizzi di psicologia e di psicoterapia. Il nucleo principale dei Colleghi che è rimasto col fondatore e Direttore, Fausto Agresta, è composto da Giuseppe Bontempo, Psicologo e Psicoterapeuta( Vice- Direttore), poi Raffaele Croce, Psicologo e Psicoterapeuta, Gianfranco Contini, Psichiatra e Psicoterapeuta, Roberto Filippini, Medico e Psicoterapeuta: tutti e tre compongono la Direzione Scientifica. Al Comitato di Redazione abbiamo: A.M. Rotondo, Medico e Psicoterapeuta, due psicologhe, la Dott.ssa Carmina Argentieri e la Dott.ssa Rina Talucci, coordinata da G. Bontempo. Abbiamo persone con una esperienza ormai consolidata e volti nuovi, giovani operatori e due studenti alla Segreteria di redazione: Agresta Domenico, Di Marzio Elena e Benedetta Franchi. La Rivista ripropone la struttura che aveva già consolidato negli anni; come prima, abbiamo il Patrocinio della Società Italiana di Medicina Psicosomatica e molti nomi già conosciuti come Collaboratori Scientifici nelle Annate precedenti come E. Gilliéron (Università di Losanna),Giampaolo Lai, P.L. Sommaruga, K. Rohr, P. Lavanchy, R. Di Donato, N. Filograsso( Università di Urbino) B. Luban- Plozza, Ezio Sciarra, neo Presidente del Corso di Laurea in Psicologia dell’Università di Chieti( Intervistato in questo numero). Tra i nuovi Collaboratori Scientifici abbiamo l’Epistemologo e Psicoterapeuta Alfredo Civita(Università di Milano), T. Giani Gallino( Professore di Psicologia, Università di Torino), M. Baldassarre( Psicoterapeuta, IREP di Roma), R.A. Pisani, Prof. di Psichiatra e Gruppoanalista( Università di Roma), Fiorino Mirabella, Consulente Istituto Superiore di Sanità ed Esperto in Valutazioni Psicometriche e Analisi dei dati(C. D. M. Facoltà di Psicologia, Università di Roma)ed altri, tra cui il noto Prof. Luigi Onnis( che sarà intervistato nel prossimo numero) e il Prof. G. Martignoni, noto Psichiatra e Psicoterapeuta svizzero e Docente all’Università di Friburgo, poi il Dott. P. Porcelli, Psicologo e Responsabile degli psicologi della SIMP e A. Lampignano, Psicologo e Gruppoanalista della SGAI Milanese. Poi, Raffaele Morelli, Psichiatra e Direttore di Riza Psicosomatica di Milano; Chiara Simonelli, Sessuologa dell’Università di Roma, e Diego Frigoli, Psichiatra e Psicosomatista di Milano. La Rivista ha ripreso i contatti con alcuni Direttori di Scuole di Psicoterapia e pubblica articoli sia di nomi importanti che di Colleghi- anche alle prime armi- che vogliono cominciare a dare i primi contributi. Ci sono varie voci, dalla psicologia alla medicina di base, dalle esperienze nei vari settori alle varie specializzazioni della psicologia clinica, sperimentale, analitica, gruppoanalitica, sistemico- familiare e cognitivo- comportamentale, dalla psicologia dell’età evolutiva alle malattie della vecchiaia, dalla riflessione filosofica alle questioni di ricerca sociologia, antropologica, ovvero le “Scienze Umane”. Siamo stati i primi in Italia- anno della fondazione 1984- a dare un taglio a tutto campo alla psicologia e alle varie psicoterapie, pur privilegiando la nostra formazione di tipo psicoanalitica e psicosomatica. Pensiamo, appunto, che le “Prospettive in Psicologia” siano in fieri e sempre aperte verso nuovi studi. Tutte le aree che una volta venivano un po’ emarginate- pensiamo alla terapia familiare e a quello cognitivo e comportamentale- hanno trovato spazio già quindici anni fa e, oggi più che mai, hanno il pregio della presenza in una rivista di psicologia e in quella orientata verso diverse forme di psicoterapie. Pensiamo alla grossa domanda, specialmente nei Servizi Pubblici delle problematiche relative alla gestione e alle terapie delle psicosi e delle tossicodipendenze. L’identità di Prospettive in Psicologia” è stata ri- conosciuta e apprezzata da molti Colleghi e da vari esperti nei diversi campi. Pensiamo alla Rubrica “ Questioni Fondazionali delle Scienze Umane”, aperta ai filosofi, agli epistemologi, ai sociologi, a tutte