Torna alla home
Consulenza gratuita
Le risposte dell'Esperto
Lo sguardo di Salvacuori
Per saperne di più
Il fatto del giorno
Gli speciali
Le Interviste di Psiconline
Libri e Riviste News
Le News
Problemi della professione
Ricerche & Contributi
Riviste News
Le Tesi di Laurea in Psicologia
I disturbi alimentari
La psicologia infantile
La psicologia del lavoro
Benessere e salute
Psicologia e Borsa
I test psicologici
Registro degli Ospiti
Forum
Recensioni
Sezioni speciali
Links utili
Le cartoline di Psiconline
Area download
Segnala Psiconline ad un amico
Top 10
Le News Letters
Le Parole per Dirlo

Username

Password



Perchè tutti si iscrivono a Facebook?

Per incontrare vecchi amici
Perchè è il fenomeno del momento
Per combattere la solitudine
E' divertente
Per conoscere nuova gente
Per essere sempre informato sui miei interessi

Sondaggi Precedenti

Voti: 1967 | commenti: 3




In questo momento ci sono 24 ospiti e 0 utenti registrati sul sito.

Al momento non sei registrato. Puoi farlo cliccando qui









OMAR

Presentazione del Libro “Omar” di Pasquetta Basciu
Ediz. Aedo

Recensione di Luisa Gasperini, psicologa presso i Servizi Sociali del Comune di Cagliari.

Sono stata chiamata alla lettura ed alla presentazione di questo libro autobiografico come psicologa esperta in materia di adozioni. Mio compito sarà quello di evidenziare una delle diverse chiavi di lettura di questo lavoro nel percorso dell’autrice verso la ricerca di sé, della propria identità e della nascita dei propri contenuti genitoriali materni.

Questo libro, le cui pagine sembrano elettivamente destinate soprattutto ad un pubblico che guarda all’adozione, è scritto in uno stile di respiro poetico e crea nel lettore un’emozione lirica che evoca immagini magiche, aiutandolo, come nel viaggio in Africa del primo capitolo, a salpare, distaccandosi dalla propria terra, dalle convenzioni,  dal disagio freudiano della civiltà occidentale, per condurlo, attraverso percorsi interni e della mente, ad una coscienza etica dove calma e semplicità ti convertono all’utilità essenziale della vita, alla solidarietà verso l’altro, ad amare e a donarti.

      Il viaggio in Africa, nasce con motivazioni umanitarie e viene affrontato insieme ad altri sei studenti, dei quali ognuno rappresenta anche l’aspetto dell’altro attraverso un personale, rigido copione che viene, da ciascuno, via via abbandonato lasciando sempre più spazio alla spontaneità, alla curiosità ed alla conoscenza. Il viaggio diventa percorso esplorativo verso un arcaico e lontano paese dell’anima, fatto di suggestioni archetipiche, dove luci ed ombre si alternano ad emozioni e sentimenti, fino ad allora mai percepiti, che si confrontano con la sofferenza, col diverso, con l’imprevedibile, nel superamento di paure, incertezze, luoghi comuni, per comprendere in solitudine la propria essenza. Il tragitto mette in luce anche gli aspetti dell’autoriflessione e della meditazione religiosa, attivate dal silenzio e dalle notti stellate, in un lento scandire del tempo e in una natura dai forti contrasti, ancora quasi incontaminata.

      È proprio attraverso questo confrontarsi con profumi, musicalità, disorientante spiritualità africana che emergono nell’autrice femminilità e consapevolezza profonda del proprio Io. Nell’incontro con Omar, bimbetto dai grandi occhi, adultizzato dall’abbandono e dalla necessità di sopravvivenza, poiché figlio di una madre sorda che si è persa al suo ruolo, cancellandolo dalla memoria, la protagonista vede nascere in sè il desiderio di maternità. La strada del ritorno la restituisce alla sua terra, alla sua realtà, profondamente cresciuta e trasformata.

      Nel secondo capitolo, “Il Campidano”, attraverso la compiuta esperienza del viaggio, vissuto quasi come una psicoanalisi individuale e di gruppo propedeutica alla vita, la cui conclusione per la donna è sempre ritorno alla madre, sia in senso simbolico, che specifico, ritroviamo la protagonista, giovane donna ormai laureata, coniugata e in carriera. Racconta il suo incontro - imprinting con Nilde Iotti, della sua ascesa-discesa negli Inferi della politica, mossa dal desiderio di impegnarsi contribuendo alla costituzione di una costruzione teorica adeguata ai tempi e appropriata agli ideali femminili, all’interno del mondo politico sardo.

