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I Test Psicologici

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Somatic Inkblot Series : una valutazione della percezione corporea

on . Postato in Ricerche e Contributi | Letto 630 volte

La psicologia sperimentale ci rende continuamente disponibili nuovi materiali per la psicodiagnostica e per la valutazione di particolari situazioni o esigenze del paziente psichiatrico.

Fra tutti questi nuovi test diventa necessario, se non obbligatorio, selezionare quelli che possono essere proficuamente usati nella pratica quotidiana e che siano sufficientemente potenti, e nel contempo duttili, da fornire il maggior numero possibile di informazioni e la maggiore attendibilità delle stesse.

Operando all’interno di una struttura indirizzata alla diagnosi e terapia dei disturbi psicologici e psichiatrici ci troviamo in una condizione ideale sia per quanto riguarda l’effettiva disponibilità di vari reattivi psicodiagnostici sia per la quotidiana possibilità del loro utilizzo clinico. In particolare ci siamo trovati spesso a privilegiare quei mezzi che riescano a penetrare maggiormente all’interno della realtà individuale, svelandola e mostrandola nella sua molteplice forma, piuttosto che quei test apparentemente più obiettivi, ma certo meno ricchi di informazioni.

Certo non si può negare l’utilità di reattivi come il Minnesota, in particola modo quando si opera continuamente con soggetti psicotici piuttosto che nevrotici, ma nella pratica ambulatoriale, dove le patologie sono meno conclamate o, comunque, tendono a comportare una maggiore ricchezza di vissuti interiori, i test proiettivi ampliano, e di molto, l’orizzonte del terapeutica permettendo così una più corretta, direi ricca, diagnosi dei disturbi del soggetto.

Se tutto ciò vale in generale, ancor più chiaramente trova una concreta applicazione nella pratica clinica sessuologia poiché i molteplici vissuti del paziente trovano enormi, spesso insormontabili, difficoltà di esplicitazione durante il colloquio con il terapeuta ed è quindi necessario trovare ulteriori mezzi di contatto e di conoscenza.

Perciò, nel momento in cui le Organizzazioni Speciali hanno messo a disposizione della propria utenza il Somatic Inkblot Series, test proiettivo specificatamente orientato alla percezione corporea, abbiamo ritenuto opportuno adottarlo e, per così dire, "testarlo in vivo" per verificare quanto potesse aiutarci in una più corretta diagnostica sessuologica e psichiatrica in generale.

Il Somatic Inkblot Series

Il reattivo, creato da Wilfred A. Cassell nel 1980, è composto da 20 tavole, realizzate con la tecnica delle macchie d’inchiostro, "ognuna delle quali rappresenta uno stimolo visivo semi-ambiguo basato su di una specifica struttura anatomica e volto a suscitare le percezioni somatiche dei soggetti" (Cassell, 1980).

I cartoncini sono generalmente in nero su fondo bianco, qualcuno con delle parti rosse o grigie, e sono strutturati in modo da stimolare da parte dei soggetti delle risposte di tipo anatomico e ciò è favorito dal disegno che tende ad evocare chiaramente delle parti del corpo umano anche se non in maniera così strutturata da far verbalizzare al soggetto solo ed esclusivamente risposte sul corpo. La scelta di figure anatomiche è stata giustificata da Cassell con la familiarità mostrata dai pazienti nei confronti di tali immagini e quindi con il relativo senso di sicurezza che tenderebbe a far emergere, nelle risposte del paziente, il materiale più profondo, simbolico e rimosso.

La presentazione avviene sempre nella stessa sequenza ed al soggetto vengono fornite delle istruzioni standardizzate (spesso su nastro) e per ogni tavola viene registrato il tempo di reazione, le risposte fornite dal soggetto e gli eventuali commenti (positivi o negativi che siano) ed infine viene effettuata una intervista che permette di chiarire ulteriormente la localizzazione delle risposte, le loro caratteristiche, e l’elaborazione relativa.

Terminata questa prima parte si passa ad una seconda indagine nella quale vengono evidenziati i sentimenti positivi evocati nel soggetto da particolari figure e su ogni tavola viene condotta un’intervista che permetta di far emergere gli investimenti generici ed i nuclei libidici evocati da a determinate immagini del corpo. Lo stesso procedimento viene ripetuto su quelle tavole che vengono definite negative dal soggetto. Se a determinate tavole non sono state date risposte anatomiche viene effettuata una ulteriore ricerca per verificarne i motivi e, ove persista il rifiuto, si giustifica l’ipotesi diagnostica di una "rimozione anatomica".

Infine vengono presentate al soggetto tutte le tavole contemporaneamente e gli si chiede di ordinarle in base al loro grado di minaccia psico-emotiva, così da ottenere una "catena simbolica" che, ancorata sottoposta ad intervista, permetta l’emergere di una "gestalt" complessiva dei simboli corporei e delle immagini anatomiche del paziente stesso.

