La
Consulenza Psicologica e Sessuologica On Line in collegamento diretto audio-video:
un nuovo strumento professionale per lo psicologo clinicoDr. ANDREA RONCONI
Psicologo
psicoterapeuta, libero professionista, Rimini
Introduzione
Circa un anno fa, (Ronconi, Gennaio 2001) introducevo il tema delle possibilità concrete di applicazione del videoconsulto sottolineando il fatto che come tutti gli strumenti di lavoro che abbiamo a disposizione come psicologi, il considerarli delle risorse dipende dal come gli utilizziamo, per quale motivo e a quale scopo. Dopo quasi un anno e mezzo dall’attivazione del servizio privato di videoconsulenze [1] credo che fare una consulenza psicologica e sessuologica on line in diretta audio-video possa essere, se realizzata in modo deontologicamente corretto, una nuova ed importante opportunità per tutti, sia per le persone che ne fanno richiesta sia per i professionisti. Infatti, chiunque sia motivato a fare una consulenza di questo tipo, premesso che abbia a sua disposizione i requisiti tecnici di base e una sufficiente dimestichezza nell'utilizzo di un personal computer, potrà farlo direttamente dalla propria abitazione.
Il fatto che il professionista e la persona realizzino una seduta psicosessuologica di consulenza comunicando tra loro a distanza, lo ritengo una risorsa, cioè una possibilità in più che si aggiunge al repertorio degli interventi clinici già esistenti che hanno come caratteristica comune quella del setting così detto "tradizionale" cioè della seduta faccia a faccia con lo psicologo nella stanza di consultazione o nell'ambulatorio. Credo che attraverso la consulenza on line in collegamento diretto audio-video si possa fare ciò che lo psicologo (o il psicosessuologo) è abilitato a fare in qualsiasi altro contesto clinico di lavoro: prevenire e promuovere la salute psicologica-sessuale e relazionale, diagnosticare, sostenere emotivamente, favorire l’abilitazione e la riabilitazione di persone che vivono un certo disagio (o bisogno) che spesso è di natura complessa, biologica-psicologica e sociale.
Poter fare una consulenza direttamente dalla propria abitazione e in orari maggiormente flessibili, può facilitare la realizzazione di un primo contatto con il professionista, alleviando in questo modo il consultante da emozioni quali la vergogna sociale o l'imbarazzo di potersi esporre pubblicamente come "paziente con problemi di mente o di sesso". La consulenza on line potrebbe anche costituire un primo incontro, un colloquio clinico preliminare a cui eventualmente si potrà far seguire un incontro tradizionale in ambulatorio o stanza di consultazione. In altre situazioni o a complemento degli esempi precedenti, si può suggerire uno o più incontri on line a seguito di un percorso realizzato tradizionalmente in stanza di consultazione, allo scopo di valutare a distanza gli esiti dello stesso.
Infine, tra i “vantaggi” più concreti che accompagnano l'utilizzo delle consulenze on line in collegamento audio-video, ricordo anche il risparmio economico e di tempo, a vantaggio soprattutto del consultante, non essendoci il bisogno di usare l'automobile, o altro mezzo di trasporto, trovare parcheggio e pagarlo, ecc. per recarsi allo Studio o Ambulatorio dello specialista.
Premesse Sociali
La popolazione umana fa sempre più uso di strumenti tecnologici che hanno mutato i tempi, i modi e la qualità del vivere quotidiano. Siamo stati chi più, chi meno, spettatori e attori del verificarsi del fenomeno macroscopico definibile come “socializzazione tecnologica”.
La socializzazione tecnologica presenta un andamento fluttuante nel tempo, dovendo rispondere in modo sensibile ai continui aggiornamenti del progresso della tecnica e della scienza. Il progresso tecnologico e scientifico non è legato, soltanto, alla ricerca di nuove possibilità per il miglioramento dello stile di vita e di benessere della popolazione umana, ma è anche "stimolato" dal fatto di dipendere ed essere determinato da un mercato divenuto globale e dalle sue leggi economiche.
