Pubblicità

Elogio allo stress. Quando lo stress rende vivi

0
condivisioni

on . Postato in Benessere e Salute | Letto 974 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Lo stress ci mette di fronte ad un' esperienza di pre-morte, uno stato che ci ricorda la nostra possibile mortalità. E’ il vortice del nostro scorrere del tempo.

stressA differenza dell’angoscia, termine che richiama sempre ad uno stato di malessere associato al nulla, lo stress può avere degli effetti positivi e gratificanti sulla salute psicofisica dell’ individuo.

 

Lo stress, nella sua accezione positiva, indica una risposta psicofisica associata a compiti emotivi e cognitivi, percepiti dall’individuo come eccessivi.

Lo stress, dunque, non è un esperienza coerente, ma è una fase temporanea, una forma di energia per poter più agevolmente raggiungere un obiettivo.

Raramente ci si sente stressati per un periodo di tempo prolungato; una condizione stressante può  essere fastidiosamente prevedibile, ma anche piacevole.

In una fase di stress è possibile trovare piacevoli momenti di tranquillità e di grazia, alternati a fasi rabbia e aggressività.

Questo indica sicuramente che quando ci si sente stressati, si è più vulnerabile all’errore, ma inevitabilmente, è possibile confrontarsi con sensazioni di inaspettata bellezza che fanno sentire vivi.

Una totale assenza di stress genera nell’individuo uno stato di malessere e tormento che apre tempo e spazio a qualcosa di indefinito, una paura senza nome che si nutre dell’anima: l’angoscia.

Il nostro profondo desiderio di dramma

Uno dei segnali più concreti dello stress sono le scadenze, soprattutto nei contesti lavorativi.

Queste due condizioni sembrano apparentemente attratte tra di loro, in quanto, non sono solo causate dalla stessa tendenza alla procrastinazione per paura del fallimento, o per pigrizia, ma, piuttosto, tale affinità stress- scadenze nasce da un profondo desiderio di vivere un esperienza drammatica.

Ironia della sorte, tutte le sensazioni più forti, anche le più dolorose, quando vissute intensamente, permettono di sentirsi vivi.

Un lavoro senza stress, renderebbe la vita quotidiana noiosa e priva di senso. Ed è la routine  che genera angoscia, oppressione, tormento e inquietudine, poiché è in questi casi che si percepisce di essere inutili e dimenticati da tutti.  

Detto ciò, lo stress deve essere gestito. Quando si è  sotto stress, non si può tornare indietro, è  invece, necessario lottare per adattarsi ad ogni nuova esperienza.

Naturalmente, se la condizione di stress va oltre la linea sottile del panico e della paralisi, gli effetti di tale situazione saranno tutt’altro che positivi.

Se lo stress diventa un “ modus operandi” e  si trasforma in ansia competitiva, la stessa esistenza e l'identità le saranno rapidamente trasformate in  “malattie angoscianti”.

Quando non si desidera più nulla, quando ci si arrende senza un minimo sforzo, quando non si agisce più per paura di fallire, si comincia ad avere paura del tutto e del nulla.

Rimane così il niente e l’angoscia diventa, così, un tormento quotidiano.

 

Tratto da Psycology Today

 

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Addorisio De Feo Ilaria)

 

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

 

 

 

 

Tags: panico angoscia stress desiderio salute psicofisica mortalità esperienza drammatica

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Coulrofobia

Il nome è difficile, quasi impossibile da pronunciare: coulrofobia. Deriva dal greco e fa riferimento alla paura per coloro che camminano su trampoli. Giocolieri e clown, insomma. Ed è per questo...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci alle notizie riguardanti l’immigrazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Mi innamoro di persone che non…

Julia, 25     Buongiorno, sono una ragazza che non ha una normale vita sociale di una persona di 25 anni, né un buon rapporto con mio padre. ...

Superare una violenza subita (…

Cima, 23     Quasi due anni fa sono stata violentata da un ragazzo che conosco. ...

Efficacia farmaci per depressi…

Giovanni, 32     Per i miei sintomi di forte depressione, ansia, panico ed ipocondria con malattie somatizzate, dal 23 agosto sto curandomi con Z...

Area Professionale

Il counselling non può essere …

Maria Sellini, Segretario Generale dell'AUPI, ha inviato una lettera al Quotidiano Sanità affrontando il problema del counselling. La riportiamo integralmente, ...

Pazienti che provengono da pre…

Un breve articolo dedicato a psicologi e psicoterapeuti che si trovano a lavorare con pazienti che provengono da precedenti relazioni psicoterapeutiche e/o sono...

Psicologi e psicoterapeuti sem…

La popolazione dei paesi industrializzati si evolve costantemente e continua a diversificarsi ed è importante che psicologi e psicoterapeuti acquisiscano compet...

Le parole della Psicologia

Psicologia

La psicologia è una scienza che studia i processi psichici, consci e inconsci, cognitivi (percezione, attenzione, memoria, linguaggio, pensiero ecc.) e dinamici...

Disturbo post-traumatico da st…

I principali sintomi associati al Disturbo post-traumatico da stress possono essere raggruppati in tre specie: ...

Agorafobia

Il termine agorafobia viene dal greco e letteralmente significa: "paura degli spazi aperti”. Le persone che ne soffrono temono perciò lo spazio esterno, vissuto...

News Letters

0
condivisioni