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Le vie cerebrali dell'amore

on . Postato in Benessere e Salute | Letto 1947 volte

I risultati di uno studio suggeriscono che una relazione romantica a lungo termine può essere mantenuta e che tale attività è arricchita dal funzionamento dei sistemi dopaminergici che si mantengono attraverso ricompense costanti.

vie cerebrali amoreUn recente studio pubblicato on line sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience, ha indagato, per la prima volta, le regioni cerebrali che sono associate all'amore romantico a lungo termine.

I ricercatori hanno confrontato le scansioni del cervello di individui sposati da molti anni con le scansioni di soggetti che avevano intrapreso una relazione da poco.

Sorprendentemente i risultati hanno rivelato attività simili in regioni specifiche del cervello tra i due campioni target oggetto d'esame.

Queste particolari regioni del cervello potrebbero essere quindi la chiave per comprendere il motivo per cui alcune coppie rimangono follemente innamorate anche per decenni.

Un gruppo di ricercatori, guidati dalla Dottoressa Bianca Avacedo e dal Dottor Arthur Aron del Dipartimento di Psicologia della Stoby Brook University, ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per eseguire la scansione del cervello di individui felicemente sposati (10 donne e 7 uomini) che riportavano un amore intenso e romantico verso il proprio partner dopo una media di 21 anni di matrimonio.

Ovviamente per classificare l'amore romantico sono state elencate alcune caratteristiche che lo contraddistinguono tra cui: forte e irrefrenabile voglia di restare insieme; un'attenzione focalizzata al partner; un aumento dell'energia con il partner; forte motivazione a fare le cose che rendono il partner felice; forte attrazione sessuale e pensieri verso il partner quando non è presente.

L'obiettivo dello studio è stato quello di studiare come si manifesta l'attività del sistema cerebrale in soggetti con relazioni a lungo termine, rispetto alle attività cerebrali di individui che hanno da poco intrapreso una relazione romantica.

Al fine di indagare l'attività neurale di queste aree, i partecipanti, durante la fMRI, visionavano le immagini facciali dei propri partner, alternate ad immagini di controllo come ad esempio foto di un caro amico, un conoscente altamente familiare e infine foto di sconosciuti.

L'attività del cervello dei partecipanti che hanno visionato le immagini facciali è stato poi confrontato con i risultati di individui che avevano partecipato precedentemente all'esperimento, e i quali riportavano di essere follemente innamorati del proprio partner nel corso dell'ultimo anno.

Inoltre, l'attività neurale dei partecipanti aventi relazioni romantiche a lungo termine è stata confrontata con dei risultati basati su questionari volti a misurare la passione, l'ossessione, la vicinanza, l'amicizia, l'inclusione del partner nel concetto del Sè e la frequenza sessuale.

I ricercatori si sono interessati ad una regione cerebrale in particolare, ossia l'area tegmentale ventrale (VTA); questa risulta infatti di particolare interesse, perchè si tratta di un sistema di ricompensa ricco di dopamina che è stato segnalato in molti studi indaganti le fasi iniziali dell'amore romantico.

I risultati dello studio indicano che il sentimento annesso ad un'intensa passione può perdurare nelle relazioni a lungo termine.

Abbiamo trovato molte somiglianze tra coloro che erano innamorati da diversi decenni e coloro che si erano da poco innamorati”, ha affermato il Dottor Aron.

In questo ultimo studio, l'area tegmentale ventrale ha mostrato una maggiore risposta alle immagini raffiguranti le espressioni facciali di un partner a lungo termine, piuttosto che alle immagini di un amico o un'altra qualsiasi immagine facciale”.

Ciò significa che l'area tegmentale ventrale è particolarmente attiva e significativa nello stabilire relazioni romantiche.

E' interessante notare che la stessa regione ha mostrato una maggiore attivazione nelle coppie a lungo termine che avevano raggiunto punteggi elevati al questionario soprattutto nella scala dell'amore romantico e della vicinanza”, ha spiegato la Dottoressa Acevedo.

