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Cenni sulle Sindromi Psicosomatiche

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cenni sulle sindromi psicosomaticheLa medicina psicosomatica è è stata definita in vari modi: Scienza delle relazioni dei fattori psicologici, biologici, sociali che intervengono nello stato di salute e malattia; un approccio alla pratica medica che include fattori psicosociali nella prevenzione, diagnosi, trattamento di tutte le malattie; una serie di attività cliniche che si collocano tra la medicina da un lato e le scienze comportamentali dall’altro.

Le teorie psicosomatiche prevedono due assunti fondamentali:

  • Ogni individuo è esposto ad eventi e situazioni sociali che rappresentano un’informazione stimolo per il suo sistema nervoso centrale;
  • Esiste la tendenza a reagire a stimoli specifici con risposte specifiche individuali, cognitive, comportamentali, fisiologiche.

Queste tendenze, in parte dovute a fattori innati, in parte acquisite con lo sviluppo, partecipano a determinare quali situazioni e mutamenti della vita è più probabile che risultino in una data malattia in ciascun soggetto.

La prima risposta allo stimolo è costituita da una attivazione del SNC e da una certa valutazione cognitiva dello stimolo. Alcuni stimoli possono suscitare risposte immediate emozionali e vegetative attraverso le connessioni del sistema reticolare col sistema libico e con l’ipotalamo.

Il significato conscio o inconscio attribuito allo stimolo (es: minaccia, perdita ecc.) risulta dall’interazione dello stimolo con le caratteristiche e e le condizioni psicologiche del soggetto. Ne conseguono manifestazioni emozionali la qualità ed intensità delle quali dipende dal significato che è stato attribuito all’informazione-stimolo.

Le emozioni possono essere considerate come una variabile interposta tra la valutazione cognitiva e la reazione fisiologica periferica individuale mediata attraverso il sistema neurovegetativo ed endocrino.

Un’informazione-stimolo che provoca reazioni emozionali intense -stress- mette in moto risposte fisiologiche e psicologiche il cui scopo è quello di attenuare lo stress.

Il comportamento messo in atto dal paziente può essere adattivo o meno ed includere meccanismi inconsci di difesa. Se gli sforzi del soggetto falliscono perché lo stress supera la sua capacità di risposta di adattamento egli è esposto ad una generica vulnerabilità nei confronti della malattia somatica, psichica od entrambe.

Meccanismi patogenetici

Gli stress ambientali (abbandono- separazione- perdita ecc.) producono risposte neuromuscolari, neurovegetative e neuroumorali.

Le risposte dell’organismo allo stress tradizionalmente concepite come un comportamento di “attacco o fuga” di Cannon o legate alla “sindrome generale di adattamento” di Seyle hanno un valore finalistico di conservazione ma possono costituire un danno potenziale se sono mantenute troppo a lungo e intensamente.

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La perdita- separazione conseguente a un lutto o la perdita oggettuale fantasticata o realmente avvenuta comporta uno stato di disperazione e sfiducia in chi la subisce.

Un tale staus psicologico abbassa le difese dell’organismo esponendolo a varie malattie.

La percezione di un sintomo fantasie e timori connessi sono legate per il paziente alla sua immagine corporea "parti e funzioni del corpo sono investite di significati simbolici consci ed inconsci che influenzano l’attitudine del soggetto verso il proprio corpo vissuto ad es. come minaccioso dai soggetti ipocondriaci per le sensazioni che procura".

I disturbi psichiatrici comportano concomitanti percezioni di cambiamenti anche somatici dall’isteria alla depressione, dalla schizofrenia all’ipocondria. Il tentativo del paziente di ottenere sollievo da tali sensazioni sgradevoli corporee può sfociare in nuovi disturbi psichiatrici (alcolismo, farmacodipendenza, ricerca eccessiva di cure mediche ecc.).

Si è parlato per il paziente psicosomatico di alexitimia cioè l’incapacità di esprimere le emozioni a parole, scarsità di fantasie riferite a sentimenti e pulsioni.

Ne deriva che la sua attenzione è superinvestità non sul sé ma sull’ambiente esterno. Di fronte all’insorgere di pulsioni istintuali viè un’incapacità del soggetto a confrontarsi con esse atraverso un’elaborazione psichica a causa di una deficitaria capacità di rappresentazione psichica e di una diminuita risposta affettiva.

L’energia istintuale, saltando la psiche, interessa direttamente il soma con risultati patologici.

 

Dott.ssa Tina Carone, Psicologa - Psicoterapeuta (Roma)

 

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Tags: sindrome patologia psicosomatica alexitimia

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