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celina1962

Lettino o vis a vis?

600 posts in this topic

Vorrei tanto capire cosa cambia. Il lettino mi rilassa tanto e mi consente di andare in fondo al mio inconscio.Ma poter osservare le espressioni del voltolto del mio psy, che nonostante la sua ostinata impenetrabilità, ormai forse dopo tre anni saprei cogliere qualche reazione o emozione, mi stimola tanto e penso possa portare nella relazione terapeutica uno scatto in più. So che non funziona ma vorrei che qualcuno me lo spiegasse. Help. Celina

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Io odio il lettino!

Dopo qualche tempo che me ne stavo bella placida sulla poltrona, vis-à-vis, il mio psi mi propose il lettino, sulle prime rifiutai categoricamente di stendermi là, ma dopo un'pò di insistenze da parte sua accettai.

Le prime sensazioni furono quelle di imbarazzo, di abbandono, di impotenza, di poco controllo e a tutt'oggi a distanza di tempo devo dire che non mi piace per niente stare là :blush: .

Vorrei tornare sulla poltrona davanti a lui, non tanto per vedere le sue emozioni, (non so se capita anche a te, ma a me alle volte sembra di sentirle dal tono della sua voce, dai suoi silenzi), ma per controllare meglio la situazione, cosa per la quale lui mi ha spedito sul lettino, quindi come vedi, per me è un circolo chiuso e l'unica cosa da fare, e per la quale sto lavorando, è quella di lasciarmi andare e di avere una fiducia totale (o quasi) in lui.

Il bello della relazione che ho con lui è che io so che c'è, so che alle volte si incazza, alle volte è soddisfatto, altre ancora deluso e tutto questo lo sento attraverso la sua voce, non ho bisogno di guardarlo.

L'unica cosa, è che ultimamente mi sto chiedendo se non sbaglio, se veramente quello che io dico essere le sue emozioni non sono le mie proiettate in lui.

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Io il lettino non l'ho mai provato ma sulla poltroncina di fronte a lui mi sento a mio agio.....quindi w la poltrona!! :ola (4):

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mai provato ma mi sentirei un pò deficiente a parlare da sola....preferisco guardarlo negli occhi....ma anche in queste scelte dello psi c'è una motivazione...almeno lo spero...

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io ci ho provato 1 sola volta e mi sentivo un'idiota totale (peggio del solito!!) :D:

ero lì che parlavo al nulla e ogni tanto provavo a girarmi per guardare la mia psi rischiando pure di cadere dal lettino !! :nea:

la mia ttuale psi in un paio di occasioni ha "minacciato" di sbattermi sul lettino..... a parte le facili battute che mi vengono da fare ( :D: ) prima o poi ci proverò..... vuoi vedere che magari riesco a lasciarmi andare un po' di più se non ce l'ho difronte?!

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il mio non ha proprio il lettino......forse la sua corrente non lo prevede non so....

ma mi chiedo a volte sarà l'unico a non averlo?

Ma a me piacerebbe invece essere sul lettino comoda e parlare senza vederlo.....anche se lui non fe molte espressioni quando parlo.........io se lo guardo rimango condizionata.Allora mi guardo le scarpe..è solo quando non lo guardo che riesco a dire le 'cose' piu'difficili!

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il solo pensiero del lettino mi fa venir da vomitare :D:

scusate la sincerità

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Le mie sedute sono vis a vis.

Dunque mi siedo sulla sedia imbottita...lui, lo psi, si siede di fronte.

a dividerci c'è la scrivania e così comincia la terapia..........ogni tanto si alza e chiude la finestra........e certe volte questo apri e chiudi la finestra mi fa girare le balle.

ma quando sta seduto mi fissa negli occhi e non leva lo sguardo.

Il lettino non lo mai provato,ma lo psi nell'altra stanza nè ha uno...........

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Ciao penni sono celina. Il vomito è un simbolo di rigetto nevrotico, come ad es.i bambini che al mattino ci provano per non andare a scuola. E' una via lasciata da un conflitto interiore a chi non può ammettere a livello conscio di rifiutare un'idea, una persona o una situazione. Elabora.....