Studi precedenti hanno dimostrato che l'attività nelle zone ricche di dopamina, come l'area tegmentale ventrale, si amplia in risposta a ricompense come il cibo, il denaro, l'alcool e la cocaina.

Inoltre, gli studi hanno dimostrato che l'area tegmentale ventrale svolge un ruolo molto importante anche per quanto riguarda la motivazione, l'apprendimento attraverso il rinforzo, e il decision-making.

Questa ricerca suggerisce che l'area tegmentale ventrale è importante per mantenere le relazioni a lungo termine e che l'amore romantico intenso che solitamente caratterizza le prime fasi di una relazione, può invece durare nel tempo attraverso un rinforzo dei sistemi di motivazione del cervello.

I risultati hanno rivelati molti altri aspetti affascinanti, scoprendo ulteriori chiavi per il mantenimento di un amore duraturo.

Frequenza sessuale

Le domande più comuni che la maggior parte delle coppie si chiedono è se la frequenza e l'interesse sessuale possa mantenersi stabrile durante relazioni a lungo termine. La risposta è si! I partecipanti che presentavano relazioni romantiche molto lunghe asserivano di avere un'alta frequenza sessuale.

Da un punto di vista neurologico, tale frequenza era legata all'attivazione di una particolare regione del cervello, ossia la porzione posteriore sinistra dell'ippocampo.

I risultati inoltre sono conformi ai punteggi raggiunti nella scala misurante la “passione”; questi infatti mostrano una maggiore attivazione dell'ippocampo posteriore.

Studi precedenti hanno dimostrato che l'attività neurale in quest'area, che solitamente si riscontra in una fase iniziale della relazione, può essere invece mantenuta nelle relazioni a lungo termine.

Per capire come questo sia possibile, dovremmo in primo luogo aumentare la nostra conoscenza sul ruolo svolto dall'ippocampo posteriore, ma purtroppo questo risulta ancora un po' difficile in quanto si sa molto poco su questa regione misteriosa del cervello.

Alcuni studi hanno trovato un collegamento tra l'attivazione dell'ippocampo posteriore con la fame e il desiderio di cibo, riscontrando una maggiore attività di tale area in individui obesi; altri studi hanno dimostrato che lesioni nell'ippocampo dei roditori compromettono la capacità di distinguere la sensazione di fame dal senso di sazietà.

Indubbiamente sappiamo che l'ippocampo è molto importante per la memoria, quindi, probabilmente, questa zona è importante per ricordare gli stimoli connessi con determinate ricompense.

Poiché l'ippocampo posteriore è legato a sentimenti di voglie e desideri sazianti, questa regione del cervello potrebbe essere la chiave per capire come alcune coppie restino sessualmente interessati e appassionati anche dopo decenni di relazione.

Vicinanza e unione

L'amore romantico a lungo termine attiva le regioni del cervello ricche di dopamina; il reclutamento di questo sistema dopaminergico, che controlla i meccanismi di ricompensa e motivazione, suggerisce che l'amore romantico, cerebralmente, venga letto come un desiderio e una motivazione di vicinanza e unione con l'altro.

Inoltre, durante l'amore a lungo termine l'attivazione dello striato dorsale, ossia l'area del cervello coinvolta nel controllo motorio e cognitivo, suggerisce che l'amore romantico possa essere un comportamento diretto verso un obiettivo specifico.

Dal momento che l'amore romantico è un desiderio di unione con un altro, i comportamenti quali il voler stare vicino al partner o fare qualcosa per renderlo felice, vengono messi in atto per mantenere la vicinanza e l'unione.

Spesso il sentimento di vicinanza con il partner viene misurato con l' “Other in the Self Scale” (IOS); all'interno del presente studio, i punteggi dei partecipanti erano positivamente correlati alle aree del cervello coinvolte nei processi auto-referenziali.

Questo significa che spesso la vicinanza e l'unione con l'atro comporta un incorporamente di quella persona nel nostro concetto di Sè.

