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  1. Yesterday
  2. Ciao Massimo, tu dici che è borderline ma rispetto a come ne parli sembra che sia più una persona che soffre di doppia se non tripla personalità, A parte gli scherzi, è una borderline certificata da uno psicologo/psichiatria oppure è una deduzione che fai tu? In ogni caso per quel poco che posso aver capito da quello che hai scritto, mi sembra che la relazione, anche a tuo dire, sia malata e soprattutto si sia sviluppata da parte di entrambi una dipendenza che non porta a nulla di positivo. Io ti consiglio, soprattutto se vuoi il suo bene, di consiglarle di andare in terapia, perchè mi sembra una persona altamente instabile, per quanto riguarda te, ora è passato poco tempo e sei troppo confuso, perciò ti consiglio di prenderti un periodo di riflessione, senza sentirla, per poter capire cosa è che ti fa davvero stare bene e cosa vuoi veramente da una relazione in generale. Un saluto.
  3. Ciao Cami92, l'infanzia incide tantissimo sulla nostra vita, ed inciderà sempre anche quando saremo vecchi. Il fatto è però che tutti hanno avuto problemi nell'infanzia ma non tutti i problemi che si hanno da adulti o adolescenti sono a causa dell'infanzia avuta. Tu sei la persona che sei sulla base di quello che eri, hai passato, ma principalmente per quello che vivi oggi. Sei giovanissima, mi fa davvero strano sentirti parlare di matrimonio, ed è molto bello sinceramente che una ragazza giovane abbia un cosi forte impulso nel matrimonio, detto ciò sei giovanissima e hai una vita davanti quindi vivitela non pensando al passato. Ti consiglio di andare da uno psicologo e di attuare un processo di cambiamento reale della tua vita per migliorarti e stare bene. In bocca al lupo
  4. Claudio90

    AMORE FINITO

    La domanda che devi porti è; Voglio continuare a stare con questa donna si o no? Se si, quanto incide il fatto di non voler stare solo? E quanto il fatto di dover ricominciare alla tua età? Una volta che avrai risposto, saprai già nel tuo cuore, ma anche col tuo cervello, cosa fare.
  5. Ultima settimana
  6. Buongiorno, vi scrivo per un confronto. Ho recentemente chiuso una relazione di un anno con una ragazza borderline con problemi di bulimia, io 30 anni, lei 25. Ci conoscevamo già da qualche anno, e dopo un periodo di forte amicizia, tutto si è tramutato in amore, corrisposto. Lei semplicemente fantastica: bella, profonda, intelligente, sensibile, sesso meraviglioso. Sapevo già che aveva una sensibilità particolare per via di sue storie passate finite male, ma il coinvolgimento era troppo forte e mi ci sono buttato. Che dire, momenti fantastici alternati a momenti terribili. Ogni due settimane crisi e senso di vuoto e autosabotaggi che mettevano in discussione tutta la sua vita me compreso. Il tutto con in aggiunta una percezione ipernegativa della sua fisicità con conseguenti, ma fortunatamente saltuari, episodi di bulimia. La prima volta la lascio io dopo 4 mesi perchè, seppur innamorato pazzo, vedevo che non mi amava più, mi disse che le ero diventato indifferente. Dopo una settimana torna, mi dice che le manco e torniamo insieme. Tutto bellissimo (salvo alcuni momenti no) fino a dicembre. Lì mi lascia lei, perchè a detta sua non vuole trascinarmi nei suoi problemi. dopo due settimane, vedendo che non riuscivamo a stare lontani, torniamo insieme. Ancora tutto bello, fino a due settimane fa. Lì riparte il distacco e l'indifferenza. Solo che al posto di essere alternata da momenti brutti di un paio di giorni ogni due settimane, la roba diventa davvero insana: un giorno "Ti amo", il giorno dopo "non sento più quello che sentivo prima"; nel pomeriggio "mi sei indifferente", la sera "io ho bisogno di te". dopo due settimane così ho deciso di tagliare perchè era insostenibile. Nonostante fosse d'accordo, poichè era in un momento di indifferenza e vuotezza, continua a scrivermi, e leggo a volte i toni di una mancanza che sente. Ora, nonostante mi sia convinto che nonostante l'amore questa sia una relazione malata, perchè continua a scrivermi anche se non mi ama più? Pensate sia più saggio interrompere i contatti data la situazione, disintossicandomi così da una dinamica di dipendenza (che penso di aver nei suoi confronti, avvertendo forti momenti di vuoto) innegabile? Grazie in anticipo Massimo
  7. Shiba