In questa fase della sua vita la complessità dolorosa di un divenire politico sociale, la consapevolezza del conflitto interno tra razionalità e spiritualità che la estranea da sé attraverso un ruolo prestabilito e imposto, il gravoso impegno politico da cui solo a tratti riesce a riemergere, diventano un labirinto del quale non riesce a trovare l’uscita. Il rimpianto di un’identità umana abbandonata, il bisogno di ritrovare la suggestione unificante che amalgama passato e presente, luoghi e persone, rumori ed atmosfere, fanno sì che la protagonista scelga all’ultimo istante, in alternativa alla rincorsa candidatura politica, di ripercorrere le tappe del viaggio in Africa, su proposta di Leo, marito desideroso di recuperare il vissuto giovanile della partner.

Al termine di questa nuova rivisitazione la protagonista realizza che, a distanza di dieci anni e nel divenire inesorabile del tempo sia l’Africa, che lei sono cambiate, che il passato è irripetibile e non può essere rivisitato, se non attraverso la lettura e l’elaborazione dell’esperienza vissuta. Per citare l’autrice, solo i bambini rimanevano “pestiferi, ricciolosi, scuri, coi denti bianchissimi e gli occhi enormi e mi venne che, forse…… un figlio lo avrei voluto solo così”.

“Omar” è il titolo del terzo capitolo e Omar diviene sintesi culturale ed umana tra oriente ed occidente, il fiume del divenire che annulla le distanze e gli opposti.

 La fantasia sul bambino idealizzato e immaginario crea nella protagonista la consapevolezza ed il riconoscimento di avere maturato in sé lo spazio emozionale per un bambino reale, figlio che diventa vissuto condiviso col partner.

I coniugi, con la domanda di adozione al Tribunale dei Minori, formalizzano il loro progetto.

Lo scenario del terzo capitolo è quello di una Cagliari assolata e canicolare dove tutto si svolge nel tragitto verso il Tribunale, dove la motivazione adottiva è sostenuta dal miraggio di Omar che riappare a Monte Claro nei pressi del laghetto con le oche.

La gravidanza biologica diviene gestazione mentale; l’indagine e la verifica del proprio percorso di vita e delle proprie emozioni sono affidate ad operatori sociali e della mente che devono osservare, ipotizzare e diagnosticare capacità degli attori ad accogliere, amare, educare un eventuale figlio. Gli operatori incalzano e indagano nei coniugi, in un esame sofferto e interminabile, storie individuali e di coppia che sono alla base dell’identità genitoriale, alla ricerca di eventuali disagi o malattie, fisiche o psichiche, tipo di comunicazione, rapporti e dinamiche familiari e sociali, storia della coppia, della sua sterilità o infertilità biologica e conseguente ferita narcisistica, elaborazione del lutto per la mancata procreazione e per il fallimento del progetto di famiglia, eventuale sostituzione del figlio mancato con quello adottato o, comunque, quanto ciò abbia inciso nella scelta adottiva (che è accettazione dell’identità affettiva ed etnica dell’adottando), capacità di tolleranza della coppia alla frustrazione, consapevolezza del desiderio ed esame di realtà, livello di accettazione dell’handicap, capacità d’identificazione con l’altro che dà la misura di quanto la coppia sia in grado di accettare ed accoglier in sé il fantasma dei genitori biologici dell’ipotetico figlio che verrà così aiutato ad integrare meglio le sue origini e ad interiorizzare positivamente il suo essere figlio adottivo.

 Ad idoneità ottenuta e in seguito ad un lungo travaglio psicologico, “l’incontro – nascita” tra coppia e bambino si realizza a Monte Claro con la consegna di Omar, evento che consente la reale partenza per un viaggio di vita di una “famiglia interetnica”.

Scritto il: 27 3 2002
Autore: Luisa Gasperini
Punteggio:
Letture: 17597





[ Torna all'indice delle recensioni ]

 

All contents copyright© 1999, 2006 Psiconline® s.r.l. - P.IVA 01925060699
Tutti i diritti riservati. E' vietata la riproduzione,stampa e/o diffusione in qualsiasi forma del testo e/o delle immagini senza il permesso scritto di Psiconline® srl
All Rights Reserved. No material may be reproduced electronically or in print without written permission from Psiconline® srl- Italy
Si prega di leggere accuratamente le NOTE LEGALI prima di utilizzare il sito