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Resilienza. Strategie di sviluppo

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Il termine “resilienza” nel suo significato originario appartiene alla fisica dei materiali e si riferisce alla proprietà di un corpo di riassumere la propria forma originale dopo aver subito un urto o una deformazione.

Resilienza strategie di sviluppoIl termine resilienza nel suo significato originario appartiene alla fisica dei materiali e si riferisce alla proprietà di un corpo di riassumere la propria forma originale dopo aver subito un urto o una deformazione.

La parola resilienza viene utilizzata anche in Psicologia e sta ad indicare la capacità dell’individuo di far fronte e sapersi adattare e resistere ad eventi stressanti o traumatici riuscendo a riorganizzare efficacemente la propria vita.

La resilienza già dagli anni ’80 è divenuto un concetto-chiave nella  psicologia. Uno studio della psicologa americana Emmy Werner aveva rilevato un alto livello di resilienza monitorando bambini orfani e abbandonati delle isole Haway e dimostrando che buona parte di essi, nonostante le rilevanti privazioni subite, a 30 anni erano alfabetizzati, lavoravano e avevano costituito una famiglia. (Vulnerable  but Invincibile:  a  longitudinal  study  of  resilient  children  and  youth, 1982).

E’ comunemente riscontrato che le persone con un alto livello di resilienza riescono a mettere in atto strategie efficaci per fronteggiare le difficoltà riuscendo a superare gli ostacoli  e a conseguire a volte obiettivi importanti. La psicologa statunitense Susanna Kobasa ha rilevato che le persone con un alto livello di resilienza  denotano caratteristiche comuni quali:

  • Impegno : un alto livello di impegno e concentrazione nelle attività svolte caratterizza le persone resilienti che sono fortemente motivate al perseguimento costante degli obiettivi che si pongono e nei quali credono.
  • Controllo : le persone resilienti hanno la percezione di avere il controllo e la capacità di orientare gli eventi essendone responsabili  in prima persona, caratteristiche che li rendono  inoltre flessibili e adattabili rispetto ai cambiamenti.
  • Gusto per le sfide : si riferisce alla capacità delle persone resilienti di accogliere il cambiamento vedendolo  come una  opportunità anzichè viverlo come una minaccia.  

Le persone con un’alta resilienza non sono nate infallibili o inattaccabili di fronte agli stimoli stressori ma dimostrano invece una buona capacità di adattarsi alle circostanze e ai cambiamenti nella misura in cui adottano strategie appropriate alle diverse situazioni.

La resilienza non è un’attitudine innata, non vi sono individui che la posseggono e altri no ma è una competenza che tutti possiamo sviluppare mettendo in atto una serie di atteggiamenti, riflessioni e azioni appropriate.
Diceva Seneca “Le difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il corpo.”

Analogamente a come facciamo quando ci iscriviamo in palestra per irrobustire il nostro corpo, vediamo cosa possiamo fare per allenare la nostra mente:

•    Atteggiamento positivo: coltivare un pensiero ottimista. E’ fondamentale acquisire consapevolezza del fatto che le nostre reazioni di fronte agli eventi non dipendono direttamente dagli eventi ma dalla nostra valutazione di essi e la nostra visione delle cose influenza in modo diretto il nostro comportamento. Ad esempio imparare dagli errori commessi e non farsi condizionare dai risultati negativi può trasformare una sconfitta in un successo, nel momento in cui la interpretiamo come un’occasione di crescita, di confronto e di apprendimento. “Qualsiasi evento accada siamo noi a scegliere che significato dargli e quindi quale reazione avere”. (“Resisto dunque Sono ” Trabucchi-Psicologo dello sport).

Di fronte a pensieri negativi è bene esercitare la mente a prendersi un attimo di pausa per riformularli e cercare di volgerli al positivo; lo psicologo può stimolare la persona ad elaborare nuove riflessioni in tal senso favorendo la costruzione di nuovi significati entro i quali definire gli eventi, ad esempio: Ripensando ad una esperienza negativa credi di poterne trarre qualche insegnamento? Come puoi trasformare l’esperienza in una opportunità di apprendimento che sia utile alla tua crescita personale? Come ti comporterai la prossima volta?