    Montagna

    La montagna è fantastica anche se per chi è freddoloso .... Alberto
  8. Buon di a tutti, premetto che, ho avuto un infanzia difficile e mia mamma è diventata una figura stabile soltanto ai miei 12/13 anni e della mia crescita si sono occupati mio papà, con i nonni. Attualmente ho 26 anni, quattro anni fa ho avuto una relazione con un ragazzo di dieci anni più grande. Siamo stati insieme per circa 6 mesi, poi i suoi comportamenti possessivi e di controllo mi hanno spinto a lasciarlo. Chiuderla ed affrontare tutta la rabbia, la delusione non è stato facile... per la prima volta avrei voluto realmente sposarmi, mettere su famiglia etc. Oggi questa persona di tanto in tanto continua a cercarmi con scuse veramente banali ed è pure sposato... Ora io ogni volta rispondo anche se alla fine mi tornano indietro tutti i sentimenti di rabbia/rancore e tristezza per come sono andate le cose... Visto che non è la prima volta in cui mi ritrovo invischiata in una relazione non sana, dove spesso ho timore dell'abbandono e cerco continuo conferme o comunque tendo ad essere molto accondiscendente.... è possibile che il mio passato influenzi la mia emotività di oggi? Ringrazio in anticipo
  9. marco3349

    AMORE FINITO

    Ho provato a parlarne l altro giorno,è successo il putiferio.Prima insulti,minacce,propositi di vendetta,vuoi mandarmi via,se vuoi separarti vai via tu,tu usi le persone per i tuoi scopi,sei una brutta persona,mi vai veramente schifo,non è giusto che io debba rincominciare una vita daccapo alla mia età e via discorrendo.Poi pianto e disperazione:non me lo merito di essere trattata così,ho fatto tanti sacrifici per tè,per noi.....Poi quando si è calmata ha detto che dobbiamo provare a rimediare,che non ha mai amato nessuno come a me,che non può stare senza di mè,che se ci lasciamo si và a schiantare contro un muro con la macchina e cose simili.Ho lasciato perdere perchè ero stufo dopo un giorno di tensione e di tragedie greche.Da allora è tutta coccole e bacini.Però più passano i giorni ,più cose brutte ci diciamo e più sento che è finita.Più aumenta la confusione però anche,non sò più come gestire la cosa perchè non vorrei arrivare come si dice ai ferri corti.E mi sembra anche di prenderla in giro accettando le sue tenerezze.Grazie delle risposte.
  10. Ospite

    AMORE FINITO

    ciao Marco, sono capitato per caso su questo thread e ho letto quello che hai postato. di quello che dici mi colpisce il fatto che lei ti "riempia di insullti", accusi di fare "una vita di m... in un posto di m.", che non ti cerchi nonostante il sesso sia per te importante. Se non ci fossero difficoltà economiche ti direi vattene senza rimpianti. Nessuno merita di essere trattato così. Magari un tempo vi amavate, ma è finita. Il fatto di non poterti permettere di andartene mi fa pensare che forse, se non puoi farlo ora, puoi però iniziare a costruirti questa possibilità e metterla in pratica fra un paio d'anni. Ma per favore, non buttare la tua vita in questo modo. Sei in un'età in cui c'è ancora molto da fare. La tua compagna è responsabile quanto te della vita che fate e ti tiene in scacco con questo senso di colpa; non cambierà mai. Lavora per crearti una indipendenza, così avrai anche una motivazione per alzarti la mattina, e segui la tua strada senza rimpianti... Un abbraccio
  11. Claudio90

