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Verso una nuova sintesi integrativa nella prospettiva psicologica del sogno

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Nel costante cammino ermeneutico intrapreso dall’uomo il “sogno” non è più nella sua purezza riducibile alla lineare teoria freudiana dell’appagamento di un desiderio rimosso.

sogno e sogniLo stesso destino vale per la “fantasia” e i suoi prodotti. Il “lavoro onirico”, notturno e diurno, necessita di essere indagato da altre discipline scientifiche ed esteso a tutte le produzioni creative dell’uomo. Dalle mie ricerche teoriche e pratiche consegue nella provvisorietà delle umane elaborazioni la seguente griglia interpretativa.

  • Il sogno è l’attività psichica del sonno e si svolge nelle fasi R.E.M. .
  • Il sogno è il prodotto della realtà psichica in atto e l’espressione parziale della struttura psichica evolutiva implicita.
  • Il sogno svolge psicodinamiche legate alle fasi evolutive della “libido”, (orale, anale, fallico-narcisistica e genitale) e alla relazione edipica, in generale le psicodinamiche funzionali alla “formazione del carattere”.    
  • Il sogno si può definire “resto notturno” in quanto non è ricordato nella sua integrità e purezza, ma viene rielaborato al risveglio con pezze
    logico-consequenziali.
  • Il sogno è rappresentazione di “simboli” e implica la specifica modalità mentale e il preciso concorso dei meccanismi del “processo primario”.
    A livello neurofisiologico si richiamano le attività dell’emisfero cerebrale destro.
  • Il sogno è “proiezione” di “archetipi” e di “fantasmi” “introiettati” a base filogenetica collettiva e individuale.
    A livello neurofisiologico sono coinvolte le attività dell’emisfero cerebrale destro.
    A livello psichico profondo sono implicati i meccanismi arcaici di difesa della “proiezione”, della “introiezione” e della “identificazione”.
    A livello psico-economico è innescata e agita la carica energetica della “libido”.  
    A livello psico-cognitivo sono instruiti i meccanismi del “processo primario”.     
  • Il sogno è espressione delle istanze psichiche dell’Es, dell’Io e del Super-Io, intenzionate dialetticamente al “principio del piacere”, al “principio della realtà” e al “principio della coazione a ripetere” ispirato da Eros e Thanatos.
    A livello neurofisiologico sono coinvolte le attività dell’emisfero cerebrale destro e dell’emisfero cerebrale sinistro.
    A livello psichico profondo sono richiamati i sistemi psichici secondo una valenza  topica, dinamica ed economica con l’attivazione della “libido” finalizzata all’equilibrio psichico di natura risolutiva.
    A livello psico-cognitivo sono usati i meccanismi del “processo primario” e del “processo secondario”.     
  • Il sogno svolge una psicodinamica di natura descrittiva e prevalentemente conflittuale.
    I contenuti del sogno sono “segni” semanticamente interattivi, degni di attenta considerazione e passibili di utile decodificazione sempre in funzione dei benefici effetti dell’autocoscienza: i sogni sono semiologicamente “segni significanti” dotati di “senso” e di “significato”.  
    A livello neurofisiologico sono richiamate in maniera determinante le attività dell’emisfero sinistro.
    A livello psichico profondo sono evocati i sistemi psichici con valenza dinamica e dialettica in reazione a coordinate pulsionali di natura libidica.  
    A livello psico-cognitivo intercorrono i meccanismi del “processo secondario”.
  • Il sogno implica i meccanismi e i processi psichici di difesa.
    Il significante e il significato onirici comportano l’equilibrio psichico, per cui la funzione difensiva è implicitamente evocata e attivata.     
    A livello neurofisiologico sono richiamate le attività dell’emisfero destro e dell’emisfero sinistro.
    A livello psichico profondo è instruito il sistema delle difese nel suo aspetto arcaico ed evoluto, ma sempre nella funzione filogenetica dell’equilibrio.   
    A livello psico-cognitivo si evidenzia l’attività combinata e specifica del “processo primario” e del “processo secondario”.  
  • Il sogno struttura figure retoriche.
    Tra il “contenuto manifesto” e il “contenuto latente”, il termine e il significato, è poeticamente inscritto un nesso reperibile nella gamma delle figure retoriche.  
    A livello neurofisiologico è richiamata l’attività dell’emisfero cerebrale destro.
    A livello psichico profondo si rileva topicamente la presenza di materiale psichico preconscio o inconscio funzionale all’elaborazione dei processi creativi.  
    A livello psico-cognitivo è instruita l’attività del “processo primario” e del “processo secondario”.
    Le figure retoriche prevalentemente implicate sono la”metafora”, la “metonimia”, la “sineddoche”, la “antonomasia”, la “iperbole” e la “enfasi”.

 

 

Articolo a cura del Dottor Salvatore Vallone

 

 

 

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