Da un punto di vista "antropomorfico" sembra che anche attraverso la socializzazione tecnologica si siano modificate le rappresentazioni mentali individuali e sociali e i vissuti emotivi ad esse legati. Più precisamente, l’utilizzo quotidiano e domestico di strumenti ad alto contenuto tecnologico, quali il personal computer, i telefonini cellulari, i dispositivi satellitari, la televisione in digitale ed altri ancora, hanno radicalmente modificato i tempi e i modi di comunicare fra gli uomini. Aver cambiato (o aver assistito al cambiamento di) alcune delle regole e qualità della comunicazione umana, significa anche aver “costruito” (o vedersi costruire intorno a sè) nuove modalità relazionali.
La coscienza sociale e la conoscenza del nostro tempo ci orientano a considerare i nuovi strumenti tecnologici di comunicazione come delle risorse comunitarie. E' sufficiente dare un rapido sguardo intorno a noi per renderci conto di come tali risorse appaiano distribuite nella popolazione in maniera fortemente sbilanciata. Da una parte abbiamo una minoranza di esperti o competenti che usufruisce, anche in questo preciso istante, delle nuove opportunità tecnologiche legate soprattutto alla rete, ad internet. Mentre dall'altra, si evidenziano la maggioranza degli italiani che ancora fanno fatica a cogliere la complessità e la continuità di questo importante cambiamento sociale.
L'introduzione nel lavoro e nel tempo libero, delle nuove tecnologie sta determinando trasformazioni che coinvolgono livelli sociali diversi. L'impiego, comunque di massa, dei nuovi strumenti di comunicazione tecnologica ha infatti coinvolto in taluni casi, come nelle sindromi psicologiche da dipendenza dalla rete (sarebbe più opportuno dire "stravolto") sia i comportamenti dei "micro" sistemi umani (individui, coppie, famiglie) sia quelli più macroscopici (gruppi di persone con storia e identità non parentale che funzionano come sistemi di appartenenza sociale e comunitaria). In altri termini, le nuove tecnologie di comunicazione hanno modificato l'assetto e la complessità delle connessioni, ampliando di fatto le possibilità dei sistemi umani di relazionarsi tra loro, potenziando i tempi e i modi dello sviluppo sociale comunitario e globale. Pertanto, i contesti entro cui si possono dispiegarei processi comunicativi si sono ampliati e diversificati tanto negli ultimi tempi, da vederci tutti coinvolti in continui e sempre più rapidi aggiornamenti terminologici e quindi concettuali.
Premesse epistemologiche
L'informazione non ha valore come tale né alcuna funzione, in assenza di una comunicazione, tra due o più sistemi umani. L'informazione è un dato o un insieme di differenti dati "immobili" che solo la comunicazione può far evolvere, processare, trasferire, modificandone le qualità originarie in tutte le loro dimensioni e complessità. Sembra che senza modificazione e quindi, in assenza di una processualità, non si possano riconoscere le differenze già conosciute o costruirne-percepirne delle nuove.
Possiamo parlare di concetti e rappresentazioni mentali che condividono, in virtù dei processi comunicativi, una dimensione sociale a livello dei significati (collettivamente definiti), ma allo stesso tempo si differenziano per una dimensione soggettiva, a livello dei vissuti (individualmente percepiti).
La conoscenza si comunica attraverso le relazioni fra uomini modificandosi fra questi e le loro definizioni del mondo. Le relazioni che si definiscono grazie ai processi comunicativi, oltre ad essere il mezzo “naturale” per conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda, possono avere potenzialità trasformative delle realtà individuali e sociali. Con questo intendo solo sottolineare le potenzialità conoscitive-trasformative intrinseche agli strumenti ad alta tecnologia.Definizione dello strumento e tecnologia
Con la dicitura "consulenza psicologica e sessuologica on line in collegamento diretto audio-video" intendo un processo di consulenza psicologica e sessuologica realizzato on line, mediante una connessione a internet a banda larga che permette, in tempo reale, uno scambio sincrono di rappresentazioni di immagini e suoni fra un consulente e un consultante geograficamente distanti tra loro (Ronconi, 2001).