    AMORE FINITO

    Ciao Marco, ho letto con attenzione e non credo che tu abbia intenzione di lasciarla, anche perchè hai ripetutamente detto di stare bene con lei nonostante forse il sentimento sia calato. Io ti consiglio di parlare con lei del vostro rapporto, e di provare a migliorare la situazione nel quotidiano. Se c'è rispetto e dialogo in una coppia c'è tutto e, sulla base di quello che dici, sembra esserci. Prova a capire lei cosa prova, quali sono i suoi pensieri, senza mettere in mezzo il lato economico che quello è un lato totalmente a se stante. Non ti buttare giù perchè potrebbe anche solo essere un periodo, un momento e passare nel momento in cui vi avvicinate, non andare subito a conclusioni affrettati. Dopo 15 anni di convivenza è facile che la passione si affievolisca ma il bene, come hai scritto più volte rimane e da quello dovreste ripartire. Ti consiglierei anche di andare da uno psicologo di coppia, situazione economica permettendo, se la situazione non migliora. Un saluto.
  12. Earlier
  13. Ciao a tutti,siamo sposati da 12 anni,ma abitiamo insieme da 15. Mia moglie veniva da un precedente matrimoniofinito a suo dire per il tradmento del marito,e da un altra convivenza durata 3 anni. Non abbiamo figli e non siamo più tanto giovani ormai,abbiamo tutti e due più di 50 anni. All inizio come sempre succede era tutto bellissimo. Poi abbiamo deciso di metterci insieme.Lei abitava in Emilia Romagna, io in Liguria,e di comune accordo abbiamo deciso che si sarebbe trasferita lei.Non si è mai adattata al nuovo ambiente,forse anche perchè non più giovanissima.Quà la gente è molto introversa e di sicuro molto diversa dal tipico carattere allegro socievole e cordiale degli Emiliani. Comunque tutto è andato avanti.Non litighiamo spesso,quasi mai in verità, ci rispettiamo molto:direi che quelle poche volte che succede più che altro è lei che litiga con me.E'una persona di cuore,sempre disponibile,ma ha un carattere molto deciso,di quelli che non devono chiedere mai,almeno a parole; poi i fatti secondo mè sono un altra cosa.Basta poco per farla partire in quarta,mi riempie di insulti,mi accusa di farle fare una vita di m....,in un posto di m...., addirittura più di una volta mi ha detto che gli faccio schifo e non la devo nemmeno più toccare con un dito.Comunque vabè,in un attimo d' ira ci stà .Il sesso è finito ormai da molti anni.Da subito io ho specificato che per me era molto importante e a lei sembrava non creare problemi la cosa.Poi invece alla fine dovevo cercarla sempre e solo io, e l 'impressione era che lei lo facesse più per dovere coniugale che per reale desiderio suo verso di me. Comunque ci si abitua a tutto,non siamo più dei ragazzi. Adesso però non so che mi succede,sento un grande disagio interiore, sento di non sentire più nulla per lei,gli voglio bene certo, ma come si vuole bene a un grande amico,o a un fratello forse, non a una moglie.Andiamo d' accordo,non siamo ai ferri corti, anzi,come ho detto ci rispettiamo molto:ma siamo molto distanti. Abbiamo interessi diversi,opinioni diverse quasi su tutto, dal punto di vista dei rapporti personali mai una coccola, una carezza un bacio.Lei non mi fa mancare nulla,tiene la casa, io l 'aiuto,mangiamo insieme,dormiamo insieme,ma niente di più. A complicare tutto c' è anche la situazione economica non proprio florida. Io ho un lavoro autonomo che ormai rende molto poco, lei che prima lavorava con mè ha dovuto ripiegare alla ricerca di un lavoro. Dopo anni di contratti a termine saltuari finalmente forse adesso c' è speranza per un contratto a tempo indeterminato. Viviamo in una casa di proprietà che per motivi legali abbiamo dovuto intestare solo a me e che per adesso non si può nemmeno vendere perchè ci sono dei lavori obbligatori da fare che per motivi economiici non abbiamo potuto. Sono molto confuso,sento questo malessere interiore che mi cresce dentro. Vorrei stare solo.La sento sempre più come un estranea però allo stesso tempo mi dispiacerebbe tanto stravogergli la vita per causa mia. Lei credo non sospetti nulla per adesso. E non so nemmeno come la pensa,a volte mi da l impressione di pensarla come me,ma non ne abbiamo mai parlato.E poi per risolvere come? Di sicuro lei non se ne andrebbe mai di quà.Dovrei farlo io ma con che finanze?Non possiamo nanche dire vendiamo i nostri beni , dividiamo a metà e ognuno per la sua strada.Alla fine fine penso che l unica alternativa sia continuare così, come due amici che vivono insieme per dividere le spese e basta. Anche se penso che non sia giusto Questa è la mia storia,grazie a tutti e scusate per la lunghezza
