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Assertività e funzioni cognitive: svelato l’arcano

on . Postato in Crescita personale | Letto 1432 volte

Funzioni cognitive, due parole che se prese da sole già hanno in sé un che di misterioso, metterle insieme, al mistero aggiungerei l’arcano.

funzioni cognitive

Ricordo che quando mi iscrissi alla facoltà di psicologia, la motivazione alla base, oltre al mio splendido modo di essere incasinatissima, era cercare di comprendere, svelare parole come inconscio, meccanismi di difesa. Allora Freud andava alla grande in tutte le librerie. Poi approdo fra i banchi e per la prima volta incominciò a risuonare nelle mie orecchie e subito dopo nel mio cervello la parola cognitivo.

Diconsi (per chi ha letto qualche altro mio articolo oramai avrà svelato che è una parola che amo molto. Diconsi lo diceva sempre una mia ex insegnante di matematica donna unica, sia nel suo straordinario modo di insegnare che nella sua dolcezza mista ad autorità) cognitive: sensazioni, percezioni, emozioni, ricordi, insomma tutto quello che ci passa per la testa.

La mia definizione è una semplificazione, ma rende perfettamente l’idea.
L’assertivo è colui che con l’esperienza e la motivazione giusta, cioè quella di voler vivere più sereno, sempre nel rispetto dell’altro, utilizza le proprie funzioni cognitive in modo positivo, salutare.

Mi spiego meglio. Siamo noi con il nostro meraviglioso cervello a generare i pensieri, le nostre azioni, I comportamenti. A seconda di come pensiamo, affrontiamo la vita.

Se utilizziamo la meravigliosa rete neurale e le sinapsi del nostro cervello per vedere il mondo in modo positivo alla sera saremo più rilassati, sereni e alla mattina saremo entusiasti di iniziare un’altra meravigliosa giornata, una giornata che ci porterà a crescere e ad apprendere nuove cose, a prescindere se piove, nevica o c’è il sole.

Se invece utilizziamo il nostro cervello per generare pensieri “negativi”, concentrandoci per esempio, nel vedere le cose come rotture di scatole che servono solo per appesantirci piuttosto che per crescere, allora le nostre serate e risvegli saranno sicuramente differenti.

Ebbene si, siamo noi a decidere come trasformare le informazioni che arrivano al nostro cervello dai cinque sensi. (Dilan Dog, personaggio dei fumetti che mi ha accompagnato per tutta l’università, direbbe: sei sensi e mezzo!).

Siamo noi che dobbiamo diventare bravi a generare pensieri positivi, produttivi, piuttosto che negativi, distruttivi. E tutto ciò dipende da cosa volete dalla vostra vita, come accennavo in un articolo precedente: se siete dei “masochisti” allora ben vengano pensieri distruttivi, sarete sicuramente più sereni cosi.

Studiando, studiando, ho scoperto che al giorno possiamo creare più di cinquanta mila pensieri. Ve lo scrivo anche con i numeri, perché per me fa più effetto, forse anche in voi: 50000 pensieri.
Proprio riflettendo su ciò, ho ideato il termine di “frullatore mentale”. Dicesi, da me, “ frullatore mentale” la mia testa, quando abbandonata a se stessa, senza redini, incomincia a generare pensieri negativi uno dietro l’altro. Vi assicuro che si tratta di una confusione e di un rumore assordante!

Come riuscire a vivere bene con un frullatore sempre acceso in testa, più o meno veloce, ma sempre acceso?
Io non ci riuscivo e voi? Cosi  stanca e sorda, soprattutto verso le cose buone della vita, ho incominciato a ‘rompermi’ di vivere nel caos e ho incominciato ad analizzare cosa potevo fare per stare bene, bene, anzi no, meglio!

