Tradotto da: Monitor on psychology. A publication of the American Psychological Association (APA), Vol. 40 No. 4 April 2009 (a cura delle Dott.sse Antonella Crescenzi e Rossella D'Oria)
Anoressia e bulimia risultano in America una delle prime cause di mortalità adolescenziale. Questa notizia, per quanto sconvolgente, non è conosciuta da tutti. Come le altre malattie mentali, anche i disturbi alimentari hanno una base genetica, ovviamente quest'informazione rivoluziona non solo il modo in cui si fa prevenzione, ma anche il modo in cui si va a intervenire sulla malattia. Il seguente articolo presenta una serie di ricerche in cui si mette in evidenza come la base genetica inluenzi questi diturbi che, invece, prima erano ritenuti causati dalla scocietà e dall'eccessiva attenzione al corpo, all'involucro, piuttosto che al contenuto.
Ho assolutamente bisogno di un aiuto per uscire dal tunnel della bulimia! Ho
cercato tante volte di farlo da sola, a volte sembrava che ce la facessi ma
bastava un insuccesso per farmi tornare in testa quel morboso "pallino"
del cibo! Non ce la faccio piu! Tra l'altro quando inizio a seguire una dieta
equilibrata, la mia testa mi porta a diminuire sempre di piu il cibo fino ad
eliminarlo del tutto e piu perdo peso e più diventa assillante l' odio
per il cibo! Tempo fa sono andata da uno psicologo perchè avevo iniziato
a repudiare le persone in "carne", me compresa! Guardandomi allo specchio
la voglia di morire era smisurata e quando vedevo le persone "grasse"
in giro mi agitavo a tal punto di farmi mancare il respiro! Io questi periodi
la mia famiglia e soprattutto mia madre mi è stata vicina.. lei pensa
che ora si tutto apposto; le tengo nascosto che il problema c' è ancora
per non darle ulteriori dispiaceri!. Ho paura di passare la mia vita in queste
condizioni! Vi ringrazio per l' attenzione prestatami.. spero di ricevere una
vostra risposta! Ah, quasi dimenticavo..
Caratteristica principale
dell’anoressia nervosa, secondo il criterio stabilito dal DSM-IV, è
“il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo
normale”.
Analizzerò in questa sede tutti i criteri che sono stati presi in considerazione
dal manuale diagnostico americano per definire tale disturbo, cercando di integrare
la descrizione del puro sintomo con alcune considerazioni qualitative.
Alterazioni Biologiche
nei Disturbi del Comportamento Alimentare
A cura della dott.ssa
Camilla Ponti - Milano
Il documento che segue,
scritto dal medico dietologo responsabile del Centro per la Prevenzione ed il
Trattamento dei disturbi del comportamento alimentare (dott.ssa Paola Riva)
dell' Ospedale Luigi Sacco di Milano, viene distribuito alle pazienti che partecipano
ai gruppi di psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Alcune sedute iniziali vengono infatti dedicate alla spiegazione delle conseguenze
e dei rischi organici nei DCA.
Sicuramente hamburger e patatine sono uno dei piatti preferiti dai bambini. Per non parlare poi di merendine, bevande zuccherate, gassate e gelati. Molti genitori utilizzano questi alimenti per premiare i figli, utilizzando questi cibi come il surrogato dell'affetto. Quante volte mi è capitato di sentire davanti alla scuola, mamme promettere al figlio una merenda da McDonald. O, più semplicemente mamme che per placare un capriccio offrono ripetutamente delle merendine.
Fisicità e psiche costituiscono una unità inscindibile. Il corpo
rappresenta infatti il sostegno della propria identità ed un tramite
nella relazione con gli altri, per cui la natura dell’estetica corporea
in dosi adeguate esprime sia una buona accettazione di sé, sia una cura
attenta alla relazione con l’altro. D’altro canto la dimensione
estetica può essere iperinvestita ed il corpo strumentalizzato, il corpo
diviene così l’involucro fragile di un profondo vuoto interiore.
Bellezza fa rima con magrezza, ma non con salute. Nel tentativo di raggiungere
l’ideale estetico proposto con insistenza dai media, infatti, il controllo
del peso è diventato una vera ossessione per le donne. Numerosi studi
hanno dimostrato che questo atteggiamento è un fattore di rischio per
i disturbi dell’alimentazione, primo tra tutti l’anoressia nervosa.
Ma cosa succede negli uomini? Da tempo si sa che questo tipo
di malattia interessa anche i maschi. Già nel 1689 Richard Morton descrisse
alcuni casi di anoressia nervosa; due secoli dopo, diversi autori osservarono
che questo disturbo può presentarsi anche nel sesso forte. Tuttavia,
tale consapevolezza si sta affermando solo negli ultimi anni.
Dott. Antonio Vita Psicologo-psicoterapeuta - Recanati
E' una malattia che porta
ad un dimagrimento smisurato e spaventoso. La persona affetta da anoressia non
mangia e non vuole mangiare. Cosicché dimagrisce, deperisce, e spesso
deve essere ricoverata in Ospedale per un'alimentazione forzata. In qualche
caso la persona non ce la fa a recuperare il peso e le forze e sopravviene la
morte.
L'anoressia non è dovuta ad un mero disagio, ma è una vera e propria
malattia mentale, insidiosa, infida, perversa, perfida, persistente, pericolosa
e molto difficile da curare.
Non ci sono farmaci idonei a curarla in quanto la persona anoressica è
ferma nel suo proposito di non mangiare.
L'anoressia non è una malattia moderna. Già nel 1696 un trattato
di medicina ne riportava tutti i sintomi e tutti gli effetti. Molti studiosi
ed autori, ritengono che essa sia molto antica .
Si ipotizza che tra le donne mistiche del Medioevo, ce ne fossero alcune affette
da questa malattia. Sembra proprio che l'ascetismo medievale fosse una grossa
espressione dell'anoressia. Le mistiche medievali erano portate al digiuno,
e l'anoressia è ampiamente apparentata con l'ascetismo.
Tutto ciò ci fa supporre che l'anoressia è una malattia che ha
le sue radici nella "spiritualità": l'anoressica aspira a rinnegare
il corpo a vantaggio del suo essere spirituale.
La malattia era vista al femminile, cioè sembrava che essa interessasse
solo le donne, le ragazze, le fanciulle. Recentemente, molti studi e molte diagnosi
differenziali hanno potuto appurare che anche i maschi sono esposti a questa
malattia anche se con un rapporto di uno a dieci.
Negli ultimi decenni i
disturbi legati al comportamento alimentare e quelli appartenenti alla sfera
sessuale registrano un sensibile aumento nel mondo occidentale e suscitano crescente
preoccupazione. In particolare l'anoressia e la bulimia nervosa, a livello epidemiologico,
ricorrono con maggiore frequenza nei soggetti di sesso femminile. Il disagio
psicofisico che si produce nell'ambito sessuale, invece, interessa una sintomatologia
multiforme che coinvolge disfunzionalmente entrambi i sessi, evidenziandosi
maggiormente nelle relazioni di coppia.
Se l'anoressia è
caratterizzata dalla drastica riduzione dell'assunzione quotidiana di cibo,
a volte accompagnata da condotte di eliminazione quali l'uso di lassativi e
diuretici, dal distacco emozionale e dall'assenza di preoccupazioni verso il
digiuno e il dimagrimento, la bulimia presenta caratteristici periodi di diete
rigide alternate a periodi di frequenti abbuffate, spesso seguite da vomito
autoindotto e da un vissuto emozionale accentuato da ansia e depressione dopo
ogni abbuffata.