Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

La Psicoterapia Breve Corporea - PBC

on . Postato in Ricerche e Contributi | Letto 1802 volte

il modello della Psicoterapia Breve Caratteroanalitica di Xavier Serrano Hortelano

“La parola […] ‘espressione’ descrive esattamente, evidentemente in base a sensazioni organiche,
il linguaggio del vivente: il vivente si esprime in movimenti, e quindi noi parliamo di ‘movimenti espressivi’”.

Wilhelm Reich (Analisi del carattere)

psicoterapia breve corporea1. Introduzione

Il modello della Psicoterapia Breve Corporea - PBC (o Psicoterapia Breve Caratteroanalitica, secondo il modello di Xavier Serrano Hortelano) ha come referenze storiche la psicoterapia breve di orientamento psicoanalitico, psicodinamico, strategico e psicocorporeo.

La PBC prende spunto, rielabora e integra alcuni contributi dei più importanti autori che hanno fatto ricerca sulle psicoterapie brevi; sistematizza e integra al suo interno la metodologia della Vegetoterapia Caratteroanalitica di Wilhelm Reich e di Federico Navarro[1], ponendosi come un modello con una propria specifica identità all’interno delle psicoterapie brevi dinamiche e della psicoterapia corporea.

Nonostante la sua ormai storia ventennale di utilizzo in Spagna, solo recentemente è approdato in Italia, dove attraverso l’intervento dell’Istituto Reich è stato possibile costituire un gruppo di psicoterapeuti formati in interventi brevi ad orientamento psicocorporeo.

2. Nascita e sviluppo della Psicoterapia Breve Corporea – PBC

Le terapie profonde, come la Vegetoterapia Caratteroanalitica, hanno obiettivi ampi di trasformazione della persona e richiedono impegno, tempo e una certa disponibilità economica; fattori la cui insufficienza limita molto l’accesso alla psicoterapia, che non riesce a diventare quindi una psicoterapia “di massa” e a raggiungere le persone che ne avrebbero maggiormente bisogno.

Inoltre, gli psicoterapeuti che lavorano nel settore pubblico devono confrontarsi con la difficoltà legata alla durata del processo psicoterapeutico, troppo lungo per essere a completo carico dello Stato: sono molti i casi in cui gli psicoterapeuti del pubblico incontrano la difficoltà di dare un sostegno efficace alle persone rimanendo all’interno del numero di sedute di cui il sistema sanitario si fa carico. Conseguentemente, lo psicofarmaco si trova ad essere la soluzione più veloce ed efficace per aiutare chi ne ha bisogno.

Partendo da queste considerazioni, una ventina di anni fa (circa a metà degli anni ’90 del XX secolo) in Spagna, Xavier Serrano Hortelano e un gruppo di colleghi della scuola ES.TE.R (Escuela Espanola de Terapia Reichiana) sviluppa la Psicoterapia Breve Caratteroanalitica – PBC.

Concorde con il pensiero sociale di Wilhelm Reich e socioculturale di Federico Navarro, secondo cui la funzione dello psicoterapeuta caratteroanalitico non riguarda solo l’intervento clinico ma è soprattutto una funzione sanitaria e socioculturale, con l’obiettivo di rendere accessibile la psicoterapia al maggior numero di persone possibile e fornire un’alternativa allo psicofarmaco, Serrano inizia a trattare casi di persone in crisi o la cui sintomatologia poteva essere trattata con un approccio breve e, nel tempo, sviluppa una sistematica e una metodologia che rielabora la Vegetoterapia Caratteroanalitica di W. Reich (così come sistematizzata in seguito da F. Navarro), la adatta al processo di psicoterapia breve e la integra con i modelli di psicoterapia breve dinamica e psicoanalitica.

3. Il modello della PBC: gli elementi distintivi

Come tutte le psicoterapie brevi, anche la PBC ha una durata limitata nel tempo, che varia tra i 4 e i 6 mesi circa, a seconda del numero di sessioni (1 sessione individuale a settimana; circa 16 - 24 sessioni totali) che si stabiliscono nella fase preliminare, per la quale si prevedono 2-3 sessioni di valutazione e diagnosi.

3.1 Le sessioni

Un importante elemento che caratterizza la PBC è rappresentato dall’inserimento del lavoro corporeo, gli acting[2], nel processo di psicoterapia breve, così che ciascuna sessione, della durata di 50 minuti, è strutturata con:

  1. una prima parte di colloquio “faccia a faccia” seduti in poltrona (lo “spazio sociale”);
  2. una parte centrale di lavoro corporeo sul divano (lo “spazio di esperienza”);
  3. un’ultima parte, di nuovo “faccia a faccia”, di verbalizzazione dell’esperienza corporea e sua integrazione con la realtà attuale e la storia del paziente.