La funzionalità dello strumento dipende, in primo luogo dal tipo di connessione che si vuole utilizzare per permettere la trasmissione, bidirezionale e sincronica, dei dati visivi ed acustici mediante una tecnologia digitale. Oggi è possibile realizzare una videoconsultazione sia tramite ISDN(Integrated Services Digital Network) che attraverso l'ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line) [2].
Brevemente, l'ADSL consiste in una connessione ad internet permanente a banda larga che permette di collegarsi a 640Kbit/s in ricezione e 128Kbit/s in trasmissione (la velocità tradizionale con modem 56K era di valori compresi tra 33.6Kbit/s e 56Kbit/s). Mentre con la tecnologia ISDN sono ancora possibili fenomeni di desincronizzazione fra la ricezione/percezione delle immagini e quella della voce, con l'ADSL questo effetto di disturbo può essere ben compensato, a patto però che entrambi gli interlocutori adottino lo stesso tipo di connessione a banda larga, evidentemente quella che fra i due risulta essere la tecnologicamente più avanzata, cioè la ADSL.
Con costi di implementazione e gestione superiori alla connessione ad Iternet tramite ADSL è possibile azzerare la desincronizzazione audio-video con l'impiego, da parte di entrambi gli interlocutori dell'HDSL (High Bit-Rate Digital Subscriber Line).
L'HDSL è una connessione in digitale a banda larga che permette in tempo simmetrico (sia in download che in quella upload) una velocità di trasmissione massima di 2M bit/s (influenzabili da una moltitudine di fattori tra i quali gli orari di accesso ad internet e i providers che fanno da tramite nella comunicazione). L’implementazione futura, non solo nelle aree metropolitane del nostro paese ma anche nei centri urbani della provincia, dei cavi a fibra ottica (cablatura) faciliterà enormemente il riconoscimento e l’utilizzo sociale e comunitario di queste risorse legate alla possibilità di comunicare a distanza e la loro applicazione in campo sanitario.
Considerazioni pratiche dello strumento
L'argomento dei requisiti tecnici ed operativi è un tema di fondamentale importanza soprattutto per un servizio come questo, rivolto a persone "non esperte", cioè alla maggioranza di quelle che utilizzano il loro personal computer e che navigano in internet per motivi non professionali durante il loro tempo libero.
Per poter realizzare da casa una consulenza in collegamento audio-video è necessario avere dei requisiti tecnici minimi specifici, che di seguito riporto a titolo esemplificativo.
Ricordo che i requisiti qui elencati riguardano una delle diverse modalità oggi possibili per realizzare una consulenza in collegamento audio-video.
v Possedere un PC con un processore di almeno 400 Mhrz con un sistema operativo Windows 98;
v Potersi connettere alla rete Internet tramite connessione digitale tipo ISDN a 64-128 kbps/sec;
v Poter utilizzare i programmi MSN Messenger (3.6) e Net Meeting (3.01) della Microsoft Corporation;
v Avere una scheda audio e video, un microfono e cuffie per la trasmissione e l'ascolto della voce.
Un altro tema a dir poco importante è quello della sicurezza di poter contare su un servizio veramente privato nel senso che possa garantire la massima riservatezza delle informazioni e dei dati personali.
La privacy delle persone che richiedono un servizio così delicato deve essere garantita da una serie di sofisticati meccanismi e programmi informatici che tutelano questa dimensione privata, sia per quanto riguarda la trasmissione da computer a computer dei dati scritti, sia per quel che concerne la trasmissione in tempo reale di immagini ed audio. Pertanto è necessaria un'adeguata "schermatura" elettronica delle linee sulle quali l'attività di consulenza viene svolta. Ancora a titolo esemplificativo cito il così detto "fire-wall" che appunto rappresenta un tipo di dispositivo di sicurezza.
