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on . Postato in Benessere e Salute | Letto 376 volte

Ho deciso di pubblicare sul sito queste riflessioni nella speranza di aiutare chi si sente “giù” e cerca “uno scopo nella vita”.

(Non sono presuntuosa, se avrete la pazienza di leggere questi appunti saprete cosa intendo!). Da sempre mia madre ha un motto “volere é potere!”, io ci ho impiegato parecchi anni a capire quanto sia vero! * Spesso si è portati a credere che il modo in cui una persona affronta la vita sia


Ho deciso di pubblicare sul sito queste riflessioni nella speranza di aiutare chi si sente “giù” e cerca “uno scopo nella vita”. (Non sono presuntuosa, se avrete la pazienza di leggere questi appunti saprete cosa intendo!). Da sempre mia madre ha un motto “volere é potere!”, io ci ho impiegato parecchi anni a capire quanto sia vero! * Spesso si è portati a credere che il modo in cui una persona affronta la vita sia totalmente predeterminato e quindi immutabile.

La verità è che, invece, noi possiamo modificare il nostro atteggiamento migliorando la nostra vita. Il modo in cui interpretiamo gli eventi, causa le nostre emozioni. Questo modo, però, non è immodificabile. Con uno sforzo possiamo iniziare a sostituire le nostre credenze, sostituirle con pensieri positivi, e diventare ottimisti. Lo psicoterapeuta non ha, o non dovrebbe, più avere solo il compito di spiegare l’origine delle emozioni negative, ma aiutare la persona ad aumentare le proprie capacità, a capire quali siano i propri punti di forza, a modificare lo “stile cognitivo”. Come afferma un noto psicologo americano, Martin Seligman, noi possiamo acquisire un nuovo bagaglio di capacità cognitive, ossia un nuovo modo di pensare. Il pensiero volontario può renderci più ottimisti, aumentare le nostre capacità, aiutarci a realizzare uno stato di serenità e armonia. Sembra strano ma dobbiamo imparare a pensare! Ed ecco la parola chiave: volontà. La serenità dipende da noi, soltanto da noi. La serenità, la gioia, l’armonia sono stati mentali, e noi possiamo averne il controllo. Attraverso un atto di volontà possiamo realizzare lo stato mentale della serenità. Attraverso un atto di volontà possiamo sostituire i pensieri negativi, che causano dolore, con pensieri positivi. Non consideriamo mai che il pensiero è un nostro prodotto e come tale può essere controllato e modificato da noi. E’ importante sapere che noi ci identifichiamo con i nostri pensieri e quindi che noi siamo ciò che pensiamo. Se i nostri pensieri sono limitanti (non posso, non sono capace, sbaglio, non so fare…) noi ci identifichiamo con essi, e poiché è il pensiero a guidare l’azione, ci comporteremo di conseguenza. Occorre quindi sostituire, con un atto di volontà appunto, il pensiero limitante, negativo con quello positivo. In questo modo aumenterà la fiducia in noi stessi e anche le nostre azioni saranno guidate da questa nuova forza. Se anche per anni abbiamo dato spiegazioni pessimiste alle nostre esperienze, con un atto di volontà possiamo iniziare a sostituire tali pensieri con uno stile esplicativo ottimista a cui seguiranno le azioni, ossia i fatti. Si può andare oltre e non solo aumentare il nostro ottimismo per accrescere il nostro benessere. Seligman fa notare che la nostra serenità è in parte determinata da fattori ereditari e dalle circostanze della vita, ma molto è sotto il nostro controllo. Studi hanno mostrato come per essere autenticamente felici occorra esercitare le proprie potenzialità, quelle capacità che ci riconosciamo e che esercitando le quali ci sentiamo pieni di energia. Una delle mie potenzialità maggiori, ad esempio, concerne l’amore per il sapere soprattutto collegato con gli aspetti profondi, mentali, spirituali miei e del mio prossimo. Quando mi immergo in questa attività entro in uno stato di serenità, di forza, il tempo non esiste più, sto davvero bene (in psicologia questo stato si chiama “flow”). Esistono test che aiutano a capire quali siano le potenzialità personali di ciascuno. Se ci dedichiamo a ciò che ci gratifica la nostra vita migliora e si riempie di significato. Ho voluto dare un’imbeccata, invogliare ad approfondire la conoscenza delle proprie capacità e virtù. Invogliare a non subire la vita, ma a esercitare la propria volontà su noi stessi, il nostro pensiero e le nostre azioni. Vale la pena di vivere pienamente, non rincorrendo piaceri di breve durata, ma gratificazioni autentiche.

*grazie mamma, la mia prima e ineguagliata maestra!

BIBLIOGRAFIa


• Martin E.P. Seligman, "La costruzione della felicità", Sperling
• Martin E.P. Seligman, "Imparare l’ottimismo", Giunti
• Csikszentmihalyi, "Finding flow"

Dott.ssa Rienzo Giacomina - Psicologa

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