Stendersi su un lettino senza poter vedere l'analista, violentarsi a dire tuttte le cose intime... che ti vengono a galla in quel momento è sicuramente frustrante e può attivare una forte opposizione verso lo psy, dovuta anche al suo comportamento , che con i silenzi, possibili errori, inflessibilità, neutralità potrebbe rendere esponenziale questo tipo di reazioni del paziente.

Io posso dire sinceramente che adesso adoro sprofondare in quel lettino, chiudere gli occhi e lasciarmi andare completamente a ricordi passati e e fatti più o meno recenti. Mi fido di lui e il sostegno me lo danno le sue intuizioni sempre azzeccate, mentre invece il suo modo di guardarmi mi inquieta perchè avverto la sua capacità di penetrare il mio inconscio oltre al punto che posso tollerare.

Per ora va così. Lui mi ha lasciata libera di scegliere e mi piacerebbe farlo con motivazioni più significative del tuo vomito. Non me ne volere. Ciao

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Ciao Celina,

un'po ti invidio sai? (in senso buono). A me il solo pensiero di chiudere gli occhi e di lasciarmi andare mi paralizza i pensieri.

Ogni volta che mi stendo là, lui sta in silenzio e aspetta, e ogni singola volta da mesi a questa parte io mi chiedo "non mi viene in mente niente, proprio niente, non ho problemi, aiuto me ne voglio andare".

Negli ultimi periodi lui mi sta "incolpando" di questa mia incapacità a lasciarmi andare e di questo ne soffro perché davvero avrei l'intezione di esprimermi liberamente, ma non ne sono capace quantomeno non lì e non facilmente come dici tu.

Hai un segreto per questo tua capacità al pensiero libero?

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Io il pensiero libero ce l'ho, penso, in rari momenti.

Sul lettino ho fatto mille acrobazie: girata al contrario, per prendere un souvenir dell'analista, ginnastica addominale, puntare i piedi, spenzolare le gambe, guardarci sotto per cercare la bomba ( chissà se ce la volevo mettere io), rannicchiata di lato sbirciando l'analista con la coda dell'occhio, e.. sdraiata a dirigere un concerto a quattro voci immaginario con tanto di solfeggio e danza delle mani.

All'inizio neanche mi ci volevo mettere.. :blush:

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Io il pensiero libero ce l'ho, penso, in rari momenti.

Sul lettino ho fatto mille acrobazie: girata al contrario, per prendere un souvenir dell'analista, ginnastica addominale, puntare i piedi, spenzolare le gambe, guardarci sotto per cercare la bomba ( chissà se ce la volevo mettere io), rannicchiata di lato sbirciando l'analista con la coda dell'occhio, e.. sdraiata a dirigere un concerto a quattro voci immaginario con tanto di solfeggio e danza delle mani.

All'inizio neanche mi ci volevo mettere.. :Whistle:

:ph34r: non avevo mai immaginato questa versione dinamica del lettino.....pensavo sempre a una cosa asettica e distaccata con paziente immobile su quel lettino e lo psi dietro che fa le faccine tanto non lo può vedere..... -_-

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Io il pensiero libero ce l'ho, penso, in rari momenti.

Sul lettino ho fatto mille acrobazie: girata al contrario, per prendere un souvenir dell'analista, ginnastica addominale, puntare i piedi, spenzolare le gambe, guardarci sotto per cercare la bomba ( chissà se ce la volevo mettere io), rannicchiata di lato sbirciando l'analista con la coda dell'occhio, e.. sdraiata a dirigere un concerto a quattro voci immaginario con tanto di solfeggio e danza delle mani.

