DAL
RESPIRO ALLE IMMAGINI; IL BENESSERE E LA PREVENZIONE A
OCCHI CHIUSI
Dott. Mario
Bianchini
Psicologo,
Psicoterapeuta - Rimini
Di fronte ad un disagio
per il quale una persona può rivolgersi ad un
Psicologo, talvolta banale, talaltra più specifico
ed importante, mi capita sempre più frequentemente
di rilevare quanto centrali e significative siano alcune
"immagini" che il linguaggio (verbale o non
verbale) fa emergere. La letteratura è sempre
stata il luogo privilegiato e quasi esclusivo di
pertinenza di questi "fenomeni" dell'esistenza
individuale e collettiva; basterà pensare ad un
romanzo o ad una poesia per rendersi conto
di quanto questa affermazione sia vera. Ma oggi la
Psicologia ne sta scoprendo anche la grande rilevanza
"energetica", per così dire, la
centralità nell'orientare non solo le risposte, i
comportamenti, l'emotività degli individui, ma
anche la loro capacità di trovare nel corpo, nelle
reazioni fisiologiche anche più profonde una
presenza prima insospettata e insospettabile. Se
così non fosse non si capirebbero fenomeni come
la vergogna, l'imbarazzo ed altri ancora in
cui la parola riesce a suscitare una risposta
dell'organismo reale, misurabile, "oggettiva".
Perché mai, se così non fosse, una battuta
infelice o una "gaffe" dovrebbero far arrossare la mia
pelle? Per non dire della paura che fa "rizzare i
capelli" (cosa che accade realmente
) o "accapponare
la pelle". E, d'altra parte, ormai la Psicologia e la
Medicina sono sempre più d'accordo nel ritenere
profondamente legati l'un l'altro due processi
così apparentemente "lontani" come il mondo delle
emozioni ed il sistema immunitario, tanto
implicato in gran parte delle nostre patologie da
"stress".
Ma dove abitano queste
immagini, dove possiamo ritrovarle, farne esperienza ed
eventualmente poterle modificare? Secondo il mio parere
il grande uso che oggi si fa di metodiche di Rilassamento
dovrebbe aiutarci proprio in questa ricerca. Se da un
lato è importante ritrovare modelli corretti di
respirazione e di allentamento delle tensioni
muscolari, mi sembra altrettanto vitale, ad occhi
chiusi, ricontattare il mondo delle immagini che in
questa condizione tornano a presentarsi. Un mondo che
oggi appare via via esiliato da un "giorno" che si
estende sempre di più, fino ad occupare anche
quelle ore un tempo dedicate all'apparizione di fate,
mostri, paesaggi sconosciuti e meravigliosi, soprattutto
nel sogno. Quell'oscurità popolata di
immagini fantastiche che le favole hanno a lungo
testimoniato hanno oggi un peso sempre maggiore nella
possibilità di ritrovare un corretto equilibrio
tra mente e corpo. Questo mondo fiabico ci parla ogni
giorno quando ci sentiamo "come leoni", oppure quando
sentiamo di essere arrivati al "settimo cielo".
Già C.G.Jung, forse il più
importante Psicanalista dell'epoca successiva a
S.Freud, aveva riportato alla luce l'importanza
dei simboli che ciascun essere umano ospita in
sé, delle immagini sulla cui base vive le proprie
emozioni e si racconta. Nei decenni a seguire è
stato un fiorire di ricerche che ne hanno corroborato le
intuizioni, fino all'evidenza empirica di come alcune
situazioni di disagio psicofisico (talvolta anche
pesanti) abbiano in alcune di queste immagini il loro
nucleo, il loro nocciolo problematico. Così oggi
conosciamo la "psicologia del prigioniero" di
molte condizioni allergiche, o quella delle
condizioni asmatiche, così condizionate da
immagini di "abbandono e separazione" negate o
rifiutate, mai elaborate. Chiudendo gli occhi, orientando
la mente verso una condizione di quiete e
tranquillità è possibile riprendere
contatto con queste immagini che ci abitano, spesso
inconsapevolmente e contro le quali portiamo avanti
estenuanti lotte; da una parte le nostre immagini
profonde, dall'altra quelle generate da come gli altri ci
vorrebbero o ci vedono. Immagini che sgorgano più
facilmente se cominciamo a concentrarci sul ritmo del
respiro. Come ricorda James Hillman, uno dei
più autorevoli prosecutori del lavoro di
Jung, è in questi giochi di immagini
contrapposte che si svolge la lotta tra "ciò
che è" e "ciò che vorremmo che
fosse"; quelli che chiama i nostri "epiteti" (
Il Negoziante, L'Amante, L'Artificiere ecc.) sono spesso
una parte di noi che porta con sé abilità,
capacità, talenti, risorse ed energie che
ignoriamo e che ostacoliamo semplicemente per aderire a
ciò che altri da noi vorrebbero. Il Rilassamento
permette sopattutto questo; incontrare quello
"scavezzacollo" , quel "bastian contrario"
oppure quel "leone" che ci abitano da sempre e che
possono raccontarci cos'è che veramente conta per
il nostro benessere.
Ad un saggio cinese, una
volta, un uomo infelice chiese cosa potesse fare per
risolvere la propria condizione. Il saggio rispose
"Non è infelicità, è solo che
stai guardando dalla parte sbagliata!"