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Cannabinoidi sintetici

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I cannabinoidi sintetici rappresentano il più ampio gruppo di sostanze attualmente monitorate in Europa dall'Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (EMCDDA); essi sono gli esempi più rappresentativi del fenomeno delle "droghe emergenti" o NPS.

di Cialone Lucia

cannabinoidi sintetici

Apparse sul mercato all'inizio del millennio, queste sostanze contengono prioncipi attivi che mimano gli effetti del fitocannabinoide THC ma hanno una potenza e tossicità molto maggiore dei cannabinoidi naturali; il cannabidiolo non è invece presente.

Più correttamente designati come "agonisti del recettore dei cannabinoidi" sono stati sviluppati negli ultimi 40 anni come agenti terapeutici per il trattamento del dolore e spesso scartati per la difficoltà nel separare la proprietà antidolorifica dagli effetti psicoattivi.

Negli anni '90 J.W. Huffman sintetizzò una vasta gamma di cannabinoidi sintetici, conosciuti come composti JHW, dal nome dello studioso ed entrati poi sul mercato, in particolare telematico, come prodotti a marchio "Spice".

Nel tempo il termine "Spice" è diventato globale per la grande varietà di brand che differiscono nel packaging ma non nel genere di contenuto.

Altri nomi per i cannabinoidi sintetici sono Spice Gold, Spice Silver e Yucatan Fire, ma questi sono in continua evoluzione. Infatti, negli ultimi tempi nuove classi chimiche di cannabinoidi sintetici sono state messe in commercio per aggirare le normative che li hanno resi illegali in molti paesi (Italia compresa). Sono comparsi sul mercato cannabinoidi sintetici di derivazione indolica o indazolica come  la serie chiamata PINACA: esempi sono AD-PINACA; ADB-PINACA, un composto analogo AKB-48.

Pubblicizzate come incensi/non destinati al consumo umani/deodoranti per ambienti, si diffusero rapidamente per il fatto che potevano essere consumati liberamente come alternative "legali" della cannabis. Pubblicizzati inoltre come "naturali" sono dotati di attività psicotropa molto più elevata dovuta all'aggiunta di molecole di sintesi.

Infatti molti cannabinoidi sintetici sono super agonisti, possiedono cioè attività massima per i recettori dei cannabinoidi, al contrario del THC che è un agonista parziale e i suoi effetti sono modulati dalla presenza di altre sostanze naturali come terpenoidi, cannabidiolo e tetraidrocannabivarina, ma nessun composto "modulante" è presente nei prodotti spice.

Questo significa che se prima era necessaria una certa vulnerabilità alla psicosi da parte del soggetto per manifestarla, con i super agonisti dei cannabinoidi, il viaggio verso la psicosi è più probabile a prescindere dalla condizione di partenza.

A tale proposito va menzionato il fenomeno della "spiceophrenia" (dall'unione di spice a schizophrenia), ovvero una sindrome psicopatologica molto simile a quella schizofrenica e che si manifesta, appunto, con deliri e allucinazioni; è maggiormente associata all'uso di spice rispetto ai cannabinoidi naturali con una prevalenza del 2% nei consumatori di marijuana rispetto all'11,2 % dei consumatori di cannabinoidi sintetici.

Non ci sono dati sulla remissione dei sintomi alla sospensione dell'uso di cannabinoidi sintetici.

Nei riguardi della salute pubblica, il problema è legato alla scarsa o nulla conoscenza degli effetti tossicologici di questi composti.

Alcuni studi evidenziano che queste sostanze possono avere un più alto potenziale di dipendenza rispetto alla cannabis a causa di un rapido sviluppo di tolleranza.

I cannabinoidi sintetici si presentano solitamente come foglie essiccate triturate su cui vengono spruzzate soluzioni di uno o più cannabinoidi sintetici, di solito non riportati sull'etichetta. In genere vengono fumati mischiati a tabacco o con bong e altri strumenti per la vaporizzazione. A volte si trovano in polveri "a scopo di ricerca" che vengono sniffate, ingerite o iniettate.

Il prezzo si aggira intorno ai 15 euro al grammo e sono, quindi, accessibili anche ai più giovani.

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Oltre alla curiosità e al desiderio di ottenere l'high, la disponibilità legale è considerata una motivazione importante per il consumo.

Molti utenti, d'altra parte, non sembrano essere a conoscenza dei gravi effetti avversi correlati all'uso improprio dei cannabinoidi sintetici, dal momento che questi composti vengono percepiti come equivalenti alla marijuana e quindi sicuri e naturali. In realtà molti di essi sono stati sintetizzati a scopo di ricerca e mai testati su animali o esseri umani.

Altre motivazioni al consumo sono il basso costo, la facile reperibilità (su internet) e l'irrintracciabilità nei test di screening di routine (che li rende particolarmente interessanti per quelle sottopopolazioni  sottoposte a regolari test antidroga).

Alcuni effetti sono simili a quelli della marijuana:

  • umore elevato
  • rilassamento
  • percezione alterata
  • sintomi psicotici

Gli effetti psicotici includono: ansia estrema, confusione, paranoia, allucinazioni.

L'uso di spice può essere caratterizzato da effetti di "kick off" più rapidi, durata d'azione significativamente più breve, maggiori effetti di hangover, allucinazioni visive più intense, sensazioni paranoiche e discontrollo del comportamento.