All'inizio neanche mi ci volevo mettere.. :Whistle:

che figata così !!

quasi quasi lunedì mi ci metto pure io sul lettino !! :ph34r:

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Io non ho mai usato il lettino. Sempre faccia a faccia. Devo dire che però così di primo acchitto non mi piacerebbe. Innanzitutto ho bisogno di vedere le espressioni dello psicologo quando mi parla,così come credo serva a lui per capire le mie emozioni,e poi credo che mi farebbe sentire proprio analizzata! Bho,forse mi da l'impressione di una situazione in cui si crea troppo distacco tra il medico e il paziente. Insomma lui fa le domande e tu rispondi. Poi magari è solo un pregiudizio..

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Io il pensiero libero ce l'ho, penso, in rari momenti.

Sul lettino ho fatto mille acrobazie: girata al contrario, per prendere un souvenir dell'analista, ginnastica addominale, puntare i piedi, spenzolare le gambe, guardarci sotto per cercare la bomba ( chissà se ce la volevo mettere io), rannicchiata di lato sbirciando l'analista con la coda dell'occhio, e.. sdraiata a dirigere un concerto a quattro voci immaginario con tanto di solfeggio e danza delle mani.

All'inizio neanche mi ci volevo mettere.. :ph34r:

Che bello!

Ma come rientrano tutte queste cose in una seduta?Cioè,come ti capita ad esempio di gesticolare come se dirigessi un concerto? :Whistle:

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:Whistle: non avevo mai immaginato questa versione dinamica del lettino.....pensavo sempre a una cosa asettica e distaccata con paziente immobile su quel lettino e lo psi dietro che fa le faccine tanto non lo può vedere..... :ph34r:

La donna è mobile

qual piuma al vento

muta d'accento e di pensiero..

E l'analista ci si fa d'o :angry: ro.

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Consigliare il lettino anzichè il vis a vis dipende anche dall'indirizzo teorico del medico. Per gli psicanalisti freudiani ortodossi o yunghiani ad es. è la sola condizione che consente al paziente un ideale relax, abbandono e dunque una maggiore capacità di entrare in contatto con il proprio mondo interiore.

Basta lasciarsi andare completamente, rivivere le esperienze rimosse trasmettendole come le immagini di un film al teraoeuta che ti ascolta attentamente e anche se parla poco, ti aiuta a contenerle ed elaborarle, ti facilita un processo attraverso il quale autonomamente si arriva poco a poco a riconoscere che le nostre convinzioni sono deformate dal nostro modo di vederle soggettivamente e quindi si ci ritrova "inspiegabilmente"ad assumere un punto di vista più oggettivo...si riscopre di pensare in modo nuovo, diverso, avendo assimilato inconsciamente alcune capacità mentali che l'analista mette in atto ripetutamente. Io ci credo perchè lo ho sperimentato personalmente.Celina

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Consigliare il lettino anzichè il vis a vis dipende anche dall'indirizzo teorico del medico. Per gli psicanalisti freudiani ortodossi o yunghiani ad es. è la sola condizione che consente al paziente un ideale relax, abbandono e dunque una maggiore capacità di entrare in contatto con il proprio mondo interiore.

Basta lasciarsi andare completamente, rivivere le esperienze rimosse trasmettendole come le immagini di un film al teraoeuta che ti ascolta attentamente e anche se parla poco, ti aiuta a contenerle ed elaborarle, ti facilita un processo attraverso il quale autonomamente si arriva poco a poco a riconoscere che le nostre convinzioni sono deformate dal nostro modo di vederle soggettivamente e quindi si ci ritrova "inspiegabilmente"ad assumere un punto di vista più oggettivo...si riscopre di pensare in modo nuovo, diverso, avendo assimilato inconsciamente alcune capacità mentali che l'analista mette in atto ripetutamente. Io ci credo perchè lo ho sperimentato personalmente.Celina

Più o meno sono le parole che mi ha detto il mio psi.

Dubito che le nostre convizioni siano deformate dal nostro modo di vedere, credo invece che siano il frutto dell'esperienza di ciascuno di noi; il punto di vista soggettivo quale sarebbe? quello dello psi??? :huh:

Se questo è veramente l'aiuto che lui può darmi mi sa che io devo veramente pensare di mollarlo.