le voci dello …scibile umano; pensiamo alle Rubriche “Coscienza/Esperienza: la psicologia e la medicina sul campo“ e “ Abbiamo ricevuto…” aperta ai medici, a tutti gli operatori dei settori che lavorano sul campo e, poi, alle “Interviste ai Personaggi”, una chicca che, diversi anni fa, era stato oggetto di elogio da parte di S. Erba. Mi diceva:” Fausto, il pezzo forte della tua rivista sono le Interviste”( la paragonava alla sua,“ Il Ruolo Terapeutico”, dove non ne erano previste: una delle poche interviste fu quella di Lai a Diego Napolitani). Detto da lui! Quindi, ripartiamo, ma voglio tener conto di alcune belle parole che Notarfranchi scrisse nella Prefazione al mio libro “ Dieci anni psicoterapia narrata”( 1995). “ Cominciava nell’ottantaquattro quasi per gioco e forse per lenire un dolore antico. Fausto Agresta inventava Prospettive in Psicologia, l’unica rivista abruzzese della materia. Quasi subito la rivista perse la connotazione di partenza. Da locale, di corto respiro, si fece internazionale: crebbe con i contributi degli specialisti in psicoterapia italiani e stranieri. Fu anche multisonante, risuonò delle voci delle tante scuole del pensiero psicologico… Invito Fausto Agresta a trovare nuovo coraggio a riprendere, magari assieme, la pubblicazione di Prospettive. Questa volta, però, solo per gioco; senza il dolore di una crescita che sa già di stantio. Il gioco dei cinquantenni che non devono dimostrare più niente”.
Come sempre, la Rivista sarà distribuita in molte Cattedre Universitarie, in alcuni Corsi di Laurea in Psicologia, nelle Scuole di Psicoterapia Riconosciute dal MURST: a Pescara è stata riconosciuta la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo e Comportamentale, Diretta dal Dott. S. Masaraki( Vice Direttore: Dott. C. Di Berardino), a Roma quella diretta dal Prof. E. Gilliéron, Professore di Psichiatria all’Università di Losanna e di Montreal, tra l’altro Membro della Società Internazionale di Psicoanalisi ( Istituto di Ricerche Europee in Psicoterapia Psicoanalitica), a Milano già dal 1994 è stata legalmente riconosciuta RIZA PSICOSOMATICA( direttore Dott. P. Parietti).
La nostra Rivista entrerà nelle Strutture pubbliche e private, nei Centri di Ricerca e di Studio, nelle Librerie Pubbliche e Istituzioni varie, nelle Librerie private di molte città sede di Università, nei Congressi di Medicina Psicosomatica e nei vari Convegni dove “Prospettive” è stata sempre presente e invitata; per ultimo, nelle 43 sedi delle Sezioni provinciali della Società Italiana di Medicina Psicosomatica. A Milano, la Sezione Milanese della Società Ital. di Medicina Psicosomatica sta organizzando- insieme con la Scuola di Riza di Milano- il XVIII Congresso Nazionale e come sempre “Prospettive in Psicologia” sarà distribuita ai molti partecipanti. Mi fa piacere sottolineare che il Dott. Piero Parietti è Direttore della Scuola di Riza, Presidente della Società Italiana di Medicina Psicosomatica, Responsabile della Formazione per la SIMP e Collaboratore della nostra Rivista sin dalla fondazione. Naturalmente ci rivolgiamo a tutti i Lettori e Colleghi, vecchi e nuovi. Riprenderemo con una pubblicazione semestrale, poi si vedrà. L’attività editoriale e scientifica è essenziale per uscire dai confini regionali, dagli steccati di Scuole e dai riduzionismi tecnici che riproducono dicotomie di derivazione cartesiana. Tutto un discorso a parte merita il problema delle “pubblicazioni”. Mi è sembrato positivo far notare che anche nella nostra Regione Abruzzo le nostre esperienze e le nostre attività editoriali e scientifiche sono abbastanza produttive e, oggi più che mai, è necessario prendere coscienza anche del nuovo fermento delle Istituzioni e dei giovani iscritti sia ai vari Diplomi Universitari che al Corso di Laurea in Psicologia di Chieti e all’ Università di L’Aquila, dove il Dott. Agresta è stato nominato Docente di Psicologia
Generale alla Facoltà di Scienze della Formazione.
