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Margherita76

Fantasticare su uno sconosciuto. Vi è mai capitato?

48 risposte in questa discussione

Ecco qua...

E TU DA DOVE SPUNTI ? NN VEDO IL TUO NOME NELLA LISTA.

HO CAPITO , HO BISOGNO DI UN'ALTRO PAIO D'OCCHIALI

PER LEGGERE DI GRADAZIONE MAGGIORE..........BAHHHHH

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Idea rassicurante questa dello sconosciuto....

In effetti la cosa che fa la differenza è la "giusta distanza". Come fare una carezza ad un animale protetti ancora dalle sbarre. Un primo passo per prendere coraggio e rischiare di più e fare a meno della protezione. Quasi quasi...

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No! Non devi fare proprio niente, solo avere fortuna :D:. Insomma, devi avere la fortuna di incontrare uno sconosciuto che ti ispiri, che ti faccia scattare l'intuizione di una possibile "comunione"; fisica, certo, ma ispirata dall'intuizione di aver incontrato uno che possa essere, anche solo per quel poco che sai, un tuo "simile". Non parlo di trovare uno strumento per provare un orgasmo (cioè, non aspiro ad una sorta di masturbazione indiretta...)!

Inoltre, penso che ci voglia anche un po' di predisposizione. E' da molto tempo che i miei sensi sono in letargo, non solo perchè non ho incontrato nessuno che mi facesse pensare: "ehi, fermati un attimo e guarda", ma anche perchè non avevo proprio alcuna predisposizione a voler "vedere" qualcuno. Da qualche altra parte ho scritto che i miei amici mi chiamavano "quella che dice di no a prescindere", ovvero a prescindere dall'aspetto, dal carattere, dalle buone maniere, dai segnali di interesse, dai tipi di apporccio. Era solo no. E adesso, non so: ho visto una persona e ho pensato che avrei voglia di fermarmi a guardarla, così, scrutarla per un po'. Non parlo di una storia, il che è ancora troppo impegnativo per me, ma di un momento di condivisione, di passione, di vita. Vita, sì: una esplosione di vita. E di gioia. Sarà che il mio transfert per il mio psi mi ha aiutato a valutare l'ipotesi di poter sperimentare l'apertura vissuta con lui anche altrove? Sarà che quei sentimenti mi sono ormai entrati in circolo e mi fanno guardare con occhi diversi tutto? Ripeto, non ho una risposta, ma vorrei non una storia, ma un assaggio: un momento di estasi.

che bella storia,quasi quasi voglio il tuo sconosciuto,sì perchè oltre alla questione di fortuna ,anche lo sconosciuto deve saper fare bene la sua parte.Non ti pare?

E' lui che ti ha ispirato,che fortuna che hai avuto.Sono contenta per te e goditi fino in ultimo questa emozione.

Dunque,cosa dovrei fare?Cercare uno sconosciuto.

Il benzinaio sempre la persona giusta.

Che devo fare?

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Siete troppo giovani per conoscere il film "Ultimo tango a Parigi". All'epoca fu troppo osannato, però la storia era basata su un incontro casuale fra un uomo maturo (Marlon Brando) e una ragazza molto giovane (Maria Schneider), una storia consumata nel letto di un albergo con finale tragico. In pratica, il rapporto dura fino a che nessuno dei due sa nulla dell'altro, neanche il nome. Non appena lui vuole in un certo senso "approfondire" la relazione, lei lo uccide...

http://www.scuoladicinema.it/gallery2/main..._serialNumber=2

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Fantasticare su uno sconosciuto.

E’ eccitante già per il fatto che si tratta di uno sconosciuto e ancor di più lo è eccitarsi fantasticando che lo rimanga. Sentire eccitazione all’idea di decidere di potersi mettere un foulard sul viso che da sempre si è conosciuto di noi stessi e di scommettere sullo sconosciuto di fronte a noi; scommettere che possa decidere di giocare con noi, non solo farsi trascinare nel nostro gioco. Esaltarsi all’idea di poter essere, per almeno una volta, liberi di vivere quello che intuiamo di poter essere nel momento stesso in cui la fantasia si impossessa di noi, mostrandoci prepotentemente uno dei centomila noi che non conoscevamo, ma tenendosi al sicuro da ogni possibile ricaduta, strascico, responsabilità che possa venire dall’atto stesso del nostro mostrarci. Entrare come in un momento sospeso, in cui non c’è bisogno di parole e ci si lascia solo portare dalla fantasia, dal desiderio ingiustificato, dalla voglia di essere affamati e folli, dalla necessità di essere per un attimo quello che forse non si vuole sapere, non si vuole vedere di sé stessi. O che si può accettare solo per poco. Incontrare uno sconosciuto e non tentare di conoscerlo. Solo assecondare la passione per poi rimanere sconosciuti l’uno all’altro. Consegnare una parte nascosta di noi stessi a chi non sapremo mai cosa pensi di noi, a qualcuno che non sia condizionato dal nostro passato o da aspettative sul futuro. Lasciarsi andare alla follia di dichiarare: “non so chi tu sia e non lo voglio sapere; non voglio che tu sappia nulla di me ma che resti qui, al buio, con me e mi ami, senza parlare”.