L'utilizzo di una Web Camera da parte del consultante, pur non essendo necessario al funzionamento del servizio, è comunque auspicato perché aumenterebbe, naturalmente, la qualità della comunicazione, passando da "uni" a "bidirezionale".
Il luogo, o meglio i luoghi, visto e considerato che sono due le stanze da cui il consulente e il consultante si connettono e comunicano, è un altro argomento che merita, seppure brevemente, di essere trattato. Entrambi i partecipanti della seduta on line in collegamento diretto audio-video dovrebbero osservare almeno due condizioni di base per favorire una buona riuscita del servizio:
Questi due punti se osservati da entrambi gli interlocutori, possono contribuire a garantire un clima emotivo di serenità, privacy e riservatezza, condizioni di fondamentale importanza per una consulenza psicologica e sessuologica.
Differenze e somiglianze metodologiche fra la consulenza vis a vis e quella on line
Generalmente, il professionista dovrebbe lavorare on line riferendosi, in ogni momento del processo di consultazione, alle regole e ai modelli derivati dalla metodologia della consulenza psicologica e sessuologica più tradizionale che viene realizzata faccia a faccia in un ambiente condiviso da entrambi gli interlocutori, in un ambulatorio o in una stanza di consultazione.
Il corpus teorico-metodologico dal quale prende forma e si dispiega il processo di videoconsulenza è pertanto il risultato di una trasformazione di quello impiegato nell'incontro vis a vis. Il riferirsi a teorie, modelli e tecniche già esistenti in letteratura rimane un'esigenza metodologica giustificata dalla natura intrinseca delle differenze che appaiono dal confronto fra la consulenza psicosessuologica tradizionale e quella on line. In altre parole, le differenze fra le due forme di lavoro ci sono, ma sono perlopiù di natura "meta" perché essenzialmente di ordine metodologico-strumentale. Le diversità fra i due strumenti di lavoro sono riconducibili, perlopiù, alle diverse marche di contesto [3] che rispettivamente li caratterizzano. In particolare, esse sembrano essere legate alle dimensioni contestuali e di settings nei quali si organizzano e si dispiegano i processi comunicativi e relazionali che sostanziano le due tipologie di consulenza. Banalizzando, il consulente e il consultante, motivati l'uno a offrire e l'altro a ricevere aiuto e sostegno a livello emotivo, sessuale e relazionale, sono (e rimangono) due persone, che invece di comunicare e relazionarsi all'interno di una stanza, lo fanno stando l'uno lontano dall'altro e attraverso la mediazione tecnologica dei loro rispettivi computers e degli altri dispositivi elettronici periferici (web cam, microfono e cuffie).
La consulenza on line in collegamento diretto audio video e la consulenza realizzata vis a vis, pur muovendosi da e attraverso epistemologie e contesti diversi, costituiscono due strumenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo comune.
Nel campo della psicologia e della sessuologia clinica del nostro tempo, lo scopo principale verso cui convergono entrambi gli strumenti operativi può, per motivi di chiarezza espositiva, essere descritto scomponendolo in più parti o momenti che nella realtà appartengono a un unico processo. Il primo è quello di riuscire a chiarire la qualità del problema-bisogno e l'eventuale sintomatologia prevalente che stanno alla base della richiesta di consultazione. Un secondo momento si contraddistingue dal fatto che vengono comunicati al consultante i risultati della valutazione clinico-diagnostica, insieme alle sue risorse interne ed esterne e alle alternative possibilità di fronteggiamento della situazione di disagio più facilmente assimilabili, utili e perseguibili in quel momento della sua esistenza. Naturalmente con la restituzione vengono comunicate al paziente anche le modalità e i tempi ipotizzati per la risoluzione/soddisfazione del suo problema-bisogno o l'opportunità di incontrare altri professionisti per gli accertamenti diagnostici del caso.
