Vorrei
vivere
.ma ho paura
(a cura della
Dott.ssa Marilisa Patini)
Ci sono tante esperienze
che avremmo voluto vivere ma che non siamo riusciti a
mettere in cantiere. Perché ad un certo punto
qualcosa ci ha bloccato. Cos'era? Un sentimento che molti
definiscono paura. E' una sensazione che ci paralizza e
che si trasforma in panico a volte. La viviamo come un
fastidioso intralcio che non ci consente di fare le
scelte che vorremmo.Paura delle situazioni nuove, paura
degli altri, paura di aver paura.
Ma soprattutto paura dei
cambiamenti, di progettare qualcosa che vada oltre il
già sperimentato.Anche se a volte la tentazione
sarebbe forte.Chi non ha pensato, almeno una volta, di
cambiare vita per esempio?.Lavoro, partner,città o
addirittura nazione:cancellare tutto quello che è
stato e ricominciare, uscire dal personaggio che si
è recitato finora ed entrare in uno nuovo.
Indossare nuovi panni, come fanno gli attori. Non
c'è cena tra amici" sostiene ironicamente Antonio
D'Orrico nel suo libro "Cambiare Vita " Editore Mondadori
"che non finisca , come in un giallo di Nero Wolfe, con
tutti i convitati riuniti in un salotto a recriminare
contro la vita di ogni giorno e a sognarne
un'altra."
"La fuga viene studiata
nei minimi dettagli. Si consultano i complici , si
preparano i nascondigli, si annodano le lenzuola mentali
con cui calarsi dalla finestra dell'ufficio. Ma poi sul
più bello l'evasione fallisce, trionfa la solita
prudenza , quel maledetto buon senso che ci tiene
ancorati al posto di lavoro."
Ma senza andare a
considerare le grandi rivoluzioni esistenziali anche i
piccoli cambiamenti fanno paura. Ma quali radici ha
questo sentimento?Alcune sono individuali altre
collettive.
Adesso a scatenarla ci si
mettono a mio avviso anche i mass media.Le varie reti
sembra si siano accordate per spaventarci .Le notizie dei
telegiornali hanno tutte toni allarmanti Allarme scuola,
allarme maltempo, allarme alluvioni, allarme
sanità, allarme scioperi.E poi ci sono le notizie
di telecronaca nera.Una turba di mostri
metropolitani:pedofili, malavitosi, strangolatori di
vecchiette entra nelle nostre case attraverso il video e
turba i nostri sogni.Come si può stare tranquilli
e non essere in preda al terrore.C'è poi la paura
di sfigurare, del parere di mamma e papà, di
deludere i parenti e gli amici operando dei
cambiamenti.Sembra difficile progettare qualcosa che esca
dagli angusti limiti che l'ambiente pone al nostro spazio
di vita.
Ma le motivazioni della
paura sono soprattutto psicologiche.Cos'è quindi
la paura.?Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Vera Croci,
psicologa cognitivista.
"La paura è un
istinto naturale che accomuna la specie umana a quella
animale. Un campanello d'allarme che suona di fronte a un
pericolo. Mette in moto l'adrenalina e mobilita tutte le
energie dell'individuo per evitare una situazione
negativa.Consente a una preda di sfuggire al predatore,
ad esempio.Guai se non ci fosse, quindi.Alcuni cercano
deliberatamente le situazioni a rischio perché
l'adrenalina in circolo provoca una piacevole sensazione
di vigore."
Quando invece si
trasforma in una sensazione angosciante?
"Diventa patologica
quando è immotivata. Allorchè scatta senza
che ci sia una reale situazione di pericolo a scatenarla.
Non è il leone che ci assale, non è il
terremoto che ci spaventa ma è una situazione
d'ansia le cui motivazioni sono perlopiù
inconscie."
Può invaderci
quando tentiamo qualcosa di nuovo?
"Si,allora diventa "paura
di vivere". Vivere è conoscere esplorare, provare
emozioni.Per qualcuno la paura limita queste esperienze
per timore di morire, di impazzire o di provare
sensazioni che possono sembrare insopportabili. Allora la
paura perde la sua funzione originaria che abbiamo detto
di proteggere l'esistenza. Anzi tende ad annullarla. Chi
ne è afflitto , pensando di poter evitare quelle
sensazioni di ansia inaccettabili, si rifugia in
situazioni che a lui sembrano protettive e rassicuranti.
Ma in tal modo finisce per non vivere. "
Non tutti però
sono terrorizzati dalle stesse vicende.Come
mai?
" Dipende dal significato
che ognuno dà agli eventi che gli succedono. Ci
sono situazioni in cui solo alcune persone vengono prese
da attacchi di panico : i luoghi aperti o le code nei
supermercati. Mentre sappiamo che la maggior parte della
gente vive queste circostanze con la più assoluta
sicurezza."
Alla base di ciò
ci sono false credenze e una scarsa autostima. "Una mia
paziente si era messa in testa( o meglio l'educazione che
aveva ricevuto l'aveva spinta a credere) che fosse
doveroso sforzarsi di piacere a tutti o almeno alla
maggior parte delle persone che frequentava.Per questo
non poteva sopportare le situazioni in cui veniva messa
alla prova questa convinzione, come parlare in pubblico,
ad esempio.L'ansia di piacere le faceva evitare il
rapporto con gli altri.Aveva talmente paura di non essere
all'altezza del giudizio altrui da rinchiudersi sempre
più in se stessa."
Come uscire dal tunnel
delle paure?
"Noi cognitivisti
proponiamo un tentativo di correzione di certe percezioni
distorte della realtà.Un modo alternativo di
pensare che sia più funzionale. Che poi si traduce
in un modo di essere al mondo meno scompensato e quindi
meno infelice."
Come operate questa
correzione?
" La maggior parte del
lavoro che facciamo consiste nello smantellare certe
convinzioni errate e certi schemi fissi di ragionamento
che hanno radici profonde che affondano
nell'infanzia."
" E' lì che si
impara come leggere la realtà.Dall'attaccamento
più o meno ansioso che da bambini avevamo con la
persona per noi più significativa, la mamma quasi
sempre.Dal modo in cui premiava o puniva i nostri
tentativi di esplorare il mondo. Se ce lo mostrava come
rassicurante o come insidioso e pieno di pericoli. Chi ha
avuto una genitrice che a ogni passo ripeteva " stai
attento, ti farai male, non farlo, è pericoloso, o
peggio puoi morire, ti verrà una malattia, l'orco
ti mangerà" ha più probabilità di
diventare da adulto impaurito e ansioso. "