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erasmus

Psicologo mi butta fuori dalla terapia dopo tre anni causa "ex"

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Ciao a tutti!

Voglio sottoporvi la mia questione: sono stato ottimamente in terapia per tre anni. Andava tutto bene quando, d'un tratto, la mia ex ha iniziato a star male e gli ho presentato il mio psicologo. Seguivamo due terapie distinte e separate come due diversi pazienti.

Adesso, dopo un piccolo problema avuto con il mio terapeuta per questioni economiche (ci sono rimasto male perché avevamo un accordo economico ben preciso ma mi ha rimproverato proprio per questioni economiche, dimostrando che per lui quell'accordo economico non era praticamente mai esistito!), ho temporaneamente stoppato la terapia, un paio di giorni, e, intanto, la mia ex mi ha lasciato. Sono tornato dal mio terapeuta e gli ho chiesto aiuto perché, ve lo dico sinceramente, non vivo più dopo una storia di dieci anni.

Il mio terapeuta mi dice "non posso accettarti  in terapia perché ho la tua ex. Cercati un altro". Risultato? Sono senza terapeuta, che conosce tutta la mia storia da anni, e senza ragazza!

Non vedo perché la mia ex debba essere in terapia ancora con lui, che era il mio terapeuta, ed io no: o ci buttava fuori entrambi o nessuno! Perché essere proteso verso di lei? E qui potrebbe intravedersi qualcosa di "personale" nei miei confronti! (Opinione, peraltro, avvalorata anche da altri colleghi del dottore in questione).

Vi domando: è una cosa corretta? E sopratutto, se io fossi stato ancora in terapia con lui, cosa avrebbe fatto? Ci avrebbe buttato fuori dalla terapia entrambi? E' normale che si rifiuti di aiutarmi e che io debba ricominciare tutto daccapo, dopo anni, con un altro terapeuta che non sa niente di me?

Grazie!

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Ciao Erasmus.
In quello che racconti è difficile comprendere un particolare: quando hai presentato la tua ex al terapeuta, eravate ancora fidanzati oppure vi eravate già lasciati?
Da quello che scrivi, sembra che lei ti abbia lasciato dopo essere entrata in terapia. E' così?
Grazie.

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1 minuto fa, Redazione dice:

Ciao Erasmus.
In quello che racconti è difficile comprendere un particolare: quando hai presentato la tua ex al terapeuta, eravate ancora fidanzati oppure vi eravate già lasciati?
Da quello che scrivi, sembra che lei ti abbia lasciato dopo essere entrata in terapia. E' così?
Grazie.

Cara Redazione,

quando ho presentato la mia ex eravamo ancora fidanzati! Quando mi ha lasciato eravamo ancora in terapia, ognuno con la nostra!

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17 ore fa, erasmus dice:

Ciao ragazzi: perdonatemi se riporto in alto la discussione... Nessun parere in merito? Grazie!

Riedito la risposta riveduta e corretta nell'ortografia:

 

Ciao Erasmus,

mi sono imbattuto per caso in questo tread e registrato per risponderti. Non voglio fare di ogni erba un fascio ne mi permetterei mai di denigrare la categoria, ma dato che ho avuto esperienza in prima persona con terapeuti "non bravi" nel senso che è tanto riescono a non far "danni" (parlo per esperienza personale e non per sentito dire) mi sento di commentare quanto ti è accaduto cosi:

Da quello che scrivi, sembra che lei ti abbia lasciato dopo essere entrata in terapia. E' così?

Questa è una domanda ma non è una domanda nel senso che la Redazione ha capito subito che qualcosa tra te la tua ex e il tuo terapeuta è andata storta. Non voglio dire che la tua fidanzata non ti avrebbe mai lasciato, ma che forse come accade SEMPRE qualcuno leggi terapeuta) mette dubbi PIU' O MENO legati più a problematiche sue che a esigenza del paziente (e quanto accaduto a te la Redazione lo ha capito subito e ti ha fatto una carinissima domandina per farti riflettere)

Anche io ti avrei chiesto che indirizzo segue il tuo terapeuta perchè di solito chi fa più danni sono gli psicoanalisti.


Chiaramente mi spiace per quanto ti è accaduto ma purtroppo hai creato tu un bel triangolo e dato che eri l'anello debole sei quello che ci ha rimesso. Mi spiace per la schiettezza e spero tanto di sbagliarmi. Penso di averti scritto quello che piu o meno si è immaginata la redazione e ti ha fatto una domanda per metterti la "pulce nell'orecchio".

Poi siccome tutti abbiamo un "grillo parlante" il tuo terapeuta da volpone quale è si è creato l'alibi anche mal riuscito 'ho la tua ex in terapia'.

