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Buoni consigli per l'esame di Stato per psicologi

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on . Postato in Esame di Stato (Eds) | Letto 1147 volte

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L'ansia cresce? E' più che normale. Essere giudicati non è piacevole per nessuno. In questa sezione troverete alcuni pratici consigli per affrontare meglio le prove. Vi aggiorneremo continuamente per aiutarvi il più possibile.

Per ogni prova, la cosa importante da tenere in mente é: Non siete ancora degli PSICOLOGI! Qualsiasi vostra affermazione o concetto non deve essere formulato con certezza, ma sempre come "credo, forse, ipotizzo" e simili. Tutto quello che scrivete deve essere dimostrabile e spiegato, quindi non "sparate" teorie o altro di cui non avete certezza di argomentare in maniera scientifica. Utilizzate la semplicità, la chiarezza e la precisione.

Potrebbe essere ovvio, ma a volte può passare in secondo piano, il segreto per riuscire a passare l'Esame di Stato è: studiare..studiare..studiare, e sopratutto, tutto ciò che studiate non memorizzarlo in maniera passiva, ma cercate di riflettere su ciò che leggete, abituatevi a far "vivere" i casi, le applicazioni e i progetti che fate, come se doveste realmente realizzare quello che pensate, altrimenti rimangono concetti astratti, fate in modo che i concetti prendino vita, anche perchè state svolgendo un esame, il quale vi aprirà le porte alla professione.

La prima prova verte su un argomento teorico-generale o metodologico di Psicologia Generale, Psicologia dello Sviluppo oppure Psicologia Sociale. Analizzate bene ciò che vi si chiede nella traccia, prendendovi anche un pò di tempo per pensare, e sopratutto per farvi passare l'ansia. Rispondete in maniera coerente alla traccia, evitate assolutamente di scrivere qualcosa di diverso, rispetto a ciò che vi si chiede, in quanto è ritenuto un errore gravissimo. Attenzione a non rispondere in maniera ideologica, se siete di un certo tipo di orientamento, evitate di scrivere giudizi o valutazioni, non è la sede giusta per esprimerli. Siate neutrali e professionali!

N.B.: Attenzione, la seconda prova, in alcune Università, risulta essere il caso clinico. Si consiglia di controllare il sito della vostra Università.

La seconda prova tratta di sviluppare un progetto di analisi ed intervento relativo a un contesto applicativo della psicologia. Per quanto sia una prova scritta, ciò non esclude che è sopratutto una prova pratica, questo significa che dovreste realizzare un progetto più realistico possibile. Sicuramente è importante rifarvi a qualche modello teorico ma dovreste prevedere di realizzare qualcosa di concreto. Anche qui è importante leggere bene la traccia, in modo da capire cosa vi stanno realmente chiedendo. E poi, cercare di stilare uno schema su tutte le fasi del progetto. E' importante la metodologia generale ed il rigore nel seguire correttamente le fasi di un progetto. All'interno della struttura metodologica ci sta bene qualunque approccio teorico. E da preferire più una struttura schematica che discorsiva del compito.

Nella terza prova ci sono, solitamente, quattro tracce (clinico, sviluppo, cognitivo, lavoro) in cui il candidato può scegliere liberamente la prove che preferisce, anche se diversa dal proprio indirizzo di studi pregressi. A volte, può capitare che lo svolgimento della traccia di un altro indirizzo sia più fattibile, in relazione alla preparazione e all'esperienza personale.

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Per adesso, analizziamo le tracce ad indirizzo clinico, sviluppo e cognitivo , vi promettiamo che aggiungeremo informazioni anche per coloro di indirizzo "Lavoro/Sociale".

Le tracce ad indirizzo clinico, sviluppo e cognitivo richiedono: . Ipotesi diagnostica; . Strumenti diagnostici con cui reperire informazioni utili all'ipotesi diagnostica; . Teoria di riferimento a supporto dell'ipotesi diagnostica; . Ipotesi e obiettivi di trattamento.

Per prima cosa, rileggete sempre bene la traccia scelta, sopratutto cosa vi viene chiesto di preciso, e chiedersi se si è sicuri di riuscirla a fare.
Tenete sempre in mente che non siete ancora Psicologi a tutti gli effetti, quindi non sparate in modo sicuro una diagnosi. Per formulare un'ipotesi diagnostica, basatevi sui dati concreti riportati, ovvero su quello che lamenta il paziente, cercando sempre di utilizzare termini ipotetici "probabilmente, ipotizzo, etc.", l'importante è motivare tutto ciò che si scrive.

Inoltre, i dati a disposizione non sono sufficienti per poter formulare una diagnosi sicura e precisa, per questo motivo potreste proporre che sarebbe necessario avere maggiori informazioni attraverso colloqui e test. Potreste proporre un colloquio, con lo scopo di ricevere maggiori informazioni riguardo all'anamnesi, alle relazioni sociali e familiari del paziente, alla storia personale, all'insorgenza dei sintomi, etc. Poi, potreste proporre dei test da somministrare, motivando sempre la scelta.
L'ipotesi diagnostica dovrebbe essere supportata da una teoria di riferimento, in questa parte del compito dovreste essere abili a trovare una buona teoria che si incastra perfettamente alla diagnosi. Infine, formulate un'ipotesi di intervento, sempre specificando l'approccio.

La quarta prova, probabilmente, è la meno impegnativa ma non per questo deve essere sottovalutata. In 10-15 minuti di colloquio dovrete dimostrare alla Commisione di essere preparati e pronti alla professione

All'orale gli argomenti da preparare sono:

1) esperienza di tirocinio;

2) codice deontologico,

3) eventuali approfondimenti o chiarimenti sulle prove scritte (approccio, dettagli sul caso, qualche dettaglio...);

4) in generale può venir fuori chiacchierando qualche elemento sull'approccio teorico di riferimento

Infine, per congedarvi vi viene chiesto:

5) prospettive professionali (progetti per il futuro);


Dovrete estrarre dall'esperienza del tirocinio tutto ciò che avete imparato, quindi riportare non solo tutte le vostre azioni ma ricondurre queste ultime ad aspetti teorici e a spunti di riflessione. Anche nel caso non siate stati soddisfatti del vostro percorso di tirocinio, e siete ancora delusi, cercate di non lamentarmi, non è la sede giusta per aprire dibattiti, anche perchè alla Commissione non interesserà.

Non sattovalutate il Codice Deontologico, non è da conoscere a memoria, ma nel suo significato, ovvero cosa vuol dire operare deontologicamente in ambito psicologico.

Riguardatevi i compiti svolti, leggeteli e cercate di individuare i punti non chiari.

 

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Tags: psicologia Esame di Stato

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