  14. Buonasera, mi trovo qui a scrivere perché sto passando l'inferno. Ho iniziato una psicoterapia in un centro antiviolenza per problemi pesanti per una separazione da un NP. (psicoterapia psicoanalitica) Da mesi ho dovuto interromperla perché, sin dal primo momento in cui ho visto il terapeuta, mi sono sentita fortemente attratta da lui. Iniziando le sedute ho fermamente creduto che questa cosa si potesse affievolire perché lui era solo il mio medico e per di più portava la fede al dito. Purtroppo non è accaduto e più allontanavo da me l'idea di un possibile coinvolgimento e più mi restava in testa, anche con sogni che solo dopo ho elaborato esser collegati a lui. Ho dovuto dirglielo e lasciare la terapia. Lui diceva di non essersi accorto di nulla, ma io peso che sia improbabile (benché io non l'abbia fatto intendere mai durante la terapia). Ha letto quel che gli ho scritto ed ha detto che io l'ho fatto emozionare, che l'ho letto e questa cosa mi ha lasciato un segno. Gli ho scritto svariate lettere dove all'inizio, in 10 pagine, gli spiegavo tutto e lo ringraziavo, ma nell'ultima, gli ho chiesto aiuto, non rientrando in terapia, ma al livello umano, per poterne uscire, per potermi fornire degli strumenti per eliminare questo carico di emozioni che sento. Ma lui non mi ha risposto. Ho letto di tutto, da articoli scritti da psicoterapeuti al libro "violazioni del setting", mi sono informata ed ho parlato con una conoscente psichiatra e molte cose mi sono state chiarite, ma comunque non riesco a "lasciarlo andare" dentro di me. Le sensazioni provate sono troppo forti e belle, non riesco a lasciarle andare via. Sono passati 6 mesi e mezzo dalla fine della terapia e, ad oggi, mi trovo a non riuscire più a stabilire rapporti profondi con uomini o a fidarmi di nuovo della categoria. Mi sento tradita e quando esco con un uomo non riesco più ad innamorarmi. So che tutto questo voi psicoterapeuti lo chiamate transfert, ma per me non lo è, almeno non quello del solo setting. Dunque vi chiedo di potermi chiarire questa situazione, perché la mia vita è bloccata e non posso andare avanti così. Ho due bambini che meritano una mamma serena, che già ne ha troppi di pensieri per avere anche questo fardello da portare. Vi ringrazio qualora mi darete una risposta, sincera e che esula da una posizione di "difesa a prescindere" della professione o che mi dica solo un "è transfert, è utile ai fini terapeutici" perché è stato più deleterio che terapeutico.
  15. Ciao, a parte il fatto di "parlare sempre senza lasciarti a tua volta parlare" , in cosa e come, di preciso, ti ha molestato? In quale ambito ti "ha interdetto" ?
  16. Ciao, ho da poco cambiato lavoro e sto vivendo quindi un periodo di inserimento con nuovi colleghi. Sto avendo qualche difficoltà e per questo vorrei confrontarmi con tutti voi per sentire un po' le vostre opinioni. Dunque, premetto che non sono più il novello uscito università, ho 30 anni e già lavorato in diverse realtà. Circa un mese fa sono arrivato in questo ufficio e l'impressione fu ottima, mi é sembrato ci fosse molta cordialità (per come ero abituato: forse anche troppa!) ed anche una buona comunicazione. Su 10 persone, soltanto una (veramente molesta, ve l'assicuro) non mi stava molto simpatica a pelle, ma ho cercato di mantenere la giusta distanza, e comunque di interagire sempre con educazione. Su di lei tornerò a breve. La suddetta persona odiosa (veramente ignorante e sgraziata) ha dovuto poi interagire con me, e lo faceva in modo piuttosto insopportabile. Alle prime ho subito il suo modo di fare rimanendo comunque disponibile, ma poi son tornato a casa un giorno e mi son detto "Se glielo permetto, domani lo farà ancora, e forse di più". E così ho deciso che il giorno dopo le avrei risposto a tono se avesse avuto lo stesso modo di interloquire (avete presente quelle persone che parlano sempre, e non ti lasciano parlare? Impossibile averci a che fare...ve lo giuro!). Così, quando mi ha interdetto per l'ennesima volta le ho risposto francamente alzando un pochino il tono della voce che lavoravamo meglio se mi avesse lasciato terminare le frasi, invece di interrompere in continuazione... Effettivamente la mia azione é stata efficace, nel senso che ora la suddetta mi si rivolge con maggiore educazione, parliamo solo quando ne abbiamo necessità, per il resto ci ignoriamo abbastanza. Se la vedo nel corridoio, si gira e sparla con qualche collega. Ora, se fosse soltanto un rapporto di antipatia con lei, non ne farei una gran questione. Il problema é che questa ha in ufficio quello che credo sia suo partner/confidente (parlano continuamente a bassa voce, anche nel bel mezzo di un discorso in cui sono coinvolte altre persone) ed il suddetto é un senior, per cui tutti lo rispettano e vogliono andare d'accordo con lui perché quando si verifica un problema lui é uno di quelli che ti può sempre aiutare. Ho notato che, purtroppo, da quando si é manifestata l'antipatia tra me e la suddetta ** (non userò epiteti volgari, ma