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Due anni di esperienza di counseling on line

on . Postato in Formazione | Letto 674 volte

Dott.ssa Mirella Tavernise - Psicologo, psicoterapeuta - Roma

 

La mia esperienza di counseling on line è cominciata solo per curiosità e con un pizzico di scetticismo sull'efficacia di una comunicazione così diversa da quella su cui poggia la mia pratica professionale.

Pensavo che uno strumento freddo e impersonale, e la possibilità di avere un contatto con persone che chiedono di essere capite, fossero due opposti inconciliabili. Ritenevo che la mancanza di tutte le informazioni non verbali che si attingono da un incontro reale, lo sguardo, il modo di stare seduti, la mimica, rendesse superficiale qualsiasi tipo d'approccio. Mi sono dovuta ricredere. Quando mi sono trovata davanti alla prima domanda sul monitor, ho avuto la sensazione che si attivassero meccanismi diversi nella mia percezione.
Mi sono resa conto che la persona che scrive una e- mail chiedendo aiuto, concentra nella sua richiesta una carica di dolore, di rabbia, d'insoddisfazione, formula una domanda vera perché vuole una risposta che sia vera. E' una richiesta senza maschera, di chi, protetto dal mezzo di comunicazione utilizzato, non si preoccupa di schermarsi, non ha bisogno di difendersi, non deve catturare un giudizio positivo da parte dell'altro, né evitare un giudizio negativo, perché l'altro in realtà non esiste, è un'idea, una professionalità a disposizione.

La domanda è un concentrato di qualcosa d'importante, di reale e d'urgente in quel momento. Questo si coglie, in modo particolare nelle domande, e sono le più numerose, di chi per la prima volta decide di "confessare"un suo problema.

Un esempio significativo è quello di un ragazzo di 19 anni che dice, raccontando le sue difficoltà: " NON HO IL CORAGGIO DI DIRLO A NESSUNO, RIESCO CON LA FAMIGLIA E GLI AMICI A NASCONDERLO" e ancora: " SONO DISPERATO, VOGLIO ASSOLUTAMENTE RISOLVERE QUESTO PROBLEMA, SO CHE DOVREI ANDARE DA QUALCHE SPECIALISTA PER FARMI CURARE, MA NON HO IL CORAGGIO DI AMMETTERLO, AIUTATEMI.

Sono davvero tanti i messaggi di questo tipo, in cui la persona ha bisogno di essere rassicurata sulle possibilità di guarigione, informata sul significato e l'essenza della psicoterapia, perché nonostante la strada già percorsa, lo studio dello psicoterapeuta, per molti, è l'approdo di chi "non è a posto con la testa".

La domanda on line è l'opportunità di compiere il primo passo che rompe il silenzio e la paura e apre la via al superamento del problema. E' un contatto importante, da non sottovalutare, ed è vera comunicazione, sia da una parte sia dall'altra. Quando la domanda arriva a noi terapeuti, se ci concentriamo ed entriamo nel mondo che essa ci propone, possiamo sentire la carica che contiene, e, il fatto di non esistere per l'altro, come volto, come identità precisa, e che anche l'altro non esista per noi, in qualche modo acuisce un certo tipo di attenzione che è quella dell'intuizione. Si coglie qualcosa che va al di là delle poche informazioni che vengono date. Le parole sono scelte in modo da rendere chiara la problematica di fondo di chi scrive, o, al contrario, esprimono la confusione di contraddizioni apparentemente inconciliabili, in ogni caso parlano del loro autore in modo preciso e rappresentano lo spunto per offrire un supporto con un valore professionale.


Un altro aspetto che considero interessante è legato alla visibilità on line delle domande e delle risposte, soprattutto delle domande attraverso le quali, chi si connette, a volte per caso, navigando, scopre le debolezze degli altri, scopre il disagio, le difficoltà.

Nella vita di tutti i giorni raramente esiste uno scambio vero, si scambiano forza, successi veri o presunti, sicurezze, al più si dice vagamente "sto in crisi", ma nessuno di noi dice "come mi sento vinto, debole, inadeguato".

Leggere domande che parlano di aspetti che, nel quotidiano, vivono nell'ombra, stimola il desiderio di esprimere i propri contenuti inaccettabili, con conseguenze, spesso, importanti per il benessere e l'evoluzione della persona.

Tutto questo rappresenta l'opportunità di portare la psicologia "in piazza", con tutta la professionalità che un sito come psiconline mantiene, e consente a noi di mantenere, renderla emozionalmente accessibile a tutti quelli che, forse, non verrebbero mai a cercare chi, come me, si occupa di problemi dell'anima, per paura, per mancanza d'informazione.

Un ulteriore punto che vorrei rilevare è quello dell'importanza terapeutica che ha il fatto stesso che la persona scrivendo, racconti di sé e, nel tentativo di spiegare i suoi problemi ad un interlocutore invisibile, attui in realtà un diverso contatto con se stessa. Quello stesso interrogativo che sta ponendo allo specialista che gli risponderà, lo sta ponendo ad una parte di sé, e questo può rappresentare l'avvio di un processo di autoguarigione.

Sono tanti i motivi per proseguire e migliorare nell'utilizzo di uno strumento che offre ampie possibilità, siamo solo all'inizio , la consulenza on line è una finestra aperta sia da una parte sia dall'altra, un panorama nuovo per noi e un panorama nuovo per chi si affaccia perché ha bisogno di vedere nuove possibilità e nuovi orizzonti.

Tante volte qualcuno scrive ringraziando per una risposta che ha favorito la possibilità di un nuovo punto di osservazione dei propri problemi, sono conferme che l'invito al cambiamento è stato accettato, che la comunicazione è avvenuta.

Di qui alla terapia on line il passo è breve?

Forse, ma dovrà essere una terapia ad hoc, nuova, diversa, una terapia adatta per Internet.

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