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Scusa Celina,

il tono del mio precedente post non è dei migliori, me ne rendo conto, ma non voleva essere un attacco a te, bensì era rivolto più al mio psi.

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Ciao fioriblu.Il processo analitico dovrebbe renderci capaci di relazionarci sia con noi stessi, sia con gli altri con modalità diverse da quelle che soggettivamente da sempre ritenavamo corrette.Diventare più oggettivi in questo senso dischiude la possibilità di accostarci alla vita con una umanità più autentica.Spesso ci rapportiamo con gli altri attraverso la nebbia confusa del nostro intimo modo di vedere e sentire, dei propri desideri personali,delle frustrazioni, speranze, delusioni, vissute in funzione della visione distorta che si ci forma sia degli altri che di se stessi.

Siamo incapaci di svolgere un ruolo di ATTORI, vediamo il mondo come un dato fisso, immodificabile che ci sovrasta e noi siamo il ricettacolo passivo della "nostra realtà". :LMAO: Poniamoci questa domanda:voglio diventare una madre, una moglie, una creativa, una professionista.Quale è la corretta visione del mondo sociale e del mio mondo interiore da usare per diventare a livello profondo quel soggetto che voglio diventare?

Un esempio può chiarire.Celina si sente sempre insoddisfatta, delusa, insicura. Nonostante ha una vita piena di interessi. un lavoro gratificante, una bella famiglia, un aspetto gradevole, interpreta qualunque successo all'insegna dell'insoddisfazione, ad es.se riceve un aumento di stipendio o una gratificazione pensa che quel giorno il capo deve essere impazzito, se riceve un complimento è solo per educazione o ipocrisia, si il figlio la chiama "mammina bella": vuole soldi. se riceve un invito a cena, sarà perchè le altre anno rifiutato. Chi osserva da fuori vede chiaro, ma lei no, per la sua incapacità di sentirsi meritevole dei suoi successi. Il mio analista ha lavorato tanto per aiutarmi ad elaborare questi ripetitivi atti di insicurezza e delusione e per rivedere la mia visione del mondo . Ha fatto emergere in Celina la consapevolezza di chi è, di che cosa vuole veramente, indipendentemente dagli altri che ora finalmente comincia a vedere correttamente in maniera diversa , più oggettiva, come persone distinte e reali.

Perdona la lunga blaterata ( ho pescato da un libro di Jonathan Lear), ma spero di essere stata capace di chirirti il concetto.

Ma ,bando alle chiacchere, volevo farti una domanda a proposito della tua incapacità di lasciarti "correre" col tuo psy. Hai forse timore aprendoti, denunciando tutte le tue fragilità, errori, debolezze di scadere ai suoi occhi e perdere la sua stima? A volte un forte transfert può indurre a questo...Si ci vorrebbe mostrare sempre al meglio, forti, sicure, determinate. Ma non credi che lui ormai ha capito tutto di te e che vorrebbe essere messo in condizione di poterti aiutare efficacemente. Ma deve partire da te non avere pudori, vrgogna, inibizioni.

Il tuo obiettivo è instaurare una bella alleanza terapeutica? Metticcela tutta e te lo ritroverai più intimamente vicino, partecipe, affettivo ed empatico.

Stuzzica il suo narcisismo dicendogli che nutri nei suoi confronti sentimenti di stima, rispetto, gratitudine e che le sue intuzioni sono sempre azzeccate....Fammi sapere se funziona. A presto baci Celina

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sai celina...io leggo le esperienze come le tue con un misto di invidia e di preoccupazione...

Invidia perché io ho iniziato la psicoterapia partendo da una situazione molto diversa dalla tua...non

ha una vita piena di interessi. un lavoro gratificante, una bella famiglia, un aspetto gradevole,

E qui c'è l'invidia. perché per me la psicoterapia è stato cercare di mettere un argine tra me e la disfatta totale...

Preoccupazione...tu hai raccontato di essere in analisi da tre anni...partendo da quelle basi...