vi lascio immaginare) si é gelata un po' la comunicazione anche con lui (mi fa sempre sorrisini molto poco sinceri) ed inoltre altri colleghi nell'ufficio (un altro senior) mi osservano in maniera strana, e mi pare abbiano preso anche loro le distanze da me. Ho come l'impressione che il fatto di ribellarmi ai modi scorbutici della z** abbia creato una situazione di stallo nei miei confronti. Aggiungo che mi son reso conto che esiste una sorta di "guerra fredda" tra metà ufficio e l'altra metà... nel senso che alcune persone non si parlano e questo aggiunge una sorta di velata tensione... Io vorrei cercare di andar d'accordo con gli uni e gli altri, ma questo casus belli con la z** pare che abbia compromesso un po' i rapporti con quella metà di ufficio... Che fareste voi per mettere una pezza alla situazione? Io ho agito per "legittima difesa", perché ritengo che al lavoro i rompicoglioni vadano messi a tacere... E soprattutto credo non sia giusto subire le lagne di una tizia pedante per tutto il giorno... Però evidentemente il fatto di essere l'ultimo arrivato non mi aiuta nella mia posizione, e non vorrei compromettere rapporti che mi serviranno per lavorare bene in futuro. Voi cosa fareste? Vorrei concludere l'intervento con una lista di problematiche che credo siano comuni, per cui le vorrei elencare e vi sarei grato se mi scriveste cosa ne pensate, le vostre reazioni in certe situazioni: 1) COME AGIRE QUANDO CI SONO I "GRUPPETTI"? Io di natura sono abbastanza aperto e sincero, però per esperienza so che quando siamo in presenza di "gruppetti" chiusi, e poco disponibili ad accettare il nuovo, conviene relazionarsi in maniera formale e professionale. Alla lunga saranno i fatti a determinare se il nostro rapporto si stringerà o meno. Cercare di far parte di un gruppo a tutti i costi non fa parte del mio lavoro, e sinceramente non mi interessa. Non lo so, secondo voi sbaglio? Non vorrei perdere delle opportunità lavorative (ad es. essere coinvolto in progetti...ecc!) solo perché queste simpatie/antipatie si stanno creando... io penso che sul lavoro debba esserci la collaborazione, non l'amicizia... 2) COME RELAZIONARSI CON COLLEGHI CHE SONO PARTNER? Sembra una barzelletta, eppure nel nostro ufficio ci sono ben due (2!) coppie di fatto... a parte che a volte quando siamo in ufficio in tre é un po' imbarazzante, perché magari questi si abbracciano o manifestano effusioni... ma ok, siamo sul lavoro e non mi pesa più di tanto ignorare qualcuno per qualche istante. La cosa un po' più fastidiosa é che si parlano continuamente a bassa voce... Per cui quando parlo ad alta voce con un collega sento sempre di sottofondo i commentini loro... Non mi va di impicciarmi, però se una cosa é palesemente riferita a ciò che é stato appena detto / magari hai il dubbio, però sembra proprio così, perché non sei riuscito a sentire bene... Che fare? Ignorare e farsi sparlare in continuazione... oppure dirgli qualcosa? Meglio finger di non sentire e far la figura dei fessi oppure interagire con la loro conversazione e rompere l'equilibrio tra partner? Si accettano consigli... 3) ANDARE A PRANZO CON I COLLEGHI CON CUI STAI LAVORANDO, ANCHE SE SONO ANTIPATICI? Questa é un'atavica questione. Una volta ebbi una conversazione con il mio capo, il quale francamente aveva deciso di non supportare un rinnovo del mio contratto: lui mi disse che una delle motivazioni per cui non aveva avuto fiducia in me durante i 12 mesi trascorsi insieme era che non andavo mai a pranzo con lui... Da allora ho imparato (mio malgrado, perché la reputo una cosa decisamente stupida!) che é fondamentale (almeno in Italia) andare a mangiare con i colleghi con i quali si sta lavorando. Questo anche se non c'è troppa confidenza. In caso contrario, si rischia di creare un solco nella collaborazione che può portare a conseguenze estreme (nel mio caso fu proprio la perdita del lavoro). Ora sono in un contesto diverso, eppure si presenta una situazione simile: i colleghi si alzano per andare in mensa e non ti dicono niente. Un giorno chiesi ad uno di loro, francamente: "per favore mi puoi passare a chiamare quando andate?" Lui rispose sì.. poi non passò. Poi ci incontrammo in mensa e mi disse "Scusa", in un modo come a dire: "te l'ho fatto apposta". Allora, come agire quando ci sono colleghi fondamentalmente pezzi di m,, Se ti aggreghi non é un problema, ma non ti chiamano e sembra che li devi inseguire, se non ti aggreghi sei tu che hai qualche problema con loro (anche perché, la mensa é piccola, quindi ci si vede comunque seduti a tavoli diversi). Come risolvere la questione? Anche qui, son curioso di sentire le risposte... Un commento finale, davvero spensierato: ma quanto è stressante la vita del DIPENDENTE! Grazie a tutti in anticipo per le risposte! Un abbraccio, bulldog
  17. angel92

