IL WEB COUNSELLING:UN’ANALISI DELLE RISPOSTE A CONTENUTO SESSUOLOGICO.
RICERCA SVOLTA SU UN CAMPIONE DI RISPOSTE DEGLI ESPERTI DEL SITO WWW.PSICONLINE.IT

Dott.ssa Alice Bernardi
Servizio Clinico di Sessuologia – Dipartimento di Psicologia, Università di Bologna

 

Presentiamo una ricerca preliminare che segue una metodologia ad orientamento qualitativo di tipo descrittivo, attraverso un’indagine condotta in collaborazione fra il Servizio Clinico di Sessuologia del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna e il sito di Psiconline. Per affrontare lo studio in maniera organica, nella nostra ricerca abbiamo deciso di limitare il campo d’indagine ad una soltanto delle applicazioni della psicologia clinica in Rete: la consulenza online.

Il progressivo aumento della richiesta d’aiuto psicologico via Internet e la constatazione che sono ancora pochi gli studi che si occupano di analizzare i diversi ambiti applicativi in Rete della psicologia, hanno motivato la scelta del nostro oggetto di studio.

Le tendenze future su contatti terapeutici interattivi prevedono l’utilizzo in tempo reale di connessioni audio-video, ma attualmente la forma di consulenza più in uso nella Rete è effettuata attraverso la posta elettronica come comunicazione all’interno di un rapporto consulenziale o terapeutico individuale.

La presente ricerca si è posta l’obiettivo di descrivere il fenomeno della consulenza online attraverso l’individuazione di caratteristiche specifiche della domanda (utenza) e delle risposte date dai consulenti.

L’oggetto della nostra rilevazione è costituito da un campione di messaggi (domande e relative risposte), analizzato grazie alla collaborazione con uno dei maggiori siti italiani che si occupa di psicologia: il sito di Psiconline.

La nostra attenzione si è focalizzata su uno dei tanti servizi che questo sito offre ovvero quello di consulenza psicologica gratuita via e-mail.

In particolare sono stati analizzati tutti i messaggi giunti al sito da Maggio 2000 ad Aprile 2001 (per un totale di 2280 messaggi). I messaggi sono stati selezionati secondo specifici criteri d’inclusione che prevedevano:
- di considerare i messaggi a contenuto sessuologico; sono state perciò selezionate le domande e le relative risposte in cui l’aspetto esplicito ineriva un comportamento sessuale;
- di considerare le richieste d’aiuto poste da persone con un’età superiore ai 13 anni.

In base alla nostra selezione il campione è risultato costituito da 364 messaggi, il 16% dell’intera popolazione.

L’analisi dei dati è stata effettuata grazie all’utilizzo di un programma computerizzato: l’Analyse des Lexèmes Cooccurrents dans les nonces Simplex d’un Texte (A.L.C.E.S.Te), che ha l’obiettivo di quantificare un corpus di parole per estrarne le strutture semanticamente più significative basandosi sul calcolo della presenza o dell’assenza di singole parole nelle diverse parti del testo, dando così vita a classi che al loro interno hanno una distribuzione di parole molto simile (la misura che utilizza A.L.C.E.S.Te è il Chi2 di associazione tra parole e classi).

Come richiede A.L.C.E.S.Te ogni messaggio è stato introdotto da una linea stellata che permette di inserire alcune variabili che non vengono direttamente prese in considerazione nell’analisi del testo, ma che si rendono utili nell’interpretare i risultati.

Nel nostro caso le parole stellate definivano: il sesso e l’età di chi poneva la domanda, il periodo in cui è stato scritto il messaggio, se la domanda era propria o posta per un problema altrui, la tematica specifica della domanda (secondo tre grandi macrocategorie quella dei comportamenti sessuali, quella delle fantasie sessuali e quella degli stati di disagio) e la modalità di risposta ( invio, chiarificazione interpretazione, richiesta di informazioni, rassicurazioni, fornire informazioni, diagnosi e consigli pratici, riformulazione, plurima).


PRESENTAZIONE DEI DATI

Verranno presentati, ora, i dati più significativi emersi nel rapport detaille., l’output che fornisce A.L.C.E.S.Te.