Come ho già accennato in precedenza, la consulenza on line in collegamento diretto audio-video presenta, al confronto con quella tradizionale, delle differenze legate soprattutto alle esigenze di adattamento al nuovo contesto operativo.
I vincoli e le possibilità tecnico-metodologiche del contesto on line limitano ma, allo stesso tempo, rendono possibile l'organizzarsi e lo svilupparsi di temi e di contenuti attraverso un processo di consultazione ogni volta unico ed irripetibile. Questo perché, come in tutte le modalità di intervento psicologico che sono rivolte alle persone, risulta necessario rispettare le differenze individuali portate dai pazienti attraverso la narrazione delle loro storie di vita. Relativizzare l'andamento del processo di consulenza in ogni nuova occasione d'incontro on line, non significa però realizzare una libera conversazione. Ogni seduta on line, alla stessa stregua di qualsivoglia colloquio clinico realizzato faccia a faccia, si articola e si sostanzia a partire da un'epistemologia che vincola imprescindibilmente, attraverso il contesto in cui si dispiega, uno schema tecnico-metodologico di riferimento per il professionista e grazie al quale è possibile la gestione dell'incontro stesso.
Considerando l'atipicità del contesto che caratterizza la videoconsulenza sembra opportuno condurre il colloquio clinico in maniera semi-strutturata e per temi. Un colloquio di consulenza semi-strutturato per temi appare rispondere meglio all'esigenza del professionista, che lavora on line, di maturare, momento per momento, gli obiettivi di una consultazione psicosessuologicamente orientata.
A mio modo di pensare e lavorare, il processo (comunicativo e relazionale) di consulenza on line in collegamento diretto audio-video è più facilmente gestibile da parte del clinico adottando uno stile di conduzione "semi-direttivo". Nel repertorio delle diverse modalità di stili di conduzione del colloquio quello "semi-direttivo" sembra essere infatti quello meglio indicato per la videoconsulenza a distanza. Non si esclude però che il professionista, di fronte a situazioni di consulenza particolari o in un preciso momento nel divenire di una medesima consultazione, possa avvalersi di altri atteggiamenti comunicativi-relazionali ovvero di differenti stili di conduzione del colloquio.
Pertanto, lo stile semi-direttivo accompagnato da un colloquio clinico semi-strutturato, sembrano rappresentare, più frequentemente, la combinazione metodologica maggiormente funzionale a un intervento a distanza che è, per definizione, breve. La consulenza on line in collegamento diretto audio video è un intervento "breve" perché ciascuna sessione o seduta on line ha una durata di 45-50 minuti mentre l'intero percorso nel tempo può durare, da un minimo di uno a un massimo di 4-5 incontri.
Per quanto riguarda la dimensione temporale, lo psicosessuologo dopo aver posto una preliminare attenzione, a scopo anamnestico e diagnostico, alla storia passata del consultante e al suo mondo relazionale, sarà prevalentemente orientato a considerare la situazione attuale e gli sviluppi che essa potrebbe avere sul futuro prossimo della vita del consultante.