Contiamo sull’aiuto e sul contributo dei giovani e di tutti coloro che credono in questo lavoro e in questa ricerca, oggi più che mai. Con i fatti drammatici che sono sotto gli occhi di tutti si comincia a parlare con meno ipocrisia e con più attenzione verso le problematiche giovanili e delle famiglie in disagio. Non si riesce ancora a produrre una Legge dello Stato( o delle Regioni) per avere uno psicologo in ogni scuola, come le famiglie e i docenti chiedono da molto tempo. Chissà perché! Tutti questi problemi fanno parte della vita di ognuno di noi e coinvolgono l’individuo, la famiglia, la società, la scuola e poi i valori e le ideologie. La psicologia, la medicina, la religione e le scienze a queste vicine tentano di chiedersi il “ perché” di certi comportamenti, della aggressività sempre più esternata e non mentalizzata; ci si chiede il perché di molti pericolosi atteggiamenti e drammi della sofferenza che accomunano l’uomo, di qualunque status socioeconomico e ideologico egli faccia parte. Il campo di intervento psicologico, prima e, prettamente terapeutico dopo, mette in risalto e valorizza gli strumenti tecnici ed operativi che distinguono lo psicoterapeuta da altre figure professionali. In questi anni, ci siamo accorti che questa figura, insieme a quella dello psicologo, non è ancora chiara( a volte sconosciuta) anche a persone diciamo colte. Gli psicologi hanno dovuto lottare fino ad oggi per ottenere questo riconoscimento legale. Oggi, e ne siamo fieri, c’è una Legge dello Stato che sancisce l’equipollenza degli articoli 3 e 35 ( Legge 56/89) sulla psicoterapia- alla specializzazione universitaria.
Questa Rivista ha sempre avuto come obiettivo far conoscere le cose nuove e originali nel campo della psicologia e delle psicoterapie: è stato molto interessante poter entrare nelle rigide correnti di scuole e di ideologie di appartenenza, di conoscere e sottolinearne i limiti, i pregi e le difese, spese patologiche, che ci riconducono al concetto di “ Chiese” in quanto istituzioni classiste e chiuse. Sembra che si abbia paura del contagio. Sappiamo che molte psicoterapie se svolte secondo canoni di rigorosa applicazione dei metodi rigorosi e di coerenza interna(a parte, naturalmente, gli effetti nocivi e positivi – riconosciuti da tutte le correnti di scuole- della personalità del terapeuta in vista dei risultati), producono miglioramenti nella personalità, nella famiglia, nel gruppo. Sappiamo che la psicoanalisi cosiddetta ortodossa ha sempre negato il concetto di corpo( isteria a parte): adesso lo sta scoprendo e pubblicizzando, ma sappiamo pure che lo sta “ copiando” dagli studi della “psicosomatica”, da quella schiera di pensatori e degli allievi più stretti di Freud( ricordiamo i coniugi Deutsch, Grinker, Paul Federn, Alexander, Otto Fenichel, M. Boss) e, degli studiosi più vicino, a noi come Luban - Plozza, Sapir, Sifneos, Gilliéron) quando dalla psicoanalisi di un certo filone( pensiamo ai kleiniani) è stata combattuta. In effetti, certi filoni ortodosi( ne sono diversi) hanno sempre una visione solo “ intrapsichica” della malattia psicosomatica; in effetti trascurano sia l’aspetto del significato analogico e simbolico del sintomo, sia le “ influenze reciproche” delle dinamiche interpersonali tanto care agli stessi psicoanalisti della “ teoria delle relazioni oggettuali”( pensiamo a Winnicott, Fairbain, Balint), nonché ai teorici e ai clinici della delle terapie sistemico- familiari( leggi “contesto”).
