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Lorenzo70

Non la vedo da un anno ma soffro sempre più

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Salve a tutti! Sono nuovo del forum e accoglierò con gratitudine qualunque parola buona da parte di chi volesse rispondermi.

Sono un uomo di 41 anni, che ha interrotto un anno fa una storia d'amore con una donna che presentava tutte le caratteristiche associate al disturbo Borderline, a parte l'autolesionismo. Per intenderci, passava in pochi istanti dalla più sincera premura ad aggressioni immotivate, effettuate con la più squallida volgarità, mentiva sistematicamente e teneva un comportamento manipolatore, mi idolatrava come un angelo quando la accontentavo, per passare a accusarmi di essere un demonio se solo si sentiva delusa perchè rifiutavo di fare quello che mi ordinava, insomma... se siete edotti sull'argomento avrete capito. Aggiungerò che come capita spesso in questi casi, aveva subito violenza sessuale da bambina; crescendo aveva poi manifestato stranezze, come un comportamento sessuale promiscuo e sintomi quasi-psicotici (allucinazioni uditive, visioni, ecc.)

A chi la conosceva in modo superficiale però non faceva l'impressione di una persona disturbata, anzi sembrava molto simpatica e brillante: bisognava sperimentare l'intimità con lei per capire chi fosse davvero.

L'ho sopportata finchè ho potuto, poi l'ho lasciata. Per alcuni mesi il sollievo di essermi liberato dalla tensione, dall'ubbidienza forzata e dai sacrifici che lei mi imponeva ha avuto il sopravvento sul dolore della separazione. Ma col tempo è rimasto solo quest'ultimo, e invece di calmarsi continua ad aumentare.

In questo periodo sento la sua mancanza più che mai, e soffro sempre più. Lei è stata per me come una moglie, e il solo vero grande amore della mia vita. Anche se poi ho avuto altre relazioni lei rimane unica: ho adorato il suo sorriso, quando mi concedeva il dono di mostrarsi felice, la sua voce, i suoi occhi, il suo corpo che era diventato come una parte di me, e che niente può sostituire.

Credo che questa agitazione abbia una origine molto profonda, perchè la sogno spesso, mentre fino a un paio di mesi fa non mi era mai accaduto. Nei sogni appare capricciosa, collerica e petulante come nei momenti peggiori, eppure mi prodigo per accontentarla, pensando che è troppo preziosa e devo imparare a sopportarla nonostante tutto... proprio ciò che nella vita reale non ho voluto o potuto fare.

Circa un mese fa mi sono deciso a chiamarla, dopo quasi un anno di silenzio, ma lei ha risposto di non conoscere nessuno col mio nome e ha riattaccato. Credo quindi che non ci sia speranza sotto questo aspetto, e comunque temo che averlo pensato fosse una sciocchezza, vista la disumanità e il gelo che i borderline sono capaci di manifestare quando hanno cancellato ogni sentimento nei riguardi di qualcuno. (E' lo stesso comportamento che le avevo visto tenere nei riguardi dell'uomo che aveva avuto prima di me: per questo so che non esiste rimedio.)

Allora non so che fare e resto col mio dolore, e le solite mille domande che tutti voi potete immaginare. So che non c'è nulla da fare e dovrò dimenticarla oppure spezzarmi, ma ogni parola di conforto vorrebbe dire tanto.

Grazie a tutti per avermi letto.

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Per alcuni mesi il sollievo di essermi liberato dalla tensione, dall'ubbidienza forzata e dai sacrifici che lei mi imponeva ha avuto il sopravvento sul dolore della separazione. Ma col tempo è rimasto solo quest'ultimo, e invece di calmarsi continua ad aumentare.

..............................................

Allora non so che fare e resto col mio dolore, e le solite mille domande che tutti voi potete immaginare.

Fra le mille domande esiste anche questa: "Perché desidero un rapporto dove vengo manipolato?"?

E se si, cosa ti rispondi?

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In effetti sarebbe interessante ed utile per te, prima che per il futuro del rapporto in questione, scandagliare i motivi per cui ti senti così coinvolto da quella ragazza. Forse in lei rivedi qualcosa di tuo, una fragilità da proteggere? Un dolore da curare? Sono solo ipotesi, però ecco se ci innamoriamo di qualcuno, qualche ragione profonda, magari incoscia, c'è sempre

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Grazie per le risposte.

Per Lunachedanza:

E' vero che all'inizio non mi sentivo così coinvolto, al contrario l'avevo già allontanata da me più di una volta, non potendo digerire i suoi comportamenti, ma a trasformare un flirt contrastato e basato soprattutto sul sesso in una grande passione è stato tutto un concorso di circostanze.

