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Il sogno secondo John Carew Eccles

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Un commento del Dottor Salvatore Vallone ad alcune parti del volume “L’Io e il Suo Cervello” di John Carew Eccles (Armando Armando Editore, 1981).

John Carew EcclesHo scelto di riportare alcune frasi di John Carew Eccles, neurofisiologo e filosofo australiano, tratte dal suo volume L'Io e il suo Cervello e di commentarle per i lettori di Psiconline.it
In particolare sono brani tratti dalle pagine 449,450 e 451 del citato volume.

Eccles

“Con il sonno muta il livello dell’attività cerebrale e l’attività dei neuroni.
L’elettroencefalogramma dimostra che quest’ultima durante il sonno è diversa rispetto alla veglia e che essi hanno perduto gli schemi di attività tipici della veglia. Alcuni vanno lentamente, altri velocemente. Si diffonde un certo stato di caos con scariche improvvise. Il sonno non interrompe l’attività dei neuroni che somiglia a un’attività disordinata.
La Mente autocosciente si trova a non aver nulla da leggere. Davanti a sé trova moduli chiusi. Deprivata di qualsiasi dato e questo è lo stato d’incoscienza nel sonno. Da una mancata lettura non viene fuori nulla.”

Commento

Il dato oggettivo dell’elettroencefalogramma attesta che il sonno comporta non soltanto una diversità nell’attività cerebrale e neuronica rispetto alla veglia, ma soprattutto un certo stato di caos e di disordine isterico da parte dei neuroni, una quasi follia dovuta alla mancanza degli schemi della veglia, delle modalità di azione e soprattutto di lettura dei dati da parte dei neuroni. Nulla da leggere e i moduli sono chiusi nell’incoscienza del sonno. I neuroni  attivi nel disordine non producono alcunché.
Degna di nota è la definizione di “Mente autocosciente “ che si può tradurre psicologicamente nella consapevolezza dell’Io, nell’Io che “sa di sé” partendo dalla base organica e dalla funzione cerebrale.      
Lo stato d’incoscienza nel sonno dipende dal caos dei neuroni, dalla mancanza di ordine e dalla chiusura dei moduli, dall’impossibilità della Mente autocosciente o “Io” di poter leggere e tradurre l’attività dei neuroni nella trama di un sogno.

Eccles

“Durante il sonno, ogni due tre ore, si effettua una certa attività cerebrale organizzata che si presenta nell’elettroencefalogramma con onde rapide a basso voltaggio.
Questo è il cosiddetto sonno paradosso.
Compaiono rapidi movimenti oculari e a questo punto la Mente autocosciente ritrova la capacità di leggere selettivamente l’attività dei moduli, come un sogno, accompagnate da strane e bizzarre esperienze coscienti ma comunque riconoscibile come suo. Durante il ciclo del sonno si può congetturare che la Mente autocosciente stia leggendo selettivamente le attività neuronali del Cervello, anche gli avvenimenti più disordinati, ma che nonostante questo le appartengono. Essi possono riferirsi a sue esperienze passate, a reminiscenze, a ripetizioni di esperienze dell’infanzia. A volte sono cosi bizzarre che non sono assimilabili con le esperienze della vita e non successe  nella vita e non ricordate, ma che può essere investito di qualche significato più profondo che ignoriamo come Freud ipotizzò.
Questo è il modo in cui la Mente autocosciente lavora in rapporto al Cervello.”

Commento

L’elettroencefalogramma attesta della fase R.E.M., del sonno definito “paradosso” anche perché dovrebbe portare sollievo e non agitazione motoria. In questo stato la “Mente autocosciente” ritrova un suo equilibrio precario, ma migliore rispetto allo stato precedente di “entropia neuronale”. Si profila il sogno come capacità della “Mente autocosciente” di leggere i suoi moduli e di trovare in essi il sogno, un prodotto strano, ibrido, irreale, bizzarro, illogico, fatto di reminiscenze, di rievocazioni, di esperienze dell’infanzia, di assurdità e di significati che ignoriamo. Questo complesso inquietante di caratteristiche del sogno si lega al “processo primario” e all’elaborazione da esso operata. Il Sogno è il prodotto della “Mente autocosciente” o “Io” che ritrova la sua connotazione e la sua funzione usando i “processi primari”, il modulo, e compone il sogno. Quest’ultimo è un “modulo” di funzionamento del Cervello durante il sonno R.E.M. Meglio: dalle onde rapide e a basso voltaggio e dai movimenti vorticosi dei bulbi oculari la “Mente autocosciente” o Io legge l’attività dei moduli e produce il sogno.
Per quanto riguarda l’ignoranza del significato profondo dei sogni, non risponde a verità l’affermazione che Freud fosse scettico sulla possibilità di interpretare e comprendere i sogni. Non a caso nel 1900 diede alle stampe il testo “Interpretazione dei sogni”. I sogni erano prodotti dell’Inconscio come i sintomi e avevano un significato profondo che si poteva tradurre in un significato logico.  
In ogni caso degna di rilievo è la convinzione sperimentale di Eccles che il Sogno è sempre in relazione con la Mente autocosciente o Io e il Cervello.