Perchè non ha fatto obbiezione quando gli hai "presentato" la tua fidanzata e non ha avuto problemi ad avere tutti e due in terapia contemporaneamente? Non poteva dire alla tua fidanzata che non poteva prenderla perchè aveva già te e quindi si sarebbe creata "confusione"?

Perchè purtroppo se una ci piace ci piace da subito e viceversa (nel senso che le persone possono non piacerci ma non ci staranno mai neutre)

Scusa la schiettezza ma poi vedi anche la questione che avevate un accordo economico ma poi per il tuo terapeuta sembra che non lo avevate è un'altro appiglio da parte del terapeuta per provare a farti andare via di "tua spontanea volontà" come a dire trovo un modo di farti scocciare in modo che te vai via te e non devo cacciarti io. Cosi ti avrebbe "inciuciato" 2 volte.

Chiaramente è un punto di vista, ma ho i miei dubbi che il rapporto tra te il tuo terapeuta possa ricucirsi e che insista per riprenderti in terapia. Io fossi in te comunque non lo ricucirei anche se la cosa “fa male” mi rendo conto. Trova un altro terapeuta e cerca di riconquistare la tua fidanzata, oppure trovati un’altra fidanzata e un altro terapeuta.

Cordiali saluti

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2 minuti fa, ipsedixit dice:

Riedito la risposta riveduta e corretta nell'ortografia:

 

Ciao Erasmus,

mi sono imbattuto per caso in questo tread e registrato per risponderti. Non voglio fare di ogni erba un fascio ne mi permetterei mai di denigrare la categoria, ma dato che ho avuto esperienza in prima persona con terapeuti "non bravi" nel senso che è tanto riescono a non far "danni" (parlo per esperienza personale e non per sentito dire) mi sento di commentare quanto ti è accaduto cosi:

Da quello che scrivi, sembra che lei ti abbia lasciato dopo essere entrata in terapia. E' così?

Questa è una domanda ma non è una domanda nel senso che la Redazione ha capito subito che qualcosa tra te la tua ex e il tuo terapeuta è andata storta. Non voglio dire che la tua fidanzata non ti avrebbe mai lasciato, ma che forse come accade SEMPRE qualcuno leggi terapeuta) mette dubbi PIU' O MENO legati più a problematiche sue che a esigenza del paziente (e quanto accaduto a te la Redazione lo ha capito subito e ti ha fatto una carinissima domandina per farti riflettere)

Anche io ti avrei chiesto che indirizzo segue il tuo terapeuta perchè di solito chi fa più danni sono gli psicoanalisti.


Chiaramente mi spiace per quanto ti è accaduto ma purtroppo hai creato tu un bel triangolo e dato che eri l'anello debole sei quello che ci ha rimesso. Mi spiace per la schiettezza e spero tanto di sbagliarmi. Penso di averti scritto quello che piu o meno si è immaginata la redazione e ti ha fatto una domanda per metterti la "pulce nell'orecchio".

Poi siccome tutti abbiamo un "grillo parlante" il tuo terapeuta da volpone quale è si è creato l'alibi anche mal riuscito 'ho la tua ex in terapia'.

Perchè non ha fatto obbiezione quando gli hai "presentato" la tua fidanzata e non ha avuto problemi ad avere tutti e due in terapia contemporaneamente? Non poteva dire alla tua fidanzata che non poteva prenderla perchè aveva già te e quindi si sarebbe creata "confusione"?

Perchè purtroppo se una ci piace ci piace da subito e viceversa (nel senso che le persone possono non piacerci ma non ci staranno mai neutre)

Scusa la schiettezza ma poi vedi anche la questione che avevate un accordo economico ma poi per il tuo terapeuta sembra che non lo avevate è un'altro appiglio da parte del terapeuta per provare a farti andare via di "tua spontanea volontà" come a dire trovo un modo di farti scocciare in modo che te vai via te e non devo cacciarti io. Cosi ti avrebbe "inciuciato" 2 volte.

Chiaramente è un punto di vista, ma ho i miei dubbi che il rapporto tra te il tuo terapeuta possa ricucirsi e che insista per riprenderti in terapia. Io fossi in te comunque non lo ricucirei anche se la cosa “fa male” mi rendo conto. Trova un altro terapeuta e cerca di riconquistare la tua fidanzata, oppure trovati un’altra fidanzata e un altro terapeuta.

Cordiali saluti

Assolutamente encomiabile quanto scrivi.

A parte, ripeto, andarsene o non andarsene, la questione è anche capire quanto ciò sia legittimo a livello meramente deontologico. Che poi, logicamente, le cose dovranno andare in maniera forzatamente diversa è logico, ma vorrei capire se lui è autorizzato a fare qualcosa del genere.