Secondo queste concezioni proprio rapporti comunicazionali patologici favoriscono la cronicizzazione della malattia “ del corpo”. A Marzo l’Ordine degli Psicologi ha organizzato ad Avezzano( AQ) un Convegno sul “ Futuro della Psicoanalisi” a cui hanno partecipato diversi relatori, tra cui G. Jervis e S. De Risio. Con la forza dell’evidenza G. Jervis ha sottolineato la crisi che sta attraversando sempre più la psicoanalisi, quella più retrograda( quella che si indentifica con la “ ortodossia”, che chiaramente non riguada Freud!), la quale – egli affermava- se vuol “ salvarsi” non deve più arroccarsi su posizioni rigide e fuori della storia. Infatti, le nuove teorie della complessità e l’apporto delle neuroscienze possono integrare tutti gli sforzi che psicologi, medici, sociologi e quanti altri concorrono per approfondire gli studi e la conoscenza sempre più complessa delle “ mente dell’uomo” immerso in un mondo reale e virtuale di relazioni affettive e interpersonali.
Per il trattamento e la rieducazione degli psicotici gravi c’è ormai un esplicito accordo tra la psichiatria e le varie forme di intervento psicoterapeutico individuale, familiare, di gruppo. Il pionierismo psicoanalitico individualistico da una parte, e l’esasperazione del trattamento farmacologico dall’altra, nel momento in cui hanno ideologicamente sostenuto una propria tesi di esclusione reciproca, hanno contributo, spesso, alla cronicizzazione di molti malati che non sono “cresciuti” se non in una esistenza cronica di sofferenza e di invalidità. Vogliamo sottolineare con forza il ruolo della prevenzione nelle famiglie e nelle scuole. Il riduzionismo ideologico si contrappone alla integrazione e alla complessità. Noi stessi ci siamo occupati delle malattie psicosomatiche da diverso tempo e abbiamo sostenuto la tesi che lo psicologo, al pari del medico, ha un ruolo specifico nel trattamento psicoterapeutico dei disturbi psicosomatici superando l’ostracismo dello stesso padre della psicoanalisi S. Freud. I fatti ci hanno dato ragione: se si accetta che tutti somatizzano( M. Sapir aveva pubblicato un libro dal titolo ” Siamo tutti psicosomatici”)e che molti soggetti sviluppano malattie psicosomatiche gravi già nell’infanzia e nell’adolescenza( asma, diabete, anoressia, bulimia) dobbiamo convenire che il solo approccio individuale o quello riduzionistico medico è destinato al fallimento. E’ inutile negarlo. Il farmaco da solo, tutti lo sanno, non può cambiare intrinsecamente la mente di una persona,( può solo bloccare e ”addormentare” la parte più intima del pensiero umano, ma non può “togliere” la sofferenza); tanto meno può cambiare le dinamiche, i vissuti profondi, i pensieri, e le fantasie interpersonali in un contesto medio( median group) o nel piccolo gruppo( famiglia, scuola). La prassi psicoterapeutica ci ha insegnato che i vissuti ritornano a galla, anche dopo tanti anni, che la parola deve essere pronunciata, che la persona deve parlare . Il farmaco è un aiuto nelle forme gravi, ma non può essere imposto già ai bambini e agli adolescenti. Proprio in questi giorni l’OMS ha lanciato l’allarme sulle patologie dei bambini( a scuola, nelle famiglie) che diventeranno nel 2020 le prime cause di disabilità mentale, di malattia e di morte dei bambini. E’ accertato che la patologia infantile prepara la strada a quella dell’adulto, e quindi a quella della famiglia e della Società che se ne devono fare carico in tutti gli aspetti. Il problema della prevenzione, dicono i dati dell’OMS, è fondamentale per ridurre le conseguenze a medio e lungo termine: infatti il 20% dei giovani soffre di disturbi mentali da leggeri a gravi.
Già 15 anni fa i “Personaggi intervistati” parlavano un linguaggio “ personale”, diverso, originale ma già chiaro nelle posizioni della prevenzione e delle terapie che di diversificavano dall’individuale al gruppo, dalla famiglia ai bambini: era una visione “ futuristica”( per quelli che non ci hanno letto gli Intervistati sono stati: Antonelli, Baltrusch, Carotenuto, R.Di Donato, Erba, Francescato, Goldwurm, Gilliéron, Guantieri, Jervis, Lai, Lavanchy, Martignoni, Morelli, Navarro, Pagliarani, Parietti, Parsi, Rohr, Sapir, Sifneos, Sommaruga,).