Ed ecco che sono giunta alle seguenti conclusioni e alla costruzione di antidoti per neutralizzare il caos: (in realtà non ci sono arrivata da sola ma accompagnata dalle persone e dai libri che ho incontrato nella mia vita):

  1. Incominciare a riflettere che i pensieri entrano da soli in testa , non c’è un modo per bloccarli, nemmeno con elmetti di ferro più o meno collaudati
    I pensieri arrivano, ma noi possiamo, una volta arrivati, cambiarli con altri positivi. Qui devo ringraziare un ragazzo, grande amante del cantante Vasco, che anni fa passò molto del suo tempo a riflettere con me su ciò e su come uscire fuori dal frullatore mentale (in realtà oggi sarà diventato un uomo).
    Il domandone ora, per chi abbia dimenticato casa voglia dire essere sorridente e allegro, è: I pensieri positivi quali sono?
    Sono tutti quei pensieri che ci fanno stare bene e io penso che sia importante scrivere su di un foglio i vostri pensieri positivi in modo che appena ne avvertite uno negativo potrete sostituirlo immediatamente con un altro della vostra lista.
  2. Anni fa, mi imbattei in uno scritto misterioso e interessante, dove, dopo aver decriptato la scrittura, riuscii a comprendere che ci sono degli errori cognitivi che tutti noi più o meno commettiamo.
    Diconsi errori cognitivi, modi  di pensare inesatti che sono la conseguenza del fatto che siamo degli esseri umani e che come tali abbiamo dei limiti. Che grande notizia per me è stata questa: mi ha fatto sentire normale. Pensateci un attimo, abbiamo dei limiti, che bello non siamo difettosi di fabbrica, è semplicemente che siamo cosi!

Gli errori cognitivi possono essere i seguenti:

  • Tendiamo sempre ad utilizzare le soluzioni che abbiamo utilizzato nel passato per risolvere i ‘casini’ del presente, anche quando non sono adeguate.
  • Tendiamo a non usare la logica per comprendere se una cosa che abbiamo di fronte è vera o falsa. O meglio, tendiamo ad utilizzare la nostra logica e non la logica assoluta, che in ogni caso tendo a pensare non esista! Due cose ovviamente differenti. Continuando poi a sostenere che la nostra logica è quella assoluta!
  • Non siamo abituati ad usare la fantasia, l’immaginazione.
    Più cresciamo con l’età e più la maggior parte di noi cosi detti adulti, utilizza solo i ragionamenti dettati dall’esperienza. La fantasia, l’immaginazione, i sogni, che sono anche le cose che ci tengono in vita con più entusiasmo, tendono ad essere emarginate.
    Che diamine di fine facciamo fare a queste qualità meravigliose!!!! Tendiamo, penso anche un po’ per invidia, a bloccare anche i nostri bambini, a non dar loro l’incoraggiamento sufficiente per farli continuare a sognare e di conseguenza continuare a farlo anche da adulti. Cerchiamo di costringerli, e in molti casi ce la facciamo (basta guardare noi adulti) ad indossare subito l’abito del concreto, del fare e basta.
    Penso che invece sia importante nutrire la loro creatività, la loro fantasia, insegnandogli a realizzare quello che pensano.
    Mi fermo spesso a guardare e sentire mio figlio, ha mille idee, mille progetti, riguardanti il costruire cose, fare disegni. La sola cosa che gli dico sempre è “metti in pratica quello che hai in mente”. E lui: “ma secondo te è possibile farlo”,  ed io: “prova e lo scopriremo”.
    Penso che ognuno di noi, a qualsiasi età, abbia la capacità di sedersi e fantasticare, creare pensieri astratti, soluzioni ingegnose , anche se poi non funzionano al primo colpo pratico.
  • Tendiamo a fare in modo di convalidare le nostre teorie. Esse ci risultano, cosi facendo, sempre vere in assoluto. Ovvio, ci concentriamo a notare solo quello che le conferma, piuttosto che i dati che le disconfermano.
    Un esempio? Ho una pianta di fronte a me, la guardo e noto che incomincia ad afflosciarsi, ingiallire e concludo che sta morendo!
    Cosa faccio? Niente, perché quando continuo a guardarla, nei giorni a venire, continuo a notare solo le foglie più ingiallite fino a quando, confermo la mia teoria e lei, senza cure, passa a miglior vita!
    Immaginiamo ora la stessa pianta, con le stesse difficoltà, ma io la guardo e mi soffermo solo sulle due foglioline verdi e dico: ce la può fare! Taglio le foglie secche, prendo il concime giusto, cambio il vaso e la terra. La pianta è sempre fuori nel mio balcone, che mi sorride tutte le volte che la guardo!
  • Tendiamo a soffermarci su una sola soluzione di un dilemma e tendiamo a continuare  a usarla anche se la situazione difficile da risolvere, dopo applicata, non è stata superata. Facendo cosi non comprendiamo il vero senso della situazione da risolvere.
  • Alcuni di noi tendono a non guardare nel passato per vedere se la situazione da risolvere oggi possa essere risolta utilizzando strategie usate anche nel passato.
  • Possiamo pensare a solo una cosa alla volta. Questa secondo me è una virtù non un limite.
    Respiriamo un attimo (fatto?), e fermiamoci a pensare a solo una cosa alla volta, è più rilassante di mille pensieri uno dietro l’altro.
    Ebbene si, si può fare bene solo una cosa alla volta.

