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Neurobiologia dell'Amore

on . Postato in Benessere e Salute | Letto 852 volte

L'amore è stato al centro dell'attenzione fin dall'inizio del genere umano, ed è stato un argomento importante per gli artisti. Recentemente, l'amore, ossia l'amore romantico, è anche diventato un tema di interesse per gli scienziati.

neurobiologia dellamoreL'amore romantico è "universale ... o quasi universale".  "Gli animali, uomo compreso, spendono una quantità eccessiva di tempo per prepararsi ad avere rapporti sessuali. Qualcosa che potrebbe essere raggiunta di comune accordo può svilupparsi in ore, giorni, anche settimane di ricerca assidua, disavventure comiche e stress che paralizza il cervello. In una parola: corteggiamento " (LeVay)...



Studi attuali sono alla ricerca di una spiegazione per chiarire i meccanismi cerebrali che sono responsabili del comportamento e delle sensazioni dell’amore. Fino a poco tempo, lo studio sull’amore è stato principalmente svolto nel campo della psicologia.

Da una prospettiva evoluzionistica, le questioni di rilevanza si riferiscono principalmente alle attività associate con l’acquisizione e il mantenimento delle emozioni necessarie per sopravvivere e riprodursi. Così queste emozioni cambiano le strategie comportamentali del singolo, in modo che aumenterà la probabilità di raggiungere questi obiettivi.

Ma questi comportamenti evolutivamente determinati hanno uno substrato biologico e una correlazione con l'attivazione di aree specifiche del cervello?
Fisher ha ipotizzato che una scelta del compagno è associata ad una rete neurale che si è evoluta per consentire uno "schermo di selezione" in modo da concentrare le proprie energie sull’accoppiamento specifico verso un potenziale partner, conservando in tal modo il tempo di corteggiamento e le energie metaboliche.

Le scoperte nel campo delle neuroscienze hanno portato all'individuazione di aree, strutture, circuiti cerebrali specifici che sono coinvolti nella genesi dell’amore. Tuttavia, l'amore è rimasto un campo di ricerca principalmente per gli psicologi, nonostante il massiccio aumento della ricerca neuroscientifica.

L'amore è un'emozione che può essere spiegata attraverso lo studio dell'attività cerebrale e la comprensione dei correlati neuronali di chi ama. La ricerca neurobiologia dell'amore, attesta che: “i neurobiologi del futuro dovranno esaminare le prove derivanti dal mondo della letteratura sull’amore, poiché la letteratura è essa stessa un prodotto del cervello e il suo attento studio dà forti suggerimenti su come il sistema romantico nel cervello è organizzato”.

Pertanto negli ultimi decenni, c'è stato un significativo aumento del numero degli studi dei correlati neuronali dell'amore, attraverso l'uso di tecniche di neuroimmagini (fMRI, PET) e sulle ricerche che hanno studiato l'azione dei neurotrasmettitori e del sistema neuroendocrino.

Breve profilo dei fattori endocrini NELL'AMORE

Come qualsiasi altra emozione, l'amore è regolato dal sistema endocrino. Diversi fattori giocano un ruolo nell’amore romantico e nell'attaccamento, tra cui l’ossitocina, la vasopressina, la dopamina, la serotonina, il cortisolo e altri ormoni, fattore di crescita nervosa, e il testosterone.

Il sistema di interazione della dopamina reagisce con altri ormoni (ad esempio, l'ossitocina e vasopressina), rendendo l'amore un'esperienza gratificante.
I neuropeptidi, ossitocina e vasopressina, contribuiscono al trattamento di spunti sociali necessari per il riconoscimento individuale. La dopamina mesolimbica è coinvolta nell’atto di rinforzo e di apprendimento.

L’ attivazione contemporanea di neuropeptidi e recettori della dopamina nei centri di ricompensa del cervello durante l’accoppiamento con un partner determinano una preferenza, ossia la nascita di un legame di coppia.

Le aree principalmente coinvolte nel rapporto di riconoscimento individuale e nell’esperienza gratificante sono il  nucleus accumbens, l'area ventrale tegmentale, l’area paraventricolare del nucleo ipotalamico, e la corteccia prefrontale.

Come sottolineato in una recensione, premiare le aree dopaminergiche legate alla motivazione è un elemento essenziale della componente della rete sociale del cervello (SBN). Le aree dopaminergiche sono molto impegnate durante il corteggiamento maschile.

Il gruppo di ricerca di Iwasaki ha suggerito che le zone di inibizione della paura o dell’evitamento possono essere associate con lo sviluppo di una stretta affiliazione, sottolineando l'importanza di reazioni negative, così come gli stati emotivi positivi nel processo di corteggiamento, e nello sviluppo di legami sociali duraturi.

Aragona ipotizza che tale regolazione impedisce la formazione di nuovi obblighi e mantiene in tal modo stabilità del vincolo esistente.
Gli autori hanno anche dimostrato che la dopamina è necessaria per la formazione di un attaccamento sociale nel maschio, perché bloccando la somministrazione di aloperidolo e inducendo l’apomorfina si forma una socio-preferenza.

Un'altra sostanza implicata nell’amore e nel legame di coppia è il neurotrasmettitore della serotonina.  L’esaurimento dei livelli centrali della serotonina è stato trovato nelle prime fasi dell’amore romantico; come avviene nella depressione e nel disturbo d'ansia.