Eccles

“Con il risveglio sembra che la Mente autocosciente si riprenda gradualmente e che trovi alcuni moduli aperti e organizzati ricavando dalla loro attività strutturata sprazzi di illuminazione ed ecco che la coscienza nascente del nuovo giorno si manifesta sotto forma di esperienze frammentarie e parziali per poi ricostituirsi gradualmente. Ti ricordi dove ti trovi e ricapitoli quello che devi fare durante la giornata.
La Mente autocosciente per tutta la durata del sonno continua a esplorare e ad esaminare la corteccia cerebrale ricercando ogni modulo aperto e utilizzabile ai fini dell’esperienza. Molti sogni attraversano la Mente autocosciente che seguita a scandire l’attività del Cervello ma non vengono ricordati al risveglio. Il soggetto ricorda il sogno se viene svegliato nel momento in cui si manifestano i movimenti oculari e gli eventi neuronali associati con esso appaiono nella registrazione elettroencefalografica. Dieci minuti dopo non ricorda alcun tipo di sogno. E’ sicuro che nel sonno paradosso si sogna al novanta per cento riferiscono appena svegliati. La Mente autocosciente è in rapporto con il Cervello e svolge sempre l’azione di scansione sull’attività del Cervello ma non sempre il Cervello si trova in condizioni di comunicare con essa.

Commento

Il risveglio si attesta nel progressivo riappropriarsi da parte della “Mente autocosciente” di moduli aperti e organizzati che sono in connessione progressiva con la realtà in atto: il passaggio dal sonno alla veglia. La ricerca nella corteccia cerebrale del modulo aperto e disponibile ai fini di esperienza contraddistingue il sonno paradosso e il sogno. Si sogna nella fase R.E.M. e si ricorda se si viene svegliati, altrimenti i sogni sono destinati a essere dimenticati: questi prodotti mentali sono atti al dimenticatoio. Tra “Mente autocosciente” e “Cervello” non c’è sempre cooperazione e comunicazione, nonostante la loro relazione e la scansione della Mente autocosciente sull’attività del Cervello. I sogni non si ricordano nella loro globalità, se ne ricorda qualcosa, un “resto notturno”, il resto del sogno viene perduto anche se si sveglia il soggetto in piena fase R.E.M. con grave danno per la salute fisica e mentale, disturbo del sonno e psicosi. Eccles coglie nel segno nel dire che noi perdiamo gran parte di quello che sogniamo nel sonno paradosso o R.E.M.

Eccles

“Aspetto caratteristico dei sogni è la sensazione d’impotenza di chi sogna. L’esperienza onirica rivela l’incapacità ad agire volontariamente e che si agisce in sogno come un burattino. La Mente autocosciente può fare esperienze, ma non può agire realmente, che è esattamente la posizione dei parallelisti, come ad esempio i teorici dell’identità. La differenza tra gli stati di sogno e gli stati di veglia è una confutazione del parallelismo, un mondo parallelista sarebbe un mondo di sogno.”

Commento

Il sogno presenta molti altri aspetti inquietanti oltre l’impotenza ad agire e la caduta della volontarietà, metafora del “burattino”. Elenchiamo quelli conosciuti a tutt’oggi: la relazione del soggetto con se stesso, l’autorielaborazione allucinatoria dei vissuti psichici, l’alterazione dello schema temporale, la distorsione della categoria spaziale, la coesistenza degli opposti, il gusto del paradosso, il declino etico e morale, il mancato riconoscimento della realtà, l’eccesso della fantasia, il principio del piacere, l’appagamento del desiderio, la soddisfazione del bisogno, la compensazione della frustrazione, la riparazione del trauma, la risoluzione di problematiche complesse, l’intuizione artistica.
Il quadro è molto complesso perché si allarga a questi fattori che contraddistinguono il “processo primario”, la modalità mentale che si attesta nei seguenti meccanismi: la “condensazione”, lo “spostamento”, la “simbolizzazione”, la “drammatizzazione”, la “rappresentazione per l’opposto”, la “figurabilità”. E’ opportuno ricordare che il “processo primario” è la modalità della Mente o “Io” di organizzare e leggere i moduli del Cervello, è la modalità rudimentale di pensiero che si evolve sin dal primo anno di vita, prosegue raffinandosi nell’infanzia e si estende all’età matura. Il sogno è il prodotto dell’attività caotica neuronale del Cervello durante il sonno REM elaborato dai meccanismi del “processo primario”.
Eccles sostiene la tesi del “Dualismo” e dell’”Interazionismo” tra Cervello e Mente. Considera, inoltre, la “Coscienza” l’enigma più consistente della Cosmologia o della Realtà vivente.  
Sempre nel brano esposto Eccles si pone una domanda che racchiude una questione: tra gli stati del sogno e la veglia c’è differenza? O si rischia di ammettere che il mondo è un sogno?
Eccles è contrario alle teorie del “Parallelismo” tra i due “Ordini”, l’ordine del Cervello e l’ordine Mente: “ordo cerebri et ordo mentis idem est” secondo i Parallelisti, “ordo cerebri et ordo mentis idem non est” secondo i Dualisti.
Questa speculazione risale alla Filosofia greca antica e si attesta in maniera consistente nella metodologia scientifica di Cartesio con la dialettica “Res cogitans” e “Res extensa”. Prosegue con Spinoza e i successivi filosofi per arrivare fino al secolo scorso. Le soluzioni oscillano tra il Razionalismo, il Panteismo, lo Spiritualismo, l’Empirismo, il Criticismo, l’Idealismo, il Positivismo e la Filosofia della Scienza.   

 

NOTA BIOGRAFICA

John Carew Eccles, neurofisiologo e filosofo australiano, è nato nel 1903 ed è morto nel 1997. I suoi studi sulla “fisiologia dei neuroni” e la sua scoperta del “meccanismo biochimico dell’impulso nervoso” gli hanno procurato il premio Nobel per la Medicina nel 1963, riconoscimento condiviso con Lloyd Hodgkin e Andrew Fielding Huxley.  

 

 

Articolo a cura del dottor Salvatore Vallone

 

 


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Tags: sogno, eccles

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