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Counseling e psicoterapia online: operare nel nuovo millennio

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on . Postato in Il lavoro della psicologia | Letto 2951 volte

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Molti professionisti, a livello internazionale, operano online attraverso sedute di counseling psicologico e di psicoterapia. I vantaggi e svantaggi dell'uso di Skype e di FaceTime nei paesi anglofoni.

Counseling e psicoterapia onlineLa telepsichiatria è la valutazione clinica e il trattamento psichiatrico applicato a distanza; si effettua fondamentalmente una “perizia” da parte di uno specialista per tutte quelle popolazioni altrimenti inaccessibili, come le carceri, le zone militari e le comunità rurali lontane.

È stata introdotta decine di anni fa e rappresenta, forse, l'esempio più riuscito nel campo generale della telemedicina.

La telepsichiatria gestisce tradizionalmente pazienti attraverso siti controllati e supervisionati, e fa uso di apparecchiuature speciali che garantiscono una videoconferenza sicura.
Un certo numero di aziende offrono infatti diversi servizi e tecnologie per facilitare questa pratica. I pazienti che ricorrono e si servono della telepsichiatria spesso soffrono di un significativo disturbo mentale e il trattamento, in questo caso, è solitamente legato ad una prescrizione farmacologica atta a favorire un miglioramento della sintomatologia.

Più recentemente, i blog di salute mentale stanno evidenziando la crescita della psicoterapia online condotta da clinici all'interno della loro pratica privata.

Anche se questa possa rientrare nella categoria della “telepsichiatria”, in realtà si differenzia in molti aspetti importanti; la psicoterapia online è infatti di solito condotta come parte del proprio lavoro privato, senza la supervisione istituzionale o la standardizzazione di essa. Il paziente è in genere a casa o a lavoro, cioè in un ambiente non controllato.

L'avvento delle nuove teconologie ha inoltre favorito la diffusione di tale pratica, in quanto sia Skype che FaceTime possono essere impiegate per la gestione di alcune problematiche.

I pazienti presentano infatti un funzionamento più alto, presentando problemi più sottili che richiedono una discussione “sfumata” e interventi spesso non farmacologici.
L'idea di condurre una psicoterapia a distanza non è nuova; Sigmund Freud manteneva infatti delle corrispondenze, attraverso delle lettere, con i suoi pazienti, perchè sperava che in qualche modo queste potessero rivelarsi clinicamente utili.

Le sessioni telefoniche sono nate invece nel 1960 con l'avvento del suicidio “hotline”, e sono state ampliate successivamente per cercare di coprire molte più superfici della salute mentale, attraverso appunto la consulenza telefonica.

La psicoterapia attraverso il telefono rimane ad oggi estremamente popolare, spesso serve come sostituto temporaneo alla sessione terapeutica, per l'intervento su delle crisi che subentrano durante le regolari sessuali, e per mantenere un rapporto terapeutico quando una delle due parte si sposta fuori dalla zona.Nonostante la mancanza di segnali visivi, gli studi suggeriscono che la psicoterapia e la consulenza telefonica sono efficaci e molto apprezzati dai clienti.

I primi sforzi di utilizzare internet come mezzo per la pratica psicoterapeutica sembravano però fare più un passo indietro che in avanti, e questo perchè ci si avvaleva di messaggi di testo come e-mail, o attraverso l'utilizzo delle chat.

A differenza di una conversazione telefonica, il testo scritto nasconde la prosodia vocale, così come altri tratti paralinguistici, oscura l'ironia, i doppi significati e sottigliezzsimili.L'utilizzo dell'e-mail determina pertanto degli inconvenienti e ed è oltretutto asincrona, in quanto la conversazione non si verifica in tempo reale.

Nonostante tali limitazioni, la possibilità di accedere alla consulenza di un esperto tramite un pc, ha scatenato nell'immaginazione collettiva l'idea che un giorno il computer stesso sarà in grado di condurre la psicoterapia, appiattendo così l'idea e la possibilità di come questo invece possa facilitare lo scambio comunicativo tra due persone.

