Pubblicità

Eating Disorder Voice: la voce interiore di chi soffre di disturbi alimentari

0
condivisioni

on . Postato in Ricerche e Contributi | Letto 291 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (3 Voti)

Un nuovo studio, condotta da Matthew Pugh, Psicologo clinico presso il Vincent Square Eating Disorder Service di Londra, esplora l'associazione tra la presenza di una “voce” relativa al disturbo alimentare ed esperienze traumatiche infantili.

Eating Disorder Voice la voce interiore di chi soffre di disturbi alimentariI risultati dello studio, pubblicato su Child Abuse & Neglect, indicano che l'abuso emotivo nell'infanzia è associato all'esperienza di una voce correlata ad un disturbo alimentare interno, e che la dissociazione media tale relazione.

Inoltre, gli individui possono sperimentare pensieri e comportamenti negativi più forti legati al mangiare quando la voce interna viene vissuta come benevola.

Complessivamente, questi risultati si aggiungono alla crescente evidenza che le prime avversità potrebbero essere collegate allo sviluppo di esperienze legate alla voce tra le popolazioni cliniche”, scrivono i ricercatori.

Inoltre, forniscono supporto all'ipotesi che le voci interne derivino dal distacco dagli eventi interni relativi a traumi precoci, che sono vissuti come estranei a causa di processi dissociativi”.

È comune per le persone con disturbi dell'alimentazione segnalare una “voce” interna, che gli autori hanno descritto in un precedente articolo come “un commento in seconda o terza persona sulle azioni e le conseguenze relative al mangiare, al peso e alla forma.”

La ricerca suggerisce che il 33% di individui con diagnosi di anoressia nervosa e fino al 96% di individui con disordini alimentari misti sperimentano l'Eating disorder voice (EDV).

Pubblicità

Gli studi qualitativi suggeriscono che l'EDV segue una progressione tipica: inizialmente una presenza positiva che aiuta la persona nel prendere decisioni, ma diventa sempre più critica, portando l'individuo a sentirsi intrappolato.

Gli individui possono iniziare a resistere o ribellarsi alla voce e reclamare la propria autonomia. Gli autori collegano l'EDV al modello trauma-dissociazione del sentire le voci, nel quale:

le voci interne possono rappresentare materiale cognitivo decontestualizzato derivante da eventi traumatici precoci che invadono la consapevolezza cosciente a causa di processi dissociativi. In questo modo, le voci interne possono rappresentare incarnazioni significative di eventi traumatici relativi ai primi conflitti interpersonali-emotivi”.

La ricerca suggerisce una connessione tra il mangiare disordinato ed il trauma infantile, tra cui abuso sessuale, fisico e soprattutto emotivo.

Nel presente studio, i ricercatori hanno cercato di “stabilire se modelli cognitivi e di trauma correlati all'udito si applicano alle esperienze di EDV su sottotipi di disturbi alimentari”.

I ricercatori hanno condotto uno studio trasversale che ha coinvolto 85 partecipanti che hanno soddisfatto i criteri per un disturbo alimentare (anoressia nervosa, bulimia nervosa, altri disturbi alimentari o disturbi da alimentazione incontrollata).

Il 92% dei partecipanti erano donne ed il 74% bianchi. I partecipanti hanno compilato diversi questionari self-report sui sintomi del disturbo alimentare, il potere della voce relativo al potere del Sè, le credenze sulle voci, le esperienze dissociative, i traumi infantili e la frequenza e l'angoscia della voce.

I risultati suggeriscono che maggiori livelli di potere della voce, benevolenza e onnipotenza sono associati a livelli più alti di consumo disordinato.

Una scoperta significativa è che le storie di abuso infantile emotivo erano associate a presenza più forti delle voci, mentre le storie di abuso sessuale o fisico infantile non lo erano.

I risultati indicano anche che la dissociazione è un mediatore parziale della relazione tra l'abuso emotivo infantile e una voce più potente. Il presente studio è il primo a stabilire una connessione tra trauma infantile, dissociazione e disturbi alimentari.

I ricercatori sottolineano che una voce più benevola era paradossalmente associata a pensieri più negativi rispetto al mangiare.

Essi ipotizzano che molte persone coinvolte in un'alimentazione disordinata considerino i loro comportamenti come positivi, e quindi una voce benevola è coerente con la loro prospettiva.

Pubblicità

Sulla base delle loro scoperte, gli autori suggeriscono che le voci legate al disordine alimentare deve essere compresa attraverso l'analisi del quadro evolutivo interpersonale.

Fanno una serie di raccomandazioni per il trattamento. In primo luogo, i clinici che lavorano con individui che descrivono la presenza di una voce dovrebbero valutare il trauma infantile, concentrandosi specificamente sull'abuso emotivo infantile.

Inoltre, le persone con diagnosi di disturbi alimentari possono beneficiare di approcci dialogici che funzionano con la loro voce interna e interventi focalizzati sulla famiglia per affrontare l'abuso emotivo.

Infine, nella fase conclusiva, gli autori suggeriscono:

Lo sviluppo di collegamenti esplicativi tra avversità infantili ed EDV può aiutare a contestualizzare le esperienze legate alla voce, sostenere il processo di costruzione del significato e rafforzare l'empowerment personale”.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

 

 

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Vuoi conoscere la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia adatta alle tue esigenze? O quella più vicina al tuo luogo di residenza? Cercala su logo.png




 

 

 
 
 
0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa ne pensi delle Tecniche di Rilassamento e della Meditazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

sono dubbiosa sul futuro di mi…

lucia, 60 anni Buongiorno , mi presento , sono una mamma sessantenne e ho due figli maschi di 43 anni uno e l'altro di 34 anni . Devo dire che sono stata u...

Ansiosa [1603834827112]

mirca, 66 anni Ho un marito sulla sedia a rotelle invalido. Io lo seguo tutto il giorno e faccio una vita faticosa visto che lui è anche obeso e con varie ...

Tradimento e incertezze [16030…

Martinedda, 39 anni Gent.ma Dott.ssa,soffro di ansia e attacchi di panico da quasi 20 anni ed ho avuto in passato un percorso di psicoterapia che mi ha aiu...

Area Professionale

Ansia infantile e disturbo da …

Un recente studio ha evidenziato come bambini e adolescenti con livelli più elevati di ansia possono essere maggiormente a rischio di sviluppare problemi di alc...

La Tecnica degli Assi Emoziona…

Perché non esistono Emozioni buone ed Emozioni cattive? di Tiziana Persichetti Auteri “Tutti sanno cosa è un emozione fino a che non si chiede di definirla ...

Conoscere i farmaci: le benzod…

Le benzodiazepine rappresentano una classe di farmaci psicoattivi utilizzati per trattare alcune condizioni come ansia e insonnia. Le benzodiazepine sono uno d...

Le parole della Psicologia

Autostima

L'autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l'autoapprovazione del proprio valore personale ...

Ipnosi

Particolare stato psichico, attraverso il quale è possibile accedere alla dimensione inconscia ed emotiva dell’individuo, concedendo al singolo l'apertura della...

Burnout

Il burnout è generalmente definito come una sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e derealizzazione personale, che può manifestarsi in tutte q...

News Letters

0
condivisioni