Un anno e mezzo fa è morta mia madre, e in quel periodo lei è stata l'unica persona a essermi vicina. Subito dopo è stata lei ad ammalarsi gravemente, e prima ancora di avere smaltito il lutto mi sono trovato a dover rivivere l'angoscia di poter perdere una persona cara. Durante la convalescenza è stata molto dipendente da me, l'ho aiutata in molti modi (tieni conto che lei è straniera e ha trovato difficoltà a farsi curare), e questo ha generato un senso di responsabilità altrettanto grande di quello che provavo verso mia madre. Inoltre mentre stava male era diventata diversa, era dolce come una bambina e si affidava completamente a me: solo allora si è tramutata per un po' nel mio ideale, mentre dopo la guarigione è tornata arrogante, lunatica e cattiva come prima.

Insomma, questo sorgere di un amore mi ha colto in un momento di vulnerabilità, in cui non potevo dominarlo col senso critico, e l'intera situazione ha attivato un impulso protettivo, paterno che giaceva misconosciuto e inutilizzato (non sono mai stato sposato e non ho figli). Proteggendola e aiutandola, ho provato emozioni che non sapevo di poter provare, un senso di simbiosi, di dipendenza reciproca nella vita e nella morte, che se ci penso mi fa sembrare una banalità il semplice amore. Quindi hai centrato in pieno il bersaglio, hai capito il motivo per cui è così difficile liberarsi di questi ricordi.

Per Senzapadroni:

Il problema è proprio che non potevo tollerare un rapporto in cui mi si imponeva, con l'inganno o con la violenza psicologica, di fare quello che voleva lei. Se lo avessi accettato saremmo ancora insieme. Ma io non sono il tipico "dipendente affettivo": come dice il tuo nick, non ho padroni e non ne avrò mai, ho troppo orgoglio e tengo troppo alla mia dignità per lasciarmi manipolare. Purtroppo sono stato sfortunato, mi è capitato di innamorarmi proprio di un genere di persona che ti impone di scegliere tra l'amore per lei e l'amore per te stesso, ma credimi, non l'ho amata per questo, all'opposto, già da prima che succedesse tutto quello che ho descritto sopra, l'avevo quasi lasciata ed ero sul punto di preferire un'altra, molto più onesta di lei. Non ho mai cercato relazioni in cui mi si maltratta e mi si toglie la libertà: ma me ne è capitata una, e disdetta ha voluto che fosse la più importante.

Ancora grazie, potete domandarmi qualunque cosa.

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scusa la curiosità, che poi forse è desiderio di confronto, dato che anche io credo di aver avuto a che fare con un soggetto simile...

ti è mai capitato che ti minacciasse di farsi del male o se lo facesse dando la colpa a te perchè non ti comportavi come voleva lei? Ti ricattava in qualche modo ?

Aveva degli attacchi di aggressività anormali quando mostravi di avere attenzione per altre persone? Tipo spedire una cartolina e simili?

Aveva la mania del controllo telefonico frequentissimo ?

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Ciao Stauffenberg (complimenti per il nick, sono anch'io un ammiratore del Conte.)

No, non ho mai notato in lei tendenze all'autolesionismo o udito minacce di farsi del male per ripicca. Era certo gelosa, ma credo non oltrepassasse i limiti perchè aveva avuto lei per prima una storia personale... diciamo movimentata, e temeva che avrei potuto rinfacciarglielo. Comunque è vero che mi telefonava spesso, anche dieci volte al giorno, forse per controllarmi.

Sugli attacchi di aggressività immotivati ci sei pienamente, pensa che quando andavo a trovarla mi ordinava di fare il letto, e se vedeva un lembo di coperta fuori posto erano insulti proprio in stile "Kapo di Auschwitz" (vedi che l'argomento nazismo c'entra?)

Da quanto ho capito sei curioso di sapere se la tua ragazza fosse un tipo borderline o simile. Non saprei se consigliarti di improvvisare diagnosi come ho fatto io, si tratta di cose che solo un esperto dovrebbe fare, eppure ti garantisco che nel mio caso gli indizi sono molto, molto pesanti. In tutti i siti in cui si parla dei borderline, ho trovato brillanti descrizioni del comportamento di questa donna, esatte fino nei minimi dettagli. Cosa che non si può dire dei siti dove si parla di caratteri schizoidi, ossessivi, compulsivi, eccetera. E' una prova? Ripeto, non sono un esperto, ma a leggere le descrizioni e confrontare coi fatti chiunque, non solo io, si sarebbe detto "Più borderline di così si muore!"

L'unica cosa che manca sono le tendenze autodistruttive, ma forse è perchè si tratta di una persona molto religiosa. Anche le sue allucinazioni le interpretava come visioni parareligiose: una volta mi ha confidato di aver incontrato il diavolo, un'altra che la Madonna le aveva consigliato di lasciare un certo tizio: forse era la Madonna a suggerirle di trattarmi come un cane?