Infatti, le prime fasi dell’amore romantico mostrano similitudini con questi disturbi (ad esempio sintomi di ansia, stress e pensiero invadente). Tra i fattori neuroendocrini, ossitocina e vasopressina svolgono un ruolo importante nei legami di coppia e nell’amore.

L'ossitocina neuropeptide è associata con la formazione di legami con il partner in alcune specie tramite l’interazione con sistemi di ricompensa della dopamina cerebrale. Un elemento che si presenta ripetutamente nella biochimica dell'amore è l’ossitocina neuropeptide.

Questo peptide viene rilasciato in risposta alla acute esperienze stressanti; ed è coinvolto nella cura dei bambini, e anche nella stabilizzazione di un rapporto d'amore per garantirci sostegno da parte degli altri.

Dati recenti suggeriscono che l'ossitocina potrebbe contribuire agli obblighi romantici negli uomini per migliorare il loro valore di attrazione e la ricompensa del partner con altre donne; mentre, nelle donne, l’ossitocina promuove selettivamente l’approccio in contesti sociali positivi.

La vasopressina è associata alla mobilitazione fisica ed emotiva e supporta la vigilanza necessaria per salvaguardare un partner o un legame di coppia. La vasopressina, insieme all’ossitocina, vengono rilasciate nel cervello, facilitando la preferenza per un partner nell’accoppiamento e istituendo così un legame di coppia.

Tuttavia, ci sono differenze tra gli effetti dei due neuropeptidi. L'ossitocina riduce gli effetti dello stress, mentre la vasopressina incrementa la paura e gli effetti dello stress. Ciò è dovuto probabilmente agli effetti opposti sull’amigdala.

Breve profilo degli studi delle neuroimmagini sull’amore

Gli studi di neuroimmagini si sono concentrati principalmente sulla corteccia, l'insula mediale, il cingolo anteriore e l’ippocampo e, nella subcorteccia, parti del corpo striato e del nucleus accumbens; tutte queste regioni sono regioni centrali del sistema di ricompensa.

Le aree attivate in risposta a sentimenti romantici sono quelle associate con la ricompensa, il desiderio, la dipendenza e stati euforici, vale a dire la dopamina.
In un'indagine, la risonanza magnetica funzionale (fMRI) è stata utilizzata per studiare la felicità in amore e, quindi, è stato possibile identificare un gruppo di attivazioni regionali relativi al caos emotivo, allo stato motivazionale che può avere un valore per la sopravvivenza e la riproduzione, efficace nella conquista di un compagno.

Un'altra questione recente è come le espressioni romantiche (specialmente quelle inattese) possano condurci a modificare le nostre convinzioni circa i pensieri e le motivazioni di un'altra persona.

In un recente studio tramite MRI il gruppo di Cooper ha identificato che le espressioni di interesse e di rifiuto attivano regioni precedentemente associate con la "mentalizzazione", tra cui il solco temporale superiore posteriore (PSTS) e la corteccia prefrontale rostromediale (RMPFC); mentre il PSTS corrisponde alle differenze delle proprie decisioni, il RMPFC risponde agli errori di previsione di un modello di rinforzo-apprendimento di desiderabilità personale.

Le risposte nelle regioni affettive erano altamente sensibili alle aspettative dei partecipanti. Il RMPFC e il PSTS sono pensati per supportare nuovi informazioni sociali riguardanti le credenze sugli altri.

Un'altra area di recente ricerca si è focalizzata sulla rete cerebrale dell’amore intenso; ossia esaminare lle correlazioni dell'amore romantico a lungo termine. Acevedo e colleghi hanno studiato le correlazioni neuronali dell’amore a lungo termine e dell’attaccamento applicando la risonanza magnetica neuronale (MRI) ad un gruppo di coppie felicemente sposate, ossia a individui sessualmente monogami che manifestavano un amore intenso verso il proprio partner.

In questo studio, ai partecipanti sono state mostrate le immagini del volto del loro partner e di un conoscente molto familiare permettendo un diretto e controllato confronto dei risultati tra la vista del partner e dell’altro individuo.

L’analisi ha mostrato un’intensa attività neurale in risposta alle immagini dei loro partner nella regione mesolimbica, ossia nelle regioni ricche di dopamina importanti per i processi di motivazione e ricompensa.

Una recente meta-analisi sulla MRI ha rivelato una condivisione del cervello tra la comprensione e l’intenzione di capire l'amore appassionato, che include regioni cerebrali, che sostengono la cognizione sociale, interiorizzazione di sé e dell’altro come il solco superiore bilaterale temporale, la corteccia bilaterale frontale inferiore, la corteccia prefrontale ventromediale, l’insula anteriore così come le regioni cerebrali coinvolte nel mesolimbico e nigrostriatale (nucleo caudato, talamo, putamen, e la zona paraippocampale).

CONCLUSIONE
Gli studi supportano l'ipotesi che la ricompensa multipla delle regioni che utilizzano la dopamina si attivano durante la sensazione di amore romantico; e forniscono anche una forte evidenza di un collegamento tra una regione specifica del cervello e una funzione specifica di quest’ultimo, ossia l’amore romantico.

 

Tratto dalla Rivista Psychiatria Danubina 2014; Vol. 26, Suppl. 1, pp 266–268 Conference paper© Medicinska naklada

 

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Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Gilda Puzio

 

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Tags: sistema della ricompensa ormoni, scelta del partner, connessioni neuronali, neuroimmagini, fattori endocrini,

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