I primi risultati ci danno informazioni generali sulla consistenza del corpus: nel nostro caso il testo è costituito da 364 linee stellate corrispondenti ai messaggi da noi selezionati, per un totale di 117. 747 parole di cui 10.466 sono forme distinte. In seguito il programma evidenzia il numero di parole da esso analizzate pari a 5.873 le occorrenze così esaminate sono state in totale pari a 59.217con un tasso di copertura del 52,90% (parte del testo che è stata trattata nell’analisi).

Tramite la classificazione discendente gerarchica A.L.C.E.S.Te suddivide gli enunciati che compongono il corpus in classi sempre più piccole il risultato della c.d.g. è rappresentato da un dendrogramma, un grafico che mostra le tappe della scissione dell’intero corpus.



Come possiamo evincere dal grafico osserviamo che il nostro testo ha subito una scissione iniziale in due grandi raggruppamenti che a loro volto si sono scomposti ulteriormente per dare vita alle 5 classi finali

Un dato che subito è da evidenziare è che il raggruppamento A (che ha dato vita alle classi 1, 3 e 5) è costituito prevalentemente da risposte, mentre il raggruppamento B ha dato vita a classi costituite da domande. Il fatto che la scissioni si svolgano nelle fase iniziali dell’analisi indica che il contenuto delle classi create si differenzia notevolmente. Questo ci permette di dire che il lessico specifico delle domande si discosta sostanzialmente da quello delle risposte.

In questa parte della ricerca verranno analizzate le classi di risposte , esporrò dunque la informazioni principali contenute nelle classi 1, 3 e 5.

Per comodità di esposizione sono state riassunte in una tabella le informazioni più importanti per classe, dove sono presenti le parole del vocabolario specifico con un alto valore del Chi2, i segmenti ripetuti e le assenze significative.

 

La Classe1: “L’invio”

Come si può evincere dalla tabella relativa alla Classe 1 il vocabolario specifico è prevalentemente costituito da vocaboli che rimandano ad un invio ad uno specialista (specialist< , caus< , dist<, medic<, rivolg<, andrologo, ….). Una delle variabili che ha maggiormente contribuito alla formazione della classe è la modalità risposta invio: il consulente accoglie il problema del consultante ritenendo necessario che questo incontri una persona preparata ad aiutarlo. Gli invii vengono principalmente fatti a medici, andrologi e sessuologi.
I segmenti maggiormente ripetuti sono: le cause, una visita, il problema ecc.Le parole meno presenti in questa classe sono : desidero, ragazzo, rapporto, piacere, amore ecc

Una prima rilevazione che possiamo fare rispetto a questa classe è che mancano i vocaboli che si riferiscono al sentire, vi è dunque una mancanza del lessico emotivo.

Un’altra considerazione che ci interessa fare su questa classe riguarda il linguaggio della sessualità , ci accorgiamo scorrendo ancora una volta il vocabolario che mancano riferimenti al rapporto sessuale, al piacere , al corpo;

 

La Classe 3: “I consigli e la rassicurazione”

Analizzando il vocabolario specifico della Classe 3, (che è stata denominata “ I consigli e la rassicurazione), vediamo che le parole che hanno un alto valore del Chi2 sono pronomi personali o aggettivi possessivi di seconda persona singolare e aggettivi che suscitano sentimenti di affetto: caro, cara, te, ti, tua, tue, tuo; tra i segmenti ripetuti troviamo: le tue, il tuo, che ti, la tua.


Analizzando le parole stellate che hanno contribuito alla costituzione della classe vediamo che non vi è una correlazione positiva tra vocabolario specifico e fasce d’età, c’è invece un alto valore di associazione del Chi2 alla modalità risposta consigli pratici e/o diagnosi.
In questa classe, contrariamente a quella precedente, compaiono parole proprie del linguaggio della psicologia ( capacità, equilibrio, difficoltà, sensazione, disagio, coppia), possiamo dunque dire che vi è una maggiore accoglienza dello stato emotivo del consultante.