Se davvero hai incontrato una persona così e l'hai anche amata mi dispiace, è davvero una sciagura - ma forse lo sai meglio di me.

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Bene,mi fa piacere che qualcuno apprezzi il Colonnello Conte^^

Beh la mia ex aveva problemi di autolesionismo ( non gravi, alla fine si strisciava la pelle con le lamette e si procurava ecchimosi nelle braccia e gambe, (cosa peraltro non difficile nel fisico femminile a realizzarsi con una modesta azione fisica, ormai non mi impressiono più), collegati con disturbi alimentari, ma c'era sicuramente dell'altro. La manipolazione affettiva e il controllo sicuramente.

Il mio psico poi ritiene che spesso i controllori telefonici sono infedeli che proiettano sul partner i loro comportamenti e temendoli pongono in atto delle misure per esorcizzarli.

No la mia sull'ordine non faceva questione, era disordinata di natura...però aveva le sue fissazioni ( tipo come guidare l'auto)e sclerava se vedeva non rispettato il suo personalissimo modo di circolare, solo io mi mettevo a ridere e facevo come mi pareva, salvo appunto dopo lacrime e tragedie.

Si mi riconosco nella descrizione che forniva di me come essere malvagio e crudele, destabilizzante, causa del suo malessere,qualora non avessi fatto o detto ciò che voleva lei. A sua volta sta scema era comandata a bacchetta da una zia che sembrava più zio che altro.

Allucinazioni no però per certi versi aveva dei momenti di estraniamento...pure lei quando attraversava dei momenti no diventava un altra, quando stava bene rompeva a più non posso.

Su tante cose gliela davo vinta perchè ne ero innamorato ma su diverse erano scintille.

Stesso metodo inoltre di cancellazione del rapporto. Formalmente ricambiato, ma ci ho sofferto dio sa quanto....se penso a tutti i denari di analisi che mi è costata quasi quasi le preparo un decreto ingiuntivo :Just Kidding: So che è possidente, qualche bene da aggredire, con l'aiuto dell'ufficiale giudiziario c'è ^^.

Però lei non era tipo Kapò, era subdola, ricattava con le lamette, le abbuffate, i vomiti, oppure i digiuni...ovviamente la colpa era sempre mia...avesse fatto la Kapò, per mio carattere, sarebbe stata una fortuna: l'avrei presa a calci nel deretano coi miei più costosi stivali da equitazione.

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L'amore vero non è perfetto.

L'amore è sentirsi vivi, sentirsi parte e cuore di un'altra persona amata, desiderata.

Oggi in Te prevale l'aspetto positivo interiore...quella forza che il ricordo dell'intimità che hai vissuto con Lei prevale su ogni considerazione intellettuale.

Quanto al recupero del rapporto con Lei....potrei solo suggerirti di scriverle :

i tuoi sentimenti più veri mettendoti in gioco

voglio dire se l'ami ancora perchè non tentare di costruire un rapporto...

ma tu quando lei umoreggiava cosa cercavi di di fare?

saresti disposto a crescere con Lei senza cambiarla o quantomeno affidandoti ad un rapporto in via evolutiva.

Lè'amore è un onda lunga non è un sentimento razionale.

Io ho perso (deceduta per malattia) mia moglie (amata Claudia) e ho compreso che l'amo ancora di più nonostante all'epoca fossi preso da tanti problemi di vita quotidiana.

Voglio dire che dovremmo seguire di più il cuore che la quotidianità (anche se è utile)...

Un abbraccio.

La vita non è un progetto apprezzala che è bella

e sii felice di avere conosciuto una donna che hai amato profondamente...ora impegnati se vuoi tentare di ritrovarti con Lei....

Un abbraccio paterno.

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Ciao, mi sono ritrovato molto nella situazione! Purtroppo ora non ho tempo di descriverti la mia, ma se ti interessa lo farò appena mi è possibile!

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Guest Giulietta
Il 16/5/2011 at 05:38, Lorenzo70 dice:

Salve a tutti! Sono nuovo del forum e accoglierò con gratitudine qualunque parola buona da parte di chi volesse rispondermi.

