Pubblicità

Il codice pubblicitario dell'immagine

0
condivisioni

on . Postato in Ricerche e Contributi | Letto 2217 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Il codice pubblicitario dell’immagine si sviluppa su due registri, il verbale e il visivo; dalla loro interazione deriva la forza e l’efficacia del messaggio. Essi hanno la funzione determinante di fissare il messaggio nella pubblica coscienza.

codice pubblicitario dellimmagineIl registro verbale, le parole scritte e orali, ha la funzione di guidare il registro visivo, l’immagine o la serie delle immagini. Quest’ultimo tende a rafforzare l’informazione data dal registro verbale attraverso una gamma di soluzioni attraenti e originali.

Il registro visivo o l’immagine, infatti, può essere:

  • estetico, se il contenuto e l’armonia tra le parti induce una spiccata intuizione sentimentale e una complessa sensazione di bellezza; 
  • pulsionale, se colpisce l’apparato sensoriale e suscita un’immediata reazione intesa alla soddisfazione del bisogno indotto;
  • emotivo, se la pulsione e il bisogno si traslano e si sublimano in un sentimento di varia natura e qualità;
  • originale, se deroga dai canoni convenzionali ed esibisce un’ottica personale non ancora affermata; 
  • convenzionale, se rispetta in tutto e per tutto gli schemi e i valori culturali in atto secondo un piatto allineamento;
  • eccentrico, se esprime fattori originali con la benefica aggravante di una deroga dalla convenzionalità espressiva e con l’assunzione di caratteri che, pur esulando dalla norma, sono compatibili e tollerati;   
  • trasgressivo, se la deroga coinvolge e confuta il codice etico o il sistema dei valori morali in atto e si colloca decisamente in un’ottica alternativa;  
  • paradossale, se il senso e il significato non sono facilmente reperibili e dispongono verso un’esagerazione enfatica;
  • assurdo, se il senso e il significato non sono facilmente reperibili e lasciano supporre una loro inesistenza;
  • metaforico, se rappresenta per somiglianza o per similitudine qualcosa al posto di qualcos’altro;
  • simbolico, se il senso e il significato si reperiscono e si formulano secondo una dinamica psico-cognitiva di “spostamento” e “condensazione”, meglio in base al “processo primario”;
  • e altro, ma è determinante che il registro visivo o l’immagine colpisca l’osservatore e si incida nella sua psiche.

Il registro verbale o le parole scritte e orali può essere a sua volta:

  • imperativo, se ingiunge l’immediata esecuzione del messaggio;
  • referenziale, se illustra le caratteristiche e le proprietà dell’oggetto in causa;
  • informativo, se tende esclusivamente a dare una comunicazione;
  • retorico, se ricorre ai modi e alle figure del linguaggio poetico e discorsivo;
  • e altro, ma è determinante anche in questo caso che esso colpisca l’osservatore o l’uditore e si incida nella sua psiche.

Le tante possibili combinazioni del registro visivo e del registro verbale, dell’immagine e della parola in versione scritta e orale, offrono al messaggio pubblicitario la prerogativa non indifferente di essere poliedrico e polivalente, rendendolo particolarmente efficace nella sua primaria funzione divulgativa.

Consideriamo, adesso, i livelli dell’immagine pubblicitaria. Si distinguono  metodologicamente tre livelli di codificazione: l’iconico, l’iconografico e il tropologico.

Appartengono al “codice iconico” le immagini a prevalente valenza sensoriale o cenestetica; esse hanno la funzione di stimolare i sensi, di produrre desideri e di indurre bisogni nell’osservatore.
Questo tipo di immagini sono, quindi, naturalmente intenzionate verso la stimolazione dell’apparato sensoriale e scatenano in prima istanza piacevoli sensazioni; all’eccitazione consegue la formulazione del desiderio e l’investimento della sua energia nella soddisfazione del bisogno.
Si ripristina in tal modo l’equilibrio psicofisico turbato.