    Illusione o speranza?!?

    La costante attesa di qualcosa che non cambierà mai che cos'è?!? Speranza o illusione?!?! E sopratutto come capirlo?!?
  18. Indossavo. Comunque grazie per i consigli. Buona giornata.
  19. Caro Diego, io ho fatto un ragionamento su quello che potrebbe farti stare bene che va oltre ai problemi fisici. Tu hai scritto chiaramente che indossi una maschera, che sentimentalmente ti senti un adolescente, che prima vivevi le cose in terza persona e adesso stai affrontando il tutto. Io ti capisco benissimo, so cosa vuol dire indossare una maschera e sentirne il peso una volta tolta, ma ti assicuro che a lungo andare ti fa stare benissimo. Non sono nessuno per costringerti a chiedere aiuto da uno psicologo, ma posso consigliarti almeno di non indossare più la maschera e fregartene di quel che può pensare la gente se mostri quello che sei, a prescindere dal dolore. Per di più molte volte il dolore si può manifestare per cause psicologiche, ansia, depressione, rabbia, a volte si manifestano sotto forma di dolore fisico, soprattutto se non dai sfogo alle tue emozioni e le tieni dentro represse indossando una maschera.
  20. Ciao Emily, la tua ossessione è spiegabile facilmente: "si vuole sempre quello che non si può avere". Più lui ti fa capire che non lascerà mai la sua ragazza per te, più la tua ossessione per lui diventerà forte. A te cosa importa se per lui tu sei un passatempo o qualcosa in più: tanto ti ha già detto che non lascerà mai la sua ragazza per te, e per come scrivi non credo che tu con lui vuoi solo una relazione frivola. Vai avanti, ignoralo, non gli scrivere nè rispondere più e cerca altro. Vedrai che un giorno troverai la persona giusta. Un saluto.
  21. Claudio90

    Sai cosa è veramente brutto?!!!