Sono un uomo di 41 anni, che ha interrotto un anno fa una storia d'amore con una donna che presentava tutte le caratteristiche associate al disturbo Borderline, a parte l'autolesionismo. Per intenderci, passava in pochi istanti dalla più sincera premura ad aggressioni immotivate, effettuate con la più squallida volgarità, mentiva sistematicamente e teneva un comportamento manipolatore, mi idolatrava come un angelo quando la accontentavo, per passare a accusarmi di essere un demonio se solo si sentiva delusa perchè rifiutavo di fare quello che mi ordinava, insomma... se siete edotti sull'argomento avrete capito. Aggiungerò che come capita spesso in questi casi, aveva subito violenza sessuale da bambina; crescendo aveva poi manifestato stranezze, come un comportamento sessuale promiscuo e sintomi quasi-psicotici (allucinazioni uditive, visioni, ecc.)

A chi la conosceva in modo superficiale però non faceva l'impressione di una persona disturbata, anzi sembrava molto simpatica e brillante: bisognava sperimentare l'intimità con lei per capire chi fosse davvero.

L'ho sopportata finchè ho potuto, poi l'ho lasciata. Per alcuni mesi il sollievo di essermi liberato dalla tensione, dall'ubbidienza forzata e dai sacrifici che lei mi imponeva ha avuto il sopravvento sul dolore della separazione. Ma col tempo è rimasto solo quest'ultimo, e invece di calmarsi continua ad aumentare.

In questo periodo sento la sua mancanza più che mai, e soffro sempre più. Lei è stata per me come una moglie, e il solo vero grande amore della mia vita. Anche se poi ho avuto altre relazioni lei rimane unica: ho adorato il suo sorriso, quando mi concedeva il dono di mostrarsi felice, la sua voce, i suoi occhi, il suo corpo che era diventato come una parte di me, e che niente può sostituire.

Credo che questa agitazione abbia una origine molto profonda, perchè la sogno spesso, mentre fino a un paio di mesi fa non mi era mai accaduto. Nei sogni appare capricciosa, collerica e petulante come nei momenti peggiori, eppure mi prodigo per accontentarla, pensando che è troppo preziosa e devo imparare a sopportarla nonostante tutto... proprio ciò che nella vita reale non ho voluto o potuto fare.

Circa un mese fa mi sono deciso a chiamarla, dopo quasi un anno di silenzio, ma lei ha risposto di non conoscere nessuno col mio nome e ha riattaccato. Credo quindi che non ci sia speranza sotto questo aspetto, e comunque temo che averlo pensato fosse una sciocchezza, vista la disumanità e il gelo che i borderline sono capaci di manifestare quando hanno cancellato ogni sentimento nei riguardi di qualcuno. (E' lo stesso comportamento che le avevo visto tenere nei riguardi dell'uomo che aveva avuto prima di me: per questo so che non esiste rimedio.)

Allora non so che fare e resto col mio dolore, e le solite mille domande che tutti voi potete immaginare. So che non c'è nulla da fare e dovrò dimenticarla oppure spezzarmi, ma ogni parola di conforto vorrebbe dire tanto.

Grazie a tutti per avermi letto.

Ciao Lorenzo,

leggo il tuo messaggio ora a distanza di anni, e mi ritrovo esattamente nelle tue parole.

Ho vissuto un anno con un uomo chiaramente borderline (non ho una diagnosi vera e propria ma ogni cosa porta lì, come dici tu..) e ne sono uscita psicologicamente devastata. L'ho lasciato dopo l'ennesimo episodio di aggressività e svalutazione estreme, quando ho capito che avrei dovuto scegliere tra lui e la mia sanità mentale, e impulsivamente ho scelto la seconda (forse grazie all'ultimo briciolo di istinto di sopravvivenza che mi era rimasto..).

Come te, ora, dopo un iniziale periodo di vero e proprio sollievo (niente più sacrifici "a vuoto", niente più tensione continua, urla, aggressioni, paura in attesa di scoprire quale sarebbe stato il mio prossimo errore - perché ci sarebbe stato! - sensi di colpa, manipolazioni ecc), provo solo un estremo dolore per la separazione. Mi manca moltissimo anche se, pensandoci razionalmente, non riesco a dire cosa mi manchi esattamente. I momenti belli non potevano obbiettivamente "compensare" tutto il resto. Forse mi manca quello stato di fusione totale in cui abbiamo vissuto (stato che può capire solamente chi ha vissuto con un borderline), la stessa fusione che sono consapevole sia stata così nociva ma che come una vera e propria droga mi manca sempre.

Lui ha cercato di tornare insieme per mesi, dicendomi che sarebbe cambiato, andando in terapia. Ci siamo visti due volte ma sono vedendoci per poche ore ho capito che non era realmente cambiato, e che una volta rientrata nella sua vita - e accettato di subire ancora - sarebbe tornato tutto come prima. Sono scappata di nuovo per paura di tornare nel vortice di disperazione già vissuto. Aggiungo quindi alla lista il senso di colpa per averlo abbandonato due volte, colpa che non riesco ad attribuire a lui invece, nonostante tutto quello che è successo tra di noi. Mi ripeto che è una persona malata e non cattiva, e non riesco a dargli colpa alcuna. Anche se nella realtà dei fatti, le sue azioni nei miei confronti sono state nella sostanza estremamente cattive.

