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Il Web counseling: un'analisi delle domande a contenuto sessuologico

on . Postato in Formazione | Letto 711 volte

Ricerca svolta su un campione di domande all'esperto del sito www.psiconline.it

Dott.ssa Laura Iannazzo
Servizio clinico di sessuologia-Dipartimento di Psicologia, Università di
Bologna
.


Il seguente lavoro fa parte di una ricerca preliminare che nasce dalla collaborazione fra il sito www.psiconline.it e il Servizio Clinico di Sessuologia del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, e prende le mosse dalla necessità di indagare con strumenti di ricerca, l’impiego via via maggiore di mezzi tecnologici nella pratica consulenziale, ed in particolare del fenomeno della consulenza on-line sui temi della sessuologia.
Il piano della ricerca prevedeva un’indagine finalizzata ad indagare

1. Alcune caratteristiche specifiche delle domande poste agli esperti del sito
2. Alcune caratteristiche specifiche delle risposte fornite. La mia attenzione si è focalizzata sulle richieste degli utenti ed è stata indirizzata su caratteristiche esplorative descrittive, è stata effettuata l’analisi del contenuto di messaggi on-line tramite un programma computerizzato Analyse des Lexèmes Cooccurrents dans les Énonces Simples d’un Texte (A.L.C.E.S.Te), un software che analizza materiale scritto di vario genere ed ha come finalità quella di individuare la struttura interna di un testo attraverso lo studio della distribuzione delle parole. I messaggi analizzati sono i messaggi messi a disposizione da Psiconline, uno dei maggiori siti in Italia che offre tra i vari servizi anche consulenza in Web.
Abbiamo considerato i messaggi inviati nell’arco di un anno (da Maggio 2000 ad Aprile 2001) ossia 2280, ma l’analisi è stata condotta su 364 domande e risposte selezionate tenendo conto di due criteri: che le richieste si riferissero a problemi
sessuali di adulti o giovani adulti, cioè utenti dai 14 agli 84 anni.
Così costituito il nostro campione di “messaggi all’esperto” è stato analizzato, ed è risultato che le domande a tematica sessuale costituiscono il 16% delle domande rivolte al sito nell’arco di un anno.

Questo 16% è costituito principalmente da domande di uomini, tra i 25 ed i 34 anni che richiedono informazioni per problemi propri su disturbi del comportamento sessuale. A.L.C.E.S.Te ha individuato che i messaggi sono composti da 117747 parole, però quelle analizzate sono 59217, il 52,9% delle occorrenze totali perché l’analisi viene condotta sulle parole che si ripetono con una frequenza maggiore a tre.
Poi A.L.C.E.S.Te applica sui messaggi una procedura di classificazione, la Classificazione Discendente Gerarchica, il cui risultato è un grafico, il Dendrogramma, che và letto da destra verso sinistra e ogni ramificazione del dendrogramma rappresenta una suddivisione del corpus nelle diverse fasi dell’analisi.


DENDROGRAMMA
Classification Descendante Hiérarchique...
Dendrogramme des classes stables (à partir de B3_rcdh1) :

----|----|----|----|----|----|----|----|----|----|

Cl. 1 ( 499uce) |--------------------+
17 |---------------------------+A
Cl. 3 ( 583uce) |-----------+ | |
15 |--------+ |
Cl. 5 ( 137uce) |-----------+ |
19 +
Cl. 2 ( 536uce) |--------------------------+ |
18 |---------------------+B
Cl. 4 (1047uce) |--------------------------+

Dal Dendrogramma si vede che il corpus ha subito una scissione iniziale in due grandi raggruppamenti, che per semplicità abbiamo chiamato raggruppamento A e B.
A loro volta i due raggruppamenti principali, sono stati scomposti, in momenti successivi dell’analisi, infatti le classi finali 1, 3 e 5 hanno origine dal primo raggruppamento, le classi 2 e 4 dal secondo raggruppamento.
La misura utilizzata per calcolare la diversità tra le classi è la distanza del chi2 di associazione della parola alla classe, che aumenta quanto più la parola è contenuta negli enunciati che compongono la classe.
Dal nostro corpus A.L.C.E.S.Te ha individuato cinque classi, e al fianco di ciascuna viene indicata l’ampiezza in u.c.e., cioè segmenti di testo distinti attraverso la punteggiatura.
A questo punto la mia attenzione si è focalizzata sulle classi 2 e 4 perché osservando il vocabolario specifico, cioè dell’elenco dei termini che compongono le singole classi, e le parole stellate, ossia le variabili che hanno contribuito di più alla creazione della classe, è risultato che il lessico di queste provenisse quasi esclusivamente da domande. Infatti nella classe 2 si contano infatti 59 domande e 2 risposte, nella 4 invece 91 domande e 3 risposte.
Dalle variabili che l’analisi ha attribuito alla classe 2, possiamo dire che si tratta in particolare di donne, tra i 55 e i 64 anni, che chiedono informazioni per problemi altrui e su disturbi del desiderio sessuale (ipoerosia) e comportamento masturbatorio.
Ci aspettiamo, dunque, che dal vocabolario specifico siano rilevabili le parole che vengono impiegate da questa tipologia di utenza per parlare di questo genere di problemi.
Consultando la tabella vocabolario specifico della classe 2, prestando attenzione alle parole con un Chi 2 di associazione piuttosto elevato, si evince che i termini ragazzo e fidanzato hanno valori molto alti, per questo ci aspettiamo di trovare i termini che si riferiscono alla sessualità maschile (visto che il problema era altrui e a richiedere sono le donne). Ma ciò non accade, il disagio del partner scompare, come vengono a mancare le parole della sessualità.
Si individua invece un continuo riferimento al sé (“io, ho, sono”) con particolari sull’età , e come se la sofferenza venga scandita nel tempo.
L’altro e il problema che dovrebbero essere l’oggetto della richiesta sono tra le parole significativamente meno presenti (“tu, tuo, te, ti”).

