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Dott. Massimo Rinaldi - Roma
Psicologo Psicoterapeuta
Roma
In questo nostro tempo di paradossi,
il sesso non sfugge al destino comune e risulta anch'esso
al centro di un paradosso: mentre da un lato, infatti, si
assiste ad un progressivo allentamento dei vincoli che la
morale tradizionale (il moralismo, secondo i fautori della
liberazione sessuale) imponeva ai costumi sessuali, dall'altro
un sostanziale aumento della richiesta di aiuto al medico
e allo psicoterapeuta da parte di persone in difficoltà
per disturbi nel rapporto sessuale fa pensare che non tutto
fili alla perfezione nel chiuso della camera da letto per
l'uomo e la donna contemporanei.
Parallelamente, un altro fenomeno
balza agli occhi, caratteristico della nostra epoca: l'enorme
quantità di stimolazione visiva a contenuto erotico
che ci raggiunge dai cartelloni e dagli spot pubblicitari,
dalle trasmissioni di intrattenimento TV, da molte pellicole
cinematografiche.
È difficile pensare che
tutto questo sia ininfluente sulla condotta sessuale e sui
modi della sua espressione: restano da precisare, naturalmente,
gli effetti di questa influenza, ma certamente possiamo parlare
di iper-stimolazione
per i nostri sensi e per la nostra mente. Secondo diversi
autori, questo eccesso di stimolazione porta il sistema mente-corpo
in uno stato di attività
forzata che ne accelera
i processi specifici (l'attività sessuale), facendo
emergere con tutta evidenza le debolezze e i punti critici
del sistema. In altre parole, si verrebbe a forzare la funzione
sessuale oltre la sua naturale attività e questo farebbe
emergere disfunzioni altrimenti latenti o di più modesta
entità.
Dal punto di vista tecnico,
possiamo dividere i disturbi
sessuali in tre categorie
distinte: le disfunzioni
sessuali vere e proprie,
le deviazioni
del desiderio sessuale
( chiamati parafilie), i disturbi
dell'identità
di genere.
Per disfunzioni
sessuali si intendono
quei disturbi, abbastanza noti anche al pubblico, che ostacolano
o impediscono il rapporto sessuale: mancanza del desiderio,
avversione sessuale, mancanza di eccitamento nella donna e
carenza o mancanza dell'erezione nell'uomo, eiaculazione precoce,
vaginismo; molto diffuso, ma che suscita meno preoccupazioni
è il disturbo dell'orgasmo, con difficoltà o
assenza del raggiungimento dell'orgasmo, che può manifestarsi
tanto nella donna, quanto nell'uomo (sebbene meno frequentemente).
Quest'ultimo disturbo, in molti casi, tende a non essere avvertito
dalla
donna come un vero
problema, ma anzi resta marginale agli interessi e alle questioni
fondamentali della sua vita, tanto che la notizia della sua
esistenza emerge solo dietro domande specifiche, quando il
terapeuta esplora con le sue domande l'area del comportamento
sessuale.
Nei maschi,
invece, la difficoltà nel pieno compimento del rapporto
sessuale crea una forte frustrazione e ansia di prestazione,
poiché l'efficienza sessuale è uno degli elementi
che concorrono, nella coscienza maschile, alla costruzione
di una soddisfacente immagine di sé. Va da sé
che la presenza dell'ansia di prestazione complica in maniera
determinante la risoluzione spontanea del problema, consolidando
e moltiplicando le esperienze di fallimento. Un disturbo che
magari poteva essere solo circostanziale, può così
diventare cronico, richiedendo a questo punto l'intervento
dello psicoterapeuta.
Il primo passo che questi compierà,
in questo caso come in taluni disturbi femminili come il vaginismo,
sarà di escludere, tra le possibili
cause, la presenza
di disfunzioni organiche, la qual cosa si può accertare
facilmente con esami medici specifici, andrologici o ginecologici,
quando non già attraverso il semplice colloquio. Se
la funzionalità fisica degli organi risulterà
soddisfacente, come avviene in una grande percentuale di casi,
il problema dovrà essere affrontato sul piano psicologico,
ricercando cause attuali o pregresse del fenomeno disfunzionale.
Normalmente, una buona psicoterapia permette di superare con
relativa rapidità questo tipo di problemi.
Per parafilie
si intendono le deviazioni
dal normale oggetto sessuale:
sono pertanto qui classificate tutte quelle forme che precedentemente
venivano chiamate perversioni
(vedi: normalità
e devianza nella pratica sessuale):
esibizionismo, feticismo, travestitismo, pedofilia, masochismo
o sadismo sessuali, voyeurismo, coprofilia, e altro ancora.
Alcune di queste forme sono perseguite dalla legge, poiché
comportano, o possono comportare, la sopraffazione della volontà
dell'altro, fino al coinvolgimento di persone non consenzienti.
Le parafilie sono molto più diffuse tra gli uomini
che tra le donne, in rapporto di 20:1. Il trattamento delle
parafilie è di tipo psicoterapeutico, ma non sempre
chi ne è affetto accetta facilmente l'idea di ricorrere
a terapie, di qualunque tipo si tratti, preferendo piuttosto
rimanere attaccato alla propria specifica forma di deviazione,
che gli garantisce eccitamento e orgasmo (per quanto si possa
chiamare orgasmo
questo tipo di soddisfacimenti in forma
patologica).
La scuola sessuologica di derivazione reichiana (in prima
fila A. Lowen) ha speso molte parole, anche convincenti, per
la distinzione tra la mera scarica fisiologica dell'eiaculazione
e il vero e proprio orgasmo, che comporta l'attuazione di
un rapporto sano e naturale in un individuo fondamentalmente
sano.
Di tutt'altra natura risultano
essere i disturbi
dell'identità di genere,
basati sulla difficoltà di accettare l'appartenenza
al proprio sesso (= genere). L'esito più clamoroso
di questi disturbi è il transessualismo,
preceduto spesso dal travestitismo,
di natura tuttavia diversa da quello classificato tra le parafilie:
in quello, la causa efficiente è la ricerca dell'eccitamento,
in questo è conquistare l'identità di genere
in una personalità che si sente "tradita
dal proprio corpo".
Questi disturbi trovano caratteristicamente il proprio esordio
fin dalla fanciullezza, manifestandosi con un disgusto
per i propri caratteri
sessuali distintivi, ed una inaccettazione
della propria collocazione di genere.
L'esito di questo disturbo è
spesso l'intervento chirurgico e/o il trattamento ormonale,
per la ricostruzione di una morfologia fisica che consenta
l'armonizzazione del corpo con una personalità che
possiede un'identità di genere dell'altro sesso. In
questi casi, infatti, l'intervento psicoterapeutico risulta
del tutto inefficace, e gli psicologi si limitano ad occuparsi
dello screening
psicologico, volto all'accertamento dell'esistenza del bisogno
profondo
di cambiare sesso,
non rimovibile perché non legato a fattori transitori.
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