Concedersi dunque del tempo per riflettere sulla propria esperienza senza valutarla automaticamente come negativa risulta funzionale a favorire la costruzione di nuove modalità interpretative più utili ed efficaci per se stessi.

Sapendo cogliere il significato e il valore di una sconfitta si è più motivati a migliorarsi e a comportarsi in modo diverso in situazioni analoghe in cui l’esperienza assume un valore interpretativo utile alla propria crescita personale.  

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Un'altra azione utile ad orientare il pensiero sul versante positivo risulta essere quella di annotare ad esempio su un diario alcune cose positive accadute nel corso della giornata: Il fatto di prendere nota orienta il pensiero sulle esperienze positive e consente di fissarle nella memoria più a lungo. Viceversa se non si dà spazio e non si presta attenzione alle cose positive è probabile che passino inosservate e che la persona non ne sia consapevole.

Una volta acquisita una visione più positiva di sé, degli altri e della vita in generale, ci si sentirà più facilmente in grado di prendere decisioni e compiere scelte in maniera autonoma e responsabile. Pensare in maniera positiva infonde coraggio ed entusiasmo che aiutano ad agire con maggiore convinzione.

Quando ritorna il buon umore si ritrovano nuove energie, si è più motivati a cercare nuove soluzioni ai vecchi problemi e a lavorare per la propria crescita personale e professionale.

•    Gestione dello stress: è importante imparare a gestire lo stress. Un giusto livello di stress è positivo nella misura in cui corrisponde ad un’adeguata attivazione nei confronti degli stimoli esterni (Eustress), mentre un livello di stress troppo elevato inibisce la nostra capacità di rispondervi in modo adeguato (Distress).

Alcuni strumenti utili a contrastare un eccessivo livello di stress possono essere ad esempio la pratica  di una attività sportiva, di tecniche di rilassamento psico-corporeo come lo yoga, la meditazione e ritagliare anche una piccola parte del proprio tempo per attività extra-lavorative che consentano di “staccare la spina”.

Lo psicologo può aiutare la persona ad essere più consapevole che lo stile di vita e le abitudini hanno un ruolo determinante nel livello di stress percepito. E’ importante prestare attenzione ai segnali del proprio corpo.

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La pratica costante di esercizio fisico ha una potente funzione antistress favorendo lo stato di benessere. Alcune ricerche hanno rilevato come fare dell’esercizio fisico anche moderato sia funzionale nel combattere gli stati di ansia e depressione e possa favorire l’aumento delle sensazioni di calma e di benessere.

Nel contrastare lo stress negativo può risultare funzionale spostare l’attenzione della persona sulle cose che ama fare quali coltivare degli hobbies, passare più tempo con famiglia o amici, ecc.. E’ importante che la persona impari a concedere spazio e tempo alle cose che ama, quindi sarà estremamente utile “staccare la spina” ogni tanto dai doveri e dalle responsabilità gratificandosi con dei piccoli spazi di piacere in cui ritrovare uno stato di rilassamento e di serenità.

Tale dimensione sarà ancora più importante per le persone che hanno una vita frenetica e che fanno una grande fatica a staccarsi dai doveri per coltivare degli spazi propri. Supporto psicologico, dieta appropriata, corretta attività fisica e tecniche di rilassamento, sono gli strumenti più efficaci a disposizione per contrastare una situazione di stress elevato.

