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Psicoterapia del Ritmo Sociale per il Disturbo Bipolare di tipo II

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Molti psichiatri e medici ricorrono, in primis, ai farmaci per trattare il Disturbo Bipolare, non considerano l’opportunità di trattarli in modo naturale, attraverso l’uso della psicoterapia.

Psicoterapia del Ritmo Sociale per il Disturbo BipolareE mentre il farmaco potrebbe essere un trattamento di prima scelta appropriato per il Disturbo Bipolare di tipo 1, quando gli stati emotivi sono meglio definiti e più gravi, è meno chiaro se questo tipo di trattamento sia efficace nel Disturbo Bipolare di tipo 2, visto che esso si presenta come una condizione di stati d’animo complessi e contrastanti.

Purtroppo, poiché il DB II non è facilmente riconoscibile come il DB I, è spesso mal diagnosticato e non viene trattato.

La psicoterapia potrebbe essere un metodo di trattamento benefico ed efficace per il DB II, con o senza l’uso aggiuntivo del farmaco. Nel DB II, infatti, “gli stati emotivi misti rendono più difficile rilevare le modifiche, valutare i risultati negli studi clinici e riconoscere gli inizi di nuovi episodi”, secondo i ricercatori di una recente review, che esaminava l’efficacia della psicoterapia nel trattamento del DB II (Swartz et al., 2012) e che ha trovato “un’evidenza preliminare per la terapia cognitiva, la terapia cognitivo-comportamentale, la psicoeducazione, la terapia focalizzata sulla famiglia, la gestione del caso” e, in modo particolare, “per la IPSRT (Terapia Interpersonale e dei Ritmi Sociali) come trattamenti per questo disturbo”.

Cos’è la Terapia Interpersonale e dei Ritmi Sociali (IPSRT)?

Essa ha tre componenti: la psicoeducazione, la terapia del ritmo sociale (SRT) e la terapia interpersonale (IPT). Ecco come i ricercatori descrivono queste tre componenti:

  • La psicoeducazione si focalizza sulla malattia e le sue conseguenze, sulle opzioni farmacoterapeutiche ed i possibili effetti collaterali e sull’individuazione dei sintomi prodromici ed i segnali d’avvertimento all’inizio dell’episodio.
  • La Terapia del Ritmo Sociale (SRT) si focalizza sullo sviluppo di strategie per promuovere un ritmo regolare, che si sincronizza con gli stimoli sociali, e per ridurre l’impatto degli eventi che interrompono questi ritmi. Ciò è fatto rivedendo le routine sociali del paziente, attraverso la Scala del Ritmo Sociale (SRM), uno strumento usato per misurare la regolarità del ritmo, identificando quei comportamenti, che influenzano negativamente la stabilità del ritmo, e le aree in cui questi ritmi possono essere regolarizzati. L’ipotesi di base è che ci sono fattori ambientali che ci aiutano a regolare e mantenere il nostro orologio circadiano – come il sorgere ed il tramontare del sole. Ma ci sono anche spunti, nelle nostre vite quotidiane, che ci aiutano a regolare e mantenere costante il funzionamento dello stesso. Quando uno o più di questi segnali sociali vengono interrotti, si interrompono anche i nostri ritmi biologici e questo ci destabilizza e ciò ha un impatto più deleterio ed incisivo su quelle persone, che sono vulnerabili ai Disturbi dell’Umore (per una componente genetica sottostante o semplicemente per un deficit psicologico), per le quali vengono a modificarsi anche i sintomi somatici, quindi gli episodi depressivi e maniacali. Quindi, la Terapia del Ritmo Sociale cerca di ri-addestrare i ritmi sociali in questi soggetti per favorirne un recupero veloce dal loro disturbo.
  • Gli interventi di Psicoterapia Interpersonale (IPT) sono usati per aiutare i pazienti a riconoscere la relazione reciproca tra eventi di vita e disregolazione dell’umore. I pazienti, infatti, si focalizzano su una della cinque aree dei problemi, previsti dall’IPT, sforzandosi di migliorare, in modo particolare, quelli interpersonali e di ruolo sociale.

Come lavora: obiettivi e tecniche della IPSRT

Gli obiettivi della IPSRT sono, essenzialmente, quelli di rendere regolari le giornate di una persona e di enfatizzare il collegamento tra giornate regolari ed umori. Fa questo attraverso l’uso della SRM per monitorare le giornate del paziente e suggerisce cambiamenti per aiutare a migliorare la regolarità di queste routine.

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Tra le tecniche specifiche, identificate dai ricercatori dell’IPSRT, c’è quella di fornire una logica per fare dei cambiamenti nei ritmi sociali di una persona – spiegando, cioè, perché questi ritmi sono importanti e come migliorarli. Allora il terapista aiuterà il paziente ad identificare e monitorare i suoi stati d’animo nel tempo.

Inoltre, il terapista cerca di aiutare la persona a regolare il livello di stimolazione nella vita giornaliera, “aumentando la stimolazione quando il loro umore scende e diminuendola quando è vulnerabile all’ipomania. Poiché gli individui con DB II esperiscono comunemente stati d’animo misti o rapidamente mutevoli, possono sentirsi come se vivessero le loro vite in stati ingarbugliati, che si alternano tra una condizione in cui hanno ‘una marcia alta’ ed un’altra in cui sono ‘a marcia bassa’”.

Inoltre, il terapeuta aiuterà il paziente anche a capire come gestire meglio la grandiosità ed il senso del diritto – due sintomi che spesso sono una parte del DB II. Loro aiuteranno i pazienti anche a minimizzare la loro disregolazione emotiva, attraverso tecniche, usate in maniera simile nella Dialectical Behavior Therapy, come gli esercizi di respirazione, la distrazione e l’auto rilassamento.

Infine, i terapeuti tengono conto delle schede sull’uso che il paziente fa di sostanze che alterano l’umore, inclusi alcol, sigarette, caffeina, ecc. Per esempio, la caffeina potrebbe aiutare ad aumentare l’energia di una persona quando si trova a vivere un episodio depressivo, ma potrebbe creare problemi sulla qualità e durata del sonno della stessa.

In breve, la Terapia Interpersonale e del Ritmo Sociale (IPSRT) è un trattamento validato, a livello scientifico, per persone con DB II. Come dimostrato empiricamente, è l’unica psicoterapia efficace nel lavorare senza farmaci, quindi, in conclusione, vale la pena fare una prova.

 

Tratto da: psychcentral.com

 

(Traduzione e riassunto a cura della Dott.essa Alice Fusella)

 

 

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Tags: psicoterapia farmaci disturbo bipolare

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