    Mostrare le proprie emozioni non è mai brutto (a meno che non si faccia del male o si limiti la libertà altrui). E' giusto piangere se sei triste, anche se sei in mezzo alla gente, anche se sei con persone cui non vuoi manifestare i tuoi veri sentimenti. Ti parla una persona che ha seri problemi a manifestare le emozioni e ti assicuro che io invece vorrei tanto riuscire a piangere in pubblico e non lo nasconderei mai con un finto sorriso. Ti auguro di riuscire a capire che esprimere le emozioni sia bellissimo e non brutto.
  22. angel92

    Sai cosa è veramente brutto?!!!

    È brutto quando i tuoi occhi decidono di parlare senza il tuo permesso....... Quando ti accorgi di quelle lacrime agli angoli degli occhi pronte a scorrere lungo le guance...... speri che nessuno incrocia il tuo sguardo...... passi in fretta e furia una mano e sfoggi il tuo più bel sorriso!!!!!
  23. Caro Caudio90, capisco cosa vuoi dire ma la mia situazione è diversa. Ho capito che non sono mai stato depresso ma sempre in difficoltà. La mia ultima spiaggia, anche se ero molto dubbioso, era andare da uno psicologo. Adesso realizzo che era un tentativo inutile, dato che era proprio una malattia. In tutti questi anni ho provato tutte le varie pratiche per il rilassamento dei nervi e muscoli ma niente funzionava anche se cercavo di autoconvincermi ed avere pazienza. Sono molto più forte di quanto credevo: sia mentalmente che fisicamente. Adesso che riesco a raggiungere la fase delta nel sonno mi sveglio lucido, energico e tranquillo. La mia non è stata una richiesta di aiuto ma una condivisione del fatto che la mia visione del mondo si sta ampliando e mi sembra ancora impossibile di stare bene. Ho sperimentato indirettamente tutte le emozioni nella mia vita e se le provo in prima persona adesso non vuol dire che non riesca ad affrontarle. Non bisogna cercare un problema se non c'è. I problemi che dico io sono quelli della vita di tutti i giorni che ti aiutano a crescere interiormente e superarli senza che ti perseguitano la notte. Potrò cercare di spiegartelo in tanti modo diversi ma non so se capiresti bene cosa intendo dire. I dolori fisici cronici sono un inferno e se non trovi il modo di curarli non ti lasciano via di uscita, devi trovare un modo per porti alla gente senza che questi ti facciano apparire debole. Cordiali saluti.
  24. Salve, sono qui per raccontarvi la mia situazione, dato che sto quasi diventando pazza. Sono una ragazza di 25 anni. L'anno scorso ho iniziato a lavorare per un'azienda, e ho conosciuto un collega un anno piu vecchio di me, fidanzato da tanti anni, con cui si è subito creata una grandissima sintonia. Lui è un tipo molto socievole e intraprendente, che mi ha fatto capire fin da subito il suo interesse. Io all'inizio sapendo che era fidanzato volevo solo instaurare una semplice amicizia con lui, però la complicità mentale era troppo forte che alla fine siamo usciti insieme. E' successo che abbiamo iniziato una relazione, ci siamo frequentati per tre mesi e io mi sono follemente innamorata di lui, come non avrei mai immaginato .Anche lui sembrava molto preso, e me ne ha dato prova varie volte. Alla fine dei tre mesi gli ho detto di scegliere tra me e la sua ragazza, quasi sicura che lui avrebbe scelto me, dato che diceva che con me stava bene mentre con la sua ragazza le cose erano peggiorate, e invece alla fine lui ha detto che non se la sentiva di buttare all'aria una relazione così lunga con lei. Io ho deciso di non sentirlo piu, sono stata malissimo per alcuni mesi, avevo deciso di ignorarlo al lavoro ma poi lui ha iniziato a farsi sentire nuovamente. Ora che è passato un anno continua a scrivermi ogni tanto, e io non riesco a resistergli.. infatti da quando abbiamo chiuso la relazione ho ceduto varie volte e sono finita di nuovo a letto con lui. Io non riesco a dirgli di no perchè sono innamorata, per me è diventata quasi un'ossessione, penso a lui tutti i giorni e spesso la