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Mauro1985

Ossessioni psicoterapeuta

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Salve a tutti, mi chiamo Mauro ed ho 33 anni. Penso che un forum dedicato ad ascoltare i problemi delle persone sia molto utile e vi ringrazio anticipatamente per le risposte che riceverò. Tutto quello che scrivo è successo poco tempo fa, adesso queste ossessioni sono scomparse quasi tutte. 
Arrivo subito al punto: ultimamente ho sviluppato una vera e propria ossessione verso la mia psicoterapeuta. 
Da quando ho interrotto le sedute settimanali circa un mese fa, dopo quasi un anno di psicoterapia, poichè da diversi punti di vista avevo raggiunto dei traguardi, dal giorno successivo dell'ultimo incontro ho iniziato ad avere pensieri di grande affetto. 
Dopo qualche giorno questi miei pensieri si sono sempre piu' intensificati, a volte fino a farmi piangere non so di preciso per quale motivo, penso per un desiderio di volere fare parte della sua vita, e il sapere che è sposata ed ha un figlio mi è quasi intollerabile. Lei è mia coetanea purtroppo, e rispecchia totalmente i miei canoni di bellezza femminile.
Tempo addietro, quando ero nel mezzo della terapia, mi resi perfettamente conto di avere sviluppato un fenomeno transferale. Ne parlai quasi subito con la mia psicoterapeuta, e questo mi costò molto perchè sono una persona abbastanza timida. Avevamo concordato che quei sentimenti erano una specie di artificio e un effetto collaterale della terapia e in quel momento io accettai abbastanza tranquillamente la situazione. Abbiamo discusso dell'argomento per l'intera seduta, e credo di aver riaperto l'argomento anche la volta successiva per chiarire di piu', e quello che mi disse è che sarebbe meglio non parlarne affatto. Questa affermazione da parte sua non l'ho ben capita. Ho cercato di spiegarmi i motivi per i quali ha voluto evitare di affrontare apertamente questo punto e quello che ho immaginato è che o è realmente "pericoloso" affrontare con me questo argomento, oppure essendo molto giovane come terapeuta non ha ancora avuto esperienza su come affrontare questi fenomeni, questo è quello che mi è venuto in mente. Dico questo perchè diverse volte mi ha detto chiaramente che lei non ha mai lavorato come lavora con me, e che il suo modus operandi è molto diverso.
E' una dottoressa molto professionale e attentissima al codice deontologico, infatti quando ho provato a farle un regalo (due dischi in vinile) lo ha rifiutato in nome del codice, ma piu' ci penso e piu' mi convinco che dovrei cambiare terapeuta con un'altra/o con piu' esperienza. 
Tornando all'ossessione che ho in questi giorni: ultimamente penso tutto il giorno minuto per minuto a lei, da quando apro gli occhi, ancor prima di scendere dal letto, per tutta la mattina e tutto il pomeriggio, fino a quando mi metto a letto, e fino a che non mi addormento ho in mente solo lei.
Mi preoccupa anche il contenuto di questi pensieri, che prima erano solo di affetto, ma adesso creo scenari in cui mi sento tradito su piani diversi e reagisco a questo tradimento facendo del male ad altre persone totalmente estranee. Ho in mente anche altre scene assurde: in un'ipotetica seduta litighiamo o dopo averle confessato quello che penso scoppio a piangere e pure lei piange perchè non è riuscita ad aiutarmi. Tutto questo mi fa sentire molto giù di morale e mi rendo bene conto che è un argomento da portare la prossima volta che la vedrò, che sarà a settembre purtroppo. Tutto questo accadeva circa due o tre settimane fa, adesso sto meglio anche grazie all'aiuto di un farmaco che mi spazza via tutta questa immondizia dalla testa.

Volevo chiedervi alcune cose a chi come me ha subito la tortura del transfert:
Avete affrontato apertamente la questione transfert per piu' di una seduta, oppure come me ne avete solo accennato per solo una seduta?
La mia terapeuta ha avuto ragione a non voler affrontare l'argomento transfert, anzi a volerlo quasi cancellare dalla psicoterapia ?

Mauro

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ciao Mauro, io di torture ne ho subite parecchie. Ero sempre io il torturatore.

Smettere di torturarmi, devo dire che mi fa vivere meglio.

