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  1. Paura del nulla dopo la morte

    Ciao a tutti. Ovviamente scrivo perchè anche io ci sto pensando in questi giorni al nulla dopo la morte. A me non spaventa ma mi fa dire: "che peccato!". Ormai sono alle soglie dei 40 anni. Provengo da una famiglia cattolica molto credente (tutt'ora i miei familiari lo sono) e da cattolico, pensare che dopo la morte ci fosse il paradiso era confortante...tanto quanto terrificante il pensiero dell'inferno (anche se non ho mai pensato di essere così peccatore e malvagio da poterlo meritare). Poi col tempo e il pensare razionalmente, sono diventato decisamente agnostico. Ho letto qualcosa anche dei testi sacri. Quando mi sono approcciato alla Bibbia, mi sono soprattutto accorto come la religione (almeno cattolica) selezioni accuratamente quanto promulgare durante le letture in chiesa e quanto no. Se uno è dotato di un po' di raziocinio, leggendo il testo sacro per eccellenza dovrebbe solo dire: "E io finora ho creduto in base a questo?!". Sono andato a messa ogni domenica per anni e anni ed è incredibile come ci sia una censura della Bibbia. Nel senso che hanno sempre letto solo le parti che più si allineavano col pensiero della chiesa-buonista. (Nella Bibbia tra l'altro dopo la morte non c'è nulla...termina tutto....fino alla fine del mondo, quando solo pochi "giusti" verrebbero risorti... nel loro corpo tra l'altro, non come puro spirito). Se vi leggete tutte le parti successive ai 10 famosi comandamenti, poi, vedrete come dio permetterebbe la schiavitù. Come ci sia la pena di morte per chi uccide o anche solo insulta i propri genitori...ma solo una pena pecuniaria se uccide uno schiavo. La donna deve essere sottomessa e succube del marito ecc ecc. Allora se parli con un fervente credente di sentirai dire che poi c'è stato il Vangelo che ha stravolto e cambiato le cose (e parlato di vita dopo la morte). Oppure che si doveva adattare ai tempi in cui fu scritta. Ma la Bibbia non era stata scritta da Dio o sotto la sua influenza? Quindi mi state dicendo che Dio ha cambiato opinione nel corso del tempo? Ma Dio non dovrebbe essere superiore allo scorrere del tempo e ai cambi d'opinione? Essendo Dio appunto.... Oppure..."Eh ma la Bibbia va interpretata". Mi sembra troppo comodo dire così. E se parliamo dei Vangeli: e quelli apocrifi? Sono stati degli uomini a decidere quali erano quelli "buoni" e quali no. Alla fine vedrete che c'è l'uomo dietro a tutto...fondamentalmente vedo tanto dell'uomo più che del Dio nei testi sacri... Poi appunto da agnostico dico che qualcosa di vero ci potrebbe essere. Però mi viene da pensare: ma prima del big-bang cosa c'era? E la materia come ha fatto a diventare cellula e quindi vita? La creazione della vita rimane inspiegabile. Ti dicono che sulla Terra può essere arrivata con una cometa. Ok. Ma prima ovunque sia nata...com'è stata creata? Questi sono i grandi misteri. Per questo sono agnostico. Tornando a noi e al nulla dopo la morte, che ritengo molto probabile (di fatto la nostra coscienza si annulla facilmente già da vivi....oppure se vogliamo noi siamo il risultato di esperienze e ricordi...già annullabili da vivi...basta un morbo di alzheimer ) mi ritrovo molto nel pensiero espresso da RuggeriExtreme e pure in quello che dice, sul non aver paura del nulla, angelo crucitti. Io non ho paura del nulla. Quello che dico è: sarà un peccato non esistere più. Se così, come penso, sarà. Perchè esistere è bello. Del resto noi eravamo già nulla prima di nascere e torneremo ad esser nulla dopo morti. Ma oggi tra l'aver studiato la storia e (cosa non da poco) il poter vedere film su epoche passate, perfettamente ricostruite nei dettagli, ci fa sembrare quasi di averle vissute. Di esser anche noi esistiti da sempre. Eppure il nostro essere, la nostra coscienza è recente. Penso, ora che sono vivo, che sarà un peccato e mi dispiace molto che dopo esser morti non ci sia più l'esistere. Ma del resto il nulla lo proviamo già in questa vita. Il nulla di fatto è l'annullamento della coscienza e se non vogliamo assimilarlo ad un sonno senza sogni (eppure è così) perchè ci si arriva più o meno gradualmente, ci sono fasi di dormiveglia ecc che ingannano il nostro io....di fatto se qualcuno di voi, come me, è stato operato con anestesia totale (io due volte) sa bene cosa sia il nulla. Un momento sei vigile e cosciente prima dell'operazione... un momento dopo ti risvegli ad operazione terminata. Nel frattempo sono passati minuti o ore e il tuo corpo è rimasto vivo, la tua mente pure con i suoi impulsi elettrici, ma la tua coscienza (il cogito ergo sum) nel frattempo non esisteva. Quindi avendo provato il nulla della profonda sedazione, so che del nulla della morte non c'è da aver paura. Temo semmai il dolore fisico. Ho paura che mi possa venire un male incurabile che mi porti infinite sofferenze. Ho visto persone spegnersi lentamente come una candela per un tumore. Questo è atroce. Questo è da temere. Sperare altresì che il nulla e quindi la morte sopraggiunga all'improvviso! Quando leggo di qualche persona che dopo una vita lunga, piena e felice è morta improvvisamente per infarto...io la invidio! Magari io potessi, mi dico! Visto che tutti dobbiamo morire! In sostanza non temo il nulla della morte. Ora che esisto provo dispiacere che un giorno il nulla probabilmente sopraggiungerà, semmai mi terrorizzano le malattie debilitanti, lente nell'ucciderti, piene di dolore e sofferenze. Questo io temo. La morte è inevitabile, tocca a tutti. Sarebbe bello piuttosto, prima di morire, avere una bella vita...cosa tutt'altro che facile. La speranza è che poi la morte sopraggiunga improvvisamente e senza sofferenze. Poi se come credo sarà il nulla...nulla sarà...senza sofferenze o gioie. Senza l'esistere. Niente. Appunto. Quindi perchè preoccuparsi? Se invece sarà qualcosa... staremo a vedere...
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