Da amanuense a protesizzato con il PC; da fruitore passivo della rete al suo uso per fini professionali: brevi note personali, da parte di uno psicologo, sull’uso del PC e della rete

Leonardo Angelini - Psicologo, psicoterapeuta
Responsabile dell'OPEN G - Consultorio Giovani dell'AUSL di Reggio Emilia

1.      Mi sono avvicinato al PC a seguito dell’acuirsi, qualche anno fa, di un problema alle mani (artrosi) che mi impediva di scrivere manualmente in maniera comprensibile per più di una pagina e mezza: ho appreso così a scrivere direttamente sul PC, con qualche problema iniziale legato all’angoscia di perdere ogni traccia del mio lavoro, e con la sensazione che spesso il periodare da PC sia più contratto e sincopato di quello che emergeva dal diretto contatto con la pagina bianca.

2.      Quando mi sono collegato ad internet mi è stata data l’opportunità di aprire una pagina web, da parte del mio provider: cosa che ho fatto ( http://space.tin.it/salute/delianab/) aprendo un sito insieme a mia moglie, Deliana Bertani, che abbiamo intitolato ‘Psicologia e welfare’ all’interno del quale abbiamo posto tre documenti che ci sembravano significativi:

http://space.tin.it./salute/delianab/psicosto.htm

http://space.tin.it./salute/delianab/microsto.htm

http://space.tin.it./salute/delianab/paura.htm

  1. Sono ancora lì. All’inizio ci arrivarono molte mail, da parte di colleghi che ci chiedevano consigli, da parte di studenti che mostravano di apprezzare il pezzo critico sul tirocinio post lauream e sull’esame di stato. Poi la nascita e lo sviluppo di siti più ufficiali penso lo abbiano reso obsoleto.

 

  1. Allorché la Regione Emilia e Romagna istituì il sito per i giovani ‘Stradanove’ (http://www.stradanove.net/) e vi dispose all’interno la pag. ‘Sesso e volentieri’ (http://www.stradanove.net/news/testi/index/sesso-home.html) mi fu chiesto dal dott. Gaetani del Consultorio Giovani dell’AUSL di Modena di parteciparvi. Gaetani svolgeva in quel periodo funzioni di moderatore di questa pagina e mi inviava - a casa, poiché non avevo ancora internet sul lavoro - una lettera ogni 15 gg.: cosa che mi permetteva di rispondere con comodo.
  1. Ho risposto ad una quindicina di lettere, ma poi all’improvviso avvennero due cose: - Gaetani, preso da altri impegni, rinunciò al suo impegno ps. Stradanove, - il sito era visitato da un numero crescente di persone e la nuova moderatrice (che non è una psicologa, né una ginecologa) cominciò ad inviarmi un sacco di posta, sulla quale ‘random’ mi veniva chiesto di rispondere. La posta era tanta poiché il sito nel frattempo aveva avuto successo; non vi era più una richiesta diretta da parte di chicchessia (io mi ero ‘specializzato’ in risposte ai più inibiti e Gaetani lo sapeva e riservava per me questo tipo di posta). Per cui, dopo una risposta collettiva a una ad una decina di persone, decisi di tirarmi indietro. So che in quest’ultimo periodo i colleghi che mantengono un rapporto con Stradanove si sono organizzati con una ML di reciproco aiuto: lo so dato che i loro scambi epistolari giungono anche a me (che sono considerato come ‘in sonno’). Da quel che ho capito sbirciando qualche volta sulla ML, questa funziona  anche come filtro. Ho saputo così che attualmente stanno compilando una FAQ. I problemi che ho incontrato nel partecipare a questo sito penso siano chiari.
  2. I metodi che usavo erano quelli di una lettura attenta delle parole usate dall’anonimo soggetto che richiedeva consiglio e di una risposta, diciamo così, al testo e sul testo. L’impressione che ne ho avuto è di trovarmi di fronte alla ‘versione maschile’ del consultorio: è noto che nei consultori giovani vi è un accesso femminile che nel caso del reparto ostetrico-ginecologico è del 99 % degli accessi; ma anche la domanda di aiuto psicologica si aggira sul 70 % degli accessi. L’impressione che ho, dopo l’esperienza di Stradanove è che l’anonimato e la distanza possano permettere agli uomini di accedere discretamente al servizio.
  3. I contenuti delle mail che arrivano denotano la presenza di una miseria sessuale profonda negli uomini che mi fa venire in mente un vecchio libro della Pisu che raccoglieva le domande rivolte 25 anni fa ai giornali per soli uomini; l’impressione è che l’apertura di un sito intitolato in maniera così eclatante  comporti l’arrivo di molta posta anche da adulti; inutile dire che l’allocazione spaziale di un sito web non ha senso: chiunque parli italiano, anche se abita all’estero può accedervi: quindi si tratta di un servizio che la Regione offre ‘agli italiani’ e non ai giovani emiliano-romagnoli.
  1. Faccio parte di una ML (psico-prof) quasi dall’inizio: si tratta di una esperienza molto bella, che  permette una velocissima socializzazione delle idee inerenti la professione; una contaminazione forte che mi sento mi arricchisce professionalmente ed umanamente: un luogo di scambio e di conoscenza dei problemi e dei colleghi.
  1. A proposito simpatico mi pare il fatto, che mi succede ogni volta che si passa dal rapporto virtuale a quello reale, di sottovalutare le coordinate che dovrebbero permettere una facilitazione dell’incontro (dimenticare di comunicare ai colleghi il proprio n. di telefono, l’indirizzo preciso, etc.): penso che ciò sia dovuto al fatto che il luogo virtuale della ML renda i legami così ravvicinati da spingermi a sottovalutare il fatto che, in effetti, questa confidenza in effetti è solo virtuale.
  1. Da quando ho internet sul lavoro ho costruito, con l’aiuto del webmaster dell’AUSL, il sig. Luciano Guidetti, due siti:

 -uno del Consultorio giovani OPEN G che dirigo (http://www.ausl.re.it/openG/openG.htm) ,

 -l’altro del gruppo di volontariato Gancio Originale (http://www.ausl.re.it/ausl/gancio/gancio.html)

cui collaboro per la parte formativa, che vorrei segnalare ai colleghi. Anche in questo caso sono scaricabili da questi siti documenti, saggetti, che proporremo anche allorché apriremo fra poco la pag. web dell’Unità Operativa di Psicologia Clinica di Reggio Emilia.

11.  Infine vorrei segnalare due esperienze di uso della posta elettronica per mantenere il rapporto con mie pazienti che sono andate temporaneamente all’estero per studi: mi era capitato in passato di interrompere una terapia per la partenza, sempre per motivi di studio, di una mia paziente all’estero ed, in quella occasione (non c’era ancora Internet) verificammo al suo ritorno che il mantenimento di un contatto epistolare sarebbe stato opportuno per il nostro percorso terapeutico.

12.  A partire dalle riflessioni su questo precedente, allorché le mie due pazienti sono partite per l’estero, ho proposto loro di trasformare temporaneamente i nostri rapporti in ‘incontri su chiamata’: in concreto loro mi hanno inviato delle mail allorché lo ritenevano opportuno, ed io ho risposto alle loro riflessioni, usando a mia volta una mail. La cosa si è rivelata molto utile, sia per il ‘presente’ della loro esperienza all’estero, sia per il ‘dopo’, cioè per la ripresa del nostro rapporto dal vivo. Ho vissuto queste esperienze come una tensione a mantenere il contatto, a sentirmi in sintonia con loro.