In questo modo, si lavora su due livelli: a livello cognitivo e corticale e a livello corporeo e sensitivo, dove l’ultima parte di ogni sessione è sempre dedicata al lavoro di integrazione tra il livello corticale e quello sensitivo.

3.2 La diagnosi: il DIDE

Uno dei principali contributi innovativi di X. Serrano consiste nell’aver introdotto un modello alternativo di valutazione e diagnosi chiamato DIDE (Diagnosi Iniziale Differenziale Strutturale). Ma cosa si intende per “strutturale”? La struttura[3] di una persona rappresenta il suo macro principio organizzatore, come una sorta di macro contenitore psichico, emozionale, comportamentale, somatico, di cui il carattere e l’armatura muscolare sono due delle principali espressioni. Serrano individua l’esistenza di tre principali strutture: la nevrotica, la borderline e la psicotica, all’interno delle quali i diversi caratteri, i sintomi e l’armatura muscolare assumono forme ­e funzionalità diverse.

Rispettando la visione olistica dell’Uomo concordemente con gli insegnamenti di W. Reich, tale modello si propone di raccogliere informazioni sulla persona sia a livello cognitivo-verbale-psichico attraverso l’intervista e i testi proiettivi (se necessari), sia a livello corporeo attraverso il massaggio reichiano, la valutazione della funzione respiratoria e gli acting muscolari.

L’obiettivo è quello di comprendere la logica del funzionamento globale della persona, ricostruendone un quadro il più completo possibile, così da renderne più chiari gli elementi clinici e facilitare l’identificazione della struttura e del focus terapeutico che lo riguarda, vale a dire del tratto caratteriale principale, che crea maggiori difficoltà e che costituisce il “bersaglio” di tutto il lavoro terapeutico. Questo obiettivo viene perseguito effettuando l’analisi di:

  1. predisposizione costituzionale;
  2. relazioni affettive primarie con i membri della famiglia di origine;
  3. principali tratti caratteriali;
  4. tensioni muscolari e contrazioni croniche;
  5. funzionamento corporeo globale;
  6. realtà attuale, familiare, lavorativa, affettivo-sessuale, situazione clinico-medica, motivazione alla terapia.

Attraverso il DIDE, quindi, lo specialista arriva a formulare l’Ipotesi Psicodinamica Iniziale che, insieme al focus terapeutico, viene comunicata al paziente e contestualizzata rispetto alla sintomatologia e alla ricaduta sulla sua realtà attuale.

3.3 Gli acting e l’alleanza terapeutica

Gli acting, lavorando sulla muscolatura, producono sensazioni corporee e consentono di fare esperienza diretta, senza mediazione cognitiva, di se stessi, aiutando a sentire le rigidità, le contrazioni, i punti di maggior tensione e quelli di maggiore morbidezza, e soprattutto favorendo gli insight[4].

Nel momento in cui arriva l’insight, sotto forma di ricordo, immagine o emozione, si ristabilisce la connessione tra la psiche e il corpo e si sperimenta il senso di integrazione e unità.

Inoltre, per il buon andamento della PBC è fondamentale l’alleanza terapeutica o alleanza di lavoro: il terapeuta si pone in una posizione attiva e direttiva e, attraverso un patto chiaro e definito, fa in modo che il paziente si ponga anch’egli in una posizione maggiormente attiva e di responsabilità rispetto al proprio malessere e rispetto al processo terapeutico. Di conseguenza, la responsabilità del buon andamento del processo è condivisa, perché il lavoro si fa in due: il terapeuta ha la responsabilità di guidare il processo, il paziente ha quella di metterci impegno e attivazione.

3.4 L’analisi triangolare

Il lavoro terapeutico viene fortemente sostenuto da quella che X. Serrano chiama “l’analisi triangolare”, o triangolo analitico. Il terapeuta deve inquadrare il tratto caratteriale sul quale si sta lavorando rispetto a tre variabili fondamentali:

  1. la storia specifica del tratto caratteriale;
  2. la realtà attuale del paziente;
  3. la relazione terapeutica.

Successivamente in una specifica fase del processo, facendo l’analisi del triangolo analitico, aiuterà il paziente a prendere sempre maggiore consapevolezza della propria sintomatologia e del tratto caratteriale più destabilizzante, per identificare e comprendere:

  1. la genesi del tratto caratteriale e le sue cause;
  2. come esso si manifesta e impatta sulla realtà attuale e sulla quotidianità della persona;
  3. come si esprime all’interno della relazione terapeutica.
3.5 La psicoterapia di gruppo

Altro importante elemento che caratterizza la PBC e la distingue dalle altre psicoterapie brevi, è la combinazione e l’integrazione delle sessioni individuali con quelle di gruppo (per una durata di 3-4 mesi circa), alle quali il paziente inizia a partecipare nella fase finale delle sessioni individuali.