Un punto importante da sottolineare, seguendo con ciò lo stesso Cassell, è l’attenzione che deve essere posta nel corso dell’intervista, poiché è facile "infrangere il sistema delle difese individuali" ed è quindi "necessario che l’esaminatore sia abile e consapevole dei particolari processi mentali idiosincratici del soggetto" (Cattell, 1980).

Conclusa la fase di raccolta dei dati, il protocollo di risposte fornite dal soggetto viene valutato in base ad un sistema di attribuzione di punteggio incentrata sull’analisi del contenuto delle stesse (Aronow e Reznikoff, 1976).

Il metodo

Stimolati dalle notevoli possibilità che il test sembra possedere abbiamo deciso, dopo un periodo iniziale di apprendimento e sperimentazione interna (cioè su noi stessi), di somministrarlo ai pazienti ambulatoriali che presentassero specificatamente una richiesta di aiuto relativa a problematiche somatiche o corporee in generale.

Sono stati sottoposti alla somministrazione del reattivo 38 soggetti che presentavano disfunzioni di tipo sessuologico e/o psicosomatico ed agli stessi sono stati somministrati, inoltre, il Minnesota Multiphasic Personality Inventory ed il Test di Rorschach così da poter avere diversi, e più noti, punti di riferimento diagnostico.

Con la somministrazione del SIS era nostra intenzione esplorare specificatamente i vissuti corporei presenti nei soggetti in esame e verificare quanto essi potessero porsi in correlazione con i rimanenti reattivi e con le risultanze del colloquio clinico. Inoltre si è cercato di verificare se potessero esistere differenze significative fra le immagini corporee determinate nei soggetti da diverse patologie.

La ricerca è ancora in corso per cui nella presente relazione ci riferiremo esclusivamente alla percezione corporea rilevata attraverso il test di Cassell tralasciando, per il momento, tutte quelle verifiche e quei confronti di cui abbiamo appena detto.

I risultati

Il primo degli argomenti che il SIS ci ha permesso di verificare è stato quello della rimozione somatica.

La teoria psicoanalitica tende a considerare la rimozione fondamentale nella genesi del sintomo psichico e, attraverso le risposte rilevate nel reattivo, emerge evidente la connessione esistente fra specifiche parti del corpo, la loro percezione e l’emergere di una sintomatologia correlata. Infatti, la maggioranza dei pazienti con sintomatologia cosiddetta "di conversione" risponde alle tavole con una accentuazione di riferimenti specifici oppure con una inibizione che, già da sola, permette di comprendere molte delle problematiche sottostanti. In particolare le tavole chiaramente evidenzianti organi interni quali la IX, la X e la XI registrano, in questo tipo di pazienti, la maggiore percentuale di rifiuti o di risposte patologiche.

Altro campo d’indagine particolarmente fecondo è quello della sessualità, sia nella sua "normalità" che nella patologia. Infatti l’immagine corporea è enormemente coinvolta all’interno del vissuto sessuale di ogni soggetto. Le macchie del SIS si sono dimostrate in grado di stimolare l’immagine sia maschile che femminile e di discriminare marcatamente i soggetti che hanno preoccupazioni relative ai loro vissuti sessuali.

In particolare, nella nostra indagine, sono emerse manifestazioni d’ansia notevoli alla presentazione di quelle tavole che chiaramente evocano l’immagine dei gen8itali femminili, sia in maschi che in femmine, così come le tavole con un chiaro contenuto fallico appaiono in grado di far emergere le problematiche nascoste di pazienti con difficoltà erettive o con problemi di identificazione sessuale. Anche alcuni soggetti femminili, con disturbi d’ansia, hanno reagito in modo particolarmente evidente alle stesse tavole.

Determinate immagini, penso alla tavola numero VII, alla XII ed alla XX, sembrano far emergere appieno le tematiche connesse alla paura di castrazione o alla grandezza del pene.

Notevolmente marcata, e non potrebbe essere altrimenti, la percezione corporea si rivela in quei soggetti con disturbi gastrointestinali. Il reattivo di Cassell permette di evidenziare, in questi soggetti, i nuclei psicopatologici nascosti che sembrano essere alla base della sintomatologia dolorosa e offre quindi, in funzione terapeutica, la possibilità di intervenire in modo estremamente efficace.

Conclusioni

Per quanto dal presente lavoro tendano a non emergere, per il momento, conclusioni particolari, ciò collegato alla estrapolazione del materiale rispetto al corpo centrale della ricerca in atto, possiamo affermare che il Somatic Inkblot Series può certamente trovare una valida collocazione all’interno del gruppo di strumenti diagnostici utilizzabili nella pratica clinica. Infatti, nonostante la complessità della procedura di somministrazione e la laboriosità dell’elaborazione successiva, si rivela essere una notevole fonte di dati, notizie ed informazioni da sfruttare abilmente nella successiva fase terapeutica.

 

Dott. Luigi Di Giuseppe
Psicologo, Psicoterapeuta - Responsabile Unità Operativa di Riabilitazione Psicologica - Casa di Cura Villa Pini d'Abruzzo - Chieti

 

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