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Valutazione comparativa della sessualità, mediante questionario, in soggetti sani, con disturbo sessuale primario e con disturbi psichiatrici.

Dott. Luigi Di Giuseppe - Psicologo, Psicoterapeuta
Responsabile Unità Operativa di Riabilitazione Psicologica - Casa di Cura Villa Pini d'Abruzzo - Chieti
Dott.ssa Valentina Dragani - Psicologo, Psicoterapeuta
Assistente Servizio di Psicologia - Casa di Cura Villa Pini d'Abruzzo - Chieti

Relazione presentata al V° Congresso della Società di Psichiatria Abruzzese e Molisana - Vasto (CH)

 

Nel lavoro che quotidianamente viene svolto presso la nostra struttura capita di sovente di dover affrontare, nel corteo sintomatologico presentato da ogni paziente, l'emergere di problematiche sessuali più o meno marcate che tendono a rivestireper il soggetto stesso una notevole importanza, sopratutto in relazione al concetto di normalità-anormalità sessuale di cui ciascuno è portatore.

Stimolati da ciò ci siamo chiesti quale potesse essere, in concreto, questo concetto per ciascuno dei pazienti e se da ciò potesse emergere un dato comune di riferimento che ci permettesse di definire meglio, anche se in modo pur sempre approssimativo, la soglia di compatibilità fra quanto riferito dai isngoli pazienti e la reale consistenza di questi fenomeni.

Abbiamo perciò approntato un Questionario sulla Sessualità, diviso per sessi, che esplorasse i comportamenti specifici dei singoli in relazione alle situazioni di coppia o individuali. Oltre alle caratteristiche demografiche si è cercato, in particolare, di verificare l'età di inizio dei rapporti sessuali, lo loro "quantità" e la loro qualità, la conoscenza dei metodi contraccettivi ed il loro uso (con le relative motivazioni), le problematiche inerenti la masturbazione e la omosessualità, le fantasie erotiche ed infine la presenza "qualitativa" e "quantitativa" di patologie sessuali specifiche.

La premessa dalla quale partivamo era, così come già detto, di trovare un parametro di riferimento generale che potesse permetterci di affrontare con più sicurezza e conoscenzail "normale" dei pazienti, sessuologici o meno, ma alla fine del nostro lavoro, i risultati si sono rivelati essere notevolmente diversi dalle nostre speranze iniziali.

METODOLOGIA

Vi mostro ora una parte, la prima, dei due questionari sulla sessualità maschile e femminile; in questa parte sono state esplorate le caratteristiche demografiche, l’età e le motivazioni del primo rapporto sessuale.

Il primo dei tanti problemi che ci siamo trovati di fronte nella costruzione del Questionario è stato quello di poter ottenere una attendibilità delle risposte da parte dei soggetti, in particolar modo da quelli meno motivati e da quelli più reticenti. la soluzione è consistita nel presentarlo ai pazienti sessuologici come un test di personalità che potesse, nella fse di studioda parte del somministratore, permettere una conoscenza della loro totalità sessuologica; mentre al gruppo di controllo ed ai pazienti psichiatrici è stato presentato come un Questionario necessario per uno studio statistico.

Come è naturale, poi, tutti e tre i gruppi sono stati adeguatamente motivati prima della compilazione. Il risultato ottenuto sembra essere ottimale, in quanto ai controlli statisticieffettuati il range di attendibilità generale risulta alto (R=0.87). E’ necessario comunque sottolineare che sono stati preventivamente scartati dallo studio (e quindi non rientrano nella valutazione di merito) tutti quei questionari, da chiunque compilati, che risultassero evidentemente contraffatti,in quanto contenenti risposte contraddittorie, volgari, provocatorie oppure nei quali la percentuale di risposte date fosse inferiore al 75% del totale.

Dopo questa prima fase abbiamo cercato di identificare, tra tutte le aree esplorabili con il questionario, alcune più specifiche che avessero la capacità di costituire un punto di riferimento per il lavoro clinico quotidiano. Quelle di maggior interesse a nostro avviso sono tre: il rapporto di coppia con i suoi aspetti normali e patologici, la masturbazione ed infine l’omosessualità. Come già detto, si è mantenuta una differenziazionefra maschi e femmine che, data la specificità delle domande presentate, è stata molto utile in fase finale.