Mi trovo quindi sospesa in un limbo dal quale mi sembra che non riuscirò ad uscire: tra la consapevolezza che lui è una persona distruttiva che mi fa del male e che non riuscirei a gestire un rapporto con lui, e una profondissima mancanza e tristezza.

Lorenzo, vorrei sapere, se hai voglia di parlare nuovamente dell'argomento, come si sono evolute le cose per te. Se hai ricontattato la tua ex e sei tornato con lei, com'è andata nel caso, o se sei riuscito a dimenticarla, o quanto meno a "fartene una ragione".

Grazie per la risposta e a chiunque abbia trovato il tempo di leggere la mia esperienza.

 

 

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Ciao Guest Giulietta, non possiamo farci carico delle turbe mentali degli altri, che ciascuno provi a toccare il fondo e ad andare in terapia per guardare in faccia i propri problemi, anziché intossicare la vita degli altri. Si sa che la dipendenza affettiva è come una droga, e liberarsi da certi schemi mentali  è difficile ("non è cattivo, sta solo male, non ha colpe"), ma ammiro come tu sia riuscita a dirgli di no quando è tornato, sei stata lucida e ti sei voluta bene. Continua così!

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Guest Laura

Ciao ragazzi pure io ho avuto un ragazzo credo borderline anche se non facendosi visitare non si è potuta fare una diagnosi. Pensate era innamoratissimo di me e da un momento all altro è andato a denunciarmi dicendo lo picchiavo!!!perche volevo chiarire una cosa con sua madre. Con questi soggetti devi essere totalmente succube se no si vedono queste reazioni. Purtroppo io lo amo tantissimo e non so come sistemare le cose quindi capisco il ragazzo del post e gli mando un forte abbraccio. 

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Guest Giulietta
12 ore fa, aaappp dice:

Ciao Guest Giulietta, non possiamo farci carico delle turbe mentali degli altri, che ciascuno provi a toccare il fondo e ad andare in terapia per guardare in faccia i propri problemi, anziché intossicare la vita degli altri. Si sa che la dipendenza affettiva è come una droga, e liberarsi da certi schemi mentali  è difficile ("non è cattivo, sta solo male, non ha colpe"), ma ammiro come tu sia riuscita a dirgli di no quando è tornato, sei stata lucida e ti sei voluta bene. Continua così!

Ciao aaappp,

grazie davvero per la tua risposta.

Sì razionalmente mi dico che andarmene è stata la scelta giusta, ripercorro spesso i momenti peggiori per ricordarmelo (anche se questa è un'operazione masochista che mi tiene costantemente lì col pensiero). E' molto dura però, sia per il discorso di dipendenza affettiva di cui sopra, sia perché lui è effettivamente entrato in terapia, quindi sta provando a superare il suo disturbo. Nonostante questo, quando ci siamo rivisti ho sentito che i suoi comportamenti sarebbero tornati come prima, nonostante la gentilezza e dolcezza di quei momenti, qualcosa dentro mi diceva che era la calma prima della tempesta... Mi arrovello quindi pensando che adesso magari lui sta effettivamente cambiando, con il tempo e la terapia (ma poi: un borderline può davvero "guarire"? o può semplicemente stemperare alcuni comportamenti?) e che quindi io non gli ho dato un'altra possibilità. Purtroppo, nonostante sia ancora innamorata, ho davvero esaurito tutte le energie mentali ed emotive e so che non sarei in grado di affrontare certe situazioni un'altra volta, rischierei la mia salute. Quindi in sostanza non torno da lui per paura (o istinto di conservazione) più che per una reale presa di coscienza. Allo stesso tempo, so che avrà ripreso la sua vita "promiscua" di prima, e magari dei suoi miglioramenti godrà un'altra persona..

Insomma la strada per uscirne è ancora molto lunga

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Guest Giulietta, hai usato tre parole chiave, "istinto di conservazione", il vero "io" che parla e che dice no. Una volta ho sentito un esperto di NPL che parlava dei "contropensieri", ecco quando ti passa per la testa che lui possa "guarire" con la psicoterapia o che un'altra si goda i benefici del lavoro psicoterapeutico, prova a confezionare un contropensiero: difficilmente certi soggetti cambiano, e poi quando questa fantomatica lei si godrà la salute mentale di questo signore, tu sarai lontana mille miglia emotive da tutto ciò e vivrai una vita sentimentale appagante con un'altra persona. 