Prevedere delle sessioni di gruppo al termine della terapia individuale è un elemento di particolare importanza, in quanto introduce il fattore sociale all’interno del modello di psicoterapia breve. Questo consente alla persona di:

  • consolidare gli obiettivi ottenuti attraverso la PBC;
  • facilitare l’interazione, potenziare le proprie capacità relazionali;
  • confrontarsi con altre persone all’interno di un ambiente protetto, per far emergere la differenza tra percezione degli altri e auto percezione;
  • sperimentarsi nell’assunzione del proprio spazio.

4. Obiettivi della PBC

Come accennato in precedenza, trattandosi di una psicoterapia breve, la PBC si pone obiettivi raggiungibili nell’arco di tempo previsto dal modello e stabilito a inizio percorso. Tali obiettivi riguardano:

  • diminuzione della sofferenza emotiva attraverso un lavoro di contenimento che, nella maggior parte dei casi, porta anche alla riduzione o risoluzione del sintomo;
  • riduzione delle tensioni muscolari e, di conseguenza, della rigidità, della chiusura caratteriali e del blocco affettivo-emozionale;
  • raggiungimento di una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie potenzialità e risorse, attraverso cui si ottiene il recupero dell’equilibrio, una migliore gestione della vita, della relazione con la realtà e, quindi, il complessivo miglioramento della qualità della vita;
  • aiutare la persona a comprendere che il carattere e il sintomo rappresentano un aspetto difensivo;
  • raggiungimento della coscienza delle proprie sensazioni corporee;
  • acquisire maggiore consapevolezza del tratto caratteriale che crea maggiori difficoltà, disagi e che è causa del sintomo;
  • poter offrire questo trattamento come un’alternativa allo psicofarmaco e costituire un eventuale “ponte” verso una terapia del profondo.

5. Vantaggi e ambiti di applicazione della PBC

Ma fra tanti modelli diversi di psicoterapia breve, perché scegliere la Psicoterapia Breve Corporea – PBC?

Innanzi tutto perché, essendo una psicoterapia fondata su principi psicodinamici, la relazione terapeutica è la base fondamentale del processo, mentre nella psicoterapia breve cognitivo-comportamentale e strategica l’elemento della relazione è meno importante.

In secondo luogo, perché la PBC è l’unico modello di psicoterapia breve che utilizza l’acting che, costituito da un’azione muscolare diretta, attiva le sensazioni corporee, facilita una maggiore apertura e predispone la persona a realizzare l’insight. L’insight porta maggiore consapevolezza, contatto con se stessi e comprensione sperimentata corporalmente delle cause della propria sofferenza. In questo modo, attraverso l’acting, la persona sperimenta un contatto diretto con il corpo e le proprie sensazioni corporee, fa esperienza sensoriale ed emozionale diretta della connessione tra psiche e corpo.

La risoluzione del sintomo, quindi, non avviene attraverso un processo esclusivamente cognitivo, strategico, o psicodinamico (intellettualizzazioni, razionalizzazioni, scomposizione del problema in sotto parti, prescrizioni, interpretazioni ecc.), per loro natura indiretti, ma principalmente attraverso il lavoro muscolare, per sua natura “diretto” perché agito direttamente dalla persona e che produce esperienza. Con tale lavoro muscolare, la persona acquisisce una consapevolezza sensitiva della propria realtà, delle proprie difficoltà, delle cause della propria sofferenza, senza avere paura di riconoscerle.

La PBC è quindi l’unico modello di psicoterapia breve che raggiunge gli obiettivi di alleviare la sofferenza e ridurre il sintomo utilizzando una tecnica diretta ed esperienziale e, per come è strutturata ogni singola sessione, è l’unica che consente l’integrazione tra il livello cognitivo-corticale e quello sensitivo-corporeo.

Infine, come ogni psicoterapia breve, anche la PBC è particolarmente indicata per il sostegno individuale e di coppia, in situazioni di crisi, in cui la missione terapeutica è quella di aiutare le persone a uscire dalla crisi, riportandole in uno stato di equilibrio e aiutandole a comprendere che la crisi, di per sé, non è negativa, ma può rappresentare un importante momento di attivazione e cambiamento.

