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In nome del Padre

on . Postato in Editoriale | Letto 388 volte

F.Maddalena

La tragedia di Novi Ligure consumatasi in questi giorni è l'ultima traccia di una scia di sangue che tinge di rosso quest'ultimo, atipico scorcio invernale, altro anello di una catena di dolore che rimarrà serrata nella sua intima incomprensibilità, vuota nella restituzione di un senso condivisibile, muta nella impossibilità di una parola che possa schiudere gli abissi della mente.

Se riandiamo indietro, anche di poco, nella cronaca di queste ultime settimane, riappaiono davanti ai nostri occhi tragedie non meno raccapriccianti, dove la "ragione" ha deposto le sue insegne e dove il sentimento e la pietà hanno abbandonato la scena, lasciando solo un vuoto assordante, una coltre di tenebra. Il padre di Padova, professore universitario ucciso e bruciato dal figlio perché aveva minacciato di denunciarne le irregolarità compiute in alcuni esami ; il ragazzo di Sesto S.Giovanni che ha ucciso con una coltellata alla gola la ragazza che voleva lasciarlo; per non parlare dei delitti compiuti sempre a Padova dal (presunto) killer…

Ritornano infatti alcuni elementi in comune tra questi delitti diversi eppure simili: una volontà di uccidere spietata, immediata, irriflessa. E soprattutto la freddezza, la spietata razionalità con cui la tragedia è stata posta in atto, la fedeltà ad un copione mentale aberrante sostenuta fino in fondo, la mancanza di un sentimento di rimorso, l'impossibilità di collegare dentro sé stessi il proposito omicida con un seppur minuscolo sentimento di pietà verso le vittime..

Ieri questa ragazza di 16 anni, carina e di buona famiglia, una vita normale tra scuola, palestra e fidanzatino, ha ucciso la madre e il fratello più piccolo infliggendo 40 coltellate alla prima e 57 al secondo...In un primo momento si penserà alla bestialità criminale di malviventi particolarmente efferati, locali o stranieri, ma i sospetti finiscono per convergere dopo poco, in seguito alle ricostruzioni degli inquirenti ed a particolari contrastanti nel racconto della testimone, proprio su di lei, forse aiutata nel massacro dal ragazzo diciassettenne col quale esce da qualche tempo.

Alcune telefonate tra i due giovani intercettate in seguito dalla polizia rivelano la loro determinazione ed un glaciale "self control": "Ce la faremo, stai tranquillo..Ci stanno credendo.." dice la ragazza ignara che i sospetti degli inquirenti si vanno invece moltiplicando su di loro.

La tragedia è stata portata a termine con una furia diremmo sovrumana ed un accanimento tali che il pensiero non riesce a collocarli dentro la cornice di un vissuto famigliare consueto, fatto di ritmi scanditi dalla colazione, dalla scuola dei ragazzi, delle banalità della tv, delle chiacchiere intorno al tavolo di cucina, dei cani e gatti che gironzolano intorno trattati come parenti stretti.

Eppure quanto è accaduto rivela che sotto le nostre omologate quotidianità, sotto le croste esistenziali da spot pubblicitario e la patina dorata del perbenismo usa e getta, si agitano demoni terrificanti che reclamano ancora sacrifici umani proprio laddove si credeva non potessero avere mai accesso, in quello spazio sacro del focolare domestico, tra le mura "amiche"...

Perchè questo delitto colpisce al cuore quella istituzione cardine che è la famiglia, il suo universo condiviso, i ruoli di padre e madre e figli, rimescolandoli, azzerandoli e così privandoli di quella loro connotazione originaria che informa l'idea del limite, di ciò che è possibile e di ciò che non lo è.

La crisi della famiglia, e la crisi dei genitori, è la medesima crisi di una società attuale che non riesce più a svolgere la propria funzione etica e civile primaria, quella di comprendere ed ascoltare i propri figli, e nel contempo a tracciare per essi una linea cui poter far riferimento per il futuro, in un vuoto desolante di valori veri e sommersi dalla sola logica del profitto infinito; e ciò innesca una spirale di violenza sorda e cieca, un atto di lucida follia dove le antiche e moderne immagini sacre si distruggono nella furia pantoclastica di un istante in un unico, abbagliante fuoco che divora memoria e ricordi.

Figli perduti, dimenticati, parcheggiati ai margini della vita, in nome di quale Padre, di quale ideale adesso potranno mai riconoscere sè stessi, e crescere e tentare di cambiare questa realtà?

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