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Gabbiano

Partire é un po' come morire :)

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Sto seduto su una panchina d'acciaio aspettando la metro e la testa, come suo solito e senza il mio permesso, inizia a produrre una infinità di pensieri. Una fabbrica di neuroni stakanovisti, che si danno da fare anche dopo che ho passata una giornata a lavoro.
 Rifletto su quello che sono e quello che sto facendo non ostante siano già passati due anni da quando sono partito per lavoro da casa. Una scelta dovuta ma anche voluta con decisione (vedi l'esperienza personale, la possibilità di essere indipendente dalla famiglia, vedi il piacere della scoperta ecc ecc).
Fatto sta che sono andato via. Ho traslocato me stesso e una valigia di beni materiali in un'altro paese e in un'altra cultura. 
Mano mano che facevo esperienze e mi dovevo adattare a tutto il nuovo che avevo intorno, ho formulato l'idea di essere totalmente cambiato. Di averlo dovuto fare. Il trasloco é stata come una morte e alla risurrezione non ha giubilato nessuno. Le stesse cose che facevo a casa non potevo farle più oppure non come sempre. Gli amici e le conoscenze si sono azzerate o si sono ritrovate con centinaia di chilometri di separazione e tante volte le difficoltà le ho affrontate da solo, magari con la sola possibilità di dirle ai miei familiari via Skype o l'appoggio di un quello che poi li é diventato un amico.

Queste riflessioni sono ricorrenti perché ancora non ho trovato un ben preciso equilibrio. Tante sono le case che ho cambiato qui, tanti i lavori e i colleghi che ho conosciuto. Molte le cattiverie e le bontà. Pure i valori si sono dovuti sostituire. Che diavolo, é un casino! :) 
Io che mi immaginavo feste, cameratismo, il tempo libero dopo il lavoro, le responsabilità che fanno crescere. Non é stato del tutto così. Non così semplice e lineare.
C'è stato duro lavoro, la lingua da imparare, colleghi con nessun lato adesivo e prontissimi al  pettegolezzo, lo stigma dello straniero(quello che ruba il lavoro e che fa solo disordine, se vi può dire qualcosa) , una ragazza che mi ha rosolato a fuoco basso.

Se prima ero leggermente positivo e l'idea che le cose, per quanto possano andare  male potranno migliorare, che le soluzioni sono tutte a portata di mano, ora direi di essere neutrale se non pessimista.
Il contatto iniziale con il mondo degli adulti a lavoro non é stato piacevole. Poi ho capito che quello é stato un caso straordinario e che mi sono fatto le ossa grazie a loro. Dopo piú di anno che non ho nulla a che fare con loro mi arrivano ancora novità da loro.

Mi sento molto più concentrato su me stesso, sono diplomatico fino al punto dove non inizio a invadere la mia libertà. 

Ho mille dubbi sul futuro. Ho un lavoro di responsabilità, che richiede impegno e concentrazione ( e due p...spalle così) ma c'ho sempre questo BOH! in testa. É come girare in una rotonda in macchina senza uscirne fuori. 

Gli interessi me li sto ricreando e riprendendo poco a poco. Ora ho più tempo.

E proprio così che nel frattempo che scrivevo di tempo ne é passato, laetro mi ha portato a casa.

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Ma scrivi benissimo!!! complimenti. hai reso molto bene l idea di quello che stai vivendo (e passato)..  in bocca al lupo per tutto!!

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non si può fuggire da se stessi... possiamo cambiare luogo, lavoro, amici, partner, ma quello che siamo ce lo porteremo sempre dietro... la stessa curiosità (in accezione assolutamente positiva) che ti ha spinto a partire, ora ti sta tormentando di dubbi: "avrò fatto la scelta giusta?"... "è proprio questo che voglio?"... "ce la farò o dovrò tornare a casa con le pive nel sacco?"... posto che non ti conosco e nulla so della tua storia personale, io credo che tutto questo arrovellarti il cervello (ne parlo con cognizione di causa) sia solo positivo: è un modo per crescere, per migliorarsi, per guardarsi dentro e capire davvero cosa si vuole dalla vita... forse quella decisione presa un anno fa sarà la tua vita per sempre, forse tra un anno deciderai di tornare a casa o di partire per un altro luogo e per un'altra avventura... se credi davvero in quello che stai facendo, non hai sbagliato allora e non sbaglierai in futuro... siamo materia in divenire: acquisito questo concetto, ti sembrerà normale continuare a porti domande sulla vita e su te stesso... auguri per tutto ^_^

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@black hole:ola(3): :TalktotheHand:

 

Sono le domande che mi faccio ogni giorno ma proprio su questi quesiti ci si può impantanare. Con grandi sforzi si fanno piccoli passi e perdendo cosi di vista gli obiettivi perché possono sembrare irraggiungibili per mancanza di forza e motivazione. Ancora peggio se ci si trova nella situazione di guardarti e non "conoscerti".

Scusate ma sono proprio in un periodo dove ho i miei dubbi e parlando appunto di obiettivi cerco di stabilirne alcuni, abbastanza realistici e di perseguirli. Ho rispolverato un paio di valori e ideali che pensavo aver sotterrato o sacrificato in nome di qualcosa che non mi apparteneva. Poi chi vivrà vedrà. Altre ricette non ne ho.

Le domande sul senso di questa esistenza rimangono e me le pongo continuamente. Penso che proprio il porsi queste domande é un segno che si é vivi... O che si ha un gran casino in testa :Tounge:

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Il 27/12/2016 at 16:12, Gabbiano dice:

Le domande sul senso di questa esistenza rimangono e me le pongo continuamente. Penso che proprio il porsi queste domande é un segno che si é vivi... O che si ha un gran casino in testa :Tounge:

e dov'è il problema?... Nietzsche insegna "bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi"  :;):

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hBuongiorno, mi chiamo irene vorrei dirti qualcosa che forse ti aiuterà a non sentirti solo a riprendere Energie e positività. Ho quasi 34 anni e 3 sono le nazioni che ho abitato fino ad ora riempiendo il mio cervello di cosi' tanta flessibilità che a volte mi è quasi impossibile poterlo fare riposare un po'....Qualche volta mi son sentita un pesce fuor d'acqua per non avere radici in nessun posto e, ho dovuto coltivare dentro me come in un segreto le varie amicizie sparse nelle nazioni in cui vissi per non sentirmi sola, ma poi ho capito che ero io stessa la mia migliore Amica che in questo ultimo posto mi sento a casa (vuoi per un benessere finanziario vuoi per Cosa sento dentro) ed è qui che ho deciso, infin, di provarci a mettere radici, a creare stabilità.

Cosi' con quest'impostazione la mia mente ha finalmente ricevuto nuovo ossigeno, il mio cuore pompa a pieno ritmo, nelle mie vene scorre il giusto sangue....

Per cui ti voglio dire prima di tutto bravo, per il coraggio che hai avuto di lasciare le tue radici per cercare di piantarne nuove ben forti e profonde altrove e solo, sempre ti accompagnerà la sensazione del "se fossi" "se tornassi" prova a metterci anche qualche "ma", "ma qui sono riuscito", "ma qui ho raggiunto", "ma qui ho possibilità che si riflettono sul mio futuro che prima non avevo" e vedrai che nasceranno nuovi stimoli e input positivi in te e mostrandoti aperto a Energie positive anche il mondo ti sorriderà venendo a riempierti quei vuoti che ti tirano indietro la dove una buona soluzione non c'era anche se c'era il resto.....Auguroni!Spero d esser stata chiara nel messaggio che volevo trasmettere.. 

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