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Il Jobs Act Autonomi 2017: novità per i professionisti italiani

on . Postato in Notizie dagli Ordini degli Psicologi | Letto 704 volte

Il Jobs Act autonomi 2017, contenuto all'interno della precedente Legge di Stabilità del 2016, è in vigore dal 14 giugno 2017. Il disegno di legge prevede 21 articoli, elaborati con lo scopo di creare un vero e proprio “Statuto dei lavoratori autonomi”, atto a tutelare il lavoro autonomo e i professionisti italiani. Le principali novità riguardano i professionisti, i lavoratori autonomi (ossia gli iscritti agli ordini professionali) e ai titolari di partite iva.

jobs act autonomi

In cosa consiste il Jobs Act Autonomi 2017?

A partire dall’applicazione del provvedimento, per queste categorie professionali sarà possibile:

- Detrarre al 100% le spese effettuate per l’aggiornamento professionale (corsi di formazione obbligatori, master, spese di iscrizione, congressi, convegni) fino ad un massimo di spesa di 10 mila euro annui;

- Detrarre integralmente le spese sostenute per i servizi di certificazione di competenze formazione e orientamento, riqualificazione, sostegno dell’autoimprenditorialità, erogati da enti accreditati, con un limite massimo di deduzione di 5000 euro annui;

- Partecipare a bandi pubblici e di finanziamento, che attualmente sono riservati solo alle aziende, senza essere obbligatoriamente iscritti alla Camera di Commercio;

- Stipulare polizze assicurative integralmente detraibili per recuperare l'eventuale mancato pagamento delle fatture (compensi, parcelle);

- Una maggiore tutela delle clausole contrattuali tra committente e lavoratore autonomo, che molto spesso vanno a sfavore del professionista stesso. Al committente, infatti, sarà vietato recedere il contratto senza preavviso e senza un adeguato risarcimento per il lavoratore;

- L’istituzione, presso il Centro d’Impiego, di uno Sportello per i lavoratori autonomi, con il compito di mediare tra la domanda e l’offerta di lavoro autonomo e di fungere da centro informativo per i professionisti e le aziende, orientando sulle procedure necessarie all’avvio e alla trasformazione di attività autonome e sulla partecipazione a gare di appalto pubbliche, finanziamenti e agevolazioni;

- L’aumento della no tax area (ossia la quota di reddito da lavoro o da pensione esente da imposizione fiscale) per i lavoratori autonomi da 4.800 a 8 mila euro, con agevolazioni progressive per coloro i quali si collocano nella fascia di reddito che va dagli 8 mila ai 20 mila euro, con un risparmio stimato tra i 600 e gli 800 euro annui.

Un’altra novità: maggiore tutela per lo Smart Working

Il lavoro “agile”, meglio conosciuto come Smart Working, forma di lavoro che si trova a metà strada tra il telelavoro e un'attività lavorativa tradizionale e che attraverso il Jobs Act autonomi, si sta tentando di definire.

Nello specifico, si tratta di prestazioni lavorative svolte all’interno dell’azienda alle quali non è possibile applicare la complessa normativa a cui è soggetto il telelavoro. Al prestatore viene riconosciuta la stessa retribuzione e trattamento, nonché la stessa tutela e sicurezza sul lavoro.

Novità anche in tema di previdenza

Con il Jobs Act autonomi 2017, per il lavoratore autonomo sarà possibile sospendere il pagamento dei contributi INPS in caso di malattia grave per tutta la durata dell’evento morboso, fino ad un massimo di 2 anni, terminati i quali il lavoratore ripagherà i debiti contributivi, ossia i contributi sospesi a causa della malattia.

Saranno previste tutele anche per le lavoratrici autonome, che avranno diritto all’indennità di maternità pur continuando a lavorare. Inoltre, il disegno di legge prevede anche l’estensione del periodo di congedo parentale da 6 mesi e fino a 3 anni del bambino.

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Crediti formativi ECM: agevolazioni e norme per le professioni sanitarie

L’acronimo ECM (Educazione Continua in Medicina) sta ad indicare il processo di aggiornamento continuo del professionista della salute, necessario per rispondere alle esigenze dei pazienti e a quelle del Servizio Sanitario Nazionale e alla propria crescita professionale. 

Le procedure di formazione in ambito sanitario riguardano l’acquisizione di nuove conoscenze, abilità e attitudini che possano incrementare le competenze pratiche del professionista, garantendo l’erogazione, da parte del SSN, di servizi di qualità e prestazioni assistenziali qualificati.

L’obbligo di acquisire i crediti formativi ECM è relativo ai professionisti iscritti ad un Ordine, esercitanti professioni sanitarie; tale obbligo è stato definito negli accordi Stato-Regioni del 2007, 2009 e 2012.

Dal momento che anche gli psicologi sono inquadrati nell’ambito delle professioni sanitarie, poiché mettono in atto interventi riconducibili alla tutela della salute, sono tenuti ad adempiere all’obbligo della formazione e dell’aggiornamento continuo, a prescindere dal fatto che operino in contesti pubblici o privati.

Le novità introdotte a partire dall’entrata in vigore del Jobs Act Autonomi 2017 rappresentano un tentativo dello Stato di agevolare e incoraggiare l’acquisizione di conoscenze e competenze per poter migliorare la qualità dei servizi erogati dal SSN.

Tra le principali novità, per il triennio 2017- 2019 la CNFC ha confermato che l’obbligo formativo dovrà corrispondere a 150 crediti per tutte le professioni sanitarie. Inoltre, è stata programmata l’introduzione del regime del Dossier Formativo (DF) sia in forma individuale che in forma di gruppo, come strumento di programmazione e valutazione del percorso formativo individuale o di equipe.

Un altro elemento di cambiamento rispetto al passato, riguarda la possibilità di ottenere delle riduzioni nel proprio obbligo formativo individuale, in base ai crediti accumulati nel triennio precedente: è prevista infatti una riduzione di 30 crediti se nel triennio precedente si sono fatti almeno 121 crediti e una riduzione di 15 crediti se nel passato si sono accumulati tra gli 81 e i 120 crediti.

Tra le modifiche introdotte dal provvedimento, il professionista dovrà adempiere all’obbligo di accumulare almeno il 40% di formazione accreditata (provider) e, per il rimanente 60%, avrà la possibilità di utilizzare percorsi formativi scelti individualmente, facendo riferimento all’autoformazione con tutoraggi, pubblicazioni scientifiche, ecc.


Riferimenti
  • www.guidafisco.it
  • www.larepubblica.it
  • www.sanitàinformazione.it
  • www.ordinepsicologitoscana.it
Per saperne di più:

 

 

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Tags: lavoro, legge

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