Attaccamento

I risultati dello studio hanno inoltre scoperto alcuni risultati affascinanti circa l'attaccamento. Le scansioni cerebrali dei partecipanti mostrano che le stesse parti del cervello che si attivano durante una relazione romantica a lungo termine sono le stesse che si manifestano durante l'attaccamento materno.

Queste regioni cerebrali, come il talamo e la substantia nigra, hanno un'elevata densità di recettori per l'ossitocina e vasopressina, che risultano interessanti in quanto capaci di regolare il comportamento sociale, la monogamia e il legame.

Sentirsi sicuri e protetti

Un altro dato interessante che emerge da questa ricerca riguarda il regolamento del dolore e dello stress, e il suo rapporto con l'amore romantico. La ricerca ha mostrato che alcune aree cerebrali come il nucleo del rafe dorsale, vengono attivate durante l'amore romantico intenso.

Il rafe dorsale è coinvolto nella risposte del corpo al dolore e allo stress; precedenti ricerche hanno suggerito che l'obiettivo del sistema di attaccamento è promuovere un senso di sicurezza.

La ricerca indica che l'associazione con una figura di attaccamento riduce sia il dolore che lo stress; quello che possiamo raccogliere da questa ricerca è che sentirsi al sicuro e protetti è un criterio importante nella lunga durata di una relazione romantica intensa.

Amore basato sull'amicizia Vs amore romantico

La ricerca evidenzia un'ulteriore differenza tra l'amore romantico e l'amore basato sull'amicizia. Per capire queste differenze, dobbiamo prima comprendere la distinzione tra “volere” e “simpatia”; la ricerca suggerisce che questi due aspetti sono molto diversi tra loro, in quanto veicolanti motivazioni diverse che si escludono a vicenda.

I risultati dello studio mostrano che l'amore romantico/appassionato è associato con i sistemi dopaminergici che richiamano la motivazione di ricerca e di volere, mentre l'amore basato sull'amicizia è correlato ad aree cerebrali ad alto contenuto di oppiacei che richiamano la simpatia e le caratteristiche di gradimento.

I dati suggeriscono che l'amore romantico richiama una motivazione rappresentata dal volere qualcuno, dal raggiungimento di un obiettivo specifico, piuttosto che un semplice sentimento o emozione.

Relazioni a lungo termine Vs Amore ad uno stadio iniziale

Mentre l'amore romantico a lungo termine mostra modelli di attività neurale simile all'amore romantico di uno stadio precoce, lo studio mostra che nel primo caso vi sono molte altre regioni del cervello che entrano in gioco.

Le scansioni cerebrali rivelano attività in regioni ricche di oppioidi e serotonina, che non si attivano nelle relazioni amorose iniziali.

Queste regioni sono coinvolte nella regolazione dell'ansia e del dolore; ciò suggerisce che una distinzione tra i due tipi di relazione è che in quelle a lungo termine sussiste un senso di calma che non viene riscontrato in una relazione iniziale.

Conclusioni

Da questo studio abbiamo quindi appreso che l'amore romantico può essere sostenuto durante le relazioni a lungo termine, e che tale attività è ricca di attività dopaminergiche che si mantengono attraverso ricompense costanti.

Il nostro cervello vede e interpreta una relazione a lungo termine come un comportamento orientato ad un obiettivo, volto a ottenre ricompense; queste possono includere la riduzione di ansie e stress, sentimenti di sicurezza, uno stato di calma e l'unione con l'altro.

In relazioni a lungo termine, quando facciamo riferimento al Sè, lentamente si tende a incorporare il partner nell'idea che abbiamo di noi stessi.

In base a come ci muoviamo nella fase iniziale della relazione, protraendosi poi a lungo termine, il nostro legame di attaccamento cresce.

Nonostante tutti cerchino una guida cartacea per capire come rimanere follemente innamorati, almeno noi siamo un passo più vicini. Il sol sapere che è scientificamente possibile rimanere intensamente, follemente, appassionatamente innamorati anno dopo anno dopo anno.... è dannatamente promettente!”

 

Tratto dalla rivista “Social Cognition and Affective Neuroscience”

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

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Tags: psicologia amore coppia neurobiologia

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