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Dr.
Massimo Rinaldi
Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Il sogno
è un immancabile
accompagnatore delle nostre notti. Alcuni ricordano i propri
sogni ogni mattina e con facilità; altri, invece, solo
raramente trattengono le immagini di un qualche sogno oltre
il risveglio, magari solo quando esso è a forte contenuto
emotivo. C'è anche chi afferma di non ricordare mai
i sogni al risveglio. Tutti, tuttavia, sogniamo ogni notte
più volte. Gli studi degli psicologi e dei neuropsichiatri
hanno dimostrato che non è possibile non sognare e
che, anzi, la fase del sonno con sogni (chiamata R.E.M., ossia
Rapid Eye Mouvement, a causa del fenomeno dei movimenti oculari
che si verificano concomitantemente) si ripete ogni notte
più volte, con un ciclo di circa quindici-venti minuti
ogni novanta.
Ma che
cos'è il sogno?
Sono state fatte numerose affermazioni in merito: per alcuni
ricercatori esso è il guardiano
del sonno, poiché
difenderebbe il sonno dagli stimoli sensoriali; per altri,
invece, è una specie di esercizio
cerebrale a vuoto,
utile alla fisiologia neurale. Ma l'aspetto più sconcertante
è nella sua significatività:
il sogno non risulta indifferente al sognatore, ed emozioni
e impressioni dense di significato si affollano frequentemente
in esso. I neurologi non si occupano molto di questo aspetto,
che risulta il meno comprensibile alla scienza.
Dobbiamo ammettere pertanto
che il sogno ha un valore ed un significato
psicologico, che si
interseca e si correla con quello fisiologico. Da questo punto
di vista, esiste una letteratura scientifica alquanto ricca
- almeno, per chi accetta di considerare scientifica la psicoanalisi.
Sulla interpretazione
dei sogni Siegmund
Freud ha edificato il metodo di indagine psicoanalitico. Esattamente
cento anni fa, nel 1899, egli dava alle stampe il libro omonimo,
che costituisce il vero e proprio manifesto del metodo psicoanalitico.
Dobbiamo salutare in esso la svolta nell'approccio allo studio
e al trattamento dei disturbi nervosi e la nascita della psicologia
clinica. L'interpretazione
freudiana del sogno si
basa essenzialmente sul metodo delle libere
associazioni, e poggia
sulla concezione del sogno come manifestazione
del desiderio, che
però viene mascherata dall'azione della censura
onirica. Inoltre,
per Freud il desiderio è essenzialmente di natura sessuale,
per cui il sogno esprime sempre un desiderio sessuale, attuale
o pregresso.
La tecnica interpretativa freudiana
risulta così riduttiva,
poiché esclude ogni altro significato e finisce col
riportare tutti i contenuti onirici a manifestazioni sessuali.
Questo è il limite proprio della psicologia freudiana,
incentrata sulla teoria
sessuale della libido.
Un indirizzo risolutivo per
una interpretazione
dei sogni più
aperta, e quindi più efficace per raggiungere la psicologia
del paziente, lo ha dato C.G. Jung, con la sua concezione
di psicologia
del profondo non riduttiva
alla sola sfera sessuale. Il metodo, tecnicamente, è
in parte simile a quello freudiano, poiché anch'esso
utilizza le libere associazioni. Se ne differenzia, invece,
in quanto l'interpretazione si basa anzitutto sull'analisi
del contesto, che
comporta l'esame della struttura drammatica del sogno, la
"storia" che viene raccontata; e inoltre poiché nella
ricerca del significato delle immagini e dei simboli alle
libere associazioni viene affiancata l'amplificazione,
che consiste nella individuazione di similitudini e analogie
tratte dalla vita spirituale dell'umanità intera, ossia
dai miti e dalle leggende dei vari popoli, dalle fiabe, dalla
letteratura.
La ricerca del significato dei
sogni, in questo modo, viene riportata alla dimensione globale
dell'esistenza del sognatore, ai significati che egli vive
interiormente e le esperienze che ha attraversato. La totalità
della psiche viene
così riconosciuta nell'articolazione dei valori e dei
significati, e nella varietà dei sentimenti e delle
emozioni attraversate.
Dice Jung: "
la vera
e propria interpretazione
del sogno, è
di regola un compito arduo. Essa presuppone penetrazione psicologica,
capacità di combinare insieme cose diverse, intuizione,
conoscenza del mondo e degli uomini e soprattutto conoscenze
specifiche che implicano tanto nozioni assai estese quanto
una certa intelligence du coeur. (
) Bisogna respingere
l'interpretazione stereotipa di motivi onirici; gli unici
giustificati sono
significati specifici, deducibili attraverso accurati rilevamenti
contestuali. Anche
chi possiede una grande esperienza in questo settore è
pur sempre costretto a riconoscere la propria ignoranza dinanzi
ad ogni sogno e, rinunciando a tutte le opinioni preconcette,
a predisporsi a un qualcosa di completamente inatteso.(...)
Esistono sogni
di diverso
genere, riconoscibili
nelle fasi dell'interpretazione. La grande parte di essi riguarda
la vita quotidiana del sognatore, con le sue vicende relazionali
e psicologiche. Rispetto a queste vicende il sogno può
essere una rilettura attenta di un episodio o di un evento,
assumendo così un valore radiografico,
e la sua interpretazione consentendoci di precisare meglio
la conoscenza della nostra vita interiore. Ma il sogno può
avere anche una funzione di compensazione,
ossia può costituire un punto di vista che il sognatore
non aveva preso in considerazione nella sua vita cosciente,
permettendoci di arricchire e integrare la nostra posizione
cosciente, speso unilaterale, riguardo una persona o un fatto.
Rarissimi sono i sogni premonitori,
capaci di gettare una luce che arriva fino agli eventi futuri.
Infine, ci sono i sogni archetipici,
o grandi sogni, capaci di una rilettura complessiva del senso
della nostra esistenza o di una sua parte importante, che
ci permettono di aggiungere una bussola agli strumenti che
utilizziamo per orientarci nel cammino della nostra vita,
facilitandoci nel processo evolutivo che vi è intrinseco
e che Jung chiama individuazione.
Leggiamo un passo di Jung in
proposito:
Non tutti i sogni hanno la
stessa importanza. Già i primitivi distinguono tra
piccoli e grandi sogni. Noi diremmo piuttosto sogni insignificanti
e sogni significanti. (...) Ho analizzato molti sogni di questo
tipo e vi ho rintracciato spesso una particolarità
che li distingue da altri sogni. Infatti in questi sogni affiorano
immagini
simboliche che
incontriamo anche nella storia dello spirito umano. E' degno
di nota il fatto che colui che sogna può perfettamente
ignorare l'esistenza di simili paralleli. (
) Essi contengono
cosiddetti motivi mitologici o mitologemi, che io ho definito
col termine di archetipi.
Si intendono con tale termine forme specifiche e nessi figurativi
rintracciabili in forma analoga non soltanto in tutti i tempi
e in tutti i paesi, ma anche nelle fantasie, nelle visioni,
nelle idee illusorie e nei sogni individuali. La loro frequente
presenza in casi individuali, come la loro ubiquità
etnica, dimostra che la psiche umana è soltanto in
parte unica e soggettiva o personale: per l'altra parte invece
è collettiva e oggettiva.
Noi parliamo quindi da un
lato di un inconscio personale, dall'altro di un inconscio
collettivo, il
quale rappresenta in certo modo uno strato più profondo
rispetto all'inconscio personale, più prossimo alla
coscienza. I grandi sogni, ossia i sogni ricchi di significato,
provengono da questo strato più profondo."
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