 

La Classe 5 “ Le fantasie”

Come possiamo vedere le parole che hanno un alto valore del Chi2 della Classe 5, (denominata “Le fantasie”) sono : identità, accettazione, autostima, componente conflitto, genere, inclinazione maschile, omosessualità. Nell’analisi delle parole stellate vediamo che la variabile tematica fantasia egodistonica ha contribuito in maniera prevalente alla costituzione della classe. Ciò indica che il tema della domanda ha contribuito alla costituzione dell’assetto semantico delle risposte.


DISCUSSIONE

Concludendo possiamo affermare che l’utilizzo di A.L.C.E.S.Te ci ha permesso di rilevare che il lessico utilizzato dai consulenti è significativamente diverso da quello degli utenti; inoltre lo strumento ci ha dato la possibilità di vedere da vicino alcune delle difficoltà che si possono incontrare nel fare consulenza attraverso Internet.

Prima tra tutte quella di non riuscire , in alcuni casi, ad accogliere e di conseguenza a rispondere al sentimento. Nella classe 1 abbiamo infatti rilevato una completa assenza del lessico emotivo, dunque possiamo ipotizzare che da parte del consulente, nel fare un invio, non vi sia una riformulazione a parole del sentimento espresso in maniera più o meno esplicita dal consultante. Riteniamo invece, in sintonia con i maggiori autori che si sono occupati di counseling, che comprendere ciò che il consultante ha espresso, riconoscendo quindi il sentimento che a volte può essere nascosto dietro ad una affermazione “fredda”, costituisce l’unica base possibile per la formulazione di risposte efficaci, anche nel caso di un counseling prevalentemente informativo.

La strutturazione di una comunicazione efficace, in grado di accogliere la domanda, decodificarla e di far accogliere la nostra risposta, è un passo fondamentale senza il quale non possiamo pensare di avere la fiducia del cliente. Fiducia che è indispensabile per la reintegrazione anche parziale, nelle sue strutture cognitive ed affettive, del problema; se ciò avviene quest’ultimo può essere investito di significati capaci di determinare la scelta consapevole e responsabile di rivolgersi, ad esempio, ad uno specialista.

Abbiamo inoltre potuto evidenziare come anche nelle risposte date dai consulenti manchino riferimenti espliciti al rapporto sessuale, al corpo, al piacere; è vero che esistono delle modalità di denominazione, per ciò che riguarda la sessualità, che tendenzialmente si orientano verso il polo dell’implicito e dell’indiretto, ma è proprio compito del consulente rendere esplicito ciò che è poco chiaro, nominare ciò che è spesso vissuto dalla persona come innominabile perché gravato da sensi di colpa o da vergogna sociale. Per fare questo è necessario che il linguaggio delle sessualità non contenga eufemismi, parafrasi o dizioni generiche.

E’ stato possibile rilevare come a volte vi sia la tendenza del consulente a dare consigli secondo una modalità che infantilizza il consultante attraverso l’uso del tu e di aggettivi che suscitano sentimenti d’affetto (classe 3) nel tentativo di creare una vicinanza empatica. Questa modalità, tuttavia, oltre a sminuire il problema portato rischia di accompagnarsi ad atteggiamenti iperprotettivi e rassicuranti con la possibilità di lasciare inevase richieste più complesse.

In un’ultima analisi abbiamo potuto ipotizzare come a volte, in riferimento ad una particolare tematica, i counsellor sembrano assumere un atteggiamento personale (verosimilmente indice di un setting interno diverso dalle altre risposte) che determina un particolare assetto semantico della risposta stessa.

Vogliamo concludere questo lavoro evidenziando come le difficoltà sopraelencate siano le stesse che si possono ritrovare nella pratica della consulenza tradizionale; questo ci permette di ipotizzare che forse queste due applicazioni della psicologia non sono poi così distanti come alcuni autori le considerano.

Ovviamente vi sono sostanziali differenze tra la consulenza via à vis e la consulenza online: il tempo, che non è reale e condiviso, la relazione, che sembra essere un’interfantasmatizzazione reciproca, rendono la consulenza online una modalità altra, rispetto alle consuete dell’applicazione psicologica, purtroppo mancante ancora di parametri, modalità e tecniche specifiche sottoposte a valutazione e condivise.

 

BIBLIOGRAFIA