 

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Guest Tango
Il 20/6/2018 at 09:58, Guest Giulietta dice:

Ciao Lorenzo,

leggo il tuo messaggio ora a distanza di anni, e mi ritrovo esattamente nelle tue parole.

Ho vissuto un anno con un uomo chiaramente borderline (non ho una diagnosi vera e propria ma ogni cosa porta lì, come dici tu..) e ne sono uscita psicologicamente devastata. L'ho lasciato dopo l'ennesimo episodio di aggressività e svalutazione estreme, quando ho capito che avrei dovuto scegliere tra lui e la mia sanità mentale, e impulsivamente ho scelto la seconda (forse grazie all'ultimo briciolo di istinto di sopravvivenza che mi era rimasto..).

Come te, ora, dopo un iniziale periodo di vero e proprio sollievo (niente più sacrifici "a vuoto", niente più tensione continua, urla, aggressioni, paura in attesa di scoprire quale sarebbe stato il mio prossimo errore - perché ci sarebbe stato! - sensi di colpa, manipolazioni ecc), provo solo un estremo dolore per la separazione. Mi manca moltissimo anche se, pensandoci razionalmente, non riesco a dire cosa mi manchi esattamente. I momenti belli non potevano obbiettivamente "compensare" tutto il resto. Forse mi manca quello stato di fusione totale in cui abbiamo vissuto (stato che può capire solamente chi ha vissuto con un borderline), la stessa fusione che sono consapevole sia stata così nociva ma che come una vera e propria droga mi manca sempre.

Lui ha cercato di tornare insieme per mesi, dicendomi che sarebbe cambiato, andando in terapia. Ci siamo visti due volte ma sono vedendoci per poche ore ho capito che non era realmente cambiato, e che una volta rientrata nella sua vita - e accettato di subire ancora - sarebbe tornato tutto come prima. Sono scappata di nuovo per paura di tornare nel vortice di disperazione già vissuto. Aggiungo quindi alla lista il senso di colpa per averlo abbandonato due volte, colpa che non riesco ad attribuire a lui invece, nonostante tutto quello che è successo tra di noi. Mi ripeto che è una persona malata e non cattiva, e non riesco a dargli colpa alcuna. Anche se nella realtà dei fatti, le sue azioni nei miei confronti sono state nella sostanza estremamente cattive.

Mi trovo quindi sospesa in un limbo dal quale mi sembra che non riuscirò ad uscire: tra la consapevolezza che lui è una persona distruttiva che mi fa del male e che non riuscirei a gestire un rapporto con lui, e una profondissima mancanza e tristezza.

Lorenzo, vorrei sapere, se hai voglia di parlare nuovamente dell'argomento, come si sono evolute le cose per te. Se hai ricontattato la tua ex e sei tornato con lei, com'è andata nel caso, o se sei riuscito a dimenticarla, o quanto meno a "fartene una ragione".

Grazie per la risposta e a chiunque abbia trovato il tempo di leggere la mia esperienza.

 

 

Giulietta,

dimmi solo se il tuo post è recente perché non capisco.

In caso affermativo e se sei ancora interessata alla cosa posso provare a darti qualche consiglio.

Ciao.

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Guest Guest Giulietta
Il 8/7/2018 at 00:40, Guest Tango dice:

Giulietta,

dimmi solo se il tuo post è recente perché non capisco.

In caso affermativo e se sei ancora interessata alla cosa posso provare a darti qualche consiglio.

Ciao.

Ciao Guest Tango,

sì il mio post è recente, di qualche settimana fa.

Ti ringrazio per ogni consiglio

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Guest Tango
14 ore fa, Guest Guest Giulietta dice:

Ciao Guest Tango,

sì il mio post è recente, di qualche settimana fa.