6. Conclusioni

La lunga storia di applicazione clinica[5] della Psicoterapia Breve Corporea – PBC, secondo il modello di Xavier Serrano Hortelano, e i successi da essa ottenuti ci aiutano ad affermare che essa si pone come un innovativo modello di psicoterapia breve che, per la sua versatilità e flessibilità, si presta ad essere utilizzato in ambiti anche molto diversi.

Inoltre, l’indubbio vantaggio di integrare nell’approccio breve il lavoro corporeo consente di effettuare un lavoro più profondo e di ottenere risultati più efficaci e duraturi nel tempo rispetto agli altri modelli di psicoterapia breve.

 

Bibliografia e sitografia

  • Reich W. (1933), Analisi del carattere, 1973, Sugarco Edizioni
  • Serrano Hortelano X., “La Psicoterapia Breve Caratteroanalitica PBC”, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Serrano Hortelano X., “La Psicoterapia Breve Caracteroanalìtica (PBC)”, 2007, Biblioteca Nueva, Madrid
  • Serrano Hortelano X., “La Psicoterapia Breve Caracteroanalitica PBC”, Conferenza del 21-22 febbraio 2014, Roma, fcarbonari.blogspot.it
  • Serrano Hortelano X., “La psicoterapia Breve Caratteroanalitica – PBC” in “La Psicoterapia Corporea Breve” a cura di Francesca Zoppi; quaderni dell’Istituto Reich, Febbraio 2014, Roma
  • http://www.esternet.org/xavierserrano/
  • www.istitutoreich.it
  • http://www.psicoterapiaecologia.com/

 

Articolo a cura della Dottoressa Désirée Renault

 


[1] Psichiatra napoletano, allievo di Ola Raknes. Per primo si è occupato di sistematizzare la metodologia della Vegetoterapia Caratteroanalitica in Europa, così come Reich l’aveva trasmessa al suo collaboratore Raknes.

[2] Gli acting sono una serie di specifici movimenti corporei pensati per essere simili a comportamenti primari e per attivare determinate sensazioni ed emozioni.

[3] Il concetto di “struttura” sarà oggetto di approfondimento nei nostri prossimi articoli.

[4] “In psicologia, la capacità di vedere dentro una situazione, o dentro sé stessi; quindi, in genere, percezione chiara, intuizione netta e immediata di fatti esterni o interni; questo significato generico ha acquistato accezioni specifiche in psichiatria e in psicanalisi, per indicare l’intuizione e la consapevolezza dei propri sentimenti, delle proprie emozioni (i. emozionale) e dei moventi del proprio comportamento (i. intellettivo)”. (‘Insight’ in Enciclopedia Treccani – www.treccani.it).

[5] In un prossimo articolo esporremo i risultati di uno studio scientifico spagnolo sugli effetti e i successi della PBC.

 

 

Tags: psicoterapia breve Xavier Serrano Hortelano Désirée Renault Psicoterapia Breve Corporea

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci alle notizie riguardanti l’immigrazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

cambio generazionale (15083266…

Anna, 50     Buongiorno, ringrazio in anticipo chi potrà aiutarmi ad affrontare il mio problema. Ho 50 anni e da 30 lavoro nell'azienda di famig...

sig (1509381564901)

Antony, 50     Da 5 anni, più o meno nel periodo tra ottobre e gennaio, mia moglie, 48 anni, è come se cambiasse personalità. ...

Fobia di non riuscire a tratte…

Marco989898, 14     Il mio problema è che ho la continua ossessione di andare in bagno e anche se all'inizio sembrerà  una cosa stupida, son...

Area Professionale

Proteggere il proprio nome onl…

Una cosa che si impara molto presto nel mondo di internet e della pubblicità online è che non serve, o meglio non basta, essere presenti nel web, aggiornare il ...

Il confine nelle dinamiche di …

Il Test I.Co.S. è un test semi-proiettivo che permette di ottenere indicazioni dettagliate sugli aspetti di personalità e sulle relazioni dei singoli soggetti a...

La Certificazione Psicologica:…

Nella pratica clinica è possibile trovarsi di fronte ad una specifica richiesta, da parte del paziente/cliente, di una Certificazione che attesti, sia dal punto...

Le parole della Psicologia

Amnesia

Dal greco a-mnesis (non-ricordo), il termine amnesia indica la compromissione grave e selettiva della memoria a lungo termine (MLT), indipendente dal tipo di st...

Resilienza

Quando parliamo di resilienza ci riferiamo alla quella capacità di far fronte in modo positivo a degli eventi traumatici riorganizzando positivamente la ...

Misofonia

La misofonia, che letteralmente significa “odio per i suoni”,  è una forma di ridotta tolleranza al suono. Si ritiene possa essere un d...

News Letters