Gestione e monitoraggio centrato sugli obiettivi e gli scopi della videoconsulenza
La gestione, da parte del professionista, del percorso di consulenza on line in collegamento diretto audio-video può essere descritto come un processo comunicativo-relazionale in divenire, nel quale si fa riferimento, passo dopo passo, sostanzialmente a 4 obiettivi intermedi di lavoro che ricapitolano lo scopo comune di ogni consulenza psicosessuologica:
Obiettivi processuali
Il contesto fortemente tecnologizzato nel quale si dispiega il processo di aiuto professionale on line implica la considerazione di 2 meta-obiettivi o obiettivi processuali, entrambi funzionali all'ottimizzazione della comunicazione e alla maturazione di una alleanza di lavoro con la persona che ha richiesto la consulenza. Il primo obiettivo processuale è rappresentato dalla valutazione, in itinere, della qualità dello scambio comunicativo fra i due partecipanti. Mentre il secondo, consiste nel monitorare la qualità della relazione che si sviluppa fra il consulente e il consultante. Gli stessi obiettivi li ritroviamo in ciascun modello di consultazione psicologica e sessuologica con la differenza che in quello on line acquisterebbero maggior rilevanza poiché l'impiego del nuovo strumento di lavoro implica oggettivamente maggiori limiti a livello comunicativo-relazionale. La valutazione processuale della qualità comunicazione e della relazione fra i due interlocutori a distanza, rappresentano due meta-obiettivi o obiettivi processuali che sono di primaria importanza, perché è proprio attraverso la promozione della qualità delle dimensione comunicativo-relazionali, che possiamo garantire la realizzazione di un intervento efficace rispetto allo scopo della consulenza. L'attenzione allo sviluppo e al mantenimento di una sufficiente qualità delle dimensioni comunicativo-relazionali durante il processo, controbilancerebbe, solo in parte, l'impossibilità di interagire fisicamente e le conseguenze legate al limite intrinseco di comunicare a distanza senza condividerne lo stesso setting ambientale e di contesto. Nella Tebella 1 sono indicati i contenuti, rispettivamente del primo e del secondo obiettivo processuale così come si articolano durante una seduta on line in collegamento audio-video. Per motivi di chiarezza espositiva il processo di consulenza è stato suddiviso in quattro fasi: la fase off line che precede la seduta, una fase di apertura, quindi una centrale e una di chiusura.
Obiettivi processuali: Tabella 1
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Qualità della comunicazione |
Qualità della relazione |
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Fase off line |
Verificare la realizzabilità della Consulenza: valutare la funzionalità generale degli strumenti tecnologici a disposizione per lavorare/ricevere il servizio on line |
Comunicazione introduttiva (telefonica o via e mail) delle regole, tecniche e comportamentali, necessarie a un'ottimale funzionamento del servizio |
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Fase di apertura |
Valutare, con domande dirette rivolte al consultante, la qualità della percezione visiva ed acustica ed eventualmente guidarlo nei passaggi tecnici/informatici volti a migliorarla. |
Comunicare verbalmente le regole, gli obiettivi e tempi della seduta on line. Reiterare i principi che salvaguardano la privacy, la professionalità e la dignità di entrambe le persone coinvolte |
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Fase centrale |
Monitoraggio attivo e costante della qualità della comunicazione |
Nel caso il consultante adottasse atteggiamenti e comportamenti "non pertinenti", intervenire allo scopo di ripristinare il regolare svolgimento |
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Fase di chiusura |
Monitoraggio attivo e costante della qualità della comunicazione |
Comunicare l'eventuale opportunità/possibilità di poter realizzare un altro incontro on line o le modalità per il mantenimento nel tempo del contatto fra consulente e consultante |
Nella fase off line il professionista una volta accertatosi, telefonicamente o via e-mail, che il paziente con cui si dovrà connettere è in possesso dei requisiti tecnici minimi necessari alla realizzazione di una videoconsulenza, potrà informarlo sulle regole comportamentali da seguire durante la seduta. Quindi esso dirà al paziente che la consulenza in collegamento diretto audio-video deve essere realizzata in un luogo silenzioso e a porta chiusa. Il consulente suggerirà l'utilizzo delle cuffie auricolari per l'ascolto invece che le casse acustiche, perché solo in questo modo è più probabile potersi garantire un clima emotivo di serenità, privacy e riservatezza, condizioni di fondamentale importanza per un buon svolgimento del servizio (Ronconi 2000). Infine il clinico ricorderà al paziente di rileggere attentamente le informazioni su come prepararsi tecnicamente all'appuntamento on line. Naturalmente, tutti gli accorgimenti per l'ottimale utilizzo dello strumento sono facilmente visionabili sul sito web, anche off line. La preparazione alla seduta on line, che precede di pochi minuti il momento d'inizio della consulenza, richiede che il paziente possa:
Nella fase di apertura il clinico si accerterà, innanzitutto, del fatto che la persona con cui si accinge a stabilire una comunicazione audio-video sia la stessa registrata e prevista dalla prenotazione dell'appuntamento. A tale scopo verranno richiesti il nome, il cognome e la data del giorno in cui è stata inviata la richiesta di consultazione.