Salvo il fatto, ripeto, che quanto scrivi è assolutamente perfetto e che concordo pure sulle virgole!

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Guada stai facendo un discorso da "bravo ragazzo". C'è chi ha la "patente" che per la strada "ammazza" la gente e si giustifica dicendo che si era distratto o non aveva visto quando in realtà non ha rispettato uno stop. E' corretto entrare in un centro abitato ai 90 al posto che ai 30? no. E' una svista? No. E' semplicemente che c'è chi fa il bene e chi no per motivi suoi ma che non sono sviste. Se uno "metti te l'aggettivo che vuoi" ti mette sotto sulle strisce pedonali ha senso parlare di correttezza? No. Purtroppo non puoi dimostrare come sono andate realmente le cose perchè si tratta di "rapporti" terapeutici. Sicuramente il tuo terapeuta ti ha buttato fuori per "deontologia e correttezza nei tuoi confronti" (scommetto che se lo metti con le spalle al muro ti risponderà cosi o farà finta di non capire) ma in realtà sa di aver giocato "sporco" e ti ha buttato fuori per una doppia o tripla mancanza di deontologia e lui sa che è cosi. Prova a parlare con la tua ex per "sondare il terreno" su come sono andate le cose chiaramente non fare la vittima o non mostrarti scocciato. Io farei qualche domanda alla tua ex senza mettere dentro il discorso il tuo terapeuta perchè se no gli dai importanza che non merita ma solo parlando di voi  due e vedi se lei è "imbarazzata" su come è finita la cosa, magari se noti freddezza e assoluta convinzione da parte sua (chissà perchè viene tutta questa chiarissima lucidità dal nulla)alla fine puoi anche darle una stoccatina per farle capire che TU hai capito come è andata la cosa e che non sei "scemo" (scusa il termine vedi etimologia). Però ripeto il discorso è più ampio della semplice deontologia professionale tra l'altro anche usata per giustificare una mancanza di essa. Purtroppo hai incontrato una BRUTTA persona e parlo del terapeuta e non della tua fidanzata che poteva lasciarti anche senza "spintarella", ma chi lo dimostra? Io almeno non lascerei passare la cosa come se non fosse successo niente e senza fare processi o accusare nessuno farei capire almeno alla tua (ex?) fidanzata che va bene essere lasciati ma non passerei da ingenuo.

Saluti

 

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1 minuto fa, ipsedixit dice:

Guada stai facendo un discorso da "bravo ragazzo". C'è chi ha la "patente" che per la strada "ammazza" la gente e si giustifica dicendo che si era distratto o non aveva visto quando in realtà non ha rispettato uno stop. E' corretto entrare in un centro abitato ai 90 al posto che ai 30? no. E' una svista? No. E' semplicemente che c'è chi fa il bene e chi no per motivi suoi ma che non sono sviste. Se uno "metti te l'aggettivo che vuoi" ti mette sotto sulle strisce pedonali ha senso parlare di correttezza? No. Purtroppo non puoi dimostrare come sono andate realmente le cose perchè si tratta di "rapporti" terapeutici. Sicuramente il tuo terapeuta ti ha buttato fuori per "deontologia e correttezza nei tuoi confronti" (scommetto che se lo metti con le spalle al muro ti risponderà cosi o farà finta di non capire) ma in realtà sa di aver giocato "sporco" e ti ha buttato fuori per una doppia o tripla mancanza di deontologia e lui sa che è cosi. Prova a parlare con la tua ex per "sondare il terreno" su come sono andate le cose chiaramente non fare la vittima o non mostrarti scocciato. Io farei qualche domanda alla tua ex senza mettere dentro il discorso il tuo terapeuta perchè se no gli dai importanza che non merita ma solo parlando di voi  due e vedi se lei è "imbarazzata" su come è finita la cosa, magari se noti freddezza e assoluta convinzione da parte sua (chissà perchè viene tutta questa chiarissima lucidità dal nulla)alla fine puoi anche darle una stoccatina per farle capire che TU hai capito come è andata la cosa e che non sei "scemo" (scusa il termine vedi etimologia). Però ripeto il discorso è più ampio della semplice deontologia professionale tra l'altro anche usata per giustificare una mancanza di essa. Purtroppo hai incontrato una BRUTTA persona e parlo del terapeuta e non della tua fidanzata che poteva lasciarti anche senza "spintarella", ma chi lo dimostra? Io almeno non lascerei passare la cosa come se non fosse successo niente e senza fare processi o accusare nessuno farei capire almeno alla tua (ex?) fidanzata che va bene essere lasciati ma non passerei da ingenuo.