Ti ringrazio per ogni consiglio

Giulietta, le prime due cose che voglio dirti sono: 1) mi dispiace 2) ti capisco.
Mi dispiace che tu soffra adesso e mi spiace ancor più che tu abbia sofferto prima, con il tuo ragazzo: è banale dirlo, ma te lo dico ugualmente perché magari non te l'ha detto nessuno.
Meno banale è dirti che ti capisco: capisco perfettamente, direi millimetricamente, cosa tu possa avere provato nel tuo anno di relazione con lui e cosa tu possa provare adesso... 
Capisco il tuo senso di fallimento, l'umiliazione per non essere stata capita, la sofferenza per non essere stata accettata come entità complessa fatta di pregi e difetti, di forza e debolezza.
Capisco il tuo continuo rimuginio: quanto pensi a lui? Quanto pensi ai momenti belli trascorsi insieme? Quante volte riesamini, passo passo, la vostra relazione e ti domandi "Se lì avessi detto... se là avessi fatto... se solo fossi stata..."?
È uguale così, anche per me.
È anche peggio perché sono talmente stanco che non ho più nemmeno la verve di scrivere cose che mi rimbalzano in testa tutti i giorni, come un flipper impazzito.
Dimmi cosa sbaglio: eri il centro della sua vita e senza di te sarebbe stato perso, voleva passare tutto il suo tempo con te e pure il resto della vita, pendeva dalle tue labbra e dai tuoi occhi, ti cercava in ogni istante, eri perfetta e non aveva mai conosciuto una ragazza come te, ogni suo regalo era calibrato e azzeccato, ti aveva raccontato i suoi segreti più intimi e reso parte dei suoi sogni più segreti, ti faceva mille complimenti e nessuna ragazza era come te... non andavi mai bene perché c'era sempre qualcosa che si poteva fare in più o meglio, equivocava le tue parole in modo da leggerne il lato negativo, tra un'interpretazione positiva ed una negativa per prevaleva sempre la seconda, se sbagliavi era un delitto gravissimo quasi mai perdonabile, si interessava ai tuoi problemi in maniera molto più superficiale di quanto tu facessi rispetto ai suoi, applicava a te regole che lui non sempre rispettava o comunque non in maniera così rigida come pretendeva da te, eri l'origine di tutti i suoi malesseri e le sue preoccupazioni, le liti iniziavano per un nonnulla e non terminavano mai, l'attenzione si spostava su come tu reagivi perché non capiva che una persona dopo un po' perde la pazienza, lui.non aveva problemi: i problemi glieli creavi tu, ti portava all'esasperazione per vedere se rimanevi e lo cercavi e se non correvi da lui aveva la conferma che non lo amavi, era possessivo e geloso e misurava "quanto" tempo gli dedicavi più che non la qualità del tempo che trascorrevate insieme, ti copriva di insulti di ogni tipo e non chiedeva mai scusa, se ne fotteva della tua autostima perché prima bisognava pensare al suo benessere, le tue esigenze personali o famigliari erano viste come una sottrazione di tempo a lui... e tutto ciò nonostante voleva passare il resto della sua vita insieme a te e magari sposarti e fare un figlio.
Ti sei mai sentita come un asino a cui avevano legato una carota davanti al naso e a questa carota non ci arrivavi mai?
Hai mai provato, dopo i vostri litigi, una sensazione di benessere fisico - come una scarica di serotonina - quando facevate pace?
Dopo che l'hai lasciato, per istinto di sopravvivenza, ti ha accusato di averlo abbandonato senza minimamente porsi il problema dell'essersi "meritato" di essere lasciato?
Quando ha provato a riprenderti ha mantenuto una linea coerente o alternava anche lì complimenti ed offese, promesse e rimproveri?
Gli hai mai fatto discorsi lunghissimi in cui utilizzavi tutta la tua pazienza, la tua esperienza, le tue conoscenze per convincerlo della serietà delle tue intenzioni e della bontà del tuo amore?
Ti è mai sembrato che discorsi ovvi, che gesti ovvi, che concetti ovvi che pure un bambino di cinque anni comprenderebbe lui invece non li capiva?
Ti sei mai domandata come caspita facesse a non vedere il tuo apprezzamento, il tuo interessamento, il tuo amore per lui?
Ti è mai sembrato di essere sotto ad un microscopio, che ogni tuo gesto fosse sezionato, che ogni tua frase fosse sottoposta ad analisi grammaticale con esiti perlopiù negativi?
Ti ha mai detto che le sue svalutazioni erano perché ti amava e sbagliavi a leggerle come critiche?
Hai mai avvertito una sostanziale mancanza di reciprocità?
Ti è mai sembrato che il rapporto fosse inchiodato, che ogni giorno fosse "il primo giorno di scuola" e non si riuscisse a progredire perché il peso dei tuoi errori (veri o presunti) impediva di aggiungere un mattone dopo l'altro alla relazione?
Hai mai notato una oggettiva sproporzione tra le sue reazioni e le cause scatenanti?
Ti è mai parso che con lui il concetto di "oggettivo" non esistesse, perché invece era tutto "relativo" e quindi non giudicabile?
Capitava mai "casualmente" che quando tu facevi qualcosa di bello per conto tuo ci fosse un motivo per litigare, quasi a volerti far associare quella cosa bella ad una sensazione brutta, non volendo magari lui esporsi al punto di dirti che quella cosa non la dovevi più fare?
Ne ho presa qualcuna?
Se sì considera che ho vissuto queste cose per tre anni, non per uno come te.
Tre anni in cui sono stato un amante, un padre adottivo, un amico, un consulente, un fratello e pure un'amica: nessuno di questi ruoli l'ho sicuramente svolto alla perfezione - questo lo so - ma per certo non mi è stato scontato nulla. 
Nel mio caso le aggravanti erano sempre prevalenti sulle attenuanti.
Io posso dirti questo: ciò che provi è naturale e, al minimo, siamo in due a provarlo e quindi non sei sola. 
Non pensare di essere impazzita quando dici che ti manca ma non sai perché: ti manca perché ti ha fatto assaggiare l'amore nella versione più pura ma, al contempo, anche una sorta di odio, di rancore primitivo, di cattiveria come dici tu.
Una persona normale, intendendo con questo termine una persona "media", di fronte all'alternanza di premure e complimenti e critiche e rancori, il tutto intervallato di qualche giorno gli uni dagli altri, non capisce più nulla: è come se fosse davanti ad una persona con due teste ed un giorno ne guarda una, un altro giorno guarda l'altra... destra sinistra destra sinistra destra sinistra... alla fine è la sua, di testa, a scoppiare.
Sarei un folle, sulla base di così pochi elementi, a suggerirti cosa fare con lui, se dargli fiducia o meno ma ti posso dire questo: io in tre anni l'ho lasciata tre volte perché mi sentivo letteralmente impazzire. Ero stanco, sfinito. 
Dopo ognuna di queste tre volte lei è tornata dicendo di avere capito le sue esagerazioni... ebbene, al netto di miglioramenti minimi, vale a dire cose che da "folli" erano diventate "normali" (tipo non sindacare sulla necessità di fare straordinario, di tanto in tanto, al lavoro), non è cambiato nulla.
Anzi una cosa era cambiata: il suo rancore era ancora cresciuto perché, appunto, l'avevo lasciata tre volte.
Alla quarta non ho più ceduto e da quel momento mi aggiro nel tuo stesso "limbo".
Tu dici di non avere una diagnosi clinica del suo comportamento, ma già il fatto che tu - come me - abbia sentito la necessità di informarti non ti pare indicativo? 
Nelle tue relazioni precedenti hai mai fatto ricerche in questo senso? Io no.
Tu ti sei mai comportata con lui nello stesso modo in cui lui si comportava con te? Io no.
Quando hai terminato le tue relazioni precedenti hai mai sentito bisogno di scrivere su un forum? Io no.
Cerca di fissarti su concetti basici, elementari: 1) ciò che hai vissuto lo hai mai sentito raccontare da altre persone? 2) E se ti raccontassero la tua storia, cosa ne penseresti da terzo estraneo? 3) Tu pensi che con quel ragazzo era realisticamente possibile condurre una vita insieme minimamente serena?
Ti direi di provare a riflettere e rispondere a queste tre semplici domande.
E ti consiglio un libro: "Guarire dall'abuso nascosto" di D. Thomas. Non parla di borderline espressamente ma secondo me ti può essere utile.
Stay in touch... e non vergognarti delle tue emozioni.
 

