Pubblicità

Il modello ACB: inizio dal corpo. Prendersi cura di se stessi senza sensi di colpa

0
condivisioni

on . Postato in Benessere e Salute | Letto 2470 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (3 Voti)

La persona ha necessità di diventare consapevole di se e dei propri bisogni, del proprio corpo, perché la reale possibilità di prendersi cura dell’altro risiede nella capacità di prendersi cura di noi stessi.

di Tiziana Persichetti Autieri

Il modello ACB inizio dal corpo Prendersi cura di se stessi senza sensi di colpaDa generazioni ci viene insegnato che è bene pensare prima agli altri e poi in ultimo, e solo se c’è tempo, a noi stessi. In effetti non si ha memoria di principi ed eroi che prima di correre a salvare gli altri si fermano a fare un bagno caldo o a meditare in cima ad una collina, L’origine di tale insegnamento risiede principalmente nel concetto di “ brava persona”, “persona encomiabile ”, “eroe” che ad ogni costo si prenderà cura dell’altro e lo salverà.

Altrimenti? Altrimenti è un egoista che pensa solo a se stesso.

Tanti di questi preconcetti, collettivamente condivisi, sono la causa dei sensi di colpa che ci attanagliano quando ci diamo la precedenza rispetto alle esigenze e ai bisogni altrui. Come fare?

La metafora

Immaginate di essere su un aereo e di colpo cadono le mascherine dell’ossigeno. Il bimbo accanto a voi è terrorizzato, fatica a respirare. Prontamente prendete la vostra mascherina e tentate di metterla sul volto del bambino che si agita. Sentite un vago senso di svenimento e poco prima di perdere i sensi vedete il bambino togliersi la mascherina e adagiarsi sul sedile. Non a caso il piano di salvataggio di un aereo prevede che voi mettiate la mascherina per primi, in modo da essere di aiuto agli altri. Una semplice ed efficace metafora che ci mette di fronte ad una sana e funzionale lettura del concetto di egoismo.

Pubblicità

La reale possibilità di prendersi cura dell’altro risiede nella capacità di prendersi cura di noi stessi. Senza questa condizione il rischio di vivere emozioni negative e incomprensibili: frustrazione, rabbia, tristezza;  di maturare sintomi, soprattutto sul versante compulsivo, vissuti come inaffrontabili; è molto elevato. In sintesi non saper prendersi cura di sé è una garanzia per l’infelicità nostra e di chi ci sta accanto. L’investimento della nostra vita siamo noi stessi. Si chiama Selfcare.

Cosa significa Selfcare?

Digitando la parola Selfcare su Google ne emerge una definizione piuttosto univoca e ancora molto poco dibattuta.

Ad esempio su epposi.org “si tratta di un attività svolta da un individuo… con l’intento di migliorare o ristabilire le condizioni di salute, oppure prevenire o trattare le malattie”. Su dictionary.cambridge.org “ the act of caring for yourself when you are ill or to stop yourself from becoming ill “.

Tutte si riferiscono all’origine di questo concetto, coniato dall’infermiera Dorothea Orem nel 1959 ( dimensioneinfermieri.it) , con la Selfcare deficit nursing theory, che ha influenzato il mondo infermieristico per decenni. L’accento è sulla capacità dell’individuo di prendersi cura di se in ambito sanitario e “dagli anni 80 in poi il Selfcare viene considerato una risorsa fondamentale per i sistemi sanitari” (M. Lonni, M. Matarese, R. Alvaro, N. Piredda, M.G.. Demarinis -rivista studi e ricerche 2010) alla fine degli anni 90 il concetto viene rielaborato e ristrutturato nell’ambito delle scienze cognitive di ultima generazione.

Il Selfcare è una capacità propria dell’individuo che va  sollecitata e implementata in riferimento non solo allo stato di salute medica ma anche e soprattutto rispetto allo stato di equilibrio psicofisico e soddisfazione emozionale. Per questo la persona ha necessità di diventare consapevole di se e dei propri bisogni. Rifiutare un bicchiere di vino di troppo, decidere di anticipare la sveglia  per una breve passeggiata prima di iniziare la giornata, dire no ad un rapporto sessuale indesiderato, chiedersi spesso come ci si sente e ascoltarsi individuando quelle piccole e grandi azioni che potremmo mettere nelle nostre giornate, prima di tutto il resto.

Il Selfcare ci darebbe modo di investire su noi stessi, rendendo improbabile l’insorgenza di sintomi compensativi, derivanti da frustrazione e senso di colpa, dandoci modo di scoprire il piacere di prenderci cura dell’altro senza costrizioni e doverizzazioni.