•    Sviluppo e gestione delle relazioni: allenare e rafforzare i propri canali comunicativi e relazionali sostiene la capacità di resilienza. E’ riscontrato che l’isolamento e la chiusura verso l’esterno sono fattori negativi che espongono l’individuo ad una maggiore vulnerabilità di fronte agli eventi stressanti, mentre l’inserimento in una solida rete sociale potendo contare sul sostegno di legami forti,  favorisce la resilienza individuale. (Werner e Smith – 1982)

Il percorso del Counseling può fornire uno spazio utile in cui la persona ha l’opportunità di riflettere sulla propria dimensione sociale e relazionale, acquisendo una maggiore consapevolezza rispetto ai propri atteggiamenti e comportamenti orientandosi sulle azioni concrete da intraprendere nel caso in cui sentisse l’esigenza di migliorare la propria dimensione relazionale.

Pensare alle volte in cui si è stati di aiuto o si è reso felice qualcuno, richiamare alla mente le volte in cui si è intervenuti per fornire sostegno in una situazione difficile,  compiere un gesto gentile verso altri può favorire il senso di competenza relazionale della persona.

Analogamente predisporre una cartellina in cui raccogliere messaggi e biglietti ricevuti da amici, conoscenti, famigliari ecc. può aiutare a sentirsi riconosciuti e considerati nei momenti di solitudine e di difficoltà.

•    Obiettivi concreti: porsi degli obiettivi concreti impegnandosi per raggiungere il traguardo prefissato rappresenta una grande leva motivazionale che spinge all’azione. Nel percorso di avvicinamento ai propri obiettivi è importante acquisire consapevolezza e valorizzare  i progressi che passo dopo passo si vanno concretizzando.

Nel percorso di Counseling la persona sostenuta dallo psicologo sarà stimolata nella definizione di piccoli obiettivi concreti che la tengono costantemente impegnata e lo psicologo favorirà la consapevolezza dei piccoli progressi via via raggiunti che la motiveranno nel proseguimento del percorso verso lo step successivo.

•    Impegno attivo: essere costantemente impegnati e concentrati in attività mirate a coltivare i propri interessi e a perseguire i propri obiettivi risulta essere gratificante e motivazionale rafforzando la resilienza di fronte agli ostacoli e alle difficoltà.

La dimensione dell’impegno attivo viene costantemente stimolata in un percorso di Counseling ed è direttamente collegata alla definizione degli obiettivi. La presenza di micro obiettivi che vengono costantemente monitorati dallo psicologo mantiene alto il livello motivazionale della persona che si trova ad organizzare e a focalizzare le sue energie in modo funzionale al perseguimento dell’obiettivo.

Quindi scomporre un macro obiettivo più distante in piccoli obiettivi quotidiani realistici e perseguibili tiene alto il livello di impegno personale.

•    Predisposizione al cambiamento: affrontare il cambiamento con un atteggiamento di disponibilità, flessibilità ed equilibrio aiuta a mantenere un alto livello di resilienza nella misura in cui lo accogliamo e lo valutiamo in un’ottica di opportunità, anziché viverlo come una minaccia.

L’impegno costante dello psicologo nel percorso di Counseling sarà quello di favorire la flessibilità mentale della persona in una sorta di training che la renda più elastica e possa  accogliere il cambiamento non come una minaccia ma come un’opportunità.

Gli esercizi precedenti se adeguatamente sviluppati e praticati nella dimensione di vita quotidiana possono favorire lo sviluppo di un approccio mentale creativo e non più strutturalmente rigido che rende naturalmente la persona più resiliente poiché sviluppa delle modalità di coping più efficaci e strategiche modificando il suo modo di rapportarsi agli stimoli esterni.

Nel progetto di sviluppo e affermazione dell’individuo tutti siamo naturalmente dotati delle risorse e degli strumenti per affrontare le sfide e superare le avversità. Se opportunamente allenati e coltivati questi elementi possono fare la differenza nella nostra vita, portandoci a soluzioni strategiche e creative dei problemi e alla costruzione di nuovi equilibri e nuove modalità di fronteggiamento della realtà.

 

A cura della Dottoressa Arianna Grazzini

 

 

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Tags: resilienza atteggiamento positivo, gusto per le sfide, gestione dello stress, gestione relazioni, obiettivi concreti, impegno attivo,

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