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Mente e dolore

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La letteratura ha evidenziato come la mente possa causare una grande varietà di sindromi dolorose, tra cui tensione cronica, mal di testa, al collo, mal di schiena, dolore addominale e pelvico, della mascella, dolore facciale e via dicendo.

Mente doloreCon il termine “dolore” si fa riferimento ad una sensazione spiacevole, dovuta all’azione di un agente che va a compromettere l’integrità somatica, o determinata dallo stato di sofferenza anatomica o funzionale di un organo.

Nonostante tale accezione, nella pratica medica, può capitare di incontrare persone che soffrono di diverse condizioni arrecanti dolore, come il mal di testa, mal di schiena, o altri sintomi che sono però causati dalla mente.

Tuttavia, spesso è difficile riconoscere o credere che la mente sia in grado di produrre un sintomo fisico, ma ogni medico sa quanto la mente possa causare sintomi gravi come la paralisi o l’incapacità di parlare; questo è noto come “disturbo di conversione” e, un individuo affetto da tale condizione, non riesce a muovere le braccia o le gambe o non riuscire a parlare.

Tuttavia, in queste situazioni, non vi è assolutamente alcun danno fisico ai muscoli o ai nervi, come documentato dai test medici di routine.

È stato infatti il loro cervello a causare questa sindrome che è reversibile; quando la diagnosi effettiva esclude una lesione fisica, e la persona riceve un aiuto psicologico volto a comprendere quali siano le componenti sociali ed emotive somatizzanti, i sintomi in genere si risolvono.

Ad esempio, il cervello può causare sintomi di gravidanza negli uomini quando le mogli sono gravide e questa è nota come Sindrome di Couvade.

Altro esempio è quando gli studenti di medicina, sembrino avvertire i sintomi dei disturbi che stanno imparando a conoscere.

Sono ovviamente rari i casi in cui il cervello può causare la morte, ma tale rarità è stata documentata e tende a verificarsi quando indotta da riti voodoo o come risultato di uno scherzo crudele.

Se la mente può causare questi gravi disturbi, perché non potrebbe essere in grado di produrre dolore? In effetti, la letteratura ha evidenziato come la mente possa causare una grande varietà di sindromi dolorose, tra cui tensione cronica, mal di testa, al collo, mal di schiena, dolore addominale e pelvico, della mascella, dolore facciale e via dicendo.

Naturalmente, alcune condizioni mediche possono causare alcune sindromi del dolore, e si rendono pertanto necessarie delle valutazioni diagnostiche approfondite.

Ciò che è importante ricordare è che la mente può provocare dolore, quindi ha senso prendere in considerazione questa possibilità, soprattutto quando il dolore diviene cronico e sfugge a una spiegazione medica chiara.

Ciò si verifica perché il cervello sta cercando di inviare un messaggio; il dolore è infatti una funzione del cervello e si verifica quando è presente un segnale di allarme o di pericoloso.

Certamente, le lesioni fisiche possono attivare quel segnale, ma non tutti i danni fisici producono e causano dolore.

In uno studio condotto durante la Seconda Guerra Mondiale, i due terzi dei soldati che presentavano ferite asserivano di non sentire dolore.

I bambini che si sbucciano le ginocchia spesso non avvertono il dolore, ma possono piangere quando vedono i loro genitori correre verso di loro con uno sguardo preoccupato.

Vi sono poi dei casi “paradossali” come ad esempio quello di uno uomo britannico che, saltando dal ponteggio, cadde con il piede sopra un chiodo; egli avvertì un dolore immediato e intenso che richiese una sedazione endovenosa nonché farmaci antidolorifici.

Tuttavia, quando lo stivale fu rimosso, il chiodo si trovava tra le dite dei piedi e non era presenta nessuna ferita; il suo dolore è stato causato dal cervello che ha attivato un potente segnale di pericolo e allarme.

A tal proposito, il Dottor Howard Schubiner, professore alla Wayne State University School of Medicine, sottolinea come , all’interno della sua pratica clinica, abbia visto centinaia di persone con dolore e altre condizioni causate dalla mente.

Ha imparato che il dolore è un messaggio che il cervello invia in determinate situazioni; se ci si rompe la caviglia, il cervello si attiva, produce dolore e il messaggio che arriva è “Smetti di camminare su quel piede e otterrai un po’ di sollievo”.

Una volta, afferma il Dottor Schubiner, ha visto una donna che asseriva di avere dolore ai glutei; chiese quando aveva iniziato ad avvertire il dolore e lei rispose “da quando mio marito è in pensione”; un’altra donna con dolore al piede, dopo aver effettuato un training di connessione mente-corpo, ha iniziato ad avere la sensazione che il suo dolore era simbolico del suo sentimento, ossia del non riuscire a sopportare quando stava accadendo nella sua famiglia.

Naturalmente, non tutto il dolore è simbolico. Spetta al cervello “scegliere” quale tipo di messaggio inviarci in una situazione o momento particolare.

Tuttavia, ogni dolore veicola un messaggio di qualche tipo e può essere correlato sia a una condizione fisica o ad una situazione psicologica.

Mentre molte persone con dolore provocato dalla relazione mente-corpo, cominciano a pensare che il loro cervello li abbia traditi, arrecando loro tanto dolore, in realtà, non comprendono che il cervello sta cercando di proteggerli da ciò che esso percepisce come una situazione di pericolo per il loro corpo e la loro vita.

La concezione secondo cui il cervello invii dei messaggi di dolore per proteggerci si è rivelato al Dottor Schubiner durante il trattamento di un paziente con una sindrome da dolore mente-corpo.

Questo giovane uomo presentava un dolore diffuso che andava via via peggiorando; una volta “diagnosticata” la condizione mente-corpo, e dopo aver iniziato a lavorare più specificamente su tali dinamiche, egli cominciò ad affrontare più adattivamente i problemi della sua vita, avvertendo un miglioramento.

Tuttavia, la comparsa improvvisa di eventi stressanti lo portò a sviluppare nuovi sintomi, e ad avere pensieri suicidi.

Prese una decisione avventata di porre fine alla sua vita e salì in macchina per trovare un ponte da cui poter saltare; come mise le mani sul volante, perse improvvisamente la sensibilità della mano destra.

Trovò difficile afferrare il volante, e l’avvertire quella sensazione lo fece distogliere dall’intenzione iniziale e tornare in sé, fino a quando non si fermò e scese dalla macchina.

Il suo cervello aveva prodotto il dolore inizialmente come un messaggio rispetto alle situazioni difficili della sua vita, ma, successivamente, in una seconda fase, l’intorpidimento della mano era un ulteriore messaggio inviatogli per impedirgli di togliersi al vita.

Il dottor Schubiner consiglia infatti di fare attenzione al dolore presentato dalle persone, soprattutto se questo si presenta in forma grave e cronica; se le valutazioni mediche non rivelano una chiara causa di tali sintomi, il problema potrebbe non essere nel corpo, ma nella mente.

In queste situazioni, che sono più comuni di quanto si creda, c’è speranza per il recupero, e la loro vita potrà infatti dipendere da questo!

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 


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Tags: psicologia mente dolore psicosomatica.

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