Saluti

 

Grazie per il "bravo ragazzo": io direi più da CO****NE, ma va bene uguale! :)

Vedi come basta poco a disintegrare una persona, specie se sta male?

E ti aggiungo anche una bella cosa, a te e alla redazione: cosa succede se questa cosa arriva alle orecchie dell'Ordine? Pensiamoci tutti!

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Che nessuno ti ascolta e il terapeuta se interpellato rigirerà la frittata facendo passare te come "problematico" tanto se eri in terapia un motivo ci sarà no? (questo sarà il suo atteggiamento nel senso che il "matto" sarai tu tra l'altro per la psicologia colui che vorrebbe denunciare rientra in una ben precisa categoria psichiatrica insomma il tuo "bravo" terapeuta cercherà di farti sentire una m**** in pratica si difenderà cercando di aumentare i danni nei tuoi confronti. Se oltre che BRUTTA persona è anche "spavaldo" se lo affronti a muso duro potrebbe anche riderti in faccia o dirti "lei ha dei problemi" (chiaramente a questo punto ti darebbe stranamente del lei) ma è più difficile vorrebbe dire che lo hai "punto", ma lui è uno psicologo ed è difficile farlo cadere, mentre non lo è per lui far cadere i pazienti. Occhio che potrebbe metterti in cattiva luce anche con colleghi.

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Nessuno ti farà nessuna perizia per una cosa non dimostrabile e che di fatto non sussiste, è chiaro che sei sano di mente dato che la tua esperienza terapeutica è un "classico". Di solito le fanno lasciare non avendo anche la controparte in terapia e di storie rotte anche la settimana prima del matrimonio dopo anni di fidanzamento sono un caso classico e frequente. Oppure di matrimoni sfasciati e casualmente dopo che la donzella di turno magari un pò (molto) manipolabile è entrata in terapia da uno psicoterapeuta senza una vita fuori dallo studio e che come occasioni di incontro ha solo quelle del rapporto terapeutico (terapeutico per lui) o magari una psicoterapeuta donna che è un pò rospa e invidiosa che tanto nessuno se la piglia quindi tanto vale sfasciare i rapporti altrui. Queste dinamiche sono tutte inconsce? Ma anche no solo che un terapeuta non te le dirà mai 

 

 

 

 

 

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Purtroppo molti non sono adatti nel senso che nella pratica succede che chi non ha una vita personale soddisfacente fuori dallo studio  in realtà non fa il BENE degli gli altri ma aiuta se stesso.

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Gli esempi che ti ho riportato sono chiaramente stereotipati e estremizzati ma significativi di dinamiche che si verificano. Per esperienza personale posso dirti che ci sono terapeuti che sono anche affermati e con una loro clientela solida nel senso che magari anche in campo medico chiedi al medico di famiglia e ti manda dal professionista che localmente è considerato valido solo perchè oltre che in libera professione lavora anche in una struttura statale o perchè ha più di una specializzazione o magari è responsabile di più strutture tutte cose che fanno mooolto curriculum, ma nella pratica non sono capaci per "mancanze" loro di apportare benefici ai pazienti. Saluti

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Anche perché, ripeto, l'errore è stato a monte. Poteva benissimo prendere e buttarci fuori entrambi, non "accettare lei perché è ancora in terapia"!

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Ciao Erasmus,

Secondo me è evidente che il tuo psicologo ha trovato un pretesto per non seguirti più (molto probabilmente perchè scontento del disguido economico che avete avuto).

Sicuramente è stato poco professionale e la scusa che ha usato è chiaramente ingiusta.

Che dirti... mi dispiace!

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16 minuti fa, tissan dice:

Ciao Erasmus,

Secondo me è evidente che il tuo psicologo ha trovato un pretesto per non seguirti più (molto probabilmente perchè scontento del disguido economico che avete avuto).

Sicuramente è stato poco professionale e la scusa che ha usato è chiaramente ingiusta.

Che dirti... mi dispiace!

Quantomeno, doveva affidarmi a qulcun altro, non lasciarmi in mezzo ad una strada!

Da notare che io ho sempre rispettato il patto terapeutico a cui LUI è venuto meno!

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Ciao Erasmus.

Vorrei capire una cosa, prima di tutto. Stiamo parlando di uno psicologo o di uno Psicoterapeuta? 

Lo chiedo perché le due figure sono profondamente diverse sia in quanto a competenze sia in quanto a responsabilità nei confronti degli utenti.

Non sono comunque molto d'accordo con chi dice che tutti sono fatti allo stesso modo perché, come in tutte le professioni, esistono i competenti e gli incompetenti, i bravi e i meno bravi e bisogna avere la capacità di distinguere.

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