In concreto il Questionario sulla Sessualità Maschile è composto da 51 domande mentre quello sulla Sessualità Femminile consiste in 62 domande. La maggioranza di esse , sia nell’uno che nell’altro, prevede una risposta a scelta multipla mentre alcune domande , in particolare quelle sulla conoscenza dei mezzi contraccettivi e sul loro uso, sono a schema lbero. Ancora, alcune domande vanno a puntualizzare argomenti specifici affrontati genericamente in precedenza, mentre altri quesiti prevedono la possibilità di più risposte, così da avere maggiori informazioni in determinati campi particolarmente importanti.

Abbiamo somministrato il Questionario a tre distinti gruppi di soggetti:

a) pazienti con disturbo sessuale che sono giunti alla consultazione con richiesta specifica di soluzione del problema;

b) pazienti affetti da disturbi psichiatrici, con concomitante o meno disturbo sessuale;

c) un gruppo di controllo di soggetti apparentemente sani o che comunque non presentassero patologie psichiatriche in atto o pregresse;

Scelto un periodo campione di un mese si è proceduto con l’inserire nello studio tutti i pazienti con patologia sessualeprimaria che, nello stesso periodo, hanno avanzato richiesta di terapia ambulatoriale specifica presso la nostra struttura e contemporaneamente di concretizzare un campione di egual numero di soggetti con patologia non specifica , sempre seguiti in terapia ambulatoriale, e di soggetti sani.

Nel far ciò si è cercato, naturalmente, di considerare tutti quei parametri di base che mano a mano emergevano dalla somministrazione dei Questionari ai pazienti sessuologici, in modo da rendere massimamente omogenei i tre campioni ed in particolare si è tenuto conto dell’età, della scolarità e della attività lavorativa svolta dai soggetti.

Sono stati distribuiti, in totale, 320 Questionari , ne sono stati effettivamente compilati 254 e fra questi ne abbiamo preventivamente scartati 27, soprattutto nel gruppo di controllo, perchè palesemente inattendibili. Quindi, in totale, il campione su cui è stata svolta la ricerca è composto da 227 soggetti di cui 102 maschi e 125 femmine, a loro volta suddivisi in 71 pazienti con disturbo sessuale primario (32 maschi e 39 femmine), 68 pazienti con disturbo psichiatrico (31 maschi e 37 femmine) e 88 soggetti sani (39 maschi e 49 femmine).

RISULTATI

Vediamo ora in dettaglio i parametri di base rilevati. L’età media dei soggetti è risultata essere di 33 anni con un minimo di 16 anni (maschio sessuologico) ed un massimo di 59 anni (maschio del gruppo di controllo). Non sono state rilevate differenze significative fra l’età media dei vari campioni nè fra maschi e femmine. Per quanto riguarda la scolarità, il campione presenta delle leggere discordanze tra sessuologici e psichiatrici, mentre risulta essere omogeneo il gruppo di controllo.

Concretamente il grado di istruzione dei pazienti sessuologici si mostra più alto (diploma di secondo grado) rispetto ai pazienti psichiatrici (diploma di primo grado).

Ugualmente abbiamo ricercato una marcata correlazione tra i gruppi per quanto riguarda l’attività lavorativa e e per lo Stato Civile. La maggioranza dei soggetti dei tre campioni svolge una attività dipendente (impiegato, operaio) mentre il rapporto tra coniugati e single (omogeneo peraltro fra i gruppi) è di 2:1 ed è presente una esigua minoranza di separati e conviventi.

Conclusa questa parte iniziale, sulla quale si è esercitata il nostro controllo preventivo di omogeneità, cerchiamo ora di vedere i risultati ottenuti tenendo comunque conto della preliminarietà di quanto stiamo esponendo e rimandando ad una successiva e più completa relazione i dati definitivi.