Abbiamo visto che molte cose sono cambiate anche nel nostro campo d’intervento. Le cose che si facevamo venti anni fa, in parte, sono state rivisitate e reintegrate in un sistema “ complesso” per evitare di cadere nel proverbio: Plus ça change, plus c’est la même chose. Oggi si parla sempre di più della teoria della “ complessità ” non solo nell’ambito terapeutico, non solo nel campo medico, ma più specificamente nell’etica psicoterapeutica. Pensiamo che l’etica della complessità, per usare un concetto caro a L. Onnis, possa proporsi come una sfida sia nei confronti dell’etica della “ normalità” che in quella del “ non cambiamento” che, a volte, si cristallizzano nella ideologia di appartenenza mistificatoria e riduzionistica. Vogliamo ribadire che, non a caso, il sottotitolo di Prospettive in Psicologia è : Rivista di Psicoterapia, Psicoanalisi, Medicina Psicosomatica, Terapia Familiare.
Fausto Agresta
P.S. I colleghi psicologi, medici, psicoterapeuti e studenti che intendono collaborare con articoli e contributi vari con la Rivista - che ha una diffusione nazionale con punti di contatto a livello europeo- possono mettersi in contatto con il Direttore e con la Redazione. Naturalmente tutte le informazioni che riguardano la pubblicità, gli abbonamenti, le notizie, le recensioni di libri, scambi di riviste devono essere effettuate presso la Direzione, il cui indirizzo è: Via Bologna, 35 cap 65121 Pescara; Tel. 085-28354; indirizzo e-mail: fagresta@hotmail.com
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Si ringrazia per la collaborazione.
Ø Editoriale di Fausto Agresta
Ø E. Gilliéron: Interpretazione, insight e cambiamento nell’investigazione psicodinamica breve
Ø F. Agresta: Le cellule dinamiche della memoria ( o le cellule della memoria dinamica). Due casi clinici: un paziente con linfoma non- Hodgkin e una paziente con rettocolite ulcerosa
Ø Intervista a Ezio Sciarra: Psicologia, Filosofia e le Scienze Umane Oggi ( a cura di Fausto Agresta e Giuseppe Bontempo)
Ø K. Rohr: Perché mi impegno nei Gruppi Balint
Ø A. Civita: Questioni Fondazionali delle Scienze Umane: Possesso e uso delle funzioni psichiche
Ø R. Pisani: Le nevrosi e la cultura di gruppo in Italia Meridionale. Ricerca Clinica
Ø R. Agosti: Coscienza / Esperienza: Medicina e Psicologia sul campo: Adattamento e Cambiamento. Il divenire come “necessaria” opportunità biologica nel contesto psicosomatico
Ø R. Filippini: Abbiamo ricevuto…F. Nietzsche: La sensazione di esistere. Nuove prospettive complesse in psicologia
Ø PROSPETTIVE IN LIBRERIA
Ø NOTIZIE.
Collaboratori Scientifici: Mirella Baldassarre (Roma); Alfredo Civita (Milano); Carlo Di Berardino (Pescara); Romano Di Donato (Pescara); Nando Filograsso (Urbino); Tilde Giani Gallino (Torino); E. Gilliéron (Losanna-Roma); Edoardo Giusti (Roma); Diego Frigoli (Milano); Giampaolo Lai (Milano); Alberto Lampignano (Milano); Pierrette Lavanchy (Milano); Boris Luban-Plozza (Locarno/Svizzera); Graziano Martignoni (Comano/Svizzera); Raffaele Morelli (Milano); Fiorino Mirabella (Roma), Paolo Notarfranchi (Pescara); Luigi Onnis (Roma); Piero Parietti (Milano); Rocco Pisani (Roma); Piero Porcelli (Bari); Klaus Rohr (Lucerna/Svizzera); Ezio Sciarra (Chieti); Chiara Simonelli (Roma); Pierluigi Sommaruga (Milano); Laura Tremelloni (Milano).
ANNO IX N.1 – MAGGIO 2001- ( FASCICOLO N. 25).