L'uso improprio di spice a lungo termine può essere anche associato a tolleranza, dipendenza e una sindrome di astinenza grave e prolungata, caratterizzata da desiderio di droga, tachicardia, tremore, sudorazione abbondante e diarrea, incubi/insonnia, mal di testa, ansia/irritabilità, sbalzi d'umore, senso di vuoto /depressione, sintomi e disturbi somatici.

L'analisi dei costituenti chimici di "spice" mostra che la quantità e il tipo di molecole varia molto, con alcuni prodotti che non contengono composti attivi o che contengono altre sostanze attive non cannabinoidi come l'oppioide sintetico O-desmetiltramadolo.

L'analisi cronologica  suggerisce che i cannabinoidi sintetici nei prodotti commerciali potrebbero essere cambiati in risposta a restrizioni legislative: ad esempio , JWH-073 è apparso in Germania solo dopo aver controllato JWH-018. Per questo motivo è improbabile che che i consumatori siano in grado di valutare i potenziali effetti o rischi di determinati prodotti mentre i componenti cambiano nel tempo.

Il metodo di preparazione di questi prodotti aumenta ulteriormente i potenziali pericoli ad essi associati.

La produzione comporta tipicamente la spruzzatura di composti chimici disciolti in acetone su una base vegetale. I prodotti risultanti possono variare nella composizione, concentrazione e distribuzione di cannabinoidi sintetici all'interno di un lotto e tra lotti di prodotti simili.

Determinati elementi fanno pensare che i produttori non si attengano a dosaggi precisi quando fabbricano le "miscele da fumare".

Inoltre è possibile che la sostanza non sia distribuita uniformemente  nel prodotto a causa di tecniche di produzione grossolane. ciò può far sì che alcuni lotti contengano quantità tossiche della sostanza, il che comporta un rischio maggiore di avvelenamento.

Un'ulteriore complicazione per il personale medico di soccorso che valuta le presentazioni che si ritiene implichino l'uso di queste sostanze è l'assenza di un semplice test delle urine o dello screening del sangue per confermarne la presenza, oltre all'assenza di un antidoto come per gli oppiacei.

Inizialmente associati all'uso ricreativo, i cannabinoidi sintetici vengono ora consumati, in modo problematico da gruppi sociali più emarginati, come i senzatetto, sebbene la conoscenza dei modelli di consumo rimanga limitata.

Le informazioni sulla prevalenza di consumo indicano che rimane generalmente bassa ma il potenziale di creare danni è considerevole come indicato dai dtai della Turchia del 2016, dove l'aumento complessivo dei decessi indotti dagli stupefacenti, sembra in parte ascrivibile al consumo di cannabinoidi sintetici.

 

 

 bibliografia:

  • Martinotti G., Di Giannantonio M., Janiri L. (a cura di), 2015. Compendio di psicopatologia. Roma: Fila 37
  • European Monitoring Centre for Drug and Drug Addiction (EMCDDA), 2009. Understanding the "Spice" phenomenon. Luxemburg: Office for Official Pubblications on the European communities.
  • European Monitoring Centre for Drug and Drug Addiction (EMCDDA). Synthetic Cannabinoids and "Spice" drug profile. Retrieved from: https://www.emcdda.europa.eu/pubblications/drug-profiles/synthetic-cannabinoids
  • European Monitoring Centre for Drug and Drug Addiction (EMCDDA), 2017. Synthetic Cannabinoids in Europe. https://www.emcdda.europa.eu/pubblications/drug-profiles/synthetic-cannabinoids/topics/pods/synthetic-cannabinoids
  • Pintoria N., Loic B., Mereu M. (2017). Synthetic cannabinoids: the hidden side of Spice drugs. Behavioural Pharmacology 2017, 00:000–000
  • Miliano C, Serpelloni G, Rimondo C, Mereu M, Marti M and De Luca MA (2016) Neuropharmacology of New Psychoactive Substances (NPS): Focus on the Rewarding and Reinforcing Properties of Cannabimimetics and Amphetamine-Like Stimulants. Front. Neurosci. 10:153. doi: 10.3389/fnins.2016.00153 
  • UNODC(2016). World Drugs Report. Vienna.
  • UNODC (2017). World Drugs Report. Vienna.
  • UNODC (2018). World Drugs Report. Vienna.
  • Santacroce, R., Corazza, O., Martinotti, G., Bersani, F. S., Valeriani, G., and Di Giannantonio, M. (2015). Psyclones: a roller coaster of life? Hidden synthetic cannabinoids and stimulants in apparently harmless products. Hum. Psychopharmacol. 30, 265–271. doi: 10.1002/hup.2410
  • Schifano, F., Orsolini, L., Duccio Papanti, G., and Corkery, J. M. (2015). Novel psychoactive substances of interest for psychiatry. World Psychiatry 14, 15–26. doi: 10.1002/wps.20174
  • Simonato P, Corazza O, Santonastaso P, et al. Novel psychoactive substances as a novel challenge for health professionals: results from an Italian survey. Hum Psychopharmacol. 2013;28(4):324-331. doi:10.1002/hup.2300
  •  Schifano F, Orsolini L, Papanti D, Corkery J. NPS: Medical Consequences Associated with Their Intake. Curr Top Behav Neurosci. 2017;32:351-380. doi:10.1007/7854_2016_15

 

(a cura della Dott.ssa Cialone Lucia )

 

 


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