Secondariamente andranno valutate, con domande dirette rivolte al consultante, sia la qualità della percezione visiva che quella acustica, rispetto al tempo presente. Nel caso in cui si verificassero dei problemi di ordine tecnico attribuibili a una insufficiente preparazione nell'utilizzo dello strumento da parte del cliente, il professionista potrà guidarlo nei passaggi tecnici/informatici volti alla loro risoluzione.
Durante la fase di apertura della seduta on line, sarà premura dello psicosessuologo comunicare le regole, gli obiettivi e i tempi della sessione in corso, reiterando anche i principi che salvaguardano la privacy, la professionalità e la dignità di entrambe le persone coinvolte.
La fase centrale e quella finale della videoconsultazione comportano ciascuna un attenzione costante alla qualità tecnica e comportamentale dello scambio comunicativo-relazionale con la possibilità, in ogni momento del processo, di intervenire direttamente per ripristinarla o migliorarla. Poco tempo prima dello scadere del termine della seduta on line, il professionista, con la restituzione comunicherà al consultante la proposta psicosessuorelazionale insieme alla stima dei tempi per la sua realizzazione e alle alternative possibili. Naturalmente, le proposte proponibili al consultante maturate grazie ad una accurata analisi della domanda di consultazione e a un colloquio clinicamente orientato (che nel mio modo di lavorare si riferisce a una prospettiva sistemico relazionale e biopsicosociale) possono essere le più disparate, citandone alcune:
Limiti "superabili" e "insuperabili" del nuovo strumento di lavoro
Il limite più evidente e definibile come "insuperabile" o intrinseco allo strumento stesso, è quello dell'impossibilità di interagire fisicamente con il consulente e di comunicare con lui senza condividere lo stesso setting ambientale e di contesto. Infatti, per fare un esempio, nella consulenza on line in collegamento diretto audio-video, il professionista e la persona che ha richiesto il servizio non potranno in alcun modo stringersi la mano, né tantomeno condividere le percezioni sensoriali originate dall'ambiente immediatamente circostante. La comunicazione avviene quindi senza condividerne i"rumori" ed il "clima ambientale" più prossimi alle loro rispettive posizioni nello spazio. Il consulente e il consultante possono eventualmente solo sforzarsi di immaginare tali dimensioni di contesto che sono nascoste alla loro percezione diretta. Inoltre c'è anche lo scarto percettivo legato agli strumenti tecnologici utilizzati ad hoc per rendere possibile la comunicazione. Tra i limiti di percorso o di processo dovuti alle tecnologie ne menziono tre che sono osservabili durante una comunicazione diretta audio-video via internet: 1) la cattura dei suoni e delle immagini; 2) la trasformazione di questi "dati ambientali" in digitale; 3) la loro rappresentazione finale così come le due persone la percepiscono.
Definisco "superabili" o estrinseci quei limiti che possono essere eventualmente ridotti o annullati, adottando nuove e più sofisticate tecnologie e/o sviluppando nuove competenze rispetto a un loro più adeguato utilizzo.
Fra questi limiti estrinseci ricordo la lieve desincronizzazione tra l'ascolto della voce e la percezione delle immagini che può verificarsi durante il collegamento diretto della consulenza on line.