Anch'io sono stato per un anno con una psico, anche lei aveva la mia età e pure lei è una bella donna. Ammetto che all'epoca mi piaceva ancora torturarmi e usare l'immagianzione per vivere quello che la realtà mi negava. Accadeva 8 anni fa. Solo da 2 mesi ho iniziato a prendere sul serio le sue parole e le parole di un altro psico, prima di lei. Dopo 8 anni ho finalmente smesso di vivere immerso dentro ai miei viaggi immaginari. Non è proprio così automatico, ma se ti capita di riuscire ad "invertire la tendenza" come è capitato a me forse vivresti meglio. Magari riusciresti a comprendere che portare dei regalini ad una persona che sta lavorando, non giocando, è MOLTO fuori luogo.

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Il 9/8/2018 at 00:49, pber dice:

ciao Mauro, io di torture ne ho subite parecchie. Ero sempre io il torturatore.

Smettere di torturarmi, devo dire che mi fa vivere meglio.

Anch'io sono stato per un anno con una psico, anche lei aveva la mia età e pure lei è una bella donna. Ammetto che all'epoca mi piaceva ancora torturarmi e usare l'immagianzione per vivere quello che la realtà mi negava. Accadeva 8 anni fa. Solo da 2 mesi ho iniziato a prendere sul serio le sue parole e le parole di un altro psico, prima di lei. Dopo 8 anni ho finalmente smesso di vivere immerso dentro ai miei viaggi immaginari. Non è proprio così automatico, ma se ti capita di riuscire ad "invertire la tendenza" come è capitato a me forse vivresti meglio. Magari riusciresti a comprendere che portare dei regalini ad una persona che sta lavorando, non giocando, è MOLTO fuori luogo.

Scusa se sto rispondendo solo adesso, ma ho avuto altri impegni. Grazie della risposta Pber, è giustissimo quello che mi hai detto, portare dei regali al proprio medico è totalmente fuori luogo, specialmente in un contesto come questo, ma all'epoca mi sembrava una buona idea e un modo per dimostrare il mio riconoscimento e un semplice grazie non pensavo che bastasse. Adesso me ne sono molto pentito a dire la verità. 

Scusa se te lo chiedo, spero vorrai rispondermi. Tu hai sviluppato un fenomeno a livello transferale con la tua psicoterapeuta ? E se si in che modo avete affrontato la questione ? La tua dottoressa ti ha parlato e spiegato bene ? Mi rendo conto che ne dovrei riparlare con lei, ma la seconda volta che provai a farmi spiegare meglio come stanno le cose su questo argomento mi disse che è meglio non parlarne piu'. Sinceramente una frase del genere da una psicoterapeuta non me la sarei mai aspettata. Se vorrai rispondermi te ne sarei molto grato.

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Caro Mauro, io sono in terapia da 2 anni, sono più vecchio di te, ho 50 anni e amo la mia psicoterapeuta.

Posso dirti a cosa sono arrivato io: basta con questa parola "transfert" usata a sproposito. Il Transfert è un termine tecnico usato da loro che descrive tutte le proiezioni che si fanno quando si è innamorati. Detto questo, il transfert esiste in ogni innamoramento, per cui, nessuno, dico nessuno, può dire a te che il sentimento che provi non è amore o innamoramento, ma un'altra cosa, tra l'altro descritta con una parola che è brutta anche foneticamente.

Ami questa donna si o no? Solo tu puoi rispondere. E francamente se la ami, la ami punto. Che faccia o meno la psicologa o che faccia la macellaia o l'infermiera. LA differenza sta probabilmente nel fatto che l'amore che provi possa essere in qulche modo "indotto" dal suo comportamento professionale per verificare il tuo modo di vivere certi sentimenti, schemi ripetitivi etc, può benissimo essere, ma nulla toglie all'autenticità del tuo sentimento che devi accettare e per accettarlo comincia a chiamarlo col suo nome che non è transfert e fenomeno transferale, ma amore. Eros.

Io, da quando ho ammesso, onestamente a me stesso che la amo, e anche se so che non potrò mai averla, ho tutti i diritti di amarla, sto meglio.

Vedila così: lasciati andare, lei sa cosa fare, se è brava lo sa. Vai da lei e dille TI AMO. Perchè trattenere i tuoi sentimenti?