Io sono uno sconosciuto? :D::LOL:

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Io sono uno sconosciuto? :D::LOL:

turbo vergogna!!!! Ce stai a provà spudoratamente!!!! -_-

:LOL:

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No! Non devi fare proprio niente, solo avere fortuna :D:. Insomma, devi avere la fortuna di incontrare uno sconosciuto che ti ispiri, che ti faccia scattare l'intuizione di una possibile "comunione"; fisica, certo, ma ispirata dall'intuizione di aver incontrato uno che possa essere, anche solo per quel poco che sai, un tuo "simile". Non parlo di trovare uno strumento per provare un orgasmo (cioè, non aspiro ad una sorta di masturbazione indiretta...)!

Inoltre, penso che ci voglia anche un po' di predisposizione. E' da molto tempo che i miei sensi sono in letargo, non solo perchè non ho incontrato nessuno che mi facesse pensare: "ehi, fermati un attimo e guarda", ma anche perchè non avevo proprio alcuna predisposizione a voler "vedere" qualcuno. Da qualche altra parte ho scritto che i miei amici mi chiamavano "quella che dice di no a prescindere", ovvero a prescindere dall'aspetto, dal carattere, dalle buone maniere, dai segnali di interesse, dai tipi di apporccio. Era solo no. E adesso, non so: ho visto una persona e ho pensato che avrei voglia di fermarmi a guardarla, così, scrutarla per un po'. Non parlo di una storia, il che è ancora troppo impegnativo per me, ma di un momento di condivisione, di passione, di vita. Vita, sì: una esplosione di vita. E di gioia. Sarà che il mio transfert per il mio psi mi ha aiutato a valutare l'ipotesi di poter sperimentare l'apertura vissuta con lui anche altrove? Sarà che quei sentimenti mi sono ormai entrati in circolo e mi fanno guardare con occhi diversi tutto? Ripeto, non ho una risposta, ma vorrei non una storia, ma un assaggio: un momento di estasi.

scrivi molto bene margherita e riesci a esprimere ciò che senti....bhè io credo che la psicoterapia ci cambia molto,ci aiuta a vedere le cose con occhidiversi, più veri e a riscoprire lati più selvaggi di noi, istintivi e puri...se ti lasci guidare da questo tuo lato sono sicura che avrai solo da guadagnarci....

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Idea rassicurante questa dello sconosciuto....

In effetti la cosa che fa la differenza è la "giusta distanza". Come fare una carezza ad un animale protetti ancora dalle sbarre. Un primo passo per prendere coraggio e rischiare di più e fare a meno della protezione. Quasi quasi...

Hai afferrato al volo :;):

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bhè io credo che la psicoterapia ci cambia molto,ci aiuta a vedere le cose con occhidiversi, più veri e a riscoprire lati più selvaggi di noi, istintivi e puri...se ti lasci guidare da questo tuo lato sono sicura che avrai solo da guadagnarci....

Mah, oggi sono già più spenta. Come dice Filotea, anche lo sconosciuto deve fare la sua parte. Tuttavia, domani è un altro giorno (e non vi metto il link) :D:

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Mah, oggi sono già più spenta. Come dice Filotea, anche lo sconosciuto deve fare la sua parte. Tuttavia, domani è un altro giorno (e non vi metto il link) :D:

:ph34r::flasher:

...quando si può dire di conoscere qualcuno?

Recuperiamo i conosciuti disconoscendoli.

Gli sconosciuti, dimenticandoli.

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:ph34r::flasher:

...quando si può dire di conoscere qualcuno?

Recuperiamo i conosciuti disconoscendoli.

Gli sconosciuti, dimenticandoli.

O non conoscendoli nel senso di "portarli alla mente", ma usando un canale diverso. "Re-cordor", in latino, non significa letteralmente "portare alla mente", ma "portare al cuore" (cor). C'è una intera filosofia nell'etimologia delle parole che usiamo ogni giorno, inconsapevolmente. Che ne dici di questo spunto? ( :air_kiss: )

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Lo sei troppo, Turbo. Dovrei avere almeno qualche indizio che mi ispiri...

Beh, ho sparso su questo forum 2200 post, non contando quelli che hanno cancellato... :B): ...spesso mi chiedo se se la mia immagine virtuale (per quello che scrivo) sembrerebbe in genere corrispondente alla conoscenza diretta, a quattro (anzi a sei, porto gli occhiali)occhi...tanto mi rendo conto che neanch'io posso dire di conoscere me stesso. "Conosci te stesso" era il consiglio che ci ha tramandato Socrate... :rolleyes:

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Beh, ho sparso su questo forum 2200 post, non contando quelli che hanno cancellato... :B): ...spesso mi chiedo se se la mia immagine virtuale (per quello che scrivo) sembrerebbe in genere corrispondente alla conoscenza diretta, a quattro (anzi a sei, porto gli occhiali)occhi...tanto mi rendo conto che neanch'io posso dire di conoscere me stesso. "Conosci te stesso" era il consiglio che ci ha tramandato Socrate... :rolleyes:

Più che consiglio, direi che il "gnoti s'auton" sia uno degli imperativi categorici più rivoluzionari della civiltà greca e che più hanno influenzato la civiltà occidentale. Io cerco di essere, per me stessa, una buona maieuta, ma non posso dire, ad oggi, di conoscermi. Soprattutto da quando vado in terapia, mi sembra di convivere con una estranea (o forse con un bel gruppetto di estranee). Che ne dici dell'intuizione, invece, come metodo di conoscenza?