La consulenza on line in collegamento diretto audio video qui proposta si serve di una Web Camera per la cattura delle immagini video. Pertanto il fenomeno della desicronizzazione audio-video o della rappresentazione dell'immagine poco definita, troppo piccola o "a scatti" si può evitare o ridurre al minimo adottando sistemi tecnologici più avanzati di trasmissione, Adsl o Hdsl, come già ricordato in precedenza. Per ultimo ma non per questo meno importante, c'è il limite sociale che è costituito dall'esclusione di tutte quelle persone (al momento attuale rappresentano la maggioranza numerica) che, per i più svariati motivi (legati agli atteggiamenti verso queste tecnologie, le conoscenze e i loro costi economici, ecc…), non possiedono un PC o, pur avendolo, non raggiungono i requisiti minimi necessari per poter usufruire di un servizio on line in collegamento audio-video.
Conclusioni
Desidero sottolineare che è stata mia intenzione non trattare l'argomento delle psicoterapie o terapie sessuali on line proprio perché ritengo opportuno sperimentare, prima di tutto la modalità di intervento della consulenza a distanza in collegamento diretto audio-video. In qualità di psicologi abbiamo l'enorme responsabilità di tutelare le persone che si rivolgono a noi, dai possibili effetti potenzialmente iatrogeni determinabili dall'impiego "selvaggio" di nuove modalità d'intervento.
Il contesto operativo in cui prende forma e si dispiega il processo di consulenza on line in collegamento diretto audio-video costituisce la differenza principale fra questa nuova modalità di lavoro in psicologia e sessuologia clinica e quella più tradizionale, realizzata in ambulatorio o stanza di consultazione.
L'ipotesi per cui la diversità fra i due modi d'intervento si limiti alle dimensioni meta-metodologiche ovvero epistemologiche e tecnico-strumentali implicate nel processo on line, suggerisce di utilizzare modelli teorici e metodologie già esistenti e conosciuti.
La complessità di un contesto di lavoro che definisco "multiplo" sembra richiedere al professionista, uno sforzo continuo per realizzare ciascun intervento che si organizza e si dispiega tra i vincoli e le possibilità di un'epistemologia sistemico-relazionale integrata al modello clinico-generale dell'analisi della domanda di consultazione. Naturalmente, il modello epistemologico e tecnico-metodologico che è stato ipotizzato in questo articolo, in forma incompleta, rimane uno fra i tanti altri che possono essere impiegati, con altrettanta efficacia, da altri professionisti.
Per verificare la validità di questo nuovo strumento di lavoro per lo psicologo e il sessuologo clinico è necessario iniziare uno studio che possa, attraverso la sistematicità della sperimentazione scientifica, evidenziare la qualità e i limiti rispetto agli esiti del suo utilizzo.
Probabilmente un giorno, attraverso la legittimazione deontologica, empirico-sociale e la sperimentazione scientifica della consulenza on line in collegamento diretto audio-video, potremmo riconoscere questo nuovo strumento come un'importante risorsa sociale e comunitaria per la promozione della salute psicologica, sessuologia e relazionale. Credo che in questa fase "pionieristica" sia di fondamentale importanza un confronto aperto ed articolato sulle premesse teoriche e le sue applicazioni nei diversi contesti professionali, passando però attraverso un serio dibattito deontologico.
20 Gennaio 2002
[1] Consultorio privato di psicologia e sessuologia, visionabile all’URL: http://www.psicologia-sessuologia.it
[2] ISDN e ADSL rappresentano solo due delle diverse modalità oggi disponibili per realizzare una videoconsulenza o videoconferenza. Allo stato attuale esse sembrano essere quelle maggiormente implementabili da parte di quelle persone che utilizzano internet nel loro tempo libero, potenziali utenti dei servizi audio-video on line.
[3] Contesto come insieme di dimensioni tra loro strettamente correlate che vincolano e allo stesso tempo rendo possibile lo sviluppo di un processo relazionale fra due o più sistemi umani, Ma anche contesto come, setting, luogo, tempo, organizzatore ambientale ed epistemologico del processo di consulenza.