Da dove partire?

Ascoltare il corpo non fa parte del nostro background culturale e raramente ci viene insegnato. Si continua a dare al corpo un importanza pressoché estetica e come accessorio della mente. Un corpo da guardare, fotografare, truccare, ristrutturare.

Ma quando è che lo ascoltiamo? È dal corpo che impariamo, che sentiamo, è da lui che passano le emozioni, la memoria. Eppure lo ascoltiamo quando insorge un problema medico, un fastidio, un dolore, altrimenti ci limitiamo a guardarlo.

Nell’ultimo decennio l’interesse nell’ambito della consapevolezza corporea è cresciuto in maniera esponenziale sfornando diverse teorie, tecniche, strategie più o meno credibili. Uno dei modelli maggiormente accreditati, senza per forza scomodare le filosofie orientali è il modello ACB: Attivazione Corporea Basis.

Pubblicità

Un modello tutto italiano ideato e testato dalla Dottoressa Tiziana Persichetti Auteri e dalla Dottoressa Rosanna Delle Monache all’interno del protocollo scientifico del centro medico dell’Obesità del Professor Paolo Sbraccia.

Il modello ACB indirizza il corpo verso l’ottimizzazione delle sue funzionalità stimolando una riattivazione “ dall’interno”. Gli esercizi, completamente innovativi, stimolano l’ascolto posturale e il movimento consapevole. Grazie a questo tipo di modello la persona entra in contatto con il sentire nel qui ed ora, libero dal passato e dal futuro, spoglio delle richieste dell’esterno e in direzione dei propri bisogni piu’ intimi.

Conclusioni:

Mi prendo cura di me e non mi sento in colpa!

No, ma dai, ma come fai?

Credo che la vita sia come un viaggio in aereo. Se davvero voglio prendermi cura delle persone a cui tengo devo prima mettere la mascherina a me stesso/a, stare bene io.

Soddisfare i miei bisogni per poi poter ascoltare quelli degli altri. Inizio dall’ascolto del mio corpo con esercizi che mi stimolano e mi portano verso un movimento consapevole. Mi sento e mi riattivo. Durante la giornata mi fermo e mi concedo quei 30 minuti al giorno, non li tolgo a nessuno! Li do a me…

 

Bibliografia

 

(articolo a cura della Dottoressa Tiziana Persichetti Auteri, psicologa-psicoterapeuta)

 

 

 

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Vuoi conoscere la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia adatta alle tue esigenze? O quella più vicina al tuo luogo di residenza? Cercala su logo.png




 

 

Tags: corpo salute

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Ritieni che la tua alimentazione possa influenzare il tuo umore?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Tradimento e incertezze [16030…

Martinedda, 39 anni Gent.ma Dott.ssa,soffro di ansia e attacchi di panico da quasi 20 anni ed ho avuto in passato un percorso di psicoterapia che mi ha aiu...

fobia per le autostrade [16030…

roberto, 45 anni vorrei conoscere la terapia più adatta per una fobia specifica delle autostrade cronica. ...

Ansia da competizione [1601631…

elisa37, 37 anni Gentili dottori Il mio problema e' un po' imbarazzante, ma un problema che ha sempre fortemente limitato la mia vita e ancora non sono ri...

Area Professionale

Ansia infantile e disturbo da …

Un recente studio ha evidenziato come bambini e adolescenti con livelli più elevati di ansia possono essere maggiormente a rischio di sviluppare problemi di alc...

La Tecnica degli Assi Emoziona…

Perché non esistono Emozioni buone ed Emozioni cattive? di Tiziana Persichetti Auteri “Tutti sanno cosa è un emozione fino a che non si chiede di definirla ...

Conoscere i farmaci: le benzod…

Le benzodiazepine rappresentano una classe di farmaci psicoattivi utilizzati per trattare alcune condizioni come ansia e insonnia. Le benzodiazepine sono uno d...

Le parole della Psicologia

Amnesia

Dal greco a-mnesis (non-ricordo), il termine amnesia indica la compromissione grave e selettiva della memoria a lungo termine (MLT), indipendente dal tipo di st...

Pregoressia

È un disturbo alimentare, noto anche come mammoressia, legato all’ossessione di tornare subito in forma dopo il parto Non si tratta di un deficit contemplato n...

Eisoptrofobia

L'eisoptrofobia o spettrofobia (da non confondere con la paura degli spettri, phasmofobia) è la paura persistente, irrazionale e ingiustificata degli specchi, o...

News Letters

0
condivisioni