sera controllo perfino i suoi accessi su whatsapp. E da parte sua non capisco se ci sia interesse o semplicemente la voglia di divertirsi. Caratterialmente parlando ci troviamo molto bene insieme, e lui quotidianamente al lavoro mi cerca e si comporta in modo amichevole con me. Mi scrive anche solo per sapere come sto, mi telefona spesso anche dopo il lavoro per fare delle semplici chiacchierate, mi invita spesso ad assistere ai suoi concerti (lui suona in una band), quindi mi cerca anche solo perche gli piace la mia compagnia. Quindi il mio dubbio è questo: lui prova qualcosa per me o se ne sta solo approfittando? Ho capito che non ha intenzione di lasciare la sua ragazza, e ormai non ci spero più, però vorrei solo capire se per lui sono solo un passatempo o se magari sono qualcosa in più. Qualcuno mi aiuti a capire !! Grazie in anticipo
  25. Caro Diego86, spero vivamente che tu un giorno possa cambiare idea e capire che quando si ha bisogno si chiede aiuto. La persona veramente forte non è chi cade e riesce a rialzarsi da solo a fatica, combattendo ma chi riesce a farsi dare una mano per alzarsi, solo cosi a tua volta potrai un giorno dare anche tu una mano a chiunque altro. Non aver paura di mostrarti per quello che sei davvero, la maschera lasciala ai politici di turno, tu non ne hai bisogno, sei un essero umano ed in quanto tale hai bisogno di mostrare i tuoi veri sentimenti ed emozioni e trovare le persone che ti accettano e vogliono bene per come sei. Dici stesso tu che sentimentalmente sei un adolescente e che la maschera la indossi per paura, spero che capirai presto che non esiste l'autoanalisi e che da soli non ci si può curare e risolvere i problemi di un'esistenza. Un saluto.
  26. É come il leone con la scheggia infilata nella zampa. Nella mia vita mi sarò comportato anche non in modo appropriato con gli altri ma se condividevo questo mio malessere avrebbero subito pensato ad un problema mentale. Reagire invece di fare la vittima é quello che non ha intaccato la mia vera persona. Non ho mai chiesto aiuto nel peggiore dei miei giorni e non lo chiederò adesso che sto migliorando. Potrà apparire un comportamento da mente chiusa ma le risposte che cerco sono dentro di me e solo io posso entrare nel profondo della mia anima. Ho sempre lasciato agli altri che mi catalogassero per quello che volevo far vedere e non per quello che ero in realtà.
  27. Ciao Imao90, non credo tu possa essere schizofrenica. La tua sembra solo una forte paura ed ossessione (spiegabile dal DOC che ti è stato già diagnosticato) di stare male. Non possiamo vivere la nostra vita con la paura di poter star male e soffrire di qualche disturbo di salute fisica o mentale perchè mentre ci preoccupiamo di non stare male, stiamo comunque male nel viverci le giornate col pensiero di poter star male. In poche parole: "Stare male al pensiero di stare male" è un circolo vizioso, il consiglio è quello di concentrarti sulle cose che ti fanno stare bene e cercare di non farti influenzare dai post su Instagram e di provare a viverti il momento la giornata senza pensare ad ipotetici futuri tragici. Ti auguro il meglio.
  28. Ciao Marco, quella che descrivi sembra davvero una situazione complicata ma la risposta in realtà la sai e la hai anche data. Come detto anche da te stesso non si vive per accontentare gli altri e se tu ti senti di stare con lei solo per accontentarla, non senti di voler figli con lei, non la vedi come la donna della tua vita, beh allora ti consiglierei di prendere coraggio, affrontarla e lasciarla perchè continuare questa relazione è deleterio per entrambi. Certo all'inizio potrà comunque mancarti ma probabilmente avrai meno ansia nelle attività quotidiane e riuscirai a raggiungere gli obiettivi di vita che ti renderanno realizzato e perchè no, a trovare, una volta che ti sentirai pienamente realizzato la vera donna della tua vita. Te lo auguro.
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