Ad eccezione degli interventi cognitivi e psicoeducativi altamente strutturati, la possibilità di effettuare una psicoterapia online ancora non è stata raggiunta.

La psicoterapia attraverso il computer avviene più comunemente all'interno di un luogo on-line, tramite l'utilizzo di applicazioni come Skype o FaceTime che consentono di effettuare una video-conferenza.

Questi strumenti sono facilmente disponibili e gratuiti, nonché facili da utilizzare e configurare; tuttavia, il dibattito scientifico verte sull'affidabilità di tali siti rispetto alle norme sulla privacy dell'HIPAA Privacy Rule.

Questa stabilisce infatti gli standard nazionali volti a proteggere le cartelle cliniche degli individui, nonché altre informazioni di salute personale, attraverso l'utilizzo di servizi che forniscono l'assistenza sanitaria elettronica.

La Rule (Regola) richiede delle garanzie adeguate per proteggere la privacy delle informazioni sanitarie personali, e fissa i limiti e le condizioni per gli usi che possono essere fatti di tali informazioni senza l'autorizzazione del paziente.

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Tuttavia, è stato osservato che le conversazioni via cellulare con i pazienti, nonché le e-mail sono molto più vulnerabili alla violazione della privacy, rispetto a programmi come Skype e Facetime che utilizzano la crittografia come impostazione predefinita.

Se l'alternativa è quella di non poter recarsi nello studio del terapeuta per avviare un percorso, l'utilità di condurla onlina sembra ovvia.

Alcuni esempi possono riguardare pazienti che presentano malattie fisiche degenerative che li costringono a restare immobili in un letto, oppure soggetti che vivono in luoghi lontani, o anche coloro che sono immuno-compromessi, ossia affetti da una malattia infettiva altamente contagiosa.

Inoltre, la terapia online potrebbe ragionevolmente sotituire la terapia telefonica in situazioni tipiche come le crisi o quando la diade terapeutica esistente si deve separare geograficamente in maniera temporanea.

Questa potrebbe rappresentare un vantaggio rispetto ad alcune catagorie di pazienti, come ad esempio il depresso o l'agorafobico, in quanto hanno la possibilità di non avventurarsi fuori di casa qualora per loro quell'aspetto possa essere motivo di svantaggio o di scarsa motivazione.

Rispetto alla psicoterapia praticata vis-a-vis è però importante sottolineare come questa veicoli una forma di interazione sociale che è terapeutica già di per sé.

A tal proposito la psicoterapia a distanza non consente magari di cogliere alcune sottigliezze uditive e visive, come un sospiro tranquillo o le pupille dilatate.

Le espressioni facciali, implicate nella comunicazione interpersonale inconscia, possono così venir trascurate, e inoltre, il “telaio” terapeutico potrebbe essere più difficile da mantenere se il paziente si trova in costume da bagno in piscina o beve una bevanda alcolica durante la sessione terapeutica.

Il potenziale per gli acting-out del paziente, o anche una minaccia di suicidio o gesti autolesivi, può rendere il terapeuta “online” particolarmente indifeso e forse più facilmente manipolabile, rispetto alla possibilità che ciò invece si verifichi all'interno del suo studio.

La psicoterapia online presenta sicuramente dei vantaggi pratici in alcune situazioni, e come modalità di trattamento la ricerca sottolinea la sua efficacia a discapito di coloro che la ritengono intrinsecamente dannosa.

Sarebbe interessante confrontare la terapia telefonica con quella video in un contesto di ricerca, per vedere se il canale visivo conferisce ulteriori informazioni utili, e se migliora o diminuisce l'alleanza terapeutica.

Come la maggior parte delle innovazioni teconologiche, la terapia online introduce nuove insidie e approfondisce quelle vecchie, quindi è meglio non sceglierla aprioristicamente solo per la sua novità o convenienza.

Tuttavia, nonostante il trattamento vis-a-vis è ad oggi quello maggiormente prediletto, è importante comunque aprirsi a nuove “sfide” e soprattutto non categorizzare come prettamente “giusto” o “sbagliato” il modo di operare dei propri colleghi! 

 

Tratto da PsychologyToday 


(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

 

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