Amare è una cosa meravigliosa.

Loro, gli psicologi, hanno scelto un mestiere difficile, purtroppo non possono cogliere ne' approfittare di tutto questo carico di sentimenti che noi portiamo. Molti, a mio avviso per difesa, per non starci troppo male dopo, quando tu diventi indipendente, dicono a se stessi che non è amore, sviliscono e sminuiscono un sentimento. Ma solo tu puoi dire se la ami o no. Sii onesto con te stesso, prima di tutto.

Poi c'è la dipendenza, che è un'altra cosa: hai bisogno di lei? Questa è un'altra cosa, che non c'entra con l'amore... anche questa te l'ha comunque indotta lei.

Ma tu sei innamorato e dipendente: è normale altrimenti cosa andavi a fare in terapia? In terapia si soffre

 

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Il 17/9/2018 at 16:43, Ultimo_dei_romantici dice:

Caro Mauro, io sono in terapia da 2 anni, sono più vecchio di te, ho 50 anni e amo la mia psicoterapeuta.

Posso dirti a cosa sono arrivato io: basta con questa parola "transfert" usata a sproposito. Il Transfert è un termine tecnico usato da loro che descrive tutte le proiezioni che si fanno quando si è innamorati. Detto questo, il transfert esiste in ogni innamoramento, per cui, nessuno, dico nessuno, può dire a te che il sentimento che provi non è amore o innamoramento, ma un'altra cosa, tra l'altro descritta con una parola che è brutta anche foneticamente.

Ami questa donna si o no? Solo tu puoi rispondere. E francamente se la ami, la ami punto. Che faccia o meno la psicologa o che faccia la macellaia o l'infermiera. LA differenza sta probabilmente nel fatto che l'amore che provi possa essere in qulche modo "indotto" dal suo comportamento professionale per verificare il tuo modo di vivere certi sentimenti, schemi ripetitivi etc, può benissimo essere, ma nulla toglie all'autenticità del tuo sentimento che devi accettare e per accettarlo comincia a chiamarlo col suo nome che non è transfert e fenomeno transferale, ma amore. Eros.

Io, da quando ho ammesso, onestamente a me stesso che la amo, e anche se so che non potrò mai averla, ho tutti i diritti di amarla, sto meglio.

Vedila così: lasciati andare, lei sa cosa fare, se è brava lo sa. Vai da lei e dille TI AMO. Perchè trattenere i tuoi sentimenti?

Amare è una cosa meravigliosa.

Loro, gli psicologi, hanno scelto un mestiere difficile, purtroppo non possono cogliere ne' approfittare di tutto questo carico di sentimenti che noi portiamo. Molti, a mio avviso per difesa, per non starci troppo male dopo, quando tu diventi indipendente, dicono a se stessi che non è amore, sviliscono e sminuiscono un sentimento. Ma solo tu puoi dire se la ami o no. Sii onesto con te stesso, prima di tutto.

Poi c'è la dipendenza, che è un'altra cosa: hai bisogno di lei? Questa è un'altra cosa, che non c'entra con l'amore... anche questa te l'ha comunque indotta lei.

Ma tu sei innamorato e dipendente: è normale altrimenti cosa andavi a fare in terapia? In terapia si soffre

 

Ciao Ultimo dei Romantici, grazie per aver condiviso la tua esperienza, mi fa piacere sapere che non sono l'unico "inguaiato".  Bè in effetti tu hai detto in modo piu' esplicito quello che volevo dire io. E si in effetti sono innamorato perchè spesso la sogno, ma la sogno sempre in un contesto molto simile ad una seduta. Purtroppo le cose si sono complicate non poco. Ti spiego: poco tempo fa ho attraversato un periodo di profonda depressione e nutrivo un risentimento verso la mia terapeuta, al che feci una ricerca sul sito dell'ordine degli psicologi per pura curiosità, ma guardando ho notato che accanto al suo nome non c'è la spunta verde che la qualifica come psicoterapeuta. Contattai via email l'Ordine degli psicologi e chiesi informazioni. In sostanza scrissi che non ero sicuro della professionalità della mia dottoressa. Qualche giorno dopo la mia dottoressa mia ha contattato per emali chiedendomi un appuntamento assieme al mio psichiatra con cui collabora. Tralasciando il fatto che quando mi presentai all'appuntamento lo psichiatra era assente, parlai per pochi minuti con la mia dottoressa e mi disse che era stata contattata dal Terp (ordine dei tecnici della riabilitazione psichiatrica), e mi spiegò che quell'appuntamento serviva per chiarire se lei non era stata professionale. Io ci rimasi abbastanza male perchè pensavo che quell'incontro sarebbe servito a fare il punto della mia situazione, per cosi' dire. Invece era un'indagine per verificare la professionalità del reparto psicoterapia. Ho scoperto che la mia dottoressa è una tirocinante e quindi non preparatissima. 