Quanti anni ci vorranno per me?

Poi mi dico che io non faccio analisi, che il mio percorso è totalmente diverso. Speriamo!

Comunque io faccio sedute vis a vis...e il lettino col mio psicoterapeuta non lo vedrò mai, dato che non lo usa, per il tipo di "orientamento" che segue.

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No Juditta, purtroppo non è come credi tu. Io ho iniziato la psicoterapia completamente a pezzi....Depressione, ansia, insonnia, abuso di psicofarmaci.

La mia vita( piuttosto lunga... mi piacerebbe sapere quanti anni avete voi) non è stata e non è facile; il mio malessere è iniziato molto, moltissimo tempo fa per motivi gravi. La storia della celina che non riesce a vivere positivamente la sua vita "dorata" è solo uno spunto per spiegare a fioriblu il concetto importante di riuscire ad essere capaci di diventare attori della nostra vita :p: . E'solo un'angolazione di quella che è la vera storia di celina che aveva e ha ancora tanti disagi. TVB. Celina

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Ciao Celina,

hai centrato molti punti per i quali sto meditando da giorni.

Io vedo e vivo in un mondo, sopratutto in ambito lavorativo, dove l'apparenza, l'efficienza, la superficialità, la perfezione sempre e comunque la fanno da padrone, bene, mi sono detta "Fioriblu se vuoi sopravvivere qui devi avere questa visione della realtà e rapportarti di consequenza", detta così è molto facile, in realtà questa continua tensione e finzione, perché io sono tutt'altro da come mi si impone di essere, mi sta leggermente infastidendo.

Mi si chiede di cambiare questa percezione, ok,ma poi io come sopravvivo là fuori?

Riguardo al transfert, ti posso dire che l'ultima volta il mio psi, mi chiese, o forse dovrei dire si chiese lui stesso,se il suo controtransert non fosse talmente forte da impedire a me di lasciarmi andare :p:

Il mostrarsi sempre al meglio, forse poteva valere all'inizio del percorso, ma ora dopo che lui mi ha visto in condizioni a dir poco pietose, credo che la fase sia ormai passata.

Non mi lascio andare perché devo mantenere le distanze, perché c'è qualcosa dentro di me che mi porta ad avere paura di affezionarmi veramente a quest'uomo, perché non ho mai avuto un rapporto così "intimo" con nessuno e se da una parte so che mi posso fidare, so che lui è la persona giusta dall'altra ne ho il terrore.

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Ciao fior blu.Il dizionario garzantine di psi dice che la resistenza è l'opposizione inconscia, di chi si sottopone ad analisi, ad accedere alle proprie dinamiche profonde. :D: VOrrei solo dirti che se il tuo psy è stato così GRANDE da trasmeterti un forte controtrasfert, ti puoi veramente ritenere speciale e a questo punto, aprire totalmene... ma che pretendi di più ? Io non so cosa darei per molto meno. Qualcuno mi spieghi cosa ci può essere di più gratificante di una ffermazione del genere.... vuol dire che si è appassionato al tuo caso e non capisco perchè questo dovrebbe essre un imghippo per il tuo open. Celina

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No Juditta, purtroppo non è come credi tu. Io ho iniziato la psicoterapia completamente a pezzi....Depressione, ansia, insonnia, abuso di psicofarmaci.

La mia vita( piuttosto lunga... mi piacerebbe sapere quanti anni avete voi) non è stata e non è facile; il mio malessere è iniziato molto, moltissimo tempo fa per motivi gravi. La storia della celina che non riesce a vivere positivamente la sua vita "dorata" è solo uno spunto per spiegare a fioriblu il concetto importante di riuscire ad essere capaci di diventare attori della nostra vita :D: . E'solo un'angolazione di quella che è la vera storia di celina che aveva e ha ancora tanti disagi. TVB. Celina

in effetti ho tratto le mie conclusioni frettolosamente...il prato del vicino sembra sempre più verde! ^_^

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