Appartengono al “livello iconografico” le immagini che rimandano a significati convenzionali di natura squisitamente culturale.
Esiste in cultura una codificazione simbolica che dirige e condiziona l’interpretazione della realtà sociale e che si compiace di realizzarsi nell’immagine perché a tale simbologia convenzionale essa offre la sua poderosa capacità di sintesi e il comodo veicolo di un’immediata comprensione.
In ogni cultura esiste un’ampia gamma di iconogrammi o immagini convenzionali: la croce, l’aureola, la madre, il nonno, la morte e altro.
Queste immagini simboliche e descrittive possono essere semplici o complesse, tradizionali o innovative; esse circolano liberamente all’interno di una cultura e sono usate dai membri della società senza particolare imbarazzo o difficoltà.
La serie delle immagini iconografiche in atto si arricchisce continuamente di nuove rappresentazioni legate ai tempi, ai bisogni, ai modelli, ai miti e alle mutate condizioni sociali ed economiche.

Per completare il quadro prendiamo in esame il terzo “livello” di codificazione delle immagini, quello “tropologico”.
Esso si attesta nella traduzione in immagine delle figure retoriche del linguaggio ossia della dimensione espressiva della parola e della plasticità del discorso.
Si tratta di un’operazione sofisticata e diffusa nella tecnica pubblicitaria dell’immagine: un artificio di grande interesse creativo che si risolve nel dare forma suggestiva e poetica all’immagine e al suo messaggio.

Il sistema pubblicitario si serve della plasticità dell’immagine per costruire messaggi ad alto contenuto suggestivo e di rara incisività psichica.

E’ una maniera di uscire dalla piatta convenzionalità riproduttiva dell’immagine e della comunicazione visiva, è una forma di nobilitazione dell’immagine, la quale, priva dell’ovvietà dei suoi elementi costitutivi e informativi, ricerca e trova un’originalità espressiva e una polivalenza funzionale finalizzate sempre allo scopo primario di colpire la “Psiche individuale e collettiva” e di inscriversi nell’“Immaginario culturale” dei futuri consumatori.

E’ un originale ed efficace modo di ricaricare di emotività l’immagine, indotto, come si diceva in precedenza, specialmente dalla progressiva perdita della carica pulsionale dell’immagine causata dal suo indiscriminato uso nella società contemporanea.

I “tropi” o i modi classici del linguaggio tradotti nell’immagine sono soprattutto la “metafora”, la “metonimia”, la “sineddoche”, l’ ”antonomasia”, l’ “iperbole” e l’“enfasi”.

 

Articolo a cura del Dottor Salvatore Vallone

 

 

 

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

 

 

 

 

Tags: spot immagine pubblicità codice pubblicitario

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Ritieni che la tua alimentazione possa influenzare il tuo umore?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Aiuto [1610926691822]

Brigida, 38 anni     Buonasera, sono una mamma disperata. Vi scrivo per un consulto in merito a mia figlia Giulia di 9 anni. Da un annetto circ...

Due mondi diversi [16092338958…

  Morfea23, 21 anni     Da circa 4 mesi sto con un ragazzo totalmente  opposto al mondo in cui da sempre vivo, per situazione famili...

Autostima? [161290462495]

    Buonasera! vi scrivo perche' alla soglia dei 50 anni mi rendo conto di non aver mai portato a termine i molti progetti professionali e pers...

Area Professionale

Il modello Kübler-Ross: le cin…

Nel 1969, Elizabeth Kübler-Ross, lavorando con pazienti terminali, ha ideato un modello in cui venivano presentate le cinque fasi del dolore: diniego, rabbia, c...

Sistema Tessera Sanitaria - No…

ultimi aggiornamenti sull' utilizzo della Tessera Sanitaria per psicologi.   Uno fra tutti è il cambio del termine per la comunicazione online delle sp...

Protocollo CNOP-MIUR, Bandi e …

Brevi considerazioni sul Protocollo CNOP-MIUR per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche e sue implicazioni/intersezioni con il Codice Deontologi...

Le parole della Psicologia

Bad trip

Con l'aggiunta dell'aggettivo bad (bad trip), si indicano in specifico le esperienze psico-fisiche definibili come negative o spiacevoli per il soggetto. In it...

Disforia

Il termine viene utilizzato in psichiatria per indicare un'alterazione dell'umore in senso depressivo, caratterizzato da sentimenti spiacevoli, quali tristezza...

Solipsismo

Il solipsismo (dal latino "solus", solo ed "ipse", stesso, quindi "solo se stesso") è un attaccamento patologico al proprio corpo di tipo autistico o narcisisti...

News Letters

0
condivisioni