Riflettiamo adesso per una attimo su quanto sopra letto, fatto? Io quando lo faccio trovo giovamento perché:

  1. Ho i miei pensieri antidoti, cioè pensieri positivi che uso sistematicamente per contrastare quelli negativi. Alla comparsa di un pensiero negativo lo prendo per mano e con un bel sorriso lo sostituisco con un altro simile ma al contrario.
  2. Quando mi trovo di fronte a qualcosa che è meglio capire se è vera o falsa, mi obbligo ad essere ‘logica’ nella valutazione. Prima di fare questo mi sono documentata su cosa vuol dire usare la logica. Ora invito anche voi a farlo, documentatevi, ogni volta che iniziate a vivere male concentratevi a studiare cosa sia usare la logica, cosi almeno sostituite un pensiero negativo con uno costruttivo.
  3. Prendo le costruzioni Lego di mio figlio e inizio a costruire città o macchine o piccoli robot. Il trucco sta nel farlo senza utilizzare i fogliettini illustrativi ovviamente (che in ogni caso sono di una complicatezza sconcertante). Fare oggi  cosi, fare domani cosi, sento che piano piano la mia fantasia, creatività, stanno riprendendo vita e respiro. Per non dimenticare la quantità sfolgorante di castelli di sabbia fatti questa estate.
  4. L’esempio precedente della pianta penso sia esaustivo. Vi assicuro che la pianta ce l’ho veramente, è una specie di palmetta, è proprio di fronte a me, fuori dal balcone e mi ricorda tutti i giorni che sta a me concentrarmi sulle cose buone e che dal buono nasce il buono e se proprio non c’è speranza ho lottato fino alla fine (i miei gerani proprio non riprendono, ma non è detta l’ultima parola o meglio la prossima primavera!).
  5. Quando mi trovo in stallo in una situazione che devo risolvere, mi soffermo a pensare e chiedo i pareri di alcune persone per me molto fidate.
    Vi assicuro che parlando con loro la mia testa si apre (ovviamente metaforicamente) ed incomincio a vedere altre soluzioni. Altrimenti mi rifaccio al solito detto, che ho fatto mio in assoluto, di Sua Santità il Dalai Lama: “Personalmente …..trovo utile pensare che se la situazione o il problema è tale da consentirci di trovare una soluzione, non ha senso preoccuparsene. Se poi non esiste via d’uscita, se non vi è possibilità né modo di trovarvi un rimedio, non ha senso preoccuparsene, perché in ogni caso non c’è sbocco”. Ma almeno ho aperto la mente.
  6. Mi soffermo spesso a vedere se dalle esperienze del mio passato c’è  qualcosa che mi possa essere utile oggi per vivere meglio e risolvere qualche situazione bloccata. “Errare è umano ma perseverare è diabolico” suggerisce non a caso uno dei nostri proverbi.
  7. Oggi ho imparato a fare e pensare a una cosa alla volta e vi assicuro che la mia qualità della vita è molto migliorata.
  8. Esempio: Mi alzo presto alla mattina perché cosi ho tutto lo spazio e soprattutto il silenzio per scrivere, pensare. Prima cercavo di farlo durante il giorno quando mio figlio era sveglio con la conseguenza di essere interrotta mille e una volta.
    Ora quando lui dorme faccio le mie cose e quando è sveglio costruisco città con i lego, disegno (o almeno ci provo), coloro, gioco a monopoli e a fila fila quattro, faccio origami e castelli di sabbia.

Per chi ci proverà Buon lavoro.

 

(articolo a cura della Dottoressa Federica Curzi)

 

 

Tags: psicologia assertività cognitivo, pensieri cognitivi, federica curzi funzioni cognitive

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