Il dato che emerge subito è "l’età tarda" del primo rapporto sessuale (media totale 20; min.14/max 30) omogenea fra maschi e femmine e, qui la prima sorpresa, anche fra gruppi esaminati: la differenza fra sessuologici, psichiatrici e controllo è statisticamente non significativa. Andando avanti nel controllo delle risposte abbiamo invece verificato una diversità per quanto riguarda le modalità di esplicitazione e le motivazioni del primo rapporto. La maggioranza dei maschi, senza differenze fra i gruppi, ha iniziato a vivere la propria sessualità spinta dal "desiderio sessuale" mentre le femmine, anche qui senza differenze fra i gruppi, si sono divise fra le risposte "perchè lo desideravo sessualmente" e "perchè lo amavo", assegnando scarso rilievo ai desideri del partner; infatti "per insistenza del partner" è stata scelta solo da pochi soggetti (5% del campione), manifestando così una marcata autonomia di scelta.

Per quanto riguarda invece il partner con il quale si è avuto il primo rapporto, la quasi totalità delle donne ha scelto il fidanzato o il marito mentre gli uomini si sono divisi fra la fidanzata, una partner occasionale o una prostituta. Quest’ultima risposta ha avuto una notevole preponderanza nei gruppi di pazienti psichiatrici e nel gruppo di controllo, mentre i pazienti sessuologici hanno in maggioranza scelto la partner del momento (fidanzata o amica).

Proseguendo nell’esame dei questionari possiamo raggruppare in una unica analisi, perlomeno per ora, tutte quelle domande che si occupano della gradevolezza del rapporto stesso e del rispetto reciproco fra i partner.

In relazione alla frequenza del rapporto sessuale la maggioranza dei soggetti, senza differenze fra maschi e femmine, nè fra adulti, risponde con "una volta alla settimana", e si dichiara altresì appagata, non desiderando diversamente. Sia gli uomini che le donne si considerano soddisfatti dell’attenzione e del rispetto da parte del o della partner e sentono di riuscire ad esprimere sufficientemente le proprie esigenze e di vederle contemporaneamente rispettate.

La richiesta del rapporto è spesso reciproca ed i meccanismi di comunicazione all’interno della coppia appaiono estremamente accettabili. I cosiddetti "preliminari" sono praticati dalla maggioranza dei soggetti, così come il rapporto orale e la masturbazione reciproca.

Passando invece allo specifico della patologia sessuale, con l’esame di quei comportamenti che potrebbero impedire la corretta e piacevole esplicitazione del rapporto, ci siamo trovati di fronte a dei dati particolarmente complessi e che certo meritano una analisi più completa ed approfondita della presente.

Infatti, come si può notare dai diagrammi, il Questionario appare certamente discriminante tra i gruppi per quanto riguarda la patologia sessuale: esistono delle differenze statisticamente significative fra il gruppo dei sessuologici e gli altri due gruppi, soprattutto per quanto riguarda la frequenza del sintomo. Ma se poteva essere naturale aspettarsi l’esplicitazione di un disagio nei gruppi sessuologici e psichiatrici, sia maschi che femmine , diventa francamente difficile comprendere come quasi il 70% dei maschi ed il 40% delle donne compresi nei gruppi di controllo rsponda in maniera positiva alle domande che indagano sulle patologie sessuali e che accusi, in maniera più o meno marcata , difficoltà erettive, eiaculazione veloce, anorgasmia, vaginismo ed altro. Ciò potrebbe indicare una estrema reticenza alla comunicazione chiara ed esplicita del proprio disagio sessuale con la preferenza ad affidarsi ad un mezzo impersonale ed anonimo come il nostro Questionario oppure la non percezione del disagio sessuale come "sintomo" e quindi la ipotetica non necessità di un intervento terapeutico atto a ristabilire una naturale fruibilità della propria vita sessuale.

