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Valentina

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on . Postato in Benessere e Salute | Letto 545 volte

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mia figlia

E' una donna, ormai, o quasi….

Mi piace guardarla, non vista…
….la mattina quando dorme ancora nell'abbandono di quel sonno ristoratore di cui solo i giovani sanno nutrirsi…. e sul suo viso, ancora bambino, studio e ritrovo quella ereditata fossettina, dispettosa e testarda di giorno ma che, durante il rilassamento notturno, le rende più dolci i lineamenti, già bellissimi per me, del resto.

O quando con fare aggraziato, guardandosi nello specchio con vanità adolescenziale, si trucca inutilmente gli occhi già luminosi e splendenti di loro, per quella inesprimibile tonalità grigioverde, di cui, io, sua madre, vado orgogliosa.

E' mia figlia.
E' più alta di me, più bella di me, più intelligente di me, più dolce di me, più tutto…… di me…

Leggo di nascosto i suoi messaggi sulla posta elettronica, peraltro di libero accesso a tutti (addio caro diario segreto!) e gioisco della sua vivacità espressiva e della sua capacità di vivere con accurata semplicità ogni rapporto.

Studio (vizio eterno!!!) la sua comunicazione linguistica che trovo briosa, spiritosamente impostata, mai superficialmente allegra ma sempre ponderata e retta da vincoli di sensibilità emotiva e rispetto per la gente, siano essi amici di una vita o occasionali compagni di chat.

Assai lontana, per mia fortuna, dai rischiosi vizi moderni e dai pericolosi intrattenimenti di molti suoi coetanei, trascorre le sue giornate tra un super collaudato fidanzato sempre presente e di cui a volte sono, pur se consapevolmente, irrazionalmente gelosa….. Studi universitari affrontati con disinvolta passione mai resi faticosi e pesanti da notturni approfondimenti… Amici sempre adattati alle circostanze: apertamente giudiziosi o timidamente strampalati….. Provvidenziali e ricercate lezioni private……

Si affaccia alla vita con curioso egocentrismo, sempre pronta a prendere ciò che essa, giornaliermente può dispensare, cogliendone ogni aspetto con ottimistica progettualità.

Ammiro la sua capacità di dedicarsi allo studio serenamente, senza inutili affanni notturni, di sapersi godere, senza alcuna remora, anche giudizi tiepidi o moderati, dettati, a suo dire, da troppo severi professori.

Lei è fresca e felice con il suo… venticinque nella realtà ma…. quasi ventisei nel suo narcisistico giudizio…orgogliosamente mostrato sul libretto agli increduli amici…. ed a me, sinceramente compiaciuta comunque …severa, ma solo con me stessa.

Chiassosa, ma solo per scelta, simpatica ma solo se raccolta, amante ma solo se amata…

Diversa da me: plurilaureata insicura e triste, faticosamente psicologa, ansiosamente madre.

Non conosce le mie allucinanti discussioni con mia madre in apparenza oppositive e ribelli ma in realtà elemosinanti… attenzione, anche a costo di psicosomatici malori

Né le mie estenuanti nottate sui libri per strappare il massimo dei voti…..su quel libretto, oggettivamente mostrato a tutti ma in realtà dedicato solo a chi nella vita ho sempre rincorso.

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Non sa del mio amare senza remore nè aspettative reali, dolorosamente imposto da una implacabile legge interiore….. del mio dare solo apparentemente generoso… della mia quotidiana lotta contro quel senso morale e quel troppo severo "dovere" che mi impongo come necessità imperiosa…

Non sa della mia sofferenza nel regalarle tarde ore di rientro serale per permetterle di godersi la vita…. e il piacere di trasgredirmi..

Non sa della fatica quotidiana di porgermi a lei come comprensiva, empatica, accettante, sorridente madre, anche se oppressa dalla stanchezza di una estenuante ma amatissima attività.

Lei nella sua prepotente e vitale giovinezza, vissuta e non subita come la mia, procede, con illimitato entusiasmo.

 

Articolo a cura della Dott.ssa Anna Scala

 

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