Adesso credo proprio che il mio percorso di terapia con questa dottoressa sia concluso. Uno perchè non la ritengo all'altezza di affrontare certi argomenti e due perchè, avevamo comunque deciso di interrompere la terapia diversi mesi fa. Quindi non le potro' dire Ti amo. Forse farò dei followup che sarebbero delle visite periodiche a distanza di mesi.

Preferisco comunque rivolgermi ad uno psicoterapeuta con esperienza, ed è quello che sto facendo. E spero mi curi questa malattia d'amore che a volte mi fa star male, oltre che per altri motivi

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15 ore fa, Mauro1985 dice:

Preferisco comunque rivolgermi ad uno psicoterapeuta con esperienza, ed è quello che sto facendo. E spero mi curi questa malattia d'amore che a volte mi fa star male, oltre che per altri motivi

Io vedo molto positivamente questa fase. In qualche modo stai provando a distaccarti dalla tua giovane terapeuta e l'emergere di sentimenti "negativi" nei suoi confronti significa che, con l'aiuto di un bravo professionista potrai eleborarli.

 

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Il 26/9/2018 at 10:59, Ultimo_dei_romantici dice:

Io vedo molto positivamente questa fase. In qualche modo stai provando a distaccarti dalla tua giovane terapeuta e l'emergere di sentimenti "negativi" nei suoi confronti significa che, con l'aiuto di un bravo professionista potrai eleborarli.

 

Lo spero perchè non è una semplice cotta, purtroppo. A breve andrò da uno psy che mi hanno caldamente consigliato e che a quanto pare utilizza anche un metodo diverso dalla mia precedente terapeuta. 

Spero di non innamorarmi di questo psy stavolta 🤣

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10 ore fa, Mauro1985 dice:

Spero di non innamorarmi di questo psy stavolta 🤣

Purtroppo se la tua vita non funziona come dovrebbe, se non hai abbastanza amore fuori dalla stanza della terapia, è quasi inevitabile che ti innamori dell'unica persona che ti offre un sorriso sincero. Purtroppo è così. Io ne sono dentro fino al collo. Solo quando ho ammesso a me stesso che la amo sul serio senza raccontarmi frottole sul transfert e tecnicismi vari che non servono a niente, sono stato un pochino meglio.

 

 

 

 

 

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8 ore fa, Ultimo_dei_romantici dice:

 

Purtroppo se la tua vita non funziona come dovrebbe, se non hai abbastanza amore fuori dalla stanza della terapia, è quasi inevitabile che ti innamori dell'unica persona che ti offre un sorriso sincero. Purtroppo è così. Io ne sono dentro fino al collo. Solo quando ho ammesso a me stesso che la amo sul serio senza raccontarmi frottole sul transfert e tecnicismi vari che non servono a niente, sono stato un pochino meglio.

 

 

 

 

 

Già è vero quello che dici, ma ho anche letto di persone fidanzate da anni che si sono innamorate anche loro del terapeuta. Il transfert  comunque non è una frottola, è una cosa seria che avviene quando fai psicoterapia. Con questo non voglio dire che i sentimenti che nascono sono fasulli, ANZI, credo di non aver mai provato dei sentimenti cosi' forti e sinceri per una persona. Ma anche ammettendo a me stesso che io amo questa psi non cambia poi' cosi' tanto, almeno per me. Resta sempre un sentimento non ricambiato e che quindi in fin dei conti non "produrrà" mai nulla di bello, nel mio caso produce solo sofferenza e rimpianto per non poter mai piu' parlare con una persona che ho amato con tutto me stesso. E in più si aggiunge il fatto di averla messa un po nei guai per quella mail che mandai all'ordine degli psi, perchè me ne sono pentito a dirti la verità. Credo che la mia psi ha voluto sempre il bene per me e gli errori che forse ha commesso li ha commessi in buona fede. 