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Più che consiglio, direi che il "gnoti s'auton" sia uno degli imperativi categorici più rivoluzionari della civiltà greca e che più hanno influenzato la civiltà occidentale. Io cerco di essere, per me stessa, una buona maieuta, ma non posso dire, ad oggi, di conoscermi. Soprattutto da quando vado in terapia, mi sembra di convivere con una estranea (o forse con un bel gruppetto di estranee). Che ne dici dell'intuizione, invece, come metodo di conoscenza?

L'intuizione, per quello che ho appreso in tutti questi anni, è frutto dell'intelletto, il nostro "computer di bordo" che contiene tutte le informazioni sulle esperienze che abbiamo accumulato nelle nostre infinite vite, oltre al Dharma stesso, ogni legge che regola gli universi. Per cui, nei momenti -ahimé piuttosto rari- in cui si ha una VERA intuizione su una cosa, si è certi di non sbagliare. E l'intuizione al di là del pensiero può arrivare dopo che si è passato tanto tempo a menarsela mentalmente su un argomento cercando una soluzione.

Sei stanco di pensarci, abbandoni quel pensiero, ti rilassi...e proprio in quel momento, come per incanto, può arrivare la RISPOSTA. Come dal NULLA. Eccolo, l'intuito, l'intuizione. Conosci certamente il vecchio detto "la notte porta consiglio". Ecco, anche lì può arrivare l'intuizione, dormendo, come ti alzi dal letto hai la soluzione... :woot_jump:

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Sei stanco di pensarci, abbandoni quel pensiero, ti rilassi...e proprio in quel momento, come per incanto, può arrivare la RISPOSTA. Come dal NULLA. Eccolo, l'intuito, l'intuizione. Conosci certamente il vecchio detto "la notte porta consiglio". Ecco, anche lì può arrivare l'intuizione, dormendo, come ti alzi dal letto hai la soluzione... :woot_jump:

Per ora solo una faccina :ola (4):

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O non conoscendoli nel senso di "portarli alla mente", ma usando un canale diverso. "Re-cordor", in latino, non significa letteralmente "portare alla mente", ma "portare al cuore" (cor). C'è una intera filosofia nell'etimologia delle parole che usiamo ogni giorno, inconsapevolmente. Che ne dici di questo spunto? ( :air_kiss: )

...non ti s-cor-dar di me...

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Allora, Turbo, ti vedo collegato.

La mia fantasia si è spenta miseramente all'apparir del vero (ovvero che lo sconosciuto non vuole giocare con me). Sono sicura che ne hai qualcuna da raccontare anche tu. Il topic (mezzo morto, come il forum, in questi giorni) è tuo o di chiunque voglia dare sfogo alle sue fantasia.

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La mia fantasia si è spenta miseramente all'apparir del vero (ovvero che lo sconosciuto non vuole giocare con me). Sono sicura che ne hai qualcuna da raccontare anche tu. Il topic (mezzo morto, come il forum, in questi giorni) è tuo o di chiunque voglia dare sfogo alle sue fantasia.

L'avventura è una cosa meravigliosa, che a me è sempre mancata. L'avventura non è fatta di solo sesso, ma semplicemente è una cosa che comincia e non sai immaginare come possa finire. Questo è il suo fascino. Non sai nulla dell'altra persona, eppure accade un qualcosa, un contatto elettrico, istintivo, che ti avvicina a lei. Se la stessa cosa accade dall'altra parte, benissimo! Da giovane conobbi tante ragazze che stimolarono in me il senso dell'avventura. Solo un paio di volte l'avventura fu consumata, la prima volta con una signora separata che aveva quasi 20 anni più di me. In seguito rimase l'amicizia. Figurati che lei aveva paura che la figlia diciannovenne tornasse a casa e ci sorprendesse a letto...(di solito a quell'epoca avveniva il contrario). Che tipo Annamaria! Una pazza scatenata radical chic. Ora se vive ancora ha 74 anni... :Shocked:

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Allora, Turbo, ti vedo collegato.

La mia fantasia si è spenta miseramente all'apparir del vero (ovvero che lo sconosciuto non vuole giocare con me). Sono sicura che ne hai qualcuna da raccontare anche tu. Il topic (mezzo morto, come il forum, in questi giorni) è tuo o di chiunque voglia dare sfogo alle sue fantasia.

la delusione di quando lo sconosciuto diventa conosciuto?!...ma non sempre la realtà delude la fantasia....

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