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Guest Beba

Il punto dolente è "soffro sempre più' perché il resto é storia comune a tante persone che capitano su uno squilibrato. Considera che il borderline ti abitua a un'intensità di emozioni che crea dipendenza, come una droga e il sevrage può essere lungo. Ti consiglio di riflettere sul tuo bisogno/fantasma di avere una bimba indifesa da accudire e proteggere. Le bimbe per definizione sono capricciose e irresponsabili. L'equilibrio non può trovarsi che in una relazione adulta fra due adulti e non fra un papà/bambina tirannica. Auguri!

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Guest Beba

tango e lorenzo, come sapete alla base di una terapia c'é il postulato che l'unica persona che possiamo cambiare é noi stessi e che l'importante non é capire chi ci ha fatto torto ma perché noi abbiamo accettato quel torto. Mi sembra che interessarvi tanto alle vostre torturatrici sia un modo di non centrarvi su di voi e di sfuggire alla domanda: perché sono rimasto in questo gioco perverso? Cosa in me vuole essere punito? Cosa vedo in lei di me per non poterne fare a meno? pensare a queste donne é un modo di non rompere i fili che vi legano a loro, di non guarire, mentre la porta é davanti a voi, basta attraversarla e uscire all'aria fresca.

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Guest Tango

Beba,

l'essere umano ha bisogno di comprendere. Di comprendere sé stesso ma anche coloro i quali lo circondano.

Sicuramente noi dobbiamo pensare alla nostra codipendenza, ma trattandosi di codipendenza significa che qualcun altro ha delle problematiche maggiori di noi.

Liquidare situazioni così complesse e dolorose come la volontà di qualcuno (io e Lorenzo e Giulietta) di essere un padre/madre di una bambina/bambino capriccioso significa banalizzare.

O tu non hai mai sperimentato situazioni simili o se ci sei passata hai la memoria corta.

Un saluto.

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