Come hai detto tu spero di elaborare questa perdita con il nuovo terapeuta

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Quello che è successo a te succede a molti pazienti, me compresa. Anni fa andavo persino sotto la finestra dello studio per sapere di stargli vicino.

Piangevo, sì, e non potevo nemmeno chiedergli aiuto perchè lui aveva subito declinato l'argomento.

Avevo avuto un trasfert erotizzato verso di lui ma lui rimase impassibile.

Ed io poco tempo dopo abbandonai le sedute.

Ma riuscii finalmente a non pensarci più, a dimenticarlo piano piano.

Ma per far questo devi metterti a fare altre cose.

Se dici che la terapia è riuscita allora dedicati a te stesso.

Fai delle cose che ti divertono e ti piacciono. 

Concentrati su quello che hai progettato e vedi altra gente, conosci persone, stai in posti dove ci sono persone.

Frequenta dei corsi di qualcosa, impegnati e fai formazione professionale, o iscriviti a qualche arte marziale, fai ballo, sport, qualcosa che ti distragga.

Io me ne sono andata in palestra e la cosa è servita moltissimo. 

E adesso quando penso a come ero ridotta mi viene da sorridere.

Sembravo una ragazzetta con la cotta per il professore.

Adesso è solo un lontano ricordo ed io sto benissimo senza di lui e ho vissuto altre storie piùappaganti e migliori di quell'amore senza futuro. 

Rifletti bene e distaccati da lui in tempo e ama te stesso prima di tutto.

Se non riesci a farlo allora vuol dire che la terapia non ha funzionato. 

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Il 6/10/2018 at 18:18, diamanda dice:

Quello che è successo a te succede a molti pazienti, me compresa. Anni fa andavo persino sotto la finestra dello studio per sapere di stargli vicino.

Piangevo, sì, e non potevo nemmeno chiedergli aiuto perchè lui aveva subito declinato l'argomento.

Avevo avuto un trasfert erotizzato verso di lui ma lui rimase impassibile.

Ed io poco tempo dopo abbandonai le sedute.

Ma riuscii finalmente a non pensarci più, a dimenticarlo piano piano.

Ma per far questo devi metterti a fare altre cose.

Se dici che la terapia è riuscita allora dedicati a te stesso.

Fai delle cose che ti divertono e ti piacciono. 

Concentrati su quello che hai progettato e vedi altra gente, conosci persone, stai in posti dove ci sono persone.

Frequenta dei corsi di qualcosa, impegnati e fai formazione professionale, o iscriviti a qualche arte marziale, fai ballo, sport, qualcosa che ti distragga.

Io me ne sono andata in palestra e la cosa è servita moltissimo. 

E adesso quando penso a come ero ridotta mi viene da sorridere.

Sembravo una ragazzetta con la cotta per il professore.

Adesso è solo un lontano ricordo ed io sto benissimo senza di lui e ho vissuto altre storie piùappaganti e migliori di quell'amore senza futuro. 

Rifletti bene e distaccati da lui in tempo e ama te stesso prima di tutto.

Se non riesci a farlo allora vuol dire che la terapia non ha funzionato. 

Ciao, adesso sto molto meglio. Non ho piu' quei sentimenti forti che provavo prima, anche se spesso mi torna in mente. Mi ha aiutato molto fare altre cose, come hai detto tu. Mi sento un po uno stupido ad aver provato tutti quei sentimenti per una persona a cui sicuramente non frega molto di me. Ho raggiunto una quasi pace interiore che prima non c'era. Pero' quello che continua a farmi rabbia è che dopo l'interruzione della terapia mi sentii talmente perso che ebbi pensieri suicidari e incolpo anche, ma non esclusivamente, la psi che secondo me non ha previsto questo mio crollo improvviso al termine delle sedute.

Comunque non le porto piu' quel rancore di prima, anzi non le porto proprio nessun tipo di sentimento negativo e neppure troppo positivo.

Ho dei progetti e mi sto concentrando su quelli.

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