Il Questionario ha poi cercato di conoscere l’atteggiamento dei soggetti rispetto alla masturbazione ed alle fantasie erotiche e, come era prevedibile, è emersa una marcata differenziazione fra maschi e femmine nei riguardi della pratica dell’autoerotismo e della relativa considerazione ("sostitutiva del rapporto sessuale") per gli uomini; "consolatoria" per le donne. I gruppi femminili nella schiacciante maggioranza e senza differenze significative fra di loro, rispondono di non masturbarsi, mentre la maggior parte degli uomini dice di farlo "una volta al mese" o "una volta alla settimana"con fantasie erotiche che vengono definite "vagamente perverse" o "brutalmente volgari".

Altro punto scandagliato dal Questiario è stato quello relative alle problematiche omosessuali, nella doppia veste di desiderio e di realtà. la percentuale di coloro, maschi o femmine, che hanno dichiarato la possibilità di un’incontro omosessuale è stata del 9%, mentre quelli che hanno ammesso un tale comportamento sono appena il 3% , la maggioranza dei quali maschi, senza differenziazioni significative fra i soggetti sessuologici, gli psichiatrici ed i gruppi di controllo.

L’ultima serie di quesiti sollevati dal nostro questionario era relativa alla contraccezione, ed in particolar modo era volta ad evidenziare quali sono i metodi anticoncezionali più conosciuti e quali quelli più usati, con le relative motivazioni ed i criteri di scelta . Abbiamo dovuto constatare che al riguardo esistono molte contraddizioni e condizionamenti,sia sociali che personali e che il grado culturale dei soggetti difficilmente interviene nella scelta di un metodo contraccettivo piuttosto che un’altro. Essa sembra essere maggiormente guidata dalla abitudine e dalla facilità d’uso più che da una reale conoscenza, e quindi dalla conseguente valutazione dei pro e dei contro, delle varie metodiche.

In ogni caso esistono marcate differenze fra i gruppi sottoposti all’indagine ; infatti i pazienti sessuologici sono i più informati ed anche i più attenti nell’uso di un metodo piuttosto che un altro, mentre i pazienti psichiatrici tendono a manifestare scarsa considerazione per il problema. Una ulteriore differenziazione deve essere effettuata fra maschi e femmine , con le ultime certamente più coscienti della problematica specifica e quindi più attente ad un corretto uso contraccettivo . In ogni caso la schiacciante maggioranza dei soggetti conosce più di una metodica , considerando sia quelle naturali che quelle meccaniche o farmacologiche e dividendosi equamente fra l’uso della pillola e quello del profilattico , senza differenze di sesso o fra un gruppo e l’altro e, a conclusione, bisogna dire che nel 95% dei casi la scelta viene effettuata da entrambi i partner.

 

CONCLUSIONI

Ribadendo la provvisorietà di quanto enunciato finora e la relativa necessità di ulteriore approfondimento, dobbiamo concludere che il risultato che più ci ha colpito nell’analisi delle risposte del questionario è stata la sostanziale omogeneità fra i tre gruppi sottoposti all’indagine.

In particolare ci saremo aspettati differenze sostanziali nella esplicitazione della propria vita sessuale fra i pazienti sessuologici ed il gruppo di controllo, con una maggiore capacità da parte di quest’ultimo (vale la pena di ricordarlo : soggetti apparentemente sani ) di trarre dai propri rapporti intimi piacere e soddisfazione. Ci siamo trovati, invece , davanti ad una realtà marcatamente diversa , dove era difficile distinguere, a volte, il questionario di un paziente in psicoterapia sessuale da quello di un soggetto "sano" che volontariamente si era sottoposto ad una indagine conoscitiva della sua sessualità.

Ciò, oltre a tutto quello precedentemente esposto, ci fa pensare che intorno al sesso ed alla sessualità vivano e prosperino ancora miti e leggende difficilissimi da sfatare per cui, per un individuo, sia ancora adesso particolarmente complesso parlare delle proprie difficoltà sessuali ed invece sia molto più facile conviverci, male ma in silenzio e senza perdere la faccia, piuttosto che rivolgersi ad un sessuologo che possa aiutarlo a vivere in maniera più consona il rapporto con se stesso e con il proprio partner.


 

 
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