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Ascoltarsi per ascoltare. Decalogo per affrontare la quarantena

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In questo articolo proponiamo un decalogo che può essere usato come spunto di riflessione e fonte di ispirazione per scrivere la vostra modalità personale di gestione e reazione nella fase 2 della pandemia Sars-Cov-2

di Claudia Nissi

Ascoltarsi per ascoltare. Decalogo per affrontare la quarantenaCome state affrontando la quarantena? Come pensate di gestire l’immediato futuro denominato fase due?

Sento sempre più persone demoralizzate e appesantite da questa chiusura.

Mamme stanche di copiare i compiti dei loro figli a mano, padri che fanno fatica a trovare spazi per lo smart working, single estraniati dal tessuto sociale, fidanzati divisi, problemi economici, bonus che non arrivano e richieste di cassa integrazione... insomma la situazione sociale, familiare e personale aumenta il senso di disagio.

È passato oltre un mese e mezzo dal giorno in cui è cambiata la nostra quotidianità, e ci siamo ritrovati a casa a postare video e foto con la scritta: #iorestoacasa  #andratuttobene, con la possibilità di uscire solo per necessità.

Forse all’inizio pensavamo, con un po’ di ingenuità, che dopo questi giorni di chiusura, potessimo tornare a una vita normale.

Sinceramente mi aspettavo anch’io che una volta finita questa fase di ristrettezza, si potesse ritornare alla realtà, ma con il passare del tempo la speranza ha lasciato il posto alle delusione.

Due settimana, 1 mese, 40 giorni, il tempo si è allungato senza che ce ne accorgessimo, la speranza è lentamente diminuita fino a sparire del tutto.

Oggi sappiamo, prima ancora che parlasse Conte, che siamo chiamati ad affrontare un nuovo cambiamento.

Una fase nella quale apriranno gradualmente i negozi ma si dovrà stare con la mascherina, i guanti, entrare nei locali uno alla volta, o fare lunghe file, provare indumenti sanificati che poi saranno nuovamente sanificati.

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I ristoranti avranno tavoli distanziati e tra noi e la persona che non appartiene al nostro nucleo familiare sarà posto un vetro per dividerci.

Ognuno di noi vedeva questo tempo come una parentesi, che ancora non può essere chiusa.

Molte persone fanno sempre più fatica a dormire, a causa delle ruminazioni ansiose, pensieri ossessivi, che provano a trovare soluzioni a situazioni, per contenere un’ansia crescente; si sentono depresse e demoralizzate, impotenti.

La positività iniziale ha lasciato il posto ai segni di disagio, che senza sorprese si possono manifestare anche nella fase due e nei successivi periodi di apertura.

I problemi legati al post Covid-19, oltre che di ordine economico, saranno anche di ordine psicologico.

Molte persone spesso in buona fede danno dei consigli per affrontare questo periodo “fai yoga, salsa, ginnastica, fai un dolce”, partendo dalla propria esperienza.

Questi consigli sono vissuti da altri come soluzioni posticce perchè a mio avviso il decalogo per sopravvivere alla quarantena e al passaggio da una fase all’altra lo possiamo costruire solo noi per noi stessi.

Per questo ho deciso di proporre in questo articolo un decalogo che vi consiglio di usare semplicemente come spunto di riflessione e fonte di ispirazione per scrivere il vostro.

L’importante è che ci siano tutti gli ingredienti per gestire al meglio questo nuovo cambiamento che siamo chiamati ad affrontare:

  1. Organizzare una propria routine giornaliera;
  2. Differenziare la routine della domenica (o anche del sabato se non si lavora) da quella degli altri giorni della settimana;
  3. Ritagliarsi una volta al giorno o a giorni alternati dei piccoli spazi con qualcosa che ci piace fare;
  4. Mantenere in una nuova forma quello che eravamo abituati a fare prima della chiusura totale (es. allenarsi a casa invece di andare in palestra);
  5. Concedersi un piccolo regalo ogni tanto (un cioccolatino, una piantina di cui prendersi cura);
  6. Ascoltare le notizie rispetto al Covid-19, una massimo due volte al giorno, in momenti della giornata stabiliti, per evitare di farsi invadere dalle troppe informazioni;
  7. Trovare il tempo per sentire una persona, che ci fa piacere sentire.
  8. Darsi dei piccoli compiti quotidiani fuori dalla routine (es. sistemare un cassetto che non avete avuto il tempo di sistemare prima);
  9. Dedicare del tempo a qualcosa che nutre (es. una formazione, la lettura);
  10. Ascoltare il proprio vissuto emotivo e assecondare per quanto possibile il proprio umore.

Per affrontare la fase due dobbiamo prenderci del tempo, uno spazio emotivo, per abituarci al nuovo cambiamento, uscire di casa, luogo di protezione di quest’ultimo periodo, in maniera graduale.

Sarebbe meglio immergerci un passo alla volta nella nuova quotidianità con altre regole senza correre; prenderci il tempo emotivo e fisico per affrontare questa nuova situazione o le libertà che gradualmente saranno concesse nelle fasi successive.

È importante sentire cosa stiamo provando, il nostro vissuto.

All’idea di riuscire con queste nuove regole, è possibile che molte persone potranno mostrare ansia, oppressione e paura.

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Altre sceglieranno ancora di non uscire, per rimanere protetti.

Il faro deve essere ciò che sentiamo e darsi la possibilità di affrontare situazioni gestibili.

Correre fuori potrebbe avere l’effetto di un'abbuffata dopo un periodo di ristrettezze alimentari.

Dobbiamo dare al tempo vissuto in casa la possibilità di essere stato prezioso e ben speso per ognuno di noi.

La nuova consapevolezza deve essere guidata dall’ascoltarsi.

Prima sembrava che non avessimo il tempo per noi; ora abbiamo un tempo in più, ma sembra che ci siamo persi “Noi stessi”.

Sopravvivere al Covid non significa solo non ammalarsi, proteggersi dal virus, ognuno di noi deve iniziare a prevenire i disagi secondari connessi alla quarantena al distanziamento sociale, all’isolamento.

Abbiamo il dovere verso noi stessi di trovare un tempo, una piccola parentesi in questa parentesi, che ha messo in pausa le nostre vite, per imparare a sentirci.

 Concludo con le parole di Ghoete, poeta e scrittore tedesco: “Parlare è un bisogno, ascoltarsi è un’arte”.

...e allora facciamo di quest’arte un nuovo modo di stare al mondo!

 

(articolo a cura della Dottoressa Claudia Nissi)

 

 

 

 


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