Variabili classe 2
Sesso Femminile
Età 55-64 anni
Domanda Problemi altrui
Tematica Ipoerosia e Comportamento mastrurbatorio

Vocabolario Specifico Assenze significative

anni+ 967.16
cosa -34.22
ragazz< 194.95
fare+ -19.74
Anno 148.59
Grazi+ -15.03
cinque 114.05
moment+ -13.53
circa 316.94
potrebb+ -16.19
due 151.14
potr+ -17.19
eta+ 99.71
puo+ -21.71
fidanzat+ 147.71
te -15.03
salv+ 113.24
ti -38.71
sposat+ 229.48
tu -16.48
tre 227.15
tua -24.56
da 134.44
tuo -22.46
mia 155.66

mio 99.77

ho 194.93

sono 102.46

Per quel che riguarda la classe 4 A.L.C.E.S.Te non ha rilevato significative differenze tra le richieste inviate da maschi e femmine su stati di disagio originati da eventi legati a comportamenti sessuali e fantasie.
Definita è invece la fascia d’età degli utenti di questa classe di domande, che risulta essere compresa tra i 35 ed i 44 anni.
Il vocabolario specifico è composto da molte parole, ma poche con valori elevati del Chi2 di associazione. Queste ultime sono riportate nella tabella esplicativa, ma non risultano essere comunque termini con cui viene indicato il disagio o le fantasie.
Però la variabile tematica ci suggerisce che gli utenti espongono problemi piuttosto privati, e infatti dal vocabolario specifico notiamo che parlano proprio in prima persona (io, mi), e seppure il programma abbia individuato delle problematiche
specifiche ( desideri ed eventi disturbanti del presente e del passato), ognuno ne parla in modo differente.
Questo rende chiaro che ciascuno ha un proprio lessico per parlare di sé, un proprio modo per esprimere ciò che sente, ciò che vive.
Potremmo dire che anche nelle e-mail, il messaggio è traccia del sé

Anche in questa classe,come per la precedente, il compagno non c’è, viene ancora una volta rilevato tra i termini significativamente non utilizzati.


Variabili Classe 4

Sesso Nessuna differenza tra m e f

Età 35-44 anni

Domanda Problemi propri

Tematica Fantasie sessuali e Stati di disagio legati a
Comportamenti sessuali


Vocabolario Specifico Assenze significative

100.72 V piac<
-36.53 sessualita
164.71 io
-19.29 coppi+
298.14 mi
-34.80 te

-79.66 ti

-64.07 * 7 tua

-48.05 * 7 tuo

-19.82 N relazion<

-38.37 N terap<

-65.76 V rivolg<

-18.01 affront+

-17.51 aiut+

-88.91 anni+

-32.81 cara

-48.62 caro

I risultati dell’analisi rendono visibile un dato importante: innanzitutto una consistente differenza del lessico tra gli esperti e gli utenti.
Un problema che crea sofferenza, disagio, dolore, per esprimere il quale molti danno diverse informazioni sul sé ed il proprio vissuto, è associato a risposte non solo a volte brevi, ma il cui lessico è fortemente dissociato dalla richiesta stessa.
Si evince un vero coinvolgimento personale da parte di chi formula la domanda, non solo quando il problema è proprio ma anche quando il disagio è del partner, ciò che emerge sempre in modo distinto è il sé individuale del richiedente.
Infatti il programma non ha rilevato sostanziali differenze, se non per il contenuto, circa il lessico impiegato per il dire di sé o il dire di un altro.
Il soggetto è sempre al centro della propria attenzione, non viene perso di vista neppure quando il problema non gli appartiene.
Occorre non dimenticare che dietro un messaggio c’è una persona reale, che porta un problema, offre il proprio vissuto, la propria realtà e difficoltà di comunicare tale sofferenza di persona.
La stessa tematica sessuale appare difficile da affrontare pur dietro uno schermo.
Questo è ciò che risulta dal nostro campione, il ciber-utente che richiede una consulenza su disturbi inerenti alla sessualità, ha comunque difficoltà a trovare le parole per parlarne e rimane coinvolto personalmente nel disagio anche se appartiene
all’altro finendo per riferire comunque di sé più che del partner e del motivo stesso della richiesta. La sessualità espressa in web non è esclusivamente priva di inibizioni, è comunque qualcosa di cui si ha difficoltà a parlare perché è inscindibile dall’io, sia
che si chieda aiuto di persona o tramite una e-mail.


CONCLUSIONI

  1. Differenza tra il lessico delle domande e delle risposte
    -le parole che usano gli utenti per parlare dei loro problemi sono nettamente diverse tanto da essere definite come classe a sé
  2. Coinvolgimento da parte di chi formula la domanda
    -messaggi domanda ricchi di particolari personali
    -il sé del richiedente emerge sempre in modo distinto anche quando il problema è altrui
    -bisogno di sostegno e comprensione anche tramite e-mail
  3. Difficoltà a parlare di sessualità
    -problema sessuale è difficile da affrontare anche tramite e-mail crea inibizione perché tocca l’intimo di ciascuno

In sintesi, i risultati dell’analisi, seppur su un campione specifico ed una tematica ben definita, ci permettono di fare importanti riflessioni su vie di applicazione non ancora ben esplorate. Certamente le difficoltà sono molte ma i dati emersi possono aprire o
far intravedere possibili approfondimenti per migliorare un